{"id":46526,"date":"2015-03-14T20:04:09","date_gmt":"2015-03-14T19:04:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=46526"},"modified":"2015-03-15T23:51:37","modified_gmt":"2015-03-15T22:51:37","slug":"quel-mattino-del-16-marzo-1978-in-cui-cambio-la-nostra-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/14\/quel-mattino-del-16-marzo-1978-in-cui-cambio-la-nostra-storia\/","title":{"rendered":"QUEL MATTINO DEL 16 MARZO 1978 IN CUI CAMBIO&#8217; LA NOSTRA STORIA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/moro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"150\" height=\"150\" title=\"moro\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-46527\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/moro-150x150.jpg\" \/><\/a>di Roberto De Salvatore____<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luned\u00ec prossimo\u00a0saranno 37 anni, io ricordo come fosse ieri quel 16 marzo del 1978. In verit\u00e0 non ho mai sentito qualcuno a cui fosse domandato cosa stesse facendo quella mattina di 37 anni fa che non lo ricordasse, ma certo \u00e8 facile associare un evento storico di quella portata con le occupazioni giornaliere, anche le pi\u00f9 banali. Quello fu il giorno in cui sicuramente mor\u00ec la prima repubblica, non quella abbattuta dalle inchieste di Mani Pulite che abbatt\u00e9 solo un sistema di corruzione, ma non la prima repubblica che era morta e defunta gi\u00e0 da anni. Come \u00e8 ricordato Aldo Moro a 37 anni di distanza? Sicuramente come l\u2019uomo che avviava l\u2019Italia ad un passo importante: quello dell\u2019apertura ad un partito come quello Comunista in nome di una democrazia maggiormente partecipata. Si, ma che tipo di apertura? E\u2019 mai pensabile che l\u2019occidente potesse digerire un rospo cos\u00ec grande nella logica ferrea di Yalta che rischiava di venire intaccata cos\u00ec troppo presto. Il senatore Pellegrino, presidente della commissione stragi per ben 7 anni ebbe a dichiarare che l\u2019omicidio Moro era stato se non commissionato, almeno ispirato da \u2018circoli oltranzisti atlantici\u2019. Insomma la teoria dei cerchi concentrici: uno getta un sasso in uno specchio d\u2019acqua e dal centro cominciano ad irradiarsi sempre pi\u00f9 lontano tanti cerchi che apparentemente non hanno nessun riferimento con il centro, ma certamente ne sono la conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi erano questi \u2018circoli oltranzisti atlantici\u2019? La Nato? La CIA? Il KGB? Il dipartimento di stato USA? Impossibile dare una risposta a quesiti che ancora oggi rimangono sepolti nel mistero pi\u00f9 fitto. Certo di supposizioni, di teorie di complotti, di \u2018grandi vecchi\u2019, ne abbiamo sentito parlare fino alla nausea in questi anni insieme alla mole impressionante di libri, di studi, di films e di dibattiti in cui, malgrado le teorie pi\u00f9 astruse fossero proposte, alla fine si arrivava sempre ad un punto oltre il quale non si poteva andare. Ma l\u2019uomo delle \u2018convergenze parallele\u2019 voleva davvero portare al governo i comunisti, o non piuttosto aveva inventato una formula cos\u00ec ambigua attraverso la quale i comunisti sarebbero stati coinvolti in una spirale di contraddizioni dalla quale non sarebbero pi\u00f9 riusciti ad venir fuori? Ed anche questo \u00e8 un interrogativo che Moro si port\u00f2 nella tomba, ma si pu\u00f2 capire il raccapriccio con il quale si guardava a questa nuova fase. Gi\u00e0 era stato difficile accettare l\u2019idea che il partito social-democratico fosse inserito nella prima formula del centro-sinistra (forse la pi\u00f9 originale formula escogitata da Moro). Ma questa nuova apertura davvero spaventava, e noi dobbiamo ragionare non con gli occhi di oggi ma riportandoci nel contesto storico di quegli anni. La societ\u00e0 era cresciuta, il benessere era aumentato fra gli italiani, bench\u00e9 ormai nel 1978 il boom economico fosse solo un pallido ricordo di una stagione effimera. Lotta di classe, la nascita di un movimento di dissidenza militante nell\u2019area della sinistra, scioperi ricorrenti e, non dimentichiamo che il sistema, appena nove anni prima, aveva cercato con la strage di Piazza Fontana di riportare il paese ad una condizione di \u2018normalit\u00e0\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della strategia della tensione Moro aveva parlato nel carcere del popolo ai brigatisti, ma si era spinto oltre, forse troppo, aveva dato ai brigatisti un\u2019arma davvero destabilizzante, descrivendo una organizzazione \u2018stay behind\u2019, voluta da CIA e servizi occidentali, mai venuta a conoscenza del parlamento, almeno di tutto il parlamento: Gladio. Forse i brigatisti non capirono bene di cosa si trattasse, o forse lo capirono troppo bene dato che una parte del memoriale manoscritto non fu mai trovato. Tanti, nel testo che oggi conosciamo del memoriale, i rimandi a passi mancanti, specie quello sui servizi segreti. Ho visto nel corso degli anni innumerevoli documentari o servizi su quella vicenda, forse il pi\u00f9 famoso \u2018La notte della Repubblica\u2019 di Sergio Zavoli. Proprio in quella trasmissione, in cui parlarono i terroristi protagonisti di quei giorni si ha l\u2019impressione di una reticenza camuffata dai \u2018non ricordo\u2019. Ma come si pu\u00f2 non ricordare una vicenda cos\u00ec tragica da cui l\u2019Italia usc\u00ec cambiata? A distanza di anni, periodicamente i brigatisti hanno tirato fuori dal cilindro magico nuove circostanze, ma solo quando si trattava di aiutare un compagno in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019epoca, appena compiuto l\u2019eccidio la voce comune era che chi avesse sparato materialmente su Moro alle 6,30 della mattina del 9 maggio nel box del covo di via Montalcini fosse stato Prospero Gallinari, ma successivamente fu lo stesso Moretti ad assumersi la paternit\u00e0 di quell\u2019atto, ma questo perch\u00e9 Gallinari aveva la necessit\u00e0 di avere la pena sospesa date le sue condizioni precarie di salute. Cos\u00ec rimane un mistero il fatto che solo negli anni \u201990 venne alla luce il nome di Germano Maccari che affianc\u00f2 Moretti quella mattina nel box e con il quale port\u00f2 la Renault rossa in via Caetani in cui la tragedia ebbe fine. E veniamo a Moretti. Da tutti \u00e8 stato sempre ritenuto il vero capo della colonna romana delle BR, anche se lui si \u00e8 sempre professato un semplice dirigente e non il capo. Moretti ancora oggi rimane un enigma insoluto. Aveva fatto parte delle BR fin dalla loro fondazione, ma mentre stranamente Renato Curcio e Alberto Franceschini furono arrestati verso la met\u00e0 degli anni \u201970, lui il giorno dell\u2019arresto non and\u00f2 all\u2019appuntamento in cui scattarono le manette ai polsi dei pi\u00f9 rappresentativi esponenti storici del gruppo terroristico. Perch\u00e9? Da chi fu avvertito Moretti? Di certo sappiamo che da quel momento le BR compirono un salto qualitativo enorme, alzando il tiro fino ad arrivare alla \u2018campagna di primavera\u2019 che aveva come scopo quello di portare l\u2019attacco al \u2018cuore dello stato\u2019 secondo la delirante terminologia brigatista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sfugge ancora alla nostra comprensione il ruolo determinante di Moretti nelle vicende delle BR di quegli anni, e sfuggono i motivi dei legami che intercorsero fra lui e Hyperion, ufficialmente una scuola di lingue di Parigi, in realt\u00e0 una copertura della CIA in occidente, ma aperta a tutte le correnti terroristiche presenti sullo scenario europeo e mediorientale e in collegamento con altri servizi di paesi europei ed extraeuropei. Un nome poco conosciuto legato a questa entit\u00e0 \u00e8 quello di Corrado Simioni, uno di quegli individui che non lasciano tracce, ma che fanno sentire la loro presenza e la loro importanza, perch\u00e9 proprio lui fu il legame fra i gruppi terroristici e i servizi segreti di origine Nato. Un individuo dalle aderenze importantissime, dato che fu anche ricevuto in udienza privata da Giovanni Paolo II. Un superclan composto agli inizi degli anni \u201970 dai rappresentanti terroristici fra i quali anche quegli che avrebbero creato le BR. Viene spontaneo chiedersi se proprio Simioni fosse allora \u2018il grande vecchio\u2019 di cui si favoleggi\u00f2 all\u2019epoca, ma che tanto favola potrebbe non essere stata. Forse furono per le direttive del \u2018superclan\u2019 che Curcio, Franceschini e altri BR del nucleo storico furono sacrificati per aprire in seno all\u2019organizzazione una fase nuova, pi\u00f9 cruenta, dalla strategia oscura bench\u00e9 l\u2019obiettivo dichiarato fosse quello di distruggere lo stato imperialista delle multinazionali (SIM). Il fatto, bench\u00e9 non certo almeno probabile, \u00e8 che le BR furono il motorino di correzione di rotta del nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davvero i terroristi non si resero conto che le loro velleit\u00e0 rivoluzionarie sarebbero state presto vanificate dalla risposta dello stato? Che si cercava allora? Bisognerebbe sentire qualche trasmissione di radio RAI 2 diretta allora da Gustavo Selva che incitava lo stato ad intervenire con leggi speciali e la sospensione delle garanzie costituzionali per capire forse, col senno di poi che forse qualche pericolo la nostra democrazia lo ha corso in quei momenti, molto di pi\u00f9 che nel 1964 ad opera di un generale ambizioso, De Lorenzo, o quello da operetta di Borghese del \u201970. Da tutto ci\u00f2 appare chiaro che la democrazia, sin dal suo nascere ha avuto nemici inconciliabili, e non solo tra le fila degli \u2018oltranzisti atlantici\u2019 ma anche nelle pieghe di consistenti apparati dello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragion di stato prevalse come \u00e8 noto, e la linea della fermezza port\u00f2 alla tragica fine di Moro. Non si doveva trattare con i terroristi per il caso Moro, ma perch\u00e9 allora si tratt\u00f2 prima e dopo? Forse l\u2019obiettivo era Moro e la sua politica. Con i se non si fa la storia, ed \u00e8 inutile chiedersi se il nostro paese sarebbe stato diverso se non ci fosse stato il caso Moro. Si pu\u00f2 dedurre di si, perch\u00e9 Moro era uno statista, un politico ed un teorico della politica. Gli si possono addebitare tante responsabilit\u00e0 col senno di poi, ma \u00e8 certo per\u00f2 che un politico del genere non avrebbe permesso gli anni a venire, gli anni del malaffare, degli interessi particolari e non di quelli generali. Mi viene doverosamente in mente una scena di quel bellissimo film che \u00e8 \u2018Romanzo criminale\u2019 dove verso la fine un oscuro personaggio di potere porta via alcuni dossier che sarebbero serviti a salvare dal diluvio che si appressava alcuni ignobili individui che avrebbero governato il caos del \u2018dopo\u2019. Non sarebbe pi\u00f9 esistito uno stato da difendere ma solo interessi privati. Chi non si riconosce in questa visione apocalittica ai nostri giorni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/14\/quel-mattino-del-16-marzo-1978-in-cui-cambio-la-nostra-storia\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/14\/quel-mattino-del-16-marzo-1978-in-cui-cambio-la-nostra-storia\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Roberto De Salvatore____ Luned\u00ec prossimo\u00a0saranno 37 anni, io ricordo come fosse ieri quel 16 marzo del 1978. 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