{"id":39188,"date":"2014-11-18T11:58:55","date_gmt":"2014-11-18T10:58:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=39188"},"modified":"2014-11-18T21:34:07","modified_gmt":"2014-11-18T20:34:07","slug":"la-sacra-corona-unita-a-lecce-nella-ricostruzione-degli-inquirenti-tutti-gli-episodi-di-cronaca-le-lotte-fra-clan-rivali-e-le-attivita-criminali-deli-ultimi-tre-anni-e-in-particolare-degli-ultimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/11\/18\/la-sacra-corona-unita-a-lecce-nella-ricostruzione-degli-inquirenti-tutti-gli-episodi-di-cronaca-le-lotte-fra-clan-rivali-e-le-attivita-criminali-deli-ultimi-tre-anni-e-in-particolare-degli-ultimi\/","title":{"rendered":"VIDEO: LA SACRA CORONA UNITA A LECCE &#8211; NELLA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI TUTTI GLI EPISODI DI CRONACA, LE LOTTE FRA CLAN RIVALI E LE ATTIVITA&#8217; CRIMINALI DELI ULTIMI TRE ANNI E IN PARTICOLARE DEGLI ULTIMI MESI, CHE HANNO PORTATO AL &#8220;BLITZ&#8221; DELLA POLIZIA DI QUESTA MATTINA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images5.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"355\" height=\"142\" title=\"images\" class=\"alignleft size-full wp-image-39193\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images5.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images5.jpg 355w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images5-300x120.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a>L\u2019 indagine della Squadra Mobile costituisce la prosecuzione delle indagini svolte nel procedimento denominato CINEMASTORE\u201d, nel corso del quale era stata accertata la operativit\u00e0 nella citt\u00e0 di Lecce dell\u2019associazione di tipo mafioso \u201csacra corona unita\u201d, in quel momento capeggiata da BRIGANTI Pasquale e NISI Roberto.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo, in particolare, nel corso dell\u2019udienza preliminare di quel processo, aveva pubblicamente ammesso ed anzi rivendicato il suo ruolo direttivo all\u2019interno dell\u2019organizzazione, sia pure al fine di scagionare i familiari.<\/p>\n<p>Nel 2012 risultava dunque operante in Lecce un gruppo criminale facente capo a BRIGANTI (il quale aveva ricevuto la dote di \u201ccompleto\u201d da Mario TORNESE) e NISI, che si contrapponeva al gruppo capeggiato da LEO Andrea detto \u201cVernel\u201d. Tale articolazione entrava peraltro in crisi a seguito dell\u2019arresto del suo capo mentre il gruppo di NISI estendeva la sua influenza sulle zone un tempo sotto l\u2019influenza di LEO e VERARDI (nel frattempo divenuto collaboratore di giustizia).<\/p>\n<p>Arrestato nel maggio 2012 NISI, all\u2019interno del suo gruppo emergevano motivi di contrasto tra i suoi luogotenenti, VADACCA Davide da un lato e GRECO Gioele e DE MATTEIS Daniele dall\u2019altro, contrasti che trovavano origine nel traffico di cocaina.<\/p>\n<p>Il ruolo di spicco acquisito da GRECO Gioele veniva documentato da incontri che questi teneva a Lecce con trafficanti di stupefacente in passato facenti parte del gruppo LEO, che \u201ctransitavano\u201d a suo carico (MARCHELLO Omar) e dal versamento da parte sua di somme di denaro in favore di Remo DE MATTEIS, il quale usufruiva di permessi premio concessi dal Tribunale di Sorveglianza di Trapani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il traffico di stupefacenti veniva posto in essere dal gruppo capeggiato da GRECO Gioele, i fratelli Remo e Daniele DE MATTEIS, MARCHELLO Omar e Yuri ZECCA con modalit\u00e0 particolarmente violente ed efferate, tanto da indurli a commettere reati anche nei confronti di appartenenti all\u2019organizzazione stessa.<\/p>\n<p>L\u2019episodio di maggiore gravit\u00e0 in questo senso \u00e8 costituito dal suicidio di Luca ROLLO il quale, vessato da continue minacce, violenze, percosse e vessazioni volte ad indurlo a saldare un debito di circa ventimila euro derivante da passate forniture di stupefacente, si suicidava il 12 gennaio 2013.<\/p>\n<p>A detta del giudice per le indagini preliminari, \u201cle condotte reiterate di vessazione, minaccia e violenza compiute nei confronti del povero ROLLO Luca, sono state di tale insistenza e cattiveria da non potersi certamente ritenere che l\u2019evento suicidario non debba essere messo in stretta relazione causale con il delitto di spaccio di sostanze stupefacenti e conseguente estorsione pluriaggravata finalizzata a recuperare i debiti maturati dal ROLLO\u201d.<\/p>\n<p>Agli autori di tali condotte (BARBETTA Adriano e TARANTINO Salvatore su mandato di GRECO Gioele, DE MATTEIS Daniele e ZECCA Yuri) \u00e8 contestato tra l\u2019altro il reato di cui all\u2019art. 586 c.p. \u201dMorte come conseguenza di altro delitto\u201d, ritenendoli responsabili in ultima analisi della morte di Luca ROLLO.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>In altra occasione \u00e8 stato accertato il compimento di una rapina in danno di Flaviano Pino LETTERE, al quale con violenza veniva sottratto da GIOELE Greco, DE MATTEIS Remo, CARLUCCIO Cristian, LUGGERI Francesco e MARCHELLO Omar, un consistente quantitativo di stupefacente.<\/p>\n<p>Da questo ultimo episodio nasceva un insanabile contrasto, in seno all\u2019associazione, tra il gruppo di GRECO e il gruppo di VACCA Ciro, gruppo del quale faceva parte il LETTERE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sera del 12 gennaio 2013, quindi, presso il distributore \u201cTAMOIL\u201d in Cavallino, via Caprarica, Ciro VACCA colpiva Gioele GRECO all\u2019addome con alcuni colpi di pistola (episodio per il quale veniva condannato con rito abbreviato alla pena di sei anni di reclusione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tutta risposta, il 26 dello stesso mese Flaviano Pino LETTERE (\u201cpersona offesa\u201d della rapina, veniva portato con un pretesto da GRECO (prontamente ristabilitosi) in una casa di Torre Chianca e l\u00ec violentemente percosso e ferito al viso con un\u2019arma da taglio.<\/p>\n<p>Il 19 marzo successivo l\u2019arresto di GRECO poneva termine temporaneamente a questa spirale di violenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le indagini, che avevano sino ad allora documentato la genesi e le ragioni di tali episodi di violenza, documentavano altres\u00ec l\u2019intensissima attivit\u00e0 di spaccio di stupefacenti posta in essere dai due gruppi, nonch\u00e8 ulteriori attivit\u00e0 criminali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gruppo di VACCA favoriva la latitanza di due persone di elevatissimo spessore criminale.<\/p>\n<p>Il primo era il moldavo VITALI Serghei, evaso il 21.1.2013 dal carcere di Padova, il quale trovava rifugio in una abitazione a lui procurata da LETTERE Flaviano a Frigole, dove veniva arrestato il 23.3.2013. Coinvolti nel favoreggiamento della latitanza risultavano anche PEPE Marco, VITALE Antonio e SPEDICATI Ivan.<\/p>\n<p>Nella stessa zona e nello stesso periodo trovava rifugio anche GIORDANO Giuseppe detto \u201cAiace\u201d, gi\u00e0 condannato alla pena di anni trenta di reclusione per l\u2019omicidio di VANTAGGIATO Santino commesso unitamente a DI EMIDIO Vito il 16 settembre 1998 in Montenegro. Questi sarebbe poi stato arrestato a Manduria il successivo 29 marzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La evasione del VITALI dal carcere di Padova e la presenza proprio in quello stesso carcere di PEPE Cristian, condannato all\u2019ergastolo e zio di PEPE Marco, inducevano la Squadra Mobile a concentrare l\u2019attenzione su quella Casa Circondariale, intuizione questa che portava a eccezionali risultati investigativi.<\/p>\n<p>Analizzando infatti il traffico delle celle telefoniche della citt\u00e0 veneta veniva scoperto come Cristian PEPE e Ivan FIRENZE, l\u00ec detenuti, avessero all\u2019interno del carcere la disponibilit\u00e0 di computer e chiavette USB a mezzo dei quali comunicavano con i familiari all\u2019esterno. Utilizzando \u201cFacebook Video Calling\u201d e \u201cSkype\u201d, infatti, i detenuti effettuavano videochiamate con i familiari e, per loro tramite, con i membri dell\u2019organizzazione all\u2019esterno, impartendo direttive e ricevendo notizie.<\/p>\n<p>Tali comunicazioni, che gli interlocutori pensavano essere assolutamente \u201csicure\u201d, venivano quindi intercettate e ci\u00f2 permetteva di apprendere quali fossero le attivit\u00e0 ed i nuovi assetti dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>In particolare veniva accertata l\u2019esistenza di un grave contrasto tra GRECO Gioele e VADACCA Davide, il quale VADACCA veniva difeso da NISI (ormai ritenuto non pi\u00f9 in grado di guidare con autorevolezza il suo gruppo), l\u2019avvicinamento di GRECO Gioele a PEPE Cristian ed infine il passaggio di FIRENZE Ivan, il cui rapporto con Tot\u00f2 RIZZO si era incrinato, al gruppo PEPE. Per conto dei detenuti FIRENZE Ivan e PEPE Cristian agivano all\u2019esterno i parenti tra i quali in particolare FIRENZE Marco e PEPE Marco.<\/p>\n<p>Il 17 luglio 2013 venivano disposte dalla DDA di Lecce alcune perquisizioni presso la Casa Circondariale di Padova e presso le abitazioni delle persone coinvolte nelle comunicazioni in uscita dal carcere, perquisizioni che portavano al sequestro di computers, cellulari, tablet dai quali venivano estratti ulteriori elementi di prova.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Tra l\u2019estate e l\u2019autunno del 2013 numerosi episodi inducevano a ritenere che la leadership di Roberto NISI si stesse progressivamente indebolendo. Tra questi, l\u2019esplosione di colpi di pistola contro l\u2019abitazione del padre di Salvatore NOTARNICOLA (19 maggio 2013), nonch\u00e9 contro la abitazione di questi (20 agosto 2013), l\u2019affissione in citt\u00e0 di manifesti funebri annuncianti la scomparsa di VADACCA (12 settembre 2013), l\u2019esplosione di colpi di arma da fuoco all\u2019indirizzo di VADACCA Davide presso il centro sportivo \u201cOUTLINE\u201d (9 ottobre 2013), l\u2019esplosione di colpi di pistola all\u2019indirizzo di BELLANOVA Alessio (10 ottobre 2013), nonch\u00e9 contro il \u201cBellini Caff\u00e8\u201d ed il negozio \u201cGood Look\u201d (13 ottobre 2013), il \u201cCaff\u00e8 Carletto\u201d (13 dicembre 2013) ed il \u201cBar Paisiello\u201d (15 dicembre 2013). VADACCA, BELLANOVA e NOTARNICOLA risultavano appartenenti al clan di NISI (e perci\u00f2 arrestati il 16 ottobre 2013 operazione \u201cRESET\u201d). Gli accertamenti balistici rivelavano che la stessa arma da fuoco era stata utilizzata per sparare contro BELLANOVA, il \u201cBellini caff\u00e8\u201d e il \u201cCaff\u00e8 Carletto\u201d. Si trattava di una Beretta con matricola abrasa che il 27 febbraio 2014 verr\u00e0 sequestrata a BLAGO Johanne, parente di BLAGO Carmen, compagna di BRIGANTI Pasquale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BRIGANTI, che nel dicembre 2013 era stato ammesso al regime degli arresti domiciliari, veniva nuovamente arrestato il 26 febbraio 2014 in esecuzione dell\u2019operazione \u201cNETWORK\u201d.<\/p>\n<p>Tra il 27 ed il 28 febbraio veniva arrestato MONACO Angelo, nella cui disponibilit\u00e0 venivano rinvenuti un fucile a canne mozze, una pistola e due ordigni esplosivi. L\u2019intercettazione dei suoi colloqui in carcere consentiva di accertare da un lato il suo collegamento con Pasquale BRIGANTI, dall\u2019altro il ruolo del fratello MONACO William quale incaricato di comunicare con i sodali rimasti liberi e di continuarne le attivit\u00e0 illecite in particolare nel traffico di stupefacenti. Tra l\u2019altro si apprendeva come al momento dell\u2019arresto MONACO Angelo avesse introdotto in carcere stupefacente celato all\u2019interno del corpo, che poi aveva consumato con altri detenuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La progressiva emarginazione di NISI trovava conferma nel pestaggio da questi subito all\u2019interno del carcere di Lecce il 28 marzo 2014, mandante del quale risultava essere proprio BRIGANTI. Questi inoltre veniva informato delle attivit\u00e0 dei propri associati liberi nel corso dei colloqui con la compagna BLAGO Carmen la quale, inoltre, riceveva presso la propria abitazione le somme di denaro frutto delle attivit\u00e0 criminali del gruppo, somme delle quali dava poi conto al BRIGANTI.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni analoga aggressione subiva nel carcere di Taranto GRECO Gioele, il quale sino ad allora continuava a riconoscere come proprio referente NISI e che veniva picchiato da LEO Andrea \u201cVernel\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 18 aprile 2014 la Polizia Penitenziaria intercettava una lettera inviata da GRECO Gioele, per il tramite di un terzo detenuto, a BRIGANTI Maurizio e PEPE Antonio nella quale GRECO, a seguito dell\u2019aggressione subita, manifestava l\u2019intenzione di lasciare il gruppo NISI per entrare a far parte di quello capeggiato da BRIGANTI.<\/p>\n<p>GRECO non si limitava a tale affiliazione, vendicandosi altres\u00ec dell\u2019aggressione subita da LEO Andrea. Contro l\u2019abitazione dei genitori di quest\u2019ultimo in Vernole, infatti, il 15 aprile 2014 venivano esplosi sei colpi di pistola cal.38, che le indagini permettevano di accertare essere stati esplosi da DE MATTEIS Daniele, in quel momento latitante e fidato amico di GRECO. Questi trasmetteva l\u2019ordine al DE MATTEIS tramite la zia GRECO Emanuela, nel corso di un colloquio in carcere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo BRIGANTI intensificava le attivit\u00e0 estorsive commesse per il tramite di BLAGO Carmen, intervenendo anche per imporre la sua protezione nei confronti di persone sottoposte ad estorsione da altri.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso del gestore di due furgoni fast food siti nel centro di Lecce il quale, sottoposto ad estorsione ad opera di CALO\u2019 Massimiliano e sub\u00ecto l\u2019incendio di uno di questi (il 22 marzo 2014), richiedeva, per il tramite di BLAGO Carmen, l\u2019intervento di BRIGANTI per far cessare tali atti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019installazione di una microspia ambientale all\u2019interno dell\u2019autovettura in uso a MONACO William, fratello di Angelo, permetteva di apprendere in tempo reale le dinamiche associative ed i rapporti tra i vari gruppi operanti nella citt\u00e0 di Lecce, e di individuare i responsabili di una serie di episodi criminosi che provocavano grave allarme sociale.<\/p>\n<p>Quanto agli assetti associativi, risultava ormai stabile l\u2019alleanza tra il gruppo PEPE ed il gruppo BRIGANTI, mentre persisteva un contrasto (di antica origine) tra questi e GRECO Nicola in ordine al predominio sulla zona 167 di Lecce. GRECO, in particolare, stava approfittando della detenzione di BRIGANTI e della esautorazione di NISI per riprendere l\u2019attivit\u00e0 di spaccio di stupefacenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel giugno del 2014 i componenti del gruppo di LEO Andrea (tra i quali lo stesso fratello Gregorio ed il cognato ANTONUCCI Alessandro) erano fatti oggetto di sistematiche aggressioni all\u2019interno del carcere ordinate da BRIGANTI, il quale meditava azioni punitive anche nei confronti di coloro che, in libert\u00e0, erano sospettati di essersi avvicinati al gruppo di Nico GRECO. Tale attivit\u00e0 veniva posta in essere in pieno accordo con i fratelli PEPE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche i locali sottoposti a \u201cprotezione\u201d dal gruppo di LEO Andrea erano oggetto di atti ritorsivi ad opera dagli appartenenti al gruppo BRIGANTI. Cos\u00ec la pizzeria \u201cLa diavola\u201d in via Giovanni Paolo II, sottoposta ad estorsione da MUNGELLI Francesco, storicamente vicino al gruppo di LEO Andrea, veniva colpita da alcuni colpi di pistola il 29 aprile 2014, presumibilmente esplosi da CALO\u2019 Massimiliano. Pochi giorni dopo, il 7 maggio, altri sette colpi di pistola venivano esplosi contro la saracinesca, questa volta da ROLLO Pierluigi, supportato logisticamente appunto da MONACO William e Marco PACENTRILLI, tutti appartenenti al gruppo BRIGANTI. La strategia di quest\u2019ultimo, dopo avere estromesso NISI, era dunque quella di esautorare da qualsiasi ruolo e influenza criminale anche LEO Andrea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo, 8 maggio, veniva preso di mira da ROLLO e MONACO il negozio \u201cARTIGIANI PER CASO\u201d in via Imperatore Adriano 6, contro la cui vetrina venivano esplosi solo due colpi causa l\u2019inceppamento della pistola. Titolare del negozio \u00e8 la moglie di GRECO Alessandro, latitante arrestato quella stessa mattina in compagnia di Francesco MUNGELLI, appartenente al clan di LEO Andrea, ancora una volta obiettivo delle azioni criminali del gruppo BRIGANTI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La stessa matrice appare avere l\u2019attentato del 23 aprile 2014 in danno del negozio \u201cGLI ELETTRICI\u201d in via Duca d\u2019Aosta di propriet\u00e0 del padre della compagna di MUNGELLI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto che l\u2019attentato dell\u20198 maggio non era stato portato a termine per l\u2019inceppamento della pistola, il 18 maggio MONACO William, in compagnia di TROFO Massimiliano, ne riprovava la funzionalit\u00e0 pensando bene di crivellare di colpi un segnale stradale sulla tangenziale est all\u2019altezza dello svincolo per San Ligorio. Anche questo episodio veniva registrato dalla microspia installata a bordo dell\u2019autovettura di MONACO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 25 maggio seguente, con la medesima pistola, come dimostreranno in seguito gli accertamenti balistici, ROLLO Pierluigi e MONACO William esplodevano sei colpi di pistola contro la macelleria islamica \u201cESSALAM HALLAL\u201d in via Antonaci. Detta arma verr\u00e0 infine sequestrata il 17 settembre u.s. in occasione dell\u2019arresto di ROLLO Pierluigi e MARZANO Fabio, trovati in possesso di un kg di eroina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 15 giugno MONACO, in compagnia di ROLLO, esplodeva alcuni colpi di pistola contro una persona che si era affacciata al balcone di un edificio in viale Roma. Dalle conversazioni intercettate tra i due si comprendeva che tali colpi erano stati esplosi contro una persona che non era quella che nell\u2019intenzione degli autori doveva essere destinataria dell\u2019intimidazione. I due, infatti, intendevano intimidire un loro debitore inadempiente sparando i colpi contro l\u2019abitazione dove abitano i genitori di Carmine MAZZOTTA, dimostrando cos\u00ec la loro capacit\u00e0 di intimidazione anche in una zona estranea alla loro diretta influenza.<\/p>\n<p>Non solo i due prendevano di mira una persona del tutto estranea alle loro attivit\u00e0, ma il giorno successivo William MONACO veniva convocato da MAZZOTTA il quale lo minacciava e gli puntava una pistola cal. 357 alla testa.<\/p>\n<p>Nel corso delle indagini MAZZOTTA \u00e8 risultato essere elemento di spicco in seno al clan PEPE e vantava la disponibilit\u00e0 di quantitativi di stupefacente (che proponeva in vendita anche allo stesso William MONACO) tali da porlo in posizione di predominio per tale commercio nella zona 167.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL 3 luglio 2014 due sconosciuti esplodevano quattro colpi di pistola contro SARICONI Alessandro, che si trovava in via Maglio, alle spalle della clinica privata \u201cPETRUCCIANI\u201d. Le conversazioni all\u2019interno dell\u2019auto di MONACO facevano capire che autori del delitto erano ROLLO Gianluigi e CAPILUNGO Gianluca, i quali avevano gambizzato SARICONI per punirlo di un debito conseguente a forniture di stupefacente a questi consegnato dal gruppo di Giuliano CALO\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 14 luglio 2014, per puro divertimento, ROLLO Pierluigi, CALO\u2019 Giuliano, William MONACO e CAPILUNGO Gianluca, facevano esplodere un ordigno in via Raffaello Sanzio 2, causando il danneggiamento di un muretto del condominio \u201cLECCE 2\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gruppo oggetto di indagine era protagonista, il 3 settembre 2014, di un ulteriore gravissimo episodio. In via Verona si fronteggiavano, esplodendo reciprocamente numerosi colpi di arma da fuoco, due gruppi, il primo composto da CALO\u2019 Giuliano, CALO\u2019 Massimiliano, ROLLO Pierluigi e CAPILUNGO Gianluca, il secondo da MAZZOTTA Carmine, LEO Ubaldo e CAFARO Emanuele. L\u2019episodio veniva ricostruito con l\u2019ausilio, oltre che delle intercettazioni ambientali, dei filmati di numerosi impianti di videosorveglianza. I fatti erano inoltre oggetto dei colloqui in carcere tra BRIGANTI e la compagna BLAGO, dai quali si apprendeva che il motivo del contrasto era da ricondursi all\u2019estorsione ad un esercizio commerciale contesa tra due gruppi, mentre BRIGANTI si riprometteva di attivarsi per ricondurre la situazione alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019occasione si aveva modo di apprendere anche che Carmen BLAGO si era personalmente attivata per impedire che i fratelli Giuliano e Massimiliano CALO\u2019 procedessero all\u2019eliminazione di CAFIERO Andrea, al quale rimproveravano di frequentare gli appartenenti al gruppo contrapposto.<\/p>\n<p>Il GIP, con separata ordinanza, ha disposto, ai sensi dell\u2019art. 12 sexies co.4 DL 306\/92, il sequestro delle autovetture e motoveicoli di seguito elencati, risultati di propriet\u00e0 o comunque nella disponibilit\u00e0 degli indagati, il cui valore appare sproporzionato rispetto al reddito dichiarato nonch\u00e9 all\u2019attivit\u00e0 economica da questi svolta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u2022 MERCEDES 300 ML CDI 4 Matic, in uso a BLAGO Carmen;<\/p>\n<p>\u2022 moto DUCATI, in uso a TOFFOLETTI Oronzo;<\/p>\n<p>\u2022 SMART Four Two MHD,in uso a BLAGO Carmen;<\/p>\n<p>\u2022 AUDI A3, in uso a LEO Ubaldo Luigi;<\/p>\n<p>\u2022 MERCEDES classe A 180 CDI, in uso a MONACO William;<\/p>\n<p>\u2022 MERCEDES classe A 160, in uso a MONACO Angelo;<\/p>\n<p>\u2022 Mini Cooper S One in uso a CALO\u2019 Massimiliano;<\/p>\n<p>\u2022 Scooter YAMAHA T-Max 500 in uso a MONACO Angelo;<\/p>\n<p>\u2022 Moto YAMAHA FZS 60 Fazer in uso a MONACO Angelo;<\/p>\n<p>\u2022 Moto BWM S 1000 RR in uso a MONTINARI Antonio Alvaro;<\/p>\n<p>\u2022 SMART Four Two MHD, in uso a MONTINARI Antonio Alvaro;<\/p>\n<p>\u2022 RENAULT Clio R \u201cMonaco GP\u201d in uso a PINTO Nicola,<\/p>\n<p>\u2022 RANGE ROVER Evoque in uso a MONTINARI Antonio Alvaro;<\/p>\n<p>\u2022 FORD KA 1.3. TDI in uso a PEPE Antonio;<\/p>\n<p>\u2022 SMART Four Two Pure in uso a TOFFOLETTI Oronzo;<\/p>\n<p>\u2022 MERCEDES Classe C 220 CDI in uso a TOFFOLETTI Oronzo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/11\/18\/la-sacra-corona-unita-a-lecce-nella-ricostruzione-degli-inquirenti-tutti-gli-episodi-di-cronaca-le-lotte-fra-clan-rivali-e-le-attivita-criminali-deli-ultimi-tre-anni-e-in-particolare-degli-ultimi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2014\/11\/18\/la-sacra-corona-unita-a-lecce-nella-ricostruzione-degli-inquirenti-tutti-gli-episodi-di-cronaca-le-lotte-fra-clan-rivali-e-le-attivita-criminali-deli-ultimi-tre-anni-e-in-particolare-degli-ultimi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019 indagine della Squadra Mobile costituisce la prosecuzione delle indagini svolte nel procedimento denominato CINEMASTORE\u201d, nel corso del quale era stata accertata la operativit\u00e0 nella citt\u00e0 di Lecce dell\u2019associazione di tipo mafioso \u201csacra corona unita\u201d, in quel momento capeggiata da BRIGANTI Pasquale e NISI Roberto. 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