{"id":42350,"date":"2015-01-01T02:44:09","date_gmt":"2015-01-01T01:44:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=42350"},"modified":"2015-01-01T12:41:28","modified_gmt":"2015-01-01T11:41:28","slug":"la-fine-del-mondo-ce-gia-stata-ma-dormivamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/01\/01\/la-fine-del-mondo-ce-gia-stata-ma-dormivamo\/","title":{"rendered":"ITALIA SOTT&#8217;OCCHIO, MONDO COL CANNOCCHIALE \/ RUBRICA DI CONTROINFORMAZIONE \/ &#8220;La fine del mondo c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 stata, ma noi dormivamo&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/alain-de-benoist.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"224\" height=\"299\" title=\"alain-de-benoist\" class=\"alignleft size-full wp-image-42351\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/alain-de-benoist.jpg\" \/><\/a>di Alain De Benoist\u00a0 (Fonte: &#8220;La Fine della sovranit\u00e0&#8221;, Arianna Editrice)______<\/strong><\/p>\n<p>UNA &#8220;PROVOCATORIA&#8221;, QUANTO AMARA ANALISI DEL CELEBRE POLITOLOGO FRANCESE______<\/p>\n<p><strong>La fine del mondo c\u2019\u00e8 stata<\/strong>, eccome! Non \u00e8 avvenuta in un giorno preciso, ma si e spalmata su pi\u00f9 decenni. Quello che \u00e8 scomparso era un mondo, in cui la maggior parte dei bambini sapeva leggere e scrivere, si ammiravano gli eroi invece delle vittime, gli apparati politici non si erano ancora trasformati in macchine per stritolare le anime e si avevano a disposizione pi\u00f9 modelli che diritti. Era un mondo, nel quale si poteva capire cosa intendeva dire Pascal, quando sosteneva che il divertimento ci distrae dall&#8217;essere veramente uomini.<\/p>\n<p><strong>Era un mondo,<\/strong>\u00a0nel quale le frontiere garantivano, a coloro che vivevano al suo interno, un modo di essere e di vivere che era di loro specifica pertinenza. Era un mondo, che aveva anche i suoi difetti e che talvolta \u00e8 stato addirittura orribile, ma in cui la vita quotidiana della maggior parte delle persone era quanto meno garantita da dispositivi di senso, in grado di dare dei punti di riferimento. Attraverso i ricordi, quel mondo rimane familiare a molti. Taluni lo rimpiangono. Ma non torner\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo mondo \u00e8 liquido.<\/strong>\u00a0Lo spazio e il tempo vi sono aboliti. Liberata dalle sue tradizionali mediazioni, la societ\u00e0 \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 fluida e segmentata, il che ne facilita la mercantilizzazione. Vi si vive alla maniera dello zapping. Con la scomparsa di fatto dei grandi progetti collettivi, in altre epoche portatori di visioni del mondo differenti, la religione dell\u2019io &#8211; un io fondato sul desiderio narcisistico di libert\u00e0 incondizionata; un io produttore di s\u00e8, a partire dal niente &#8211; \u00e8 sfociata in una \u201ddetradizionalizzazione\u201d generalizzata, che va di pari passo con la liquidazione dei punti di rifermento e dei punti fissi, rendendo l\u2019individuo pi\u00f9 malleabile e condizionabile, pi\u00f9 precario e pi\u00f9 nomade.<\/p>\n<p><strong>Da un mezzo secolo<\/strong>, la \u201cosmosi finanziaria della destra finanziaria e della sinistra multi culturale\u201d, come ha scritto Mathieu Bock-Cot\u00e8, si \u00e8 sforzata, con il pretesto della &#8220;modernizzazione&#8221; emancipatrice, di fare confluire liberalismo economico e liberalismo societario, sistema di mercato e cultura marginale, grazie soprattutto alla strumentalizzazione mercantile dell&#8217;ideologia del desiderio, capitalizzando cosi sulla decomposizione delle forme sociali tradizionali. L\u2019obiettivo generale \u00e8 eliminare le comunit\u00e0 di senso, che non funzionano secondo la logica del mercato. Parallelamente, sono all\u2019opera delle vere e proprie trasformazioni antropologiche, che toccano il rapporto con se stessi e con l\u2019altro, il rapporto con il corpo, il rapporto con la tecniche. Domani arriveranno alla fusione programmatica fra l\u2019elettronico e il vivente.<\/p>\n<p><strong>Quando il desiderio di profitto<\/strong>\u00a0si impone come unica motivazione, a detrimento di tutte le altre, il suo effetto performativo \u00e8 quello di generalizzare lo spirito mercantile, che decompone la popolazione in semplici clientele. In questo contesto, il \u201cpoliticamente corretto\u201d \u00e8 non una semplice moda un po&#8217; ridicola, ma un mezzo forte per trasformare il pensiero, restringere ulteriormente uno spazio comune, generatore di obbligazioni reciproche, e rendere impossibile la riabilitazione di un universo di senso oggi scomparso. Stiamo infine assistendo all&#8217;istituirsi della governance, una sorta di cesarismo finanziario che consiste nel governare i popoli tenendoli in disparte.<\/p>\n<p><strong>Lo Stato terapeutico e gestionale<\/strong>, dispensatore di ingegneria sociale e \u201cgrande sorvegliante\u201d, si impegna, dal canto suo, a sopprimere la barriera esistente tra l&#8217;ordine e il caos. Esso basa il proprio potere sulla costituzione assolutamente volontaria di una situazione subcaotica, sullo sfondo di una fuga in avanti e di un\u2019illimitatezza generalizzate, creando in tal modo una condizione di guerra civile fredda.<\/p>\n<p><strong>Il concetto stesso di classe sociale<\/strong>\u00a0viene congedato da una sociologia vittimistica, che al suo posto colloca la denuncia della &#8220;esclusione&#8221; e la &#8220;lotta contro le discriminazioni&#8221;, o da una &#8220;scienza&#8221; economica, che guarda al concetto di popolo come a una categoria residuale, nel momento stesso in cui la lotta di classe e pi\u00f9 che mai in auge. Sotto l\u2019effetto delle politiche di \u201causterit\u00e0\u201d, l\u2019Europa sta scivolando nella recessione, quando non nella depressione. La disoccupazione di massa continua a estendersi, lo smantellamento dei servizi pubblici comporta la riduzione dei beni sociali e il potere d\u2019acquisto crolla. Un quarto della popolazione europea (120 milioni di persone) e sotto la minaccia della povert\u00e0. In passato, si sono fatte rivoluzioni per molto meno.<\/p>\n<p><strong>Oggi non accade niente di simile;<\/strong>\u00a0certo, le delocalizzazioni, i licenziamenti e i piani sociali provocano delle proteste, ma non assistiamo ad alcun sciopero di solidariet\u00e0 e meno che mai a scioperi generali: la lotta per il mantenimento del posto di lavoro non ha prospettive al di l\u00e0 di se stessa. Perch\u00e9 la crisi viene subita cosi passivamente? Perch\u00e9 i popoli sono sfiniti, sbalorditi, sgomenti? Perch\u00e9 hanno interiorizzato l\u2019idea che non esistano alternative? I popoli vivono sotto l&#8217;orizzonte della fatalit\u00e0. Attendono che ci\u00f2 accada, ma non accadr\u00e0 perch\u00e9 il capitalismo si scontra oggettivamente con limiti storici assoluti.<\/p>\n<p><strong>Viviamo una crisi di un ampiezza assolutamente inedita<\/strong>, che tocca il sistema capitalista a un livello di accumulazione e di produttivit\u00e0 mai raggiunto finora. Le crisi del XIX secolo avevano potuto essere superate perch\u00e9 la forma-capitale non si era ancora impadronita di tutta la riproduzione sociale, e quella del 1929 e stata superata grazie al fordismo, alla regolazione keynesiana e alla guerra. La crisi attuale, che interviene sullo sfondo della terza rivoluzione industriale, \u00e8 una crisi strutturale, contrassegnata dalla completa emancipazione della finanza di mercato rispetto all\u2019economia reale e dall\u2019indebitamento generalizzato.<\/p>\n<p><strong>Uno dei suoi effetti diretti<\/strong>\u00a0\u00e8 consistito nell\u2019affidare il potere politico ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers, ma nessuno trover\u00e0 una soluzione alla questione, perch\u00e9 non esiste un meccanismo che consenta di avere ragione della crisi. Le bolle finanziarie, il credito di Stato e la macchina che stampa banconote, vale a dire la creazione di capitale-denaro fittizio, non possono pi\u00f9 risolvere il problema della desostanzializzazione generalizzata del Capitale; sia che ci si diriga verso un\u2019inflazione incontrollabile in assenza di qualsiasi reale valorizzazione &#8211; trattando l\u2019attuale crisi di solvibilit\u00e0 come una crisi di liquidit\u00e0 &#8211; sia che si vada verso un generalizzato default nei pagamenti, tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 che finire con un terremoto.<\/p>\n<p><strong>In un\u2019epoca come la nostra,<\/strong>\u00a0esistono solo quattro tipi di uomini. Ci sono coloro che, del tutto consapevolmente, vogliono che ci si infili sempre pi\u00f9 lontano nel caos e nella notte. Ci sono quelli che, volontariamente o no, sono sempre pronti a subire. Ci sono i diplodochi reazionari, che vivono la situazione attuale sul registro della deplorazione; fra geremiadi e commemorazioni, credono di poter far tornare il vecchio ordine, ragione per cui non fanno altro che registrare sconfitte, infine, ci sono coloro che vogliono un nuovo inizio: vivono nella notte ma non sono della notte, poich\u00e9 vogliono ritrovare la luce, e sanno che al di sopra del reale c\u2019\u00e8 il possibile; a loro piace citare George Orwell:<\/p>\n<p><em>\u201cIn un\u2019epoca di universale disonest\u00e0, dire la verit\u00e0 \u00e9 un atto rivoluzionario&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Fonte: &#8220;La Fine della sovranit\u00e0&#8221;, A.De Benoist (Arianna Editrice)<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<footer>\n<div><\/div>\n<\/footer>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/01\/01\/la-fine-del-mondo-ce-gia-stata-ma-dormivamo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/01\/01\/la-fine-del-mondo-ce-gia-stata-ma-dormivamo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alain De Benoist\u00a0 (Fonte: &#8220;La Fine della sovranit\u00e0&#8221;, Arianna Editrice)______ UNA &#8220;PROVOCATORIA&#8221;, QUANTO AMARA ANALISI DEL CELEBRE POLITOLOGO FRANCESE______ La fine del mondo c\u2019\u00e8 stata, eccome! 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