{"id":4566,"date":"2012-10-13T09:42:46","date_gmt":"2012-10-13T09:42:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=4566"},"modified":"2012-11-15T17:13:01","modified_gmt":"2012-11-15T17:13:01","slug":"lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/13\/lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a\/","title":{"rendered":"L\u2019approfondimento \u2013 Dopo la nuova vittoria elettorale HUGO CHAVEZ, IL PRESIDENTE DEI POVERI IN UN MONDO CHE STA CAMBIANDO  Italia sottocchio, mondo con cannocchiale \u2013 Rubrica a cura di Bepi Anguilla. Rassegna di documentazione \u2013 Speciale Hugo Chavez"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/13\/lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a\/schermata-2012-10-13-a-11-31-52\/\" rel=\"attachment wp-att-4567\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.31.52-300x224.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4567\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.31.52-300x224.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.31.52.png 779w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>A BENEFICIO DELLE CLASSI POPOLARI<\/strong><\/p>\n<p>di Gennario Carotenuto<br \/>\n<em>Fonte: gennarocarotenuto.it<\/em><\/p>\n<p><em>8 OTTOBRE 2012<\/em><br \/>\nL\u2019immagine che non troverete commentata sui nostri media \u00e8 quella di Hugo Ch\u00e1vez, del dittatore trinariciuto Hugo Ch\u00e1vez, accompagnato al seggio dal premio Nobel per la Pace guatemalteco Rigoberta Mench\u00fa e da Piedad C\u00f3rdoba, che da noi \u00e8 meno conosciuta ma che \u00e8 un gigante della difesa dei diritti umani violati nella vicina Colombia. \u00c8 una scelta simbolica e sono figure talmente cristalline e inattaccabili, quelle di Rigoberta e Piedad, che il fiele antichavista, che si sparge a piene mani in queste ore per sminuire l\u2019importanza della vittoria del presidente venezuelano nelle presidenziali di ieri, semplicemente le ignora.<br \/>\nRigoberta Mench\u00fa e Piedad C\u00f3rdoba che sostengono Ch\u00e1vez sono ingombranti per chi si dedica da anni a costruire l\u2019immagine falsa di un violatore di diritti umani e quindi vanno cancellate. Sono donne latinoamericane, indigena una, nera l\u2019altra. Sono state vittime e hanno combattuto il terrorismo di stato, sanno cosa sia il neoliberismo, sanno cosa sono le violazioni dei diritti umani e mai le avallerebbero, conoscono la storia del Continente e proprio per questo stanno con Hugo Ch\u00e1vez.<\/p>\n<p>Mille commenti oggi si affannano a ragionare di percentuali e di erosione del consenso o mettono un cinico accento sulla salute del presidente che non avrebbe molto davanti. Eppure fino a ieri altrettanti commenti davano per sicura la sconfitta e sicuri i brogli (delle due l\u2019una!), nonostante chiunque abbia toccato con mano, per esempio l\u2019ex presidente statunitense Jimmy Carter, abbia definito esemplari le elezioni nel paese caraibico. Addirittura Mario Vargas Llosa dava cos\u00ec certa la vittoria di Capriles da prevedere l\u2019assassinio di questo da parte del negraccio dell\u2019Orinoco. Calunnie sfacciate. Ventiquattro ore dopo gli stessi editorialisti commentano il 55% di Ch\u00e1vez come una sconfitta del vincitore. Pace. Chi conosce la politica venezuelana sa come esistano geometrie variabili e storie di continue entrate e uscite sia da destra che da sinistra nell\u2019appoggio al presidente che, fino a prova contraria -ne erano tutti sicurissimi- doveva essere bell\u2019e morto di cancro per le elezioni di oggi. Invece non solo Ch\u00e1vez \u00e8 vivo, e ne andrebbe elogiato il coraggio di fronte alla malattia, ma si \u00e8 confermato presidente del Venezuela.<\/p>\n<p>Ch\u00e1vez ha vinto, che vi piaccia o no, sia per quello che ha fatto che per quello che rappresenta. Ch\u00e1vez ha vinto perch\u00e9 per la prima volta ha investito la ricchezza del petrolio in beneficio delle classi popolari che in questi anni hanno visto migliorato ogni aspetto della loro vita (salute, educazione, casa, trasporti). Non c\u2019\u00e8 nulla di rivoluzionario in questo, nonostante la retorica usata spesso a piene mani: \u201c\u00e8 il riformismo, stupido\u201d direbbe Bill Clinton. \u00c8 quanto rappresenta, invece, che fa essere Ch\u00e1vez rivoluzionario: conquistare pane e salute non \u00e8 una conseguenza di un\u2019economia affluente nella quale chi sta sopra pu\u00f2 permettersi di essere cos\u00ec magnanimo da lasciare qualche avanzo. \u00c8 un diritto fondamentale che va conquistato con la continuazione delle due battaglie storiche per la giustizia sociale e la dignit\u00e0: la lotta di classe, nella quale il merito di Ch\u00e1vez \u00e8 portare sulle spalle il peso del conflitto e quella anticoloniale, nella quale l\u2019integrazione del Continente \u00e8 un passaggio chiave.<\/p>\n<p>In questo contesto la prima e pi\u00f9 importante lezione del voto di ieri \u00e8 che i venezuelani, e con loro buona parte del continente latinoamericano, non vogliono, ri-fiu-ta-no, la restaurazione liberale, la restaurazione dell\u2019imperio del Fondo Monetario Internazionale, la restaurazione di un modello nel quale sono condannati a essere per l\u2019eternit\u00e0 figli di un dio minore, mantenuti in una condizione di dipendenza semicoloniale dove le decisioni fondamentali sulla loro vita sono prese altrove. C\u2019\u00e8 un dato che a mio modo di vedere rappresenta ci\u00f2: in epoca chavista il Venezuela ha moltiplicato gli investimenti in ricerca scientifica di 23 volte (2.300%). Soldi buttati, si affrettano a dire i critici. Soldi investiti in un futuro nel quale i venezuelani non saranno inferiori a nessuno. I latinoamericani ragionano con la loro testa, hanno vissuto per decenni sulla loro pelle il modello economico che la Troika sta imponendo al sud dell\u2019Europa e non vogliono che quell\u2019incubo d\u2019ingiustizia, fame, repressione e diritti negati ritorni. Il patto sociale in Venezuela non \u00e8 stato rotto da Ch\u00e1vez ma fu rotto nell\u201989 quando Carlos Andr\u00e9s P\u00e9rez (vicepresidente in carica dell\u2019Internazionale Socialista) con il caracazo fece massacrare migliaia di persone per imporre i voleri dell\u2019FMI.<\/p>\n<p>Ancora oggi alcuni commenti irriducibilmente antichavisti (la summa per disinformazione \u00e8 quello di Gianni Riotta su La Stampa di Torino) rappresentano il candidato delle destre sconfitto come un seguace del presidente latinoamericano Lula. Divide et impera. Erano i velinari di George Bush ad aver deciso di rappresentare l\u2019America latina spaccata in due tra governi di sinistra responsabili e governi di sinistra irresponsabili. \u00c8 straordinario come i Minculpop continuino a far girare ancora le stesse veline: l\u2019immagine di Capriles progressista e vicino a Lula \u00e8 stata costruita a tavolino dai grandi gruppi mediatici, a partire da quello spagnolo Prisa. Il curioso \u00e8 che Lula rispose immediatamente \u201ca brutto muso\u201d di non tirarlo in ballo, perch\u00e9 lui con Capriles non ha nulla a che vedere e appoggia con tutto se stesso l\u2019amico e compagno Hugo Ch\u00e1vez. Non importa: loro, i Riotta, facendo finta di niente, continuano imperterriti a definire Capriles come il Lula venezuelano. Allo stesso modo continuano a ripetere la balla sulla mancanza di libert\u00e0 d\u2019espressione in un paese dove ancora l\u201980% dei giornali fa capo all\u2019opposizione. \u00c8 un\u2019invenzione, ma la disparit\u00e0 mediatica \u00e8 tale che \u00e8 impossibile farsi ascoltare in un contesto mediatico monopolistico. Non siamo ingenui: nella demonizzazione di Ch\u00e1vez c\u2019\u00e8 ben altro che l\u2019analisi degli eventi di un continente lontano. C\u2019\u00e8 lo schierare un cordone sanitario alla bench\u00e9 minima possibilit\u00e0 che anche in Europa si possa ragionare su alternative all\u2019imperio della Troika. Lo abbiamo visto con il trattamento riservato ad Aleksis Tsipras in Grecia e a Jean-Luc M\u00e9lenchon in Francia: non \u00e8 permesso sgarrare.<\/p>\n<p>Soffermarci su tale dettaglio ci svela una realt\u00e0 fondamentale difficilmente comprensibile dall\u2019Europa: \u00e8 talmente impresentabile il neoliberismo che in America latina \u00e8 oggi necessario nasconderlo sotto il tappeto e spacciare anche i candidati di destra come progressisti. Aveva un che di paradossale ascoltare in campagna elettorale Capriles giurare amore eterno agli indispensabili medici cubani elogiandone il ruolo storico. Come gi\u00e0 il suo predecessore Rosales, sapeva che senza medici non ci sarebbe pace in un Venezuela che oggi conosce i propri diritti e non \u00e8 disposto a rinunciarvi, altro merito storico di Ch\u00e1vez. I Riotta di turno tergiversavano non solo sul riconoscimento dei meriti storici di Cuba nella solidariet\u00e0 internazionale (o la riducono ad un mero scambio economico, salute per petrolio) ma negano anche l\u2019informazione che era quello stesso Capriles, giovane dirigente politico dell\u2019estrema destra venezuelana, che l\u201911 aprile 2002 diede l\u2019assalto all\u2019ambasciata cubana durante l\u2019effimero golpe del quale fu complice. Che vittoria per i cubani se quello stesso Capriles fosse davvero stato sincero nel riconoscerne i meriti!<br \/>\nprivatizzazione della stessa nega a chi non pu\u00f2 permettersela, l\u2019educazione dei figli, la casa, passando da baracche a dignitose case popolari, oggi godono di un sistema sanitario pubblico che ha visto decuplicare i medici in servizio, di un sistema educativo pubblico che ha visto quintuplicare i maestri, di un sistema alimentare pubblico che permette a molti di mettere insieme il pranzo con la cena. \u201cInutili\u201d, dice Riotta, con una volgarit\u00e0 razzista degna delle brioche di Maria Antonietta. Oggi queste persone, escluse fino a ieri, possono spingere il loro tetto di cristallo pi\u00f9 in alto, respirare di pi\u00f9, desiderare di pi\u00f9, magari perfino leggere inefficienze e difetti del processo e avere preoccupazioni, quali la sicurezza, pi\u00f9 simili alle classi medie che a quelle del sottoproletariato nel quale erano stati sommersi durante la IV Repubblica. Questo i Riotta non possono spiegarlo: \u00e8 cos\u00ec inefficiente il chavismo che ha dimezzato i poveri che nella IV Repubblica erano arrivati al 70%.<\/p>\n<p>Rispetto al nostro cammino gi\u00e0 segnato, il fiscal compact, l\u2019agenda Monti, il patto di stabilit\u00e0, dogmi di fede che umiliano le democrazie europee, Ch\u00e1vez in questi anni ha cento volte errato perch\u00e9 cento volte ha fatto, provato, modificato ricette, ben riposto e mal riposto fiducia nelle persone e nei dirigenti in un paese terribilmente difficile come il Venezuela. \u00c8 il caos creativo di un mondo, quello venezuelano e latinoamericano, che si \u00e8 messo in moto in cerca della sua strada. Hanno chiamato questa strada socialismo, proprio per sfidare il pensiero unico che quel termine demonizzava. Anche se il cammino \u00e8 tortuoso e ripido, \u00e8 la pi\u00f9 nobile delle vette.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il segno del trionfo di Ch\u00e1vez: nelle classi medie e popolari venezuelane vige oggi un discorso contro-egemonico a quello liberale dell\u2019imperio dell\u2019economia sulla politica, della falsa retorica liberale per la quale tutti i diritti vanno garantiti a tutti ma a patto che siano messi su di uno scaffale ben in alto perch\u00e9 solo chi ci arriva con le proprie forze possa goderne. In Venezuela, in America latina, stanno spazzando via tutte le balle che racconta da decenni il Giavazzi di turno sul liberismo che sarebbe di sinistra. Chi lo ha provato, e nessuno come i latinoamericani lo ha provato davvero, sa bene di cosa si parla e non ci casca pi\u00f9. \u00c8 un discorso quindi, quello chavista, che riporta in auge l\u2019incancellabile ruolo della lotta di classe nella storia, la chiarezza della necessit\u00e0 della lotta anticoloniale, perch\u00e9 i \u201cdannati della terra\u201d continuano ad esistere e a risiedere nel Sud del mondo e non bastano 10 o 15 anni di governo popolare per sanare i guasti di 500 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure il Riotta di turno liquida ancora oggi come \u201cinutili\u201d i programmi sociali chavisti. Che ignoranza, malafede e disprezzo per il male di vivere di chi non ha avuto la sua fortuna. Milioni di venezuelani, che avevano come principale preoccupazione della vita l\u2019alimentazione del giorno per giorno, la salute spiccia (banali cure per un mal di pancia, operazioni alla cateratta del nonno) che la privatizzazione della stessa nega a chi non pu\u00f2 permettersela, l\u2019educazione dei figli, la casa, passando da baracche a dignitose case popolari, oggi godono di un sistema sanitario pubblico che ha visto decuplicare i medici in servizio, di un sistema educativo pubblico che ha visto quintuplicare i maestri, di un sistema alimentare pubblico che permette a molti di mettere insieme il pranzo con la cena. \u201cInutili\u201d, dice Riotta, con una volgarit\u00e0 razzista degna delle brioche di Maria Antonietta. Oggi queste persone, escluse fino a ieri, possono spingere il loro tetto di cristallo pi\u00f9 in alto, respirare di pi\u00f9, desiderare di pi\u00f9, magari perfino leggere inefficienze e difetti del processo e avere preoccupazioni, quali la sicurezza, pi\u00f9 simili alle classi medie che a quelle del sottoproletariato nel quale erano stati sommersi durante la IV Repubblica. Questo i Riotta non possono spiegarlo: \u00e8 cos\u00ec inefficiente il chavismo che ha dimezzato i poveri che nella IV Repubblica erano arrivati al 70%.<\/p>\n<p>Rispetto al nostro cammino gi\u00e0 segnato, il fiscal compact, l\u2019agenda Monti, il patto di stabilit\u00e0, dogmi di fede che umiliano le democrazie europee, Ch\u00e1vez in questi anni ha cento volte errato perch\u00e9 cento volte ha fatto, provato, modificato ricette, ben riposto e mal riposto fiducia nelle persone e nei dirigenti in un paese terribilmente difficile come il Venezuela. \u00c8 il caos creativo di un mondo, quello venezuelano e latinoamericano, che si \u00e8 messo in moto in cerca della sua strada. Hanno chiamato questa strada socialismo, proprio per sfidare il pensiero unico che quel termine demonizzava. Anche se il cammino \u00e8 tortuoso e ripido, \u00e8 la pi\u00f9 nobile delle vette.<\/p>\n<p><strong>2 \u2013 L\u2019ANALISI GEOPOLITICA<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/13\/lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a\/schermata-2012-10-13-a-11-32-35\/\" rel=\"attachment wp-att-4568\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.32.35-300x232.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4568\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.32.35-300x232.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.32.35.png 486w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong>Lo scenario Sud americano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Federico Dal Cortivo per Europeanphoenix intervista il Prof. Carlos Pereyra Mele, argentino, analista geopolitico del Sud America<\/strong><\/p>\n<p>di Federico Dal Cortivo \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Fonte: europeanphoenix \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a011 ottobre 2012<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>1) D: Prof Pereyra Mele l\u2019America Latina sembra essersi svegliata dopo un lungo sonno che l\u2019ha pervasa quasi da sempre, consapevole della sua forza economica, unico continente che possiede tutto, dai minerali al legno, dagli idrocarburi all\u2019acqua, ricco di una biodiversit\u00e0 che la fanno unica sulla terra e per questo preda ambita delle grandi potenze atlantiche, Gran Bretagna prima e Stati Uniti dopo. Come scrive Eduardo Galeano nel suo lucido saggio storico \u201cLe vene aperte dell\u2019America Latina\u201d&#8230;terre ricche, sottosuolo ricchissimo e uomini estremamente poveri in questo regno dell\u2019abbondanza e dell\u2019abbandono\u201d. Che cosa manca, forse la forza militare e politica nel suo insieme che, unita a un comune sentire, possono fare quella differenza? Qual \u00e8 il suo pensiero in proposito come esperto di geopolitica sudamericano?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>R: Innanzi tutto dobbiamo fare alcuni chiarimenti; quella che generalmente viene denominata come America Latina \u2013 che sarebbe meglio definire America Ispanica-, che geograficamente si collocherebbe dal Messico fino al Cono Sud dell\u2019America meridionale, ha varie caratteristiche, una geopolitica in relazione allo spazio che occupa nel subcontinente, e quindi uno nel Nord nel caso specifico del Messico completamente integrato ad una relazione di subordinazione con il gigante statunitense (con il NAFTA). Poi abbiamo la zona dei Caraibi e del Centro America che \u00e8 come una zona di ammortizzazione tra il Nord ed il Sud ed \u00e8 anche fortemente condizionata a causa delle relazioni politiche ed economiche con gli U.S.A., a parte la Cuba castrista, con la presenza del Nicaragua ed alcune isole caraibiche \u2013 e l\u2019ultimo golpe lo dimostra chiaramente con il caso Honduras, per\u00f2 l\u2019importanza politica e geoeconomica di questo piccolo gruppo \u00e8 scarsa data la presenza profonda di governi a tinte neoliberali e di isole che ipoteticamente hanno avuto la loro indipendenza, ma che hanno ancora la Regina d\u2019Inghilterra come Capo di Stato. E\u2019 importante questo tema perch\u00e9 a causa di questo l\u2019organizzazione degli Stati Americani (OEA) si \u00e8 trasformata in un organismo inutile perch\u00e9 con l\u2019incorporazione di questi micro Stati ha sminuito l\u2019importanza dei Paesi ispanici poich\u00e9 un voto di Tobago o Trinidad vale tanto quanto quello di un gigante come il Brasile.<\/p>\n<p>Il continente sudamericano \u00e8 la zona che si \u00e8 maggiormente sviluppata negli ultimi anni attraverso modelli d\u2019integrazione, ma con le contraddizioni del continente capitalista e la sua lotta per accedere ai giacimenti di materie prima come Lei ha cos\u00ec bene descritto. Questo ha prodotto alcuni forti cambiamenti all\u2019interno delle relazioni con le potenze straniere, che fanno intuire un barlume di novit\u00e0 con le vecchie alleanze.<\/p>\n<p>Siamo per\u00f2 ancora lontani dall\u2019avere una voce comune e un sistema difensivo unito per far fronte alle grandi sfide e minacce tenendo conto che questo subcontinente soffre di un\u2019enorme disuguaglianza distributiva all\u2019interno delle sue societ\u00e0 che pu\u00f2 essere ben strumentalizzata dall\u2019esterno \u2013 come il separatismo in Bolivia\u2014 o la minaccia dei nostri fondamentalismi, come il caso delle popolazioni indigene che ricevono \u201cistruzioni\u201d dalle ONG e che hanno dato luogo a freni verso i piani di governo di stampo populista.<\/p>\n<p>All\u2019interno di questo panorama \u00e8 stata molto importante la creazione del Mercosur, ampliato poi nell\u2019UNASUR ed il Consiglio di Difesa Sudamericano.<\/p>\n<p><em><strong>2) In Argentina Nestor Carlos Kirchner prima e ora Cristina, in Venezuela Hugo Chavez, in Ecuador Rafael Correa, in Bolivia Evo Morales e in Brasile Luiz Inacio da Silva Lula e ora Dilma Rousseff, come giudica l\u2019azione di questi nuovi Capi di Stato nel corso nuovo che ha imboccato l\u2019America Latina? Secondo lei hanno saputo e sapranno dare finalmente quella svolta decisiva in senso politico al continente?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>I Presidenti ai quali Lei si riferisce sono un gruppo sorto dopo la situazione caotica derivata dal consenso di Washington degli anni \u201990 (neoliberismo per le Americhe) che furono un anticipo di quello che sta capitando ai Paesi periferici dell\u2019Unione Europea in questo momento. A parte il Brasile, che ha avuto maggiore continuit\u00e0 per portare avanti una politica di posizionamento globale come potenza emergente, gli altri Paesi hanno applicato norme per poter riaffermare lo Stato come strumento di sviluppo politico economico.<\/p>\n<p>Questo ha permesso di fare nuovi accordi regionali e di migliorare le relazioni economiche quasi inesistenti con i Paesi della regione ed \u00e8 stato il maggior apporto da parte dei Presidenti menzionati, ma questo non significa che essi abbiano un pensiero comune e omogeneo e pochi vanno verso il cosiddetto \u201csocialismo del XXI\u00b0 secolo\u201d del Presidente Chavez. Ci\u00f2 nonostante essi hanno dato un\u2019impronta e trasmesso l\u2019importanza del subcontinente americano di cui nessuno parlava e da ci\u00f2 deriva la loro importanza.<\/p>\n<p><em><strong>3) Da un punto di vista economico l\u2019America Latina, se guardiamo solo le ricchezze che contiene non teme confronti, ma oggi per essere competitivi a livello mondiale \u00e8 necessario creare un blocco che possa misurarsi con gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea, e con le potenze euroasiatiche, Cina e Russia. Il Mercusur istituito nel 1991 con il Trattato di Asuncion e di cui fanno parte Argentina, Brasile e Paraguay \u00e8 stato sospeso quest\u2019anno. L\u2019Uruguay e assai recentemente anche il Venezuela pu\u00f2 a suo avviso essere lo strumento adatto a tale scopo con la speranza che vi aderiscano a pieno titolo in futuro altre nazioni latine americane per ora solo membri associati, come la Bolivia, il Cile, la Colombia, l\u2019Ecuador e il Per\u00f9?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Questo sarebbe un obiettivo di massima, quello cio\u00e8 di arrivare ad un mercato comune ampliando ed approfondendo i temi finanziari, culturali, tecnologici ecc. La grande sfida attualmente consiste nel rompere con il basso intercambio regionale che non supera il 20% di tutte le transazioni del commercio internazionale Interzonale, che \u00e8 bassissimo, tenendo conto che per l\u2019Unione Europea \u00e8 il 66% e per il NAFTA il 50%. Quest\u2019ultimo risultato \u00e8 dovuto al fatto che il Messico, i Caraibi e l\u2019America Centrale hanno la maggioranza dei commerci con gli Stati Uniti, il turismo e le rimesse degli emigranti ispanici dagli Stati Uniti. Al momento la maggior attrazione economica per l\u2019America Latina \u00e8 costituita dalla Cina che si \u00e8 trasformata nel principale partner commerciale: in generale si tratta di prodotti primari di basso valore aggiunto \u2013 in Argentina, per esempio, 8 prodotti concentrano il 95% della vendita al Paese asiatico e i fagioli di soia rappresentano il 71% dello stesso. Come dice un vecchio detto, \u201cl\u2019importante non \u00e8 cambiare il collare, ma smetterla di essere un cane\u201d; questa \u00e8 la sfida dell\u2019America Latina che approfittando della lotta per i mercati e le materie prime che coinvolgono i Paesi tradizionali ed emergenti, pu\u00f2 approfittare dell\u2019opportunit\u00e0 per rilanciarsi come spazio continentale industrializzato e svilupparsi come soggetto della storia mondiale di questo secolo XXI\u00b0.<\/p>\n<p><em><strong>4) Gli Stati del BRICS &#8211; Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica &#8211; caratterizzati da una forte crescita economica, due miliardi e mezzo di abitanti, abbondanti risorse naturali, includono gi\u00e0 oggi il maggior stato Sud Americano, il Brasile. Secondo lei vi sono prospettive per una sinergia con il blocco del Mercusur che ne farebbe un unione economica senza confronti?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica verit\u00e0, il Brasile \u00e8 la sesta potenza economica mondiale, ma affinch\u00e9 possa sostenere questa crescita esso ha la necessit\u00e0 di consolidarsi in uno spazio maggiore all\u2019interno dei suoi attuali limiti internazionali. Per questo dispone di una diplomazia e di una presenza profonda delle sue imprese ufficiali e private nel continente, sa che ha bisogno dei suoi vicini, per questo ne seduce alcuni di essi, ad altri fa vedere la sua importanza geopolitica in forma chiara.<\/p>\n<p>Sa anche che, la relazione con gli U.S.A, se continua ad aumentare la sua importanza globale, avr\u00e0 delle zone di \u201cattrito\u201d e per questo il Paese si sta preparando affinch\u00e9 le difficolt\u00e0 non si ripercuotano sul suo nuovo ruolo mondiale intrapreso. In generale i Paesi del continente sanno di questo nuovo ruolo e cercano di approfittarne avvantaggiandosi anche loro della nuova situazione creatasi.<\/p>\n<p><em><strong>5) Sembrerebbe che la famosa crisi dell\u2019economia mondiale non abbia toccato il Sud America e se lo ha fatto \u00e8 solo marginalmente. Lei che ne pensa?<\/strong><\/em>Quello che \u00e8 successo \u00e8 che la crisi noi l\u2019abbiamo gi\u00e0 vissuta alla fine degli anni \u201990, le cosiddette crisi \u201cTequila, Tango o Caipirina\u201d. Da esse deriv\u00f2 un maggior intervento dello Stato nell\u2019economia contro le ricette tradizionali degli organismi finanziari internazionali che chiedevano maggiori aggiustamenti che avrebbero portato ad una \u201cmorte annunciata\u201d. Per questo motivo applicammo piani economici non ortodossi. A ci\u00f2 si aggiunse un incremento significativo dei prezzi delle materie prime dando ai Paesi maggior disponibilit\u00e0 di denaro per le loro economie.<em><strong>6) Prof. Pereyra Mele, come giudica l\u2019ALBA, Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra America, il cui maggior promotore \u00e8 la Repubblica Bolivariana del Venezuela in prospettiva politica?<\/strong><\/em>L\u2019ALBA \u00e8 un movimento importante, dall\u2019ideologia alla lotta impari contro la \u201cRepubblica Imperiale Usa\u201d ed il cui centro \u00e8 il Venezuela, ma ha l\u2019inconveniente che ha delle resistenze interne da parte degli organismi economici tradizionali (oligarchie), non ha l\u2019appoggio dell\u2019Argentina n\u00e9 del Brasile e quindi la sua importanza \u00e8 ridotta. E\u2019 un esempio rappresentativo, ma paragonato alla real politik non credo che possa avere un futuro prospero, anche se ha dimostrato le debolezze degli U.S.A. ed il suo atteggiamento verso l\u2019America Latina, evidenziando con la sua azione come noi latino americani non siamo il \u201ccortile di casa\u201d di nessuno.<\/p>\n<p><em>7)<\/em><em>\u00a0<\/em><em><strong>Prof. Pereyra Mele, Russia, Cina stanno tessendo importanti accordi con alcuni stati del continente, l\u2019Iran nel contesto dei cosiddetti rapporti Sud-Sud a sua volta con il presidente Ahmadinejad ha sottoscritto importanti accordi.<\/strong><\/em><em>\u00a0<\/em><strong><em>Un\u2019ipotetica alleanza contro la potenza talassocratica degli Stati Uniti? Lei che ne pensa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><\/em><\/strong>E\u2019 la dimostrazione che l\u2019America latina ha la sua propria agenda ed i suoi interessi, ha fatto notare che non \u00e8 il Nord che deve determinare con chi dobbiamo allearci e con chi NON dobbiamo.<\/p>\n<p>La presenza della Cina \u00e8 molto profonda, come ho gi\u00e0 detto, ma anche quella dell\u2019India \u00e8 diventata forte, a esse si somma la riapparizione della Russia che ha allacciato rapporti con alcuni Paesi, scambi tecnologici importanti, che poi \u00e8 quello che sta cercando di fare l\u2019Argentina, nel senso che vorrebbe uscire dal ruolo di semplice esportatore di materia prima ed alimenti.<\/p>\n<p>Recentemente il subcontinente sudamericano ha avuto una rappresentanza all\u2019interno dei Paesi non allineati, nella recente Conferenza Internazionale a Teheran, dando una dimostrazione chiara dei nuovi tempi che corrono.<\/p>\n<p><em>8)<\/em><em>\u00a0<\/em><em><strong>Di recente \u00e8 scoppiato il caso Assange, e la concessione dell\u2019asilo politico da parte dell\u2019Ecuador del presidente Rafael Correa ha scatenato la dura reazione di Londra, mai dimentica dei suoi trascorsi coloniali, che ha minacciato anche il ricorso alla forza se necessario, per violare l\u2019Ambasciata di uno Stato sovrano. Al di l\u00e0 del caso Assange, l\u2019arroganza britannica denota ancora una volta come per gli anglosassoni in generale nulla sia cambiato nella mentalit\u00e0 che li ha sempre contraddistinti nei rapporti con il Sud America, considerato dalla potenza statunitense \u201cil cortile di casa\u201d secondo la \u201cdottrina Monroe\u201d. Crede Prof Pereyra Mele che in futuro si vada a uno scontro con Washington e Londra che mal gradiscono il nuovo corso latinoamericano? Lei in un suo recente studio dal titolo \u201cHacia un nuevo pensamento estrat\u00e9tegico de la Defensa Nacionale\u201d parla di \u201clotta per il controllo delle risorse\u201d come maggiore sfida per l\u2019intero continente. La questione delle isole Malvinas potrebbe essere il \u201ccasus belli\u201d per un\u2019azione militare contro Buenos Aires per poi estendersi anche ad altre nazioni del continente?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>E\u2019 il rischio che, noi sudamericani, dobbiamo condividere, cio\u00e8 la presenza inglese nell\u2019Atlantico del Sud attraverso un rete di basi che operano insieme al suo alleato U.S.A. e che costituisce una minaccia nella sua zona pi\u00f9 debole, la Patagonia; a lungo termine si pu\u00f2 dire che essi stanno cercando un controllo delle vie interoceaniche e accesso libero all\u2019ultimo continente non sfruttato cio\u00e8 l\u2019Antartide.<\/p>\n<p>Il caso Assange ha dimostrato che il diritto internazionale \u00e8 praticamente morto e quello che vige \u00e8 il potere politico a livello globale e che ad essi non importa del rispetto dei diritti internazionali quando sono in gioco i loro interessi. Sottolineo ancora che quello che a loro interessa, a medio termine, \u00e8 lo sfruttamento dell\u2019Antartide.<\/p>\n<p><strong>9<\/strong><em><strong>) Che ne pensa del golpe, perch\u00e9 cos\u00ec possiamo definirlo, attuato in Paraguay contro il legittimo presidente Fernando Lugo? La classica operazione sotto copertura, la classica guerra mai dichiarata della CIA.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Bene, il Golpe lo conoscete attraverso i suoi risultati. I gruppi che hanno operato attraverso i meccanismi pseudo democratici per rimuovere Fernando Lugo sono quei settori tradizionali dominanti della politica e dell\u2019economia paraguaiana degli ultimi 60 anni, che hanno visto in pericolo i loro privilegi da parte di Lugo. Si tratta di un settore arcaico e conservatore del pensiero politico che cerca di mantenere i suoi vantaggi attraverso le relazioni tradizionali che ebbero con il dittatore Stroessner e con gli U.S.A. e cos\u00ec di seguito ecco le dichiarazioni del suo Ministro della Difesa che va annunciando una possibile guerra dentro il Mercosur ecc. ecc. Per\u00f2 si sono gi\u00e0 scontrati con la loro chiusura geopolitica e la pressione di Brasilia quando ha applicato l\u2019operazione \u201cagata5\u201d che paralizz\u00f2 Ciudad del Este &#8211; ex porto Stroessner &#8211; la citt\u00e0 con maggior contrabbando in Sudamerica. Si tratta di un tema sempre in auge poich\u00e9 la zona della triplice frontiera \u00e8 sempre stata rifugio o finanziamento del terrorismo internazionale e abbiamo gi\u00e0 compreso che la matrice dei nuovi conflitti armati nel mondo \u00e8 quella di incentivare i conflitti interni e poi inviare truppe per garantire i diritti umani ai popoli aggrediti\u2026<\/p>\n<p><strong>10)<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><em><strong>E in conclusione i rapporti Europa e America Latina, che sviluppi si prevedono per il futuro?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Credo che il termine Latino America ed Europa siano molto ampi, come gi\u00e0 mi sono espresso, \u00e8 pi\u00f9 corretto dire Ispano America (che non \u00e8 un gruppo molto omogeneo come ho spiegato prima) e quando parliamo di Europa ci si riferisce, in modo particolare, alle relazioni di tipo affettivo-culturale per quel che riguarda Spagna, Portogallo ed Italia, ed a quelle economiche tra Germania, Francia e Inghilterra.<\/p>\n<p>Gli scambi economici si stanno riducendo, come ho detto prima, a causa dei nuovi partner economici, apparsi sulla scena dell\u2019America del Sud.<\/p>\n<p>E\u2019 ora che gli Europei smettano di vederci come qualcosa di esotico e sottosviluppato, ma come nuovi giocatori mondiali e che comprendano che devono fare molti sforzi per migliorare la loro presenza economica e che non debbano ritornare ad essere dei predatori, ma dei partner economici.<\/p>\n<p><strong>3-\u00a0 LA SUA STORIA DEGLI ANNI PRECEDENTI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/13\/lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a\/schermata-2012-10-13-a-11-32-49\/\" rel=\"attachment wp-att-4569\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.32.49-300x184.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"184\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4569\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.32.49-300x184.png 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Schermata-2012-10-13-a-11.32.49.png 995w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>IL PRESIDENTE DEI POVERI<\/strong><\/p>\n<p><strong>di Giuseppe Puppo<\/strong><\/p>\n<p><strong>da \u201cRitratti del Duemila\u201d \u2013 su <\/strong><a href=\"http:\/\/www.giuseppepuppo.it\"><strong>www.giuseppepuppo.it<\/strong><\/a><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>( 2008 )<\/strong><\/p>\n<p>La caratteristica socio \u2013 economica principale della nostra realt\u00e0 contemporanea, drammatica, per quanto spesso misconosciuta \u00e8 insondata, \u00e8 l\u2019enorme sperequazione nella distribuzione delle ricchezze.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Ricchi e poveri, intendiamoci, ci sono sempre stati e probabilmente sempre ci saranno: ma negli ultimi decenni, anche, soprattutto, per effetto di quel complesso fenomeno che abbiamo imparato a chiamare globalizzazione, essi si sono accresciuti e radicalizzati.<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>IL TRISTISSIMO PANORAMA INTERNAZIONALE CONTEMPORANEO<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Il 20% degli abitanti del nostro pianeta gestiscono l\u201980% delle risorse; l\u201980% e cio\u00e8 circa cinque milioni di persone sono minacciate dalla fame e vivono al di sotto del limite del decoro; \u00e8 aumentato il divario fra Nord e Sud del mondo e anche all\u2019interno dei Paesi cos\u00ec detti \u201cricchi\u201d, Stati Uniti compresi e anzi per primi, \u00e8 visibilmente accresciuto il numero degli indigenti, dei precari, dei disperati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si ripercuote anche in Italia, dove del resto \u00e8 progressivamente e ormai del tutto scomparso \u201cil ceto medio\u201d e si \u00e8 bloccata la mobilit\u00e0 sociale, le due caratteristiche ampie e diffuse che avevano fatto la ricchezza e la potenza della nostra Nazione: invece adesso c\u2019\u00e8 una divisione netta fra i pochi che stanno bene e i molti che stanno male, mentre chi nasce figlio di operaio far\u00e0 l\u2019operaio e chi figlio di imprenditore, far\u00e0 l\u2019imprenditore<\/p>\n<p>Cadute le ideologie con la loro carica progettuale, venuti meno motivi e personaggi capaci di trasmettere quanto meno una speranza di riscatto, per lo pi\u00f9 il problema viene semplicemente rimosso dai governati e in genere dalla politica del ricco, potente e privilegiato Occidente, che, sotto la presunta giustificazione della lotta al \u201cterrorismo\u201d, esercita il proprio potenziale militare; accresce l\u2019occupazione e il controllo dei territori altrui; esporta indiscriminatamente il proprio modello di sviluppo, anche con l\u2019avvio di sedicenti programmi di aiuti umanitari; cerca di arginare, spesso pure con la violenza, le invasioni, come quelle antiche pi\u00f9 semplicemente le migrazioni incontrollate, dei popoli affamati, senza tetto, n\u00e9 legge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece pare del tutto scomparsa, anche semplicemente come esercitazione teorica,\u00a0 la necessit\u00e0 di ristabilire un pi\u00f9 giusto equilibrio socio \u2013 economico e di restituire le risorse naturali che ne sono state espropriate dalle multinazionali occidentali ai popoli sofferenti dell\u2019Africa, dell\u2019 Asia e dell\u2019America latina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per completare il tristissimo panorama internazionale contemporaneo, c\u2019\u00e8 da aggiungere doverosamente che gli stessi governanti di questi popoli si sono per lo pi\u00f9 adagiati nella situazione esistente e la gestiscono per approfittarne, con veri e propri comitati di affari, a vantaggio esclusivo dei loro interessi personali e dei clan ristretti da cui sono sostenuti al potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec milioni di individui, certo, non pi\u00f9 schiavi in catene, sono diventati schiavi, per esempio, delle monoculture agricole imposte dagli interessi dell\u2019Occidente e continuano a morire di fame, o a vedersi portare via le risorse che essi detengono, in nome cos\u00ec detto libero mercato, in nome del cos\u00ec detto liberismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione internazionale per il commercio (ITO), la banca mondiale (BIRS), anche il Fondo Monetario Internazionale, persino la derelitta organizzazione delle nazioni unite (ONU) paiono del resto sempre pi\u00f9 strumenti al servizio della potenza militare ed economica degli Stati Uniti d\u2019America e dei suoi sudditi &#8211; alleati occidentali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il mondo ha un posto per tutti, per\u00f2 una minoranza, i discendenti di coloro che crocifissero Ges\u00f9 Cristo, si \u00e8 appropriata di tutte le ricchezze del mondo<\/em><\/strong><em>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019 America Latina, l\u00e0 dove miseria e sfruttamento, retaggi pesantissimi nella loro drammatica violenza, raggiungono toni apocalittici, storicamente ha almeno presentato con regolarit\u00e0 sulle scene del mondo tentativi apprezzabili di ridistribuire la ricchezza, di ridisegnare un mondo migliore e pi\u00f9 giusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualche volta tentativi che hanno prodotto risultati pi\u00f9 o meno notevoli, anche se fragili, oppure effimeri.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Da alcuni anni, dal Venezuela, si \u00e8 affacciato un nuovo tentativo, forse l\u2019unico e forse l\u2019ultimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha il volto e il nome del suo presidente, Hugo Chavez.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u201c<\/em><\/strong><strong><em>Il sogno della pace mondiale, il sogno di un &#8220;noi&#8221; che non ci faccia vergognare per la fame, la malattia, l&#8217;analfabetismo, necessita, oltre che di radici, di ali per volare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Sappiamo che vi \u00e8 una globalizzazione neoliberista distruttiva, ma vi \u00e8 anche un mondo interconnesso che dobbiamo affrontare non come un problema, ma come una sfida.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Possiamo, sulla base delle realt\u00e0 nazionali, intercambiare conoscenza, complementarci, integrare mercati, ma al tempo stesso dobbiamo intendere che vi sono problemi che ormai non hanno pi\u00f9 soluzione nazionale: n\u00e9 una nube radioattiva, n\u00e9 i costi mondiali, n\u00e9 un&#8217;epidemia, n\u00e9 il riscaldamento del pianeta o il buco dell&#8217;ozono sono problemi nazionali.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Riaffermiamo qui, in questa sala delle Nazioni Unite, la nostra infinita fiducia nell&#8217;uomo, oggi assetato di pace e giustizia al fine di riuscire a sopravvivere come specie.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Simon Bol\u00edvar, padre della nostra Patria e guida della nostra Rivoluzione, giur\u00f2 di non dare riposo alle sue braccia, n\u00e9 dare riposo alla sua anima, fino a vedere l&#8217;America libera.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Noi non daremo riposo alle nostre braccia, n\u00e9 riposo alla nostra anima fino a quando non sar\u00e0 salva l&#8217;umanit\u00e0\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>LA SUA POLITICA SOCIALE<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Fino a pochi anni fa, in Venezuela vigeva un regime corrotto e profondamente ingiusto. Due partiti di copertura, a difendere gli interessi di poche centinaia di famiglie e delle multinazionali che vi stanno dietro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019assurdo di centinaia di miliardi di dollari incassati con le esportazioni di petrolio, a fronte di pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione ridotta in povert\u00e0 estrema.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Ecco invece, in una sintesi estrema, la politica sociale che Ugo Chavez ha attuato in questi ultimi anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La politica sanitaria: operazione \u201c<strong>Barrio adentro<\/strong>\u201d: rete di centri diagnostici, parcellizzati sul territorio, con l\u2019obiettivo di aprirne uno ogni 250 famiglie,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>e di primo soccorso che fornisce gratis anche le medicine.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 \u201c<strong>Barrio adentro 2<\/strong>\u201d con laboratori di analisi e diagnosi avanzata, con pronto soccorso, ambulanze, sale operatorie ad alta tecnologia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sanit\u00e0 pubblica: per medici liberi professionisti\u00a0 e farmacisti una concorrenza terribile, da questa sanit\u00e0 pubblica nata dal nulla, senza chiedere mai ai pazienti soldi e nemmeno la dimostrazione del suo stato di bisogno.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Ben diciassette milioni di Venezuelani per la prima volta nella loro vita ricevono cure mediche e assistenza sanitaria.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Il 28% del prodotto interno lordo destinato a finanziare i suoi programmi di assistenza sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le missioni di quartiere, poi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Robinson 2<\/strong>\u201d cura l\u2019alfabetizzazione gratuita degli analfabeti e in due anni li porta al compimento della scuola primaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Riba<\/strong>s\u201d: a chi non ha concluso le superiori, un diploma in due anni<strong><\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong>Sucre<\/strong>\u201d: i corsi a distanza universitari.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec in appena sette anni un milione e mezzo di Venezuelani hanno imparato a leggere e a scrivere e tre milioni hanno seguito corsi di educazione primaria e secondaria, da cui erano stati esclusi stante la loro povert\u00e0: di questo passo a breve l\u2019analfabetismo sar\u00e0 del tutto annullato e quel giorno sar\u00e0 un giorno storico non soltanto per il Venezuela, ma, per il suo significato di speranza e di concretezza al tempo stesso,\u00a0 per tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi, per i giovani, corsi di informatica: significativamente tenuti usando il sistema operativo libero e gratuito denominato Linux, non quello americano della Microsoft.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Habitat<\/strong>\u201d per dare un tetto a chi ne \u00e8 privo.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Zamora<\/strong>\u201d per applicare la riforma agraria sancita dalla costituzione che dichiara contrarie agli interessi sociali le grandi propriet\u00e0 agricole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Mercal<\/strong>\u201d: duemila punti vendita per \u201ccombattere la fame attraverso la commercializzazione e la vendita diretta di alimenti di base a prezzi solidali\u201d.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Dodici milioni di persone ricevono generi alimentari a prezzi modici e un milione a titolo del tutto gratuito.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec i derelitti e i diseredati, la maggioranza della popolazione venezuelana, dopo un\u2019eternit\u00e0 di sottomissione e sfruttamento da parte delle oligarchie economiche al servizio del neocolonialismo americano, stanno trovando per la prima volta la loro dignit\u00e0 in migliori condizioni di vita quotidiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Il cristianesimo \u00e8 la chiave della rivoluzione. Un documento del Concilio Vaticano II che ho avuto modo di leggere e studiare afferma che la propriet\u00e0 privata deve tener conto delle necessit\u00e0 sociali. Ci\u00f2 vuol dire che essere cristiani significa essere contro le speculazioni, per lo sviluppo agricolo ed a favore della cooperazione sociale.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Il cristianesimo armonizza la propriet\u00e0 privata con la necessit\u00e0 di convivere, perch\u00e9 vuole impedire che vengano arrecati danni intollerabili. Armonizzare il bene comune non significa distruggere la propriet\u00e0 privata, ma tutelare i deboli ovvero la maggioranza.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La prossima tappa della nostra rivoluzione \u00e8 la lotta al latifondo.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>La propriet\u00e0 privata non \u00e8 sacra, deve armonizzarsi con le necessit\u00e0 pubbliche.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E\u2019 la Bibbia che lo afferma.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il latifondo \u00e8 un gigantesco inganno ai danni del popolo venezuelano. Un pugno di persone possiede\u00a0 enormi quantit\u00e0 di territorio che non producono nulla, non sono adoperate in alcuna maniera, oziano.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Bisogna trasformare il modo di produzione.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Servono delle cooperative cui saranno affidate le terre inutilizzare, affinch\u00e9 possano produrre. Le espropriazioni saranno indennizzate.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Anche negli Stati Uniti la corte suprema si \u00e8 espressa di recente in favore delle espropriazioni di propriet\u00e0 inutilizzate.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Solo che in quel caso le espropriazioni possono essere fatte a vantaggio di altri privati, mentre in Venezuela la motivazione \u00e8 l\u2019interesse pubblico.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Si tratta di un passaggio importante verso un nuovo modello economico post capitalista teso a soddisfare i bisogni della collettivit\u00e0 e basato sulla necessit\u00e0 di raggiungere la piena sovranit\u00e0 alimentare, grazie allo sviluppo di ogni tipo di agricoltura, strappando le terre ai troppi latifondi esistenti<\/em><\/strong><em>\u201d.<\/em><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>LA SUA POLITICA ESTERA<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Contemporaneamente ha avviato una precisa logica di politica estera, culminata nella vera e propria sfida agli Stati Uniti per ottenere un posto fra i membri elettivi del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cooperazione economica e strategie politiche, contro l\u2019imperialismo americano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con gli Stati Uniti, che mal digeriscono una figura come la sua, i rapporti sono tesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si sono espulsi i rappresentanti diplomatici.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Sono stati limitati voli e dunque l\u2019accesso di passeggeri e merci fra i due Paesi.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Ma soprattutto Chavez ha svincolato i profitti del suo regime dal cambio in dollari e li ha convertiti in euro.<strong><\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Dietro tutto questo c\u2019\u00e8 quello che mi ha scritto un cittadino nordamericano per lettera: Bush ha dimenticato gli aiuti agli afroamericani vittime dell\u2019uragano Latrina, mentre ha bombardato gli Iracheni.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>A San Pablo hanno chiuso una biblioteca, all\u2019universit\u00e0 di Berkeley mancano penne, quaderni e libri per gli studenti ispanici.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sono pronto ad aiutare per porre rimedio a queste mancanze.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Mander\u00f2 ci\u00f2 che serve agli abitanti di San Pablo rimasti senza libri e agli studenti dell\u2019universit\u00e0 che tanto ruolo ebbe nella mobilitazione liberal e pacifista degli anni Sessanta.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dar\u00f2 ogni appoggio e ogni aiuto ai poveri degli Stati Uniti.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Soprattutto a quelli che vivono in grandi metropoli come New York e Chicago.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Possono contare su Chavez<\/em><\/strong>\u201d.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Ha promosso il forum dei popoli, l\u2019 alleanza economica fra Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Venezuela. E la Cuba di Fidel Castro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presidente boliviano Evo Morales ha gi\u00e0 seguito concretamente l\u2019esempio venezuelano: consigliato, o per meglio dire costretto, dal fondo monetario internazionale a privatizzare le proprie industrie di estrazione del petrolio e di gas, se lo \u00e8 invece ripreso e ha tassato al 50% i profitti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Nel Sud America si concentra uno sforzo per la libert\u00e0. Da duecento anni abbiamo guadagnato l\u2019indipendenza politica, manca ancora quella economica. Uniti la si potr\u00e0 raggiungere per arrivare allo sviluppo sociale<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed ecco le visite internazionali, alla ricerca di nuovi orizzonti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con\u00a0 la Siria, \u201caccordi e meccanismi per un coordinamento comune di azioni tese a proteggere i Paesi esposti a pressioni e tentativi di assedio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Russia, Biellorussia, Qatar, Vietnam.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iran: nonostante Chavez predichi una specie di socialismo cristiano, un socialismo patriottico, senza nessuna influenza musulmana, \u201c<strong>il nostro fratello combattente<\/strong>\u201d lo ha chiamato, abbracciandolo, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Come se fosse una colpa, viene rimproverato a Chavez di sostenere il suo modello di sviluppo, una specie di socialismo del XXI secolo, com\u2019egli stesso lo definisce, e la\u00a0 sua esuberante politica sociale, a volte, come abbiamo visto, addirittura spavalda \u2013 modelli ritenuti non esportabili &#8211; con i forti proventi assicurati allo Stato venezuelano dalle grosse esportazioni di petrolio.<\/p>\n<p>Emb\u00e8?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 anzi proprio questa la prima lezione che il Venezuela d\u00e0 di un mondo pi\u00f9 giusto e migliore: le ricchezze delle materie prime sono sottratte ai profitti delle societ\u00e0 multinazionali, sia dei governanti corrotti che nei Paesi sottosviluppati le appoggiano e invece vengono adoperati per una politica nazional \u2013 popolare, in nome e per conto dei poveri, degli umili, dei diseredati, ai quali possono essere cos\u00ec assicurate non soltanto migliori condizioni di vita, ma pure prospettive concrete di promozione e affermazione personale.<\/p>\n<p>Tanto per fare qualche esempio, il 70% dei Nigeriani vive con meno di un dollaro al giorno, in una miseria senza speranza, mentre la Shell continua fare guadagni smisurati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Exxon Mobil d\u00e0 alla Guinea Equatoriale soltanto il 12% dei profitti che ricava dal petrolio che estrae dal suo territorio.<strong><\/strong><\/p>\n<p>E cos\u00ec via.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Le ricchezze delle terra devono essere utilizzare a vantaggio delle popolazioni che su quella terra vivono.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Il controllo da parte dei lavoratori dei mezzi di produzione, l\u2019altra grandissima sfida, rimasta finora nella Storia pressoch\u00e9 irrealizzata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per ora, per volere del regime, viene proiettato nelle fabbriche, su schermi improvvisati fra macchinari ancora caldi, \u201cTempi moderni\u201d , il capolavoro del 1936 di Charlie Chaplin, che svela il lato selvaggio del capitalismo.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 concretamente, \u00e8 stato imposta una nuova legislazione sul lavoro, che punta a migliorare igiene e sicurezza e far scendere i morti per incidenti, almeno 1500 decessi negli anni precedenti per infortuni sul lavoro.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Vedremo cosa altro, da questo versante, Ugo Chavez riuscir\u00e0 a consegnare all\u2019umanit\u00e0, nel corso della storia sua e del suo Paese.<strong><\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Sono per un socialismo patriottico e democratico che deve essere umanista e deve mettere gli esseri umani e non le macchine in condizioni di superiorit\u00e0 nei confronti di tutto e di tutti<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DALLA CRONACA ALLA STORIA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Nasce a Saboneta, il 28 luglio 1954, da una famiglia numerosa e talmente povera, che il padre, un maestro elementare in una zona di campagna, non potendo mantenere una bocca in pi\u00f9 da sfamare, lo affid\u00f2 alle cure di sua madre, che viveva da sola in una capanna di paglia e fango.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma la vera casa, com\u2019egli stesso ripete, di Ugo Chaves diviene ben presto l\u2019esercito, dove cresce, studia, fa carriera. Si laurea cos\u00ec in tecniche militari prima e in storia moderna poi, nel segno e nel mito di Simon Bolivar.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Matura alla luce ideale del suo Maestro le idee di giustizia sociale e di vera libert\u00e0 che comincia a diffondere fra i suoi commilitoni, sempre pi\u00f9 restii, per esempio, a intervenire quali forze di polizia in azioni di repressione della protesta polare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha trenta anni, quando fonda il primo raggruppamento diciamo cos\u00ec ideologico, che negli anni seguenti dai suoi coetanei riesce ad allargare ad ampi settori delle forze armate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha trentotto anni, quando, il 14 febbraio 1992, con quelle forze tenta il colpo di stato militare. Ma il golpe fallisce ed egli viene scoperto e arrestato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si fa due anni di carcere, prima di essere rimesso in libert\u00e0 per una sopravvenuta amnistia, ma contemporaneamente viene espulso dall\u2019esercito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 gli consente di avviare una vasta opera di proselitismo, soprattutto fra le fasce della popolazione pi\u00f9 umili, con il \u201cMovimento per la quinta repubblica\u201d da lui fondato, che si propone di ridisegnare lo Stato alla luce della lotta alla corruzione, alle ingiustizie, alla povert\u00e0, in una nuova forma di democrazia, \u201cpartecipativa\u201d e \u201cprotagonista\u201d, che abbia nel popolo il suo attore principale, finalmente reso artefice\u00a0 delle scelte decisive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 6 aprile 1999 vince le elezioni presidenziali, con oltre il 56% dei voti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 importante sottolineare il fatto che viene eletto con tutti i crismi della democrazia ufficiale, come pure con tutti i crismi della democrazia ufficiale si svolgono i passaggi successivi del suo potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiede al popolo qualche mese dopo l\u2019autorizzazione a modificare la costituzione: lo ottiene con l\u2019ottanta per cento dei consensi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle elezioni dell\u2019assemblea costituente, il suo partito sale al 60% dei voti, quelli a lui collegati ottengono 120 seggi su 131.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Agli inizi del 2000, la nuova costituzione viene approvata da un apposito referendum.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per effetto dell\u2019entrata in vigore della nuova carta costituzionale, di cui viene distribuita una copia a ogni venezuelano, si indicono anche nuove elezioni presidenziali, che Chavez rivince, sempre con oltre il 59% dei voti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pu\u00f2 iniziare cos\u00ec, passando ad attuare le norme della Costituzione, la sua \u201crivoluzione tranquilla\u201d, che per\u00f2 agita e non poco i detentori dei grandi e vecchi privilegi, le oligarchie economiche e politiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contro di lui si organizzano in primo luogo i latifondisti, il 10% della popolazione che detiene l\u2019 80% delle terre, gli industriali, gli asserviti a vario titolo alle multinazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un primo tentativo si registra con la \u201cserrata\u201d delle fabbriche da parte degli industriali nel dicembre 2001, in una specie di sciopero imposto, che per\u00f2 fallisce ben presto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 serio il tentativo del febbraio 2002, ordito da dirigenti e impiegati della compagnia petrolifera nazionale, che tentano di resistere alla trasformazione dell\u2019azienda voluta dal regime in funzione della ridistribuzione degli utili in funzione sociale, in difesa del modello neocapitalistico e dei propri personali interessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Preparano nei mesi seguenti, con l\u2019appoggio delle gerarchie della chiesa cattolica, di settori marginali delle forze armate, in contatto per\u00f2 con i militari statunitensi, nonch\u00e9 dei principali giornali e stazioni televisive private, uno sciopero generale di ventiquattro ore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno 11 aprile si mosse a Caracas un corteo di centomila persone, che ben presto fu diretto dagli organizzatori verso e contro il palazzo presidenziale, a sua volta presidiato dai sostenitori di Chavez.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intorno a mezzogiorno, sicari prezzolati cominciarono a sparare sulla folla, con lo scopo di avvelenare ulteriormente la situazione, gi\u00e0 di per s\u00e9 esplosiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La giornata si conclude con la decisione di Chavez di consegnarsi agli insorti, al fine di evitare uno scontro armato, che avrebbe assunto dimensioni tragiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Viene rinchiuso nel presidio militare di Fuerte Tiuna, mentre in poche ore seicentomila suoi sostenitori si radunano per chiederne la liberazione; poi nella notte viene portato segretamente sull\u2019isola di La Torcila in una base della marina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo il presidente della Fedecamera, Carmona Estanga, si autoproclama presidente e annuncia il ritorno in vigore della vecchia costituzione. Incredibilmente, in tempo reale gli Stati Uniti riconoscono il nuovo governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma il popolo insorge. In due giorni sei milioni di Venezuelani manifestano, anche violentemente, a suo favore e chiedono il suo ritorno a potere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I militari golpisti si contano e scoprono in pochi, vertici di ufficiali isolati dai quadri e dalla base, rimasta fedele al Presidente esautorato nell\u2019illegalit\u00e0.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Dal canto loro, al terzo giorno, le dimostrazioni popolari assumono dimensioni impressionanti.<strong><\/strong><\/p>\n<p>La situazione diventa insostenibile.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Tre elicotteri volano a La Torcila e riportano Ugo Chavez nella residenza presidenziale.<strong><\/strong><\/p>\n<p>I disordini cessano di colpo.<strong><\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa rivoluzione tranquilla\u201d pu\u00f2 continuare.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong><\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Al di l\u00e0 della crisi economica, il Venezuela stava attraversando una crisi morale ed etica, dovuta alla mancanza di sensibilit\u00e0 sociale dei suoi dirigenti. Ora, la democrazia non \u00e8 soltanto uguaglianza politica; \u00e8 anche, anzi soprattutto uguaglianza sociale, economica e culturale. Sono questi gli obiettivi della mia rivoluzione.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Voglio essere il presidente dei poveri.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Ma noi dobbiamo apprendere la lezione dei fallimenti di altre rivoluzioni, che, pur affermando di porsi questi obiettivi, li hanno traditi, oppure li hanno perseguiti liquidando la democrazia.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Noi vogliamo passare dalla democrazia rappresentativa, che non deve essere necessariamente disprezzata, a una democrazia partecipativa, diretta.<\/em><\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Vogliamo chiamare il popolo a intervenire sempre pi\u00f9 a tutti i livelli del potere, per rendere pi\u00f9 efficace l\u2019opposizione a ogni violazione dei diritti umani. Noi dobbiamo cercare il punto di equilibrio tra il mercato, lo stato e la societ\u00e0. Ci\u00f2 che occorre \u00e8 far convergere la mano invisibile del mercato e quella visibile dello stato in uno spazio economico all\u2019interno del quale il mercato possa esistere quanto pi\u00f9 \u00e8 possibile, e lo stato per quanto \u00e8 necessario<\/em><\/strong><em>\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>GLI SVILUPPI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Ai primi di dicembre 2006, nuova legittimazione popolare per Hugo Chavez, che rivince le elezioni presidenziali, svoltesi sotto il controllo degli osservatori internazionali, nessuno dei quali ha avuto alcunch\u00e9 da eccepire sul metodo democratico, con un vero e proprio trionfo nei quartieri popolari, comunque con un margine ampio, netto: circa tre milioni di voti e il 20% di differenza.<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong><em>Abbiamo dato un\u2019altra lezione di dignit\u00e0 agli imperialisti, questa \u00e8 un\u2019altra sconfitta di Bush.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E\u2019 l\u2019inizio di una nuova era, una nuova epoca che avr\u00e0 come linea strategica l\u2019espansione della rivoluzione bolivariana e della democrazia popolare verso il socialismo venezuelano.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Il nostro \u00e8 un socialismo originale, cristiano, indigeno e boliariano.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Vogliamo costruire un sistema che sia segnato da uguaglianza, libert\u00e0 e giustizia, di cui nessuno deve avere paura<\/em><\/strong><strong><em>\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ai primi di gennaio, insediatosi ufficialmente per la terza volta alla guida del Venezuela, Chavez annuncia leggi \u201cchavezissime\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, i settori dell\u2019energia e delle telecomunicazioni vengo completamente nazionalizzati.<\/p>\n<p>Tanto per ripassare la storia, quel che fece agli inizi degli anni Sessanta il primo governo di centro \u2013 sinistra in Italia.<\/p>\n<p>Tanto per ricordare l\u2019attualit\u00e0, dopo un ventennio le privatizzazioni hanno ovunque e ancor di pi\u00f9 in Italia completamente fallito: i servizi sono peggiorati, i costi per i cittadini aumentati a dismisura.<\/p>\n<p>Una scelta storica, quella di Chavez, dunque, a livello planetario, una vera e propria sfida, ai consolidati interessi del nuovo capitalismo selvaggio, della globalizzazione del liberismo economico e finanziario.<\/p>\n<p>Ciliegina sulla torta, i prezzi imposti per i generi di prima necessit\u00e0, equiparati per tutti i rivenditori a quelli praticati negli empori statali popolari: una forma concreta di giustizia sociale.<\/p>\n<p>Sul fronte estero, si rivela un sostanziale fallimento la visita del presidente americano Bush, alla ricerca di un improbabile recupero di consensi nel continente sud \u2013 americano, quasi totalmente, con la sola eccezione della Colombia, diventato pi\u00f9 o meno ostile agli Usa.<\/p>\n<p>Danno invece lustro e consenso a Chavez gli accordi che egli stipula direttamente con le amministrazioni comunali di citt\u00e0 come Londra e Firenze: petrolio a tariffe ridotte, per abbassare i prezzi dei trasporti pubblici, in cambio di risorse umane qualificate che insegnino a governare le citt\u00e0 con le pi\u00f9 moderne e avanzate soluzioni possibili, in tema di smaltimento rifiuti, traffico e tutela dell\u2019ambiente: una vittoria, di sostanza e di immagine, che per Hugo Chavez vale all\u2019estero quanto quella ottenuta democraticamente con le elezioni presidenziali interne<\/p>\n<p>Di Hugo Chavez hanno ormai paura soltanto le multinazionali dell\u2019energia e delle armi, e l\u2019alta finanza internazionale, coi i regimi liberal \u2013 capitalisti che da essa sono sostenuti.<\/p>\n<p><strong>RIVOLUZIONE CONTINUA<\/strong><\/p>\n<p>Il primo maggio 2007 \u00e8 stata una data importante, \u201c<strong><em>un giorno storico<\/em><\/strong>\u201d, per Hugo Chave, e il Venezuela.<\/p>\n<p>Sono tornati sotto il controllo della compagnia nazionale Pdvsa anche i pozzi petroliferi della zona dell\u2019 Orinoco, la riserva pi\u00f9 grande del mondo, con un accordo con le grandi multinazionali, costrette, loro malgrado, a una semplice quota di minoranza.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>L\u2019imperialismo ha sempre dominato le nostre risorse energetiche. Fino ad oggi gli stranieri hanno estratto il greggio per i loro interessi, pagando tariffe irrisorie.: ma da oggi \u00e8 finita.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Restituiamo la sovranit\u00e0 nazionale sul petrolio.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Siamo orgogliosi di poter dire che la fase di nazionalizzazione \u00e8 cos\u00ec conclusa<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>S\u00ec, certo, in Venezuela c\u2019era il petrolio, un ottimo petrolio, e questo bastava ad arricchire le tasche dei pochi, a scapito dei tanti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La massa restava chiusa nelle baracche, privata dell\u2019istruzione, analfabeta, slegata da ogni decisione del potere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Era trattata con fastidio, in modo razzista, perch\u00e9 indigena, creola, negra: erano nati poveri e tali dovevano rimanere<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Chavz \u00e8 oramai un modello consolidato, anzi,\u201ci<em>l motore sudamericano<\/em>\u201d, come lo definisce il regista Fernado Solanas, il regista argentino che nel suo nome si candida alla elezioni del suo Paese.<\/p>\n<p>Fra l\u2019altro, prosegue nella rivoluzione socialista e anzi l\u2019articola con nuove iniziative, come la \u201c<em>computadora socialista<\/em>\u201d. Un programma che si propone di costruire strumenti informatici autarchici, con l\u2019ausilio di ingeneri cinesi e venezuelani, e di diffonderli diffusa gratis nelle scuole, con lo slogan: \u201c<em>Un computer bolivariano contro gli Usa!<\/em>\u201d, e gli obiettivi di diffondere l\u2019alfabetizzazione informatica e sviluppare quindi contemporaneamente sia la cultura popolare, sia la produzione industriale.<\/p>\n<p>Oppure, ancora, il \u201c<em>venezuela movil<\/em>\u201d, il piano di finanziamenti popolari, di crediti al consumo garantiti dallo Stato, ad un tasso che \u00e8 la met\u00e0 dell\u2019andamento dell\u2019inflazione,\u00a0 grazie al quale, per esempio, trecentocinquantamila venezuelani che ne erano privi hanno potuto permettersi l\u2019acquisto di un\u2019automobile.<\/p>\n<p>La nuova costituzione, poi, Divulgata e spiegata al popolo. E poi la richiesta di modificarla ulteriormente, attraverso un nuovo referendum, il 2 dicembre 2007, per prevedere la rielezione indefinita del presidente, ma pure \u2013 e questo non l\u2019aveva segnalato nessuno dei critici e dei perplessi \u2013 il \u201c<em>referendum revocatorio<\/em>\u201d, cio\u00e8 lo strumento che in qualunque momento l\u2019opposizione pu\u00f2 utilizzare per chiedere di destituire il presidente in carica, oltre a tutta un\u2019 altra serie di provvedimenti, fra cui l\u2019abolizione della autonomia della banca centrale e la possibilit\u00e0 di sottoporre a censura i media in caso di emergenza.<\/p>\n<p>Contrariamente alle attese, la richiesta viene respinta, con il 51% dei no: una sconfitta per Chaves, che comunque, per quanto non possa pi\u00f9 essere rieletto, rester\u00e0 al potere fino al 2012, e che comunque regala al mondo il pi\u00f9 bel commento possibile: \u201c<em>E\u2019 stato un esercizio di democrazia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong><em>Stiamo avviando una rivoluzione pacifica. Non abbiamo un solo prigioniero politico, non abbiamo ucciso nessuno, abbiamo proibito il carcere per ragioni politiche. La presunzione di innocenza vale per tutti e qui si rispettano i diritti umani. Non esiste nessun Paese al mondo con maggior libert\u00e0 di espressione<\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/13\/lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/10\/13\/lapprofondimento-dopo-la-nuova-vittoria-elettorale-hugo-chavez-il-presidente-dei-poveri-in-un-mondo-che-sta-cambiando-italia-sottocchio-mondo-con-cannocchiale-rubrica-a\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A BENEFICIO DELLE CLASSI POPOLARI di Gennario Carotenuto Fonte: gennarocarotenuto.it 8 OTTOBRE 2012 L\u2019immagine che non troverete commentata sui nostri media \u00e8 quella di Hugo Ch\u00e1vez, del dittatore trinariciuto Hugo Ch\u00e1vez, accompagnato al seggio dal premio Nobel per la Pace guatemalteco Rigoberta Mench\u00fa e da Piedad C\u00f3rdoba, che da noi \u00e8 meno conosciuta ma che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4567,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4566"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4566"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4566\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6463,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4566\/revisions\/6463"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}