{"id":46368,"date":"2015-03-11T16:01:38","date_gmt":"2015-03-11T15:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=46368"},"modified":"2015-03-11T16:01:38","modified_gmt":"2015-03-11T15:01:38","slug":"trivellazioni-offshore-nel-mare-adriatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/11\/trivellazioni-offshore-nel-mare-adriatico\/","title":{"rendered":"Trivellazioni offshore nel Mare Adriatico"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tapsanfoca.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/tapsanfoca.jpg\" alt=\"\" title=\"tapsanfoca\" width=\"257\" height=\"131\" class=\"alignleft size-full wp-image-43964\" \/><\/a>Riceviamo e volentieri pubblichiamo.____<\/em><br \/>\n<strong>Finalmente il governo italiano ha avviato le<strong> consultazioni con la Croazia sulle trivellazioni off shore nel mar Adriatico<\/strong><\/strong>. <strong>Le proteste degli ambientalisti e del M5s hanno aperto gli occhi al ministro dell&#8217;Ambiente italiano Galletti e lo hanno spinto a chiedere e a ottenere la possibilit\u00e0 <\/strong>di partecipare alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/01\/04\/petrolio-eni-ottiene-croazia-concessione-per-trivellazioni-in-adriatico\/1313901\/\"><strong>Valutazione ambientale strategica<\/strong> (Vas) transfrontaliera italo-croata sul Piano delle estrazioni di Zagabria per lo sfruttamento di <strong>gas<\/strong> e <strong>petrolio<\/strong> nei giacimenti davanti le sue coste<\/a>. Le osservazioni del governo e delle regioni adriatiche italiane potranno essere sottoposte al governo croato entro il 20 aprile prossimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tutto questo per\u00f2 non basta, tant&#8217;\u00e8 che il portavoce eurodeputato Pier Ped ed altri 5 portavoce del M5s hanno presentato un&#8217;interr alla Comm europ <\/strong><strong>per chiedere che faccia rispettare alla Croazia tre direttive comunitarie internazionali del 2001, del 2011 e del 2013 in tema di tutela degli ecosistemi marini. <\/strong><\/p>\n<p>La Croazia &#8211; \u00e8 scritto nell&#8217;interr &#8211; ha avviato nelle scorse settimane un piano di sfruttamento dei fondali marini nel novanta per cento del mare Adriatico di sua pertinenza. Tre dei ventinove permessi di ricerca fino ad ora rilasciati distano a pochi chilometri dall&#8217;area Natura 2000 &#8220;Isole Tremiti&#8221; e dall&#8217;area Natura &#8220;Trezze San Pietro Bordelli&#8221; sito marino di interesse europeo. Le procedure per l&#8217;assegnazione dei diritti di ricerca &#8211; viene evidenziato dai portavoce del M5s Europa &#8211; sono state espletate nonostante la valutazione ambientale strategica (Vas) non si sia ancora conclusa e disattendendo la Convenzione di Espoo applicata ai contesti transforalieri. Inoltre, la mancata previsione di restrizioni e prescrizioni limitative all&#8217;attivit\u00e1 di ricerca d&#8217;idrocarburi, oltre alla violazione del principio della precauzione contrastano col protocollo offshore della Convenzione di Barcellona.<\/p>\n<p>Ora,<strong><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Vista la Decisione 2013\/5\/UE;<\/p>\n<p>-Vista la Direttiva 2001\/42\/CE;<\/p>\n<p>-Vista la Direttiva 2011\/92\/UE;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come intende la Commissione tutelare gli ecosistemi del mare Adriatico nel rispetto della normativa comunitaria ed internazionale?<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>La Repubblica di Croazia ha avviato nelle scorse settimane un piano di sfruttamento dei fondali marini nella parte del mare Adriatico di sua pertinenza, interessando il 90% della superficie di questo mare. Tre dei ventinove permessi di ricerca fino ad ora rilasciati\u00a0 distano pochi km dall&#8217;area Natura 2000 IT 911001 Isole Tremiti (SCI), IT 9110040 isole Tremiti (SPA) e dalla zona Natura 330009 &#8220;Trezze San Pietro Bordelli&#8221; sito marino di interesse europeo. Le procedure per l&#8217;assegnazione dei diritti di ricerca sono state espletate nonostante la valutazione ambientale strategica (VAS) non si sia ancora conclusa, e disattendendo la Convenzione di Espoo dell&#8217;UN\/ECE applicata ai contesti transforalieri. Inoltre la mancata previsione di restrizioni e prescrizioni limitative all&#8217;attivit\u00e1 di ricerca d&#8217;idrocarburi, oltre alla violazione del principio della precauzione contrastano col protocollo offshore della Convenzione di Barcellona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Vista la Decisione 2013\/5\/UE;<\/p>\n<p>-Vista la Direttiva 2001\/42\/CE;<\/p>\n<p>-Vista la Direttiva 2011\/92\/UE;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come intende la Commissione tutelare gli ecosistemi del mare Adriatico nel rispetto della normativa comunitaria ed internazionale?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ANCHE IL MAR ADRIATICO SAR\u00c0 DEVASTATO DALLE ESTRAZIONI PETROLIFERE, LA CROAZIA AUTORIZZA DIECI PERMESSI E LA UE TACE. IL COMMISSARIO EUROPEO ALL&#8217;AMBIENTE VELLA RISPONDE ALL&#8217;EURODEPUTATO PEDICINI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;La Commissione europea non pu\u00f2 stare in silenzio rispetto ai dieci permessi per l&#8217;esplorazione di petrolio nel mar Adriatico concessi a novembre scorso dalla Croazia alle compagnie petrolifere. La Commissione deve spiegare cosa sta facendo per salvaguardare, cos\u00ec come prevede la Carta della Ue, il diritto alla salute dei cittadini e il diritto alla tutela ambientale&#8221;. Sono due concetti rivolti al commissario europeo all&#8217;Ambiente e Pesca Karmenu Vella dal portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini durante la seduta della commissione Ambiente del Parlamento europeo svoltasi marted\u00ec scorso a Bruxelles.<\/p>\n<p>&#8220;Le licenze concesse dalla Croazia &#8211; ha detto Pedicini durante il suo intervento &#8211; coinvolgono 40 mila chilometri quadrati di mare chiuso fra sei Paesi: Croazia, Italia, Grecia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Slovenia. Si tratta &#8211; ha aggiunto il portavoce pentastellato &#8211; di una superficie che interessa mezzo mare Adriatico che da sempre costituisce un patrimonio naturale e una fonte di ricchezza per il turismo e per la pesca per oltre 1700 chilometri di costa continentale e circa 4 mila chilometri di coste per le circa 1200 isole. La Commissione europea &#8211; ha sottolineato polemicamente Pedicini &#8211; deve spiegare ai croati, agli italiani, agli sloveni e ai montenegrini che con le estrazioni petrolifere si comprometter\u00e0 per sempre tutto questo patrimonio ambientale e turistico. Non si pu\u00f2 continuare a pensare &#8211; ha aggiunto l&#8217;esponente dei 5 Stelle rivolgendosi al commissario Vella che con grande attenzione lo stava ascoltando &#8211; che ci sono problemi soltanto quando si verifica un incidente petrolifero. I problemi di inquinamento dovuti alle estrazioni ci sono sempre e comunque e gran parte del mar Adriatico rischia di essere compromesso in modo irreversibile. Quindi &#8211; ha concluso Pedicini &#8211; chiedo a lei che \u00e8 commissario all&#8217;Ambiente e all&#8217;intera Commissione europea cosa state facendo per evitare che tutto questo accada&#8221;.<\/p>\n<p>Il commissario maltese Vella senza scomporsi pi\u00f9 di tanto ha liquidato la risposta con poche e generiche battute: &#8220;C&#8217;\u00e8 una normativa europea che gli Stati membri devono rispettare. Faremo s\u00ec che venga rispettata, anche se &#8211; ha aggiunto &#8211; i singoli Stati hanno il diritto di scegliere autonomamente se autorizzare o meno le esplorazioni petrolifere&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Una risposta superficiale e pilatesca &#8211; ha commentato Pedicini &#8211; che per l&#8217;ennesima volta mette in luce l&#8217;incapacit\u00e0 o la precisa volont\u00e0 della Ue di affrontare un&#8217;emergenza, anche quando i principi base di importanti normative europee vengono aggirate o non rispettate. Tuttavia, il M5s continuer\u00e0 a vigilare e ad battersi per evitare che una risorsa naturale straordinaria come il mar Adriatico venga devastata dagli interessi economici delle societ\u00e0 petrolifere e di governi irresponsabili che vogliono fare cassa attraverso le royalties&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">PIERNICOLA PEDICINI <\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">PORTAVOCE EURODEPUTATO DEL M5S<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per contatti stampa: cell. 3920460174<\/span><\/strong><\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><a href=\"http:\/\/www.greenme.it\/informarsi\/ambiente\/15886-triellazioni-petrolio-adriatico-croazia\">Trivellazioni di petrolio nell&#8217;Adriatico: la Croazia dice si&#8217; alle consultazioni con l&#8217;Italia<\/a><\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/111416213151556168746?rel=author\">\u00a0<\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/plus.google.com\/111416213151556168746?rel=author\">Creato 05 Marzo 2015 <\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p><strong>Zagabria<\/strong> dice s\u00ec. Il Governo croato ha avviato le<strong> consultazioni con l&#8217;Italia sulle trivellazioni off shore nell&#8217;Adriatico<\/strong>. Una vicenda spinosa e che ci riguardava direttamente viste le conseguenze che le attivit\u00e0 petrolifere della Croazia potrebbero avere anche per il nostro paese.<\/p>\n<p>La Croazia dunque ha accolto la richiesta del ministero dell\u2019Ambiente delle consultazioni transfrontaliere sul piano di <strong>trivellazioni in mare<\/strong>. La<strong> Valutazione Ambientale Strategica<\/strong> (VAS) italo-croata si far\u00e0 e sar\u00e0 relativa a dieci zone, una in Alto Adriatico e 9 nel Medio e Basso Adriatico, per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi offshore da parte del Governo croato.<\/p>\n<p>\u201c<cite>L\u2019Italia<\/cite> \u2013 <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">spiega<\/span><\/strong> il ministro dell\u2019Ambiente Gian Luca Galletti &#8211;<cite> ha una legislazione molto rigorosa sul tema delle trivellazioni, orientata prima di tutto alla massima sicurezza ambientale. Essere pienamente a conoscenza di quel che si verifica a poca distanza dalle nostre coste, a maggior ragione perch\u00e9 che si tratta di interventi energetici con un potenziale impatto ambientale, era per noi un passaggio irrinunciabile. Ed \u00e8 anche un modo per rispondere a chi in questi mesi aveva temuto che <\/cite><strong><em>l\u2019Italia fosse semplice spettatrice di ci\u00f2 che accade nell&#8217;Adriatico<\/em><\/strong><cite>\u201d<\/cite>.<\/p>\n<p><strong>Che significa? <\/strong>Facciamo un passo indietro. La Croazia da tempo ha messo gli occhi sull&#8217;oro nero nascosto in fondo al mare. Poco meno di un anno fa, il ministro degli Esteri Ivan Vrdoliar aveva rivelato che sotto 12mila chilometri quadrati di mare croato, divisi in 29 concessioni, erano presenti 3 miliardi di barili di petrolio. Senza nascondersi dietro a un dito <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">aveva fatto sapere<\/span><\/strong> che il paese avrebbe cercato di diventare \u201cuna piccola Norvegia di gas a nord e di petrolio a sud\u201d attraverso il \u201c<strong>Piano e Programma Quadro di ricerca e produzione degli idrocarburi nell\u2019Adriatico<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo prevede la suddivisione del 90 per cento della superficie marina adriatica croata in 29 \u201cblocchi\u201d, di ampiezza variabile tra i 1.000 e i 1.600 chilometri quadrati. Le prime procedure per l\u2019assegnazione dei diritti di ricerca in questa aree sono gi\u00e0 state espletate \u2013 ancor prima della conclusione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) &#8211; con l\u2019assegnazione di 10 concessioni a 5 compagnie, tra cui l\u2019italiana ENI.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p>Che tradotto in parole semplici significa: <strong>corsa al petrolio,<\/strong> in barba a tutto il resto, all&#8217;inquinamento e ai danni alla fauna marina.<\/p>\n<p>Una <strong>sfida lanciata all&#8217;Italia<\/strong>, che avrebbe dovuto fare i conti con lo sfruttamento selvaggio del Mare Adriatico senza avere voce in capitolo. Senza contare che la minaccia delle trivellazioni croate a due passi da noi aveva offerto un ulteriore motivo a coloro che erano favorevoli al petrolio: perch\u00e9 dunque evitare di trivellare i nostri mari se i paesi confinanti lo facevano?\u00a0Un po&#8217; come accade col nucleare visto che vietare l&#8217;atomo nel nostro paese ha senso solo in parte se a pochi chilometri dai confini le centrali funzionano a pieno regime.<\/p>\n<p>Il nostro paese aveva il<strong> diritto di essere consultato e incluso nella Valutazione Ambientale Strategica<\/strong> riguardante i piani di sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio nell&#8217;Adriatico croato.\u00a0E la decisione \u00e8 arrivata sul tavolo del Ministro dell&#8217;Ambiente il 26 febbraio scorso. Il ministero ha gi\u00e0 <strong>informato le Regioni interessate<\/strong>, ovvero<strong> Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia<\/strong>, dell&#8217;avvio della consultazione. Esse avranno dunque la possibilit\u00e0 di trasmettere entro il 20 aprile le osservazioni sul Piano, che verranno insieme a quelle del ministero, saranno inviate il 4 maggio alla Croazia.<\/p>\n<p>Per il WWF, \u201c<cite>oggi \u00e8 un giorno importante per la tutela del Mare Adriatico che dimostra come i confini e le competenze statuali possono e devono essere <strong>superate positivamente quando si tratta della tutela degli ecosistemi marini e costieri<\/strong><\/cite><strong>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal canto suo, <strong>Greenpeace<\/strong> aveva invitato il Ministero dell&#8217;ambiente, quello degli Esteri e quello dello Sviluppo economico\u00a0ad agire, attraverso una <strong>lettera<\/strong><strong>\u00a0rivola a Gentiloni<\/strong>: &#8220;<cite>La Croazia intende trivellare la quasi totalit\u00e0 dei suoi mari, non risulta infatti un limite ai pozzi e alle piattaforme previste. Nell\u2019ambito di queste operazioni, <\/cite><strong><em>non vengono considerati gli effetti transfrontalieri,<\/em><\/strong><cite> cos\u00ec come sono ignorate misure di tutela per aree cruciali per la riproduzione di specie ittiche di importanza commerciale anche per la flotta peschereccia italiana. Ugualmente appaiono trascurati gli impatti sul turismo. Alcune trivellazioni potrebbero inoltre essere realizzate su fondali profondissimi, oltre i mille metri. <\/cite><strong><em>Le attivit\u00e0 di estrazione classificate come \u201cultra deep drilling\u201d sono particolarmente rischiose:<\/em><\/strong><cite> la tragedia della Deep Water Horizon nel Golfo del Messico, in tal senso, dovrebbe indurre a non correre mai pi\u00f9 rischi di quel genere<\/cite>.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Non solo Croazia<\/strong>. Se quella di avere ottenuto la consultazione \u00e8 una conquista, dall&#8217;altra parte il nostro paese deve<strong> vedersela con se stesso<\/strong>. Di recente, lo Sblocca Italia ha strizzato l&#8217;occhio alle trivelle stabilendo che il Ministero dello Sviluppo Economico con proprio decreto, sentito il Ministero dell\u2019Ambiente, \u201cpredispone un piano delle aree\u201d senza per\u00f2 che sia specificato l\u2019obbligo della VAS.<\/p>\n<p>Per questo il WWF ha sollecitato il Ministro dell\u2019Ambiente a \u201c<cite>compiere un passo formale anche nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico per fare chiarezza, anche nel nostro Paese, sulla piena e corretta applicazione della procedura VAS alla pianificazione delle attivit\u00e0 di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi\u201d<\/cite>. Il <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">discusso art. 38 del decreto Sblocca Italia<\/span><\/strong> \u00e8 gi\u00e0 stato impugnato di fronte alla Corte Costituzionale da 7 Regioni: Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto.<\/p>\n<p>Sulla stessa linea anche Legambiente: \u201cS<cite>iamo molto soddisfatti della notizia data dal ministro dell\u2019ambiente GianLuca Galletti sull\u2019avvio della consultazione transfrontaliera sul piano di trivellazioni lanciato da Zagabria nel mare Adriatico\u201d.<\/cite><\/p>\n<p>\u201c<cite>Ora chiediamo che<\/cite><strong><em> la stessa attenzione venga posta anche al mare italiano<\/em><\/strong><cite> e al Governo chiediamo un cambio di passo nell\u2019affrontare la questione trivellazioni in mare attivando la procedura di <\/cite><strong><em>Valutazione ambientale strategica anche per le attivit\u00e0 presenti nelle acque territorial<\/em><\/strong><cite>i, sicuri di trovare un riscontro positivo nel ministro dell\u2019ambiente, visto l\u2019avvio del percorso riguardante le acque croate<\/cite>\u201d, dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente.<\/p>\n<p>Oggi sono 72 le richieste in corso presentate per le attivit\u00e0 di ricerca e prospezione nei fondali di idrocarburi. Esse interessano un&#8217;area marina pari a circa 32mila kmq nel caso della ricerca e 92mila kmq nel caso della prospezione, con decine di piattaforme gi\u00e0 attive per l\u2019estrazione di gas e petrolio nei mari Adriatico, Ionio e nel Canale di Sicilia.<\/p>\n<p>Due pesi e due misure?<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Trivelle in Adriatico, dopo proteste Italia chiede \u201cconsultazione\u201d con Croazia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo le pressioni dei cittadini, degli ambientalisti e del M5s<\/p>\n<p>Il ministero dell\u2019Ambiente ha ottenuto di partecipare alla Valutazione ambientale strategica transfrontaliera sul piano di Zagabria per lo sfruttamento di gas e petrolio nei giacimenti davanti le sue coste. Entro il 17 aprile le regioni devono inviare le proprie osservazioni. Soddisfatti gli ambientalisti<\/p>\n<p>di <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/blog\/elena-veronelli\/ptype\/articoli\/\">Elena Veronelli<\/a> | 8 marzo 2015<\/p>\n<p>Le <strong>pressioni ambientaliste<\/strong> hanno fatto breccia nel governo italiano. Dopo l\u2019alzata di scudi contro <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/03\/01\/petrolio-croazia-avanti-trivellazioni-adriatico-governo-renzi-sta-guardare\/1448034\/\">le <strong>trivellazioni<\/strong> che la Croazia vuole fare nel mare Adriatico<\/a>,\u00a0l\u2019esecutivo Renzi si \u00e8 finalmente mosso. Finora accusato di non prendere posizione, il ministero dell\u2019Ambiente ha chiesto e ottenuto di partecipare alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/01\/04\/petrolio-eni-ottiene-croazia-concessione-per-trivellazioni-in-adriatico\/1313901\/\"><strong>Valutazione ambientale strategica<\/strong> (Vas) transfrontaliera italo-croata sul piano di Zagabria per lo sfruttamento di <strong>gas<\/strong> e <strong>petrolio<\/strong> nei giacimenti davanti le sue coste<\/a>. Giacimenti ufficialmente della Croazia ma che si estendono sotto le <strong>acque territoriali<\/strong> dell\u2019Italia, con il rischio di <strong>ripercussioni ambientali<\/strong>.<\/p>\n<p>Avendo ora accesso agli atti, l\u2019Italia pu\u00f2 ora conoscere in dettaglio i programmi del primo ministro<strong> Zoran Milanovic<\/strong> e fare le proprie valutazioni. Insomma, anche se con ritardo (i termini per la consultazione dei piani croati erano gi\u00e0 scaduti il 16 febbraio scorso) il governo ha dato\u00a0un colpo di coda. \u201cEssere pienamente a conoscenza di quel che si verifica a poca distanza dalle nostre coste, a maggior ragione perch\u00e9 si tratta di interventi energetici con un potenziale impatto ambientale, era per noi un passaggio irrinunciabile\u201d, spiega il ministro<strong>\u00a0Gian Luca Galletti<\/strong>. Che al tempo stesso ammette di aver agito anche \u201cper rispondere a chi in questi mesi aveva temuto che l\u2019Italia fosse semplice <strong>spettatrice<\/strong> di ci\u00f2 che accade nell\u2019Adriatico\u201d.<\/p>\n<p>Subito dopo il benestare di Zagabria, il ministero ha informato dell\u2019avvio della consultazione le regioni adriatiche interessate. Le ha poi invitate a trasmettere entro il 17 aprile le proprie osservazioni, che verranno acquisite e inoltrate il 4 maggio, assieme a quelle del ministero, alla Croazia.\u00a0\u201cCos\u00ec attraverso uno strumento comunitario potremo far valere le nostre giuste ragioni, e questo \u00e8 davvero un importante risultato\u201d, dice il sottosegretario all\u2019Ambiente <strong>Barbara Degani<\/strong>.<\/p>\n<p>Per gli ambientalisti si tratta di una vittoria importante. Secondo\u00a0il <strong>Wwf <\/strong>siamo di fronte a una svolta \u201cimportante per la tutela del Mare Adriatico che dimostra come i confini e le competenze statuali possono e devono essere superate positivamente quando si tratta della tutela degli <strong>ecosistemi<\/strong> <strong>marini<\/strong> e <strong>costieri<\/strong>\u201d. Infatti, nota\u00a0l\u2019associazione, \u201cbench\u00e9 queste zone siano in acque territoriali croate il rischio inquinamento dovuto alle attivit\u00e0 di <em>routine<\/em> e a maggior ragione in caso di incidente pu\u00f2\u00a0mettere a grave rischio, data la sua conformazione, l\u2019intero bacino dell\u2019Adriatico, avendo pi\u00f9 che probabili \u201cimpatti significativi\u201d sul sistema marino e costiero italiano\u201d.<\/p>\n<p>Anche per <strong>Avaaz<\/strong>, organizzazione no profit internazionale, questo \u00e8 un \u201cpassaggio cruciale per portare a galla anche in ambito internazionale le numerose lacune individuate in Croazia sul progetto\u201d. Nei giorni scorsi i membri italiani di Avaaz avevano lanciato una campagna contro i piano di Zagabria, raccogliendo pi\u00f9 di 130mila firme. Successivamente avevano inviato 13mila messaggi scritti direttamente ai ministri coinvolti. \u201cLa notizia di oggi \u00e8 sicuramente un grande passo in avanti e ci dimostra l\u2019importanza della pressione esercitata da entrambi i lati dell\u2019Adriatico\u201d, commenta l\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>Ma le battaglie ambientaliste hanno ottenuto un\u2019apertura anche da parte di Zagabria. Milanovic ha infatti annunciato che l\u2019estrazione di gas e petrolio dai fondali dell\u2019Adriatico non comincer\u00e0 prima che un <strong>referendum<\/strong> popolare l\u2019abbia avallata. Il primo ministro croato ha per\u00f2 ricordato che \u201ci pi\u00f9 grandi esperti mondiali del settore confermano la reale la possibilit\u00e0 di guadagnare miliardi\u201d. E ha chiesto agli ambientalisti: \u201cVogliamo veramente perdere una occasione come questa?\u201d.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<h2>CROAZIA. Premier Milanovic, \u2018Referendum su estrazione petrolio in Adriatico\u2019<\/h2>\n<p><em>di Giacomo Dolzani &#8211;<\/em><\/p>\n<p>Il primo ministro croato, Zoran Milanovic, di fronte alle numerose ed intense proteste dei movimenti ambientalisti, ha annunciato ieri che l\u2019estrazione di gas e petrolio dai fondali dell\u2019Adriatico non comincer\u00e0 prima che un referendum popolare l\u2019abbia avallata.<br \/>\nMolte associazioni hanno infatti ribadito il loro \u201cNo\u201d, sia nelle piazze che sui media, allo sfruttamento dei giacimenti offshore che, a loro dire, oltre che un grande rischio ambientale costituirebbero anche un danno per migliaia di operatori del comparto turistico nazionale, i quali sono per la maggior parte attivi nel settore balneare.<br \/>\nParlando di questi movimenti ambientalisti definendoli una minoranza, ma che detiene comunque il diritto di esprimere le proprie idee, Milanovic ha sostenuto il progetto di sfruttamento varato da Zagabria affermando: \u201cIndiremo un referendum per vedere se estrarremo o no idrocarburi dai fondali dell\u2019Adriatico; abbiamo la conferma dataci dai pi\u00f9 grandi esperti mondiali del settore sul fatto che \u00e8 reale la possibilit\u00e0 di guadagnare miliardi, possiamo perdere un\u2019occasione simile?\u201d.<br \/>\nIl bando per l\u2019esplorazione e la successiva perforazione dei campi petroliferi situati nell\u2019Adriatico \u00e8 stato indetto dal governo croato nell\u2019aprile dello scorso anno; un team di esperti, nei mesi scorsi, ha scelto alcune delle aziende candidate e, se tutto dovesse andare come previsto nei progetti di Zagabria, a fine marzo dovrebbero essere firmati i primi contratti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/11\/trivellazioni-offshore-nel-mare-adriatico\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/11\/trivellazioni-offshore-nel-mare-adriatico\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo.____ Finalmente il governo italiano ha avviato le consultazioni con la Croazia sulle trivellazioni off shore nel mar Adriatico. Le proteste degli ambientalisti e del M5s hanno aperto gli occhi al ministro dell&#8217;Ambiente italiano Galletti e lo hanno spinto a chiedere e a ottenere la possibilit\u00e0 di partecipare alla\u00a0Valutazione ambientale strategica (Vas) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":43964,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46368"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46368"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46368\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46369,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46368\/revisions\/46369"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}