{"id":38276,"date":"2014-11-04T19:13:44","date_gmt":"2014-11-04T18:13:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=38276"},"modified":"2014-11-04T19:13:44","modified_gmt":"2014-11-04T18:13:44","slug":"la-giornata-delle-forze-armate-ma-il-futuro-e-costruire-la-cultura-della-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/11\/04\/la-giornata-delle-forze-armate-ma-il-futuro-e-costruire-la-cultura-della-pace\/","title":{"rendered":"LA GIORNATA DELLE FORZE ARMATE \/ MA IL FUTURO E&#8217; COSTRUIRE LA CULTURA DELLA PACE"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/a5_3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"a5_3\" class=\"alignleft size-medium wp-image-38277\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/a5_3-300x225.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/a5_3-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/a5_3-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/a5_3.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Giuseppe Puppo________<\/h3>\n<h3>Quest\u2019anno la tradizionale celebrazione della giornata delle Forze Armate, oggi, 4 novembre, che richiama la data della fine della prima guerra mondiale, nel 1918, coincide con il centenario del suo inizio, nel 1914.<\/h3>\n<h3>Nel Salento si segnalano due iniziative: in pratica, \u00a0le \u201cporte \u2013 aperte\u201d dell\u2019aeroporto militare di Galatina; e la cerimonia organizzata dalla Prefettura, (nella foto, un momento della manifestazione, con il prefetto Giuliana Perrotta) animata da un invito ai giovani ad esprimersi attraverso i social network sui temi dei valori, il cui denominatore comune \u2013 riferisce un comunicato appena diramato \u2013 \u201c<em>\u00e8 stato l&#8217;invito a trarre insegnamento dal sacrificio dei caduti della Grande Guerra e dei tanti conflitti che hanno segnato la Storia: trasformare la loro passione civile, il forte sentimento identitario di appartenere alla Nazione, l&#8217;imperativo morale di difenderla ad ogni costo, nella ricerca quotidiana del Dialogo e del Rispetto reciproco, unica via per riportare la Pace fra gli individui come fra le Nazioni\u201d.<\/em><\/h3>\n<h3>Sommessa, \u00e8 arrivata poi l\u2019eco dell\u2019esternazione rituale del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.<\/h3>\n<h3><em>&#8220;Si vanno affermando nuove e aggressive forme di estremismo e di fanatismo&#8221;, ha insistito il capo del Quirinale, che rischiano di &#8220;insediarsi&#8221; in Italia &#8220;infiltrandone progressivamente la societ\u00e0: questa \u00e8 una minaccia reale, anche militare che le nostre forze armate devono essere pronte a contrastare e prima di tutto a prevenire, insieme all&#8217;Unione europea e alla Nato&#8221;. Le difficolt\u00e0 della Nato e, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;Europa e dell&#8217;Occidente di fronte alle crisi internazionali &#8220;riflettono una perdita di leadership politica in seno alla comunit\u00e0 internazionale&#8221;, sostiene il presidente della Repubblica. &#8220;C&#8217;\u00e8 una divaricazione tra chi ritiene di perseguire il necessario livello di efficienza dello strumento militare&#8221; e chi all&#8217;opposto vive una &#8220;ricorrente pressione per una riduzione quasi &#8216;di principio&#8217; di quell&#8217;impegno e dei suoi costi &#8211; ha rilevato il capo dello Stato &#8211; si sono di recente levate, in particolare in seno alla Nato, voci critiche per la tendenza in diversi Stati membri a una riduzione della spesa militare, mentre l&#8217;aggravarsi del quadro delle relazioni internazionali avrebbe dovuto spingere in senso opposto. Ebbene penso che da parte di ogni Paese membro della Nato si debba essere seri nel prendere decisioni che non possono mai avallare visioni ingenue, non realistiche, di perdita di importanza dello strumento militare&#8221;. Ma Napolitano ritiene anche che queste difficolt\u00e0 dell&#8217;Europa e dell&#8217;Occidente dinanzi alle situazioni di crisi &#8220;non abbiano come causa principale un insufficiente investimento&#8221; nel settore della difesa &#8220;ma riflettano soprattutto una perdita di leadership politica in seno alla comunit\u00e0 internazionale. Varr\u00e0 la pena, credo, di discuterne&#8221;, ha aggiunto.<\/em><\/h3>\n<h3>Bene, discutiamone allora.<\/h3>\n<h3>***<\/h3>\n<h3>Credo che anche quella di oggi sia stata un\u2019occasione persa.<\/h3>\n<h3>Cominciamo dagli aerei. Abbiamo una spesa ingente quanto inutile, che muove\u00a0 somme ingenti, certo spendibili in maniera pi\u00f9 proficua per tutti, per gli asili nido, per i trasporti locali, per le pensioni minime degli invalidi, per esempio, invece prevista a bilancio per l\u2019acquisto di aerei da combattimento, cio\u00e8 di distruzione, i famigerati F35, di produzione americana, fra l\u2019altro di dubbio valore pure propriamente tecnico.<\/h3>\n<h3>Sarebbe stata un\u2019 occasione per rilanciare il dibattito sull\u2019opportunit\u00e0 di un simile \u201cinvestimento\u201d di morte, in favore di un investimento di vita, inchiodando il governo del Pd alle sue opportunit\u00e0, in un discorso pi\u00f9 ampio, volto a rendere effettivo il dettato costituzionale dell\u2019articolo 11, per cui \u201cL&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u201d.<\/h3>\n<h3>***<\/h3>\n<h3>I ragazzi, poi. Sui libri di scuola \u201cla grande guerra\u201d viene raccontata ancora in forma retorica ed edulcorata. Ne vengono taciute le responsabilit\u00e0, i costi immani di morti, feriti, mutilati, e folli, sopportati dal popolo, dai ceti pi\u00f9 umili ed emarginati, il coinvolgimento nella carneficina delle popolazioni civili, donne e bambini in primo luogo. Non viene detto che ne trassero unico giovamento \u00a0i ricchi, i grandi industriali, i commercianti, gli affaristi, gli speculatori e i mercanti di armi. Continua a sfuggire in essi il senso di carneficina senza senso, dipinto nella letteratura da Junger, Celine, Ungaretti, tanto per fare soltanto alcuni nomi e su cui certo pi\u00f9 proficuamente essi avrebbero potuto esercitarsi.<\/h3>\n<h3>***<\/h3>\n<h3>Portava il mio stesso nome, era mio nonno. Lasci\u00f2 i campi su cui Cristo si era fermato nel profondo Sud e part\u00ec volontario per il fronte. Se la fece tutta quanta, la grande guerra. Non sapeva neanche lui come e perch\u00e9 riusc\u00ec a tornare vivo e vegeto. Da bambino, alle prese con le mie prime curiosit\u00e0, lo interrogavo, e mi raccontava volentieri, ancora come in trance. Mi raccontava dei plotoni di soldati di cui faceva parte nei combattimenti, da cui tornava da solo, senza pi\u00f9 i suoi \u201cfratelli\u201d d\u2019arme, rimasti cadaveri; dei campi di prigionia da cui era riuscito a scappare, dei gas che portavano la morte immediata dal cielo; delle armi terribili che gli facevano usare; della perdita di ogni umanit\u00e0 che la guerra sempre sottende.<\/h3>\n<h3>L\u2019altro mio nonno, materno, dallo stesso paesino, Giovanni Grandinetti, si chiamava, part\u00ec due anni dopo, era un \u201cragazzo del \u201999\u201d, i ragazzi che a diciotto anni finirono a essere massacrati, perch\u00e9 chiamati a fronteggiare la situazione disperata dopo\u00a0 Caporetto. Mi raccontava dei sacrifici, delle privazioni, delle prove terribili cui \u00a0furono sottoposti tutti quelli come lui.<\/h3>\n<h3>Ai ragazzi che oggi hanno mandato sms, avrei voluto fare ascoltare le sue parole, altro che celebrazioni delle Forze Armate. Aveva la vostra et\u00e0, cari. Non mandava sms senza rischiare nulla, assecondando la retorica delle Istituzioni, mandava pallottole volute dalle Istituzioni, che poi lo fecero \u201ccavaliere di Vittorio Veneto\u201d e gli regalarono un\u2019elemosina in denaro, solo decenni dopo, e lui mi mostrava l\u2019assegno, stringeva l\u2019onorificenza e, gi\u00e0 vecchio e provato, piangeva, piangeva e basta, senza dire pi\u00f9 nulla.<\/h3>\n<h3>***<\/h3>\n<h3>Un\u2019occasione persa anche oggi \u00a0per rilanciare il dibattito sull\u2019inutilit\u00e0 e la disumanit\u00e0 totale della guerra, e sul fatto che, checch\u00e9 continui a pensarla diversamente il nostro presidente della Repubblica, \u201cnon ci sono guerre giuste\u201d.<\/h3>\n<h3>Possiamo pensare finalmente a una cultura che spieghi come la guerra debba \u00a0diventare non pi\u00f9 un\u2019opzione, ma un vero e proprio tab\u00f9?<\/h3>\n<h3>Possiamo pensare il sogno di John Lennon nella pratica attuazione di un impegno che preveda costantemente la costruzione della cultura della pace, dopo tanti secoli, ancora oggi, di pseudo \u2013 cultura ella guerra?<\/h3>\n<h3>Possiamo pensare a una politica che preveda, subito, senza se, e sena ma, l\u2019 uscita dell\u2019Italia dalla Nato?<\/h3>\n<h3>Possiamo pensare ad avere finalmente una nostra politica estera fondata sull\u2019ordinamento del Mediterraneo e sulla cooperazione internazionale?<\/h3>\n<h3>***<\/h3>\n<h3>Ecco i compiti, le vere e proprie battaglie di civilt\u00e0 che attendono le giovani generazioni e che occorre urgentemente concretizzare e attuare.<\/h3>\n<h3>Molte sono le forze, e disparate, che hanno gi\u00e0 cominciato a muoversi, tanti i mezzi che possono essere usati a tal fine.<\/h3>\n<h3>Ognuno faccia la sua parte, nessuno resti indietro.<\/h3>\n<h3>Il futuro, l\u2019unico possibile, questo, esattamente\u00a0 questo, \u00e8 gi\u00e0 cominciato.<\/h3>\n<h3><em><\/p>\n<p><\/em><\/h3>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/11\/04\/la-giornata-delle-forze-armate-ma-il-futuro-e-costruire-la-cultura-della-pace\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/11\/04\/la-giornata-delle-forze-armate-ma-il-futuro-e-costruire-la-cultura-della-pace\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo________ Quest\u2019anno la tradizionale celebrazione della giornata delle Forze Armate, oggi, 4 novembre, che richiama la data della fine della prima guerra mondiale, nel 1918, coincide con il centenario del suo inizio, nel 1914. 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