{"id":46774,"date":"2015-03-20T22:07:50","date_gmt":"2015-03-20T21:07:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=46774"},"modified":"2015-03-20T22:07:50","modified_gmt":"2015-03-20T21:07:50","slug":"chi-non-e-raccomandato-scagli-la-prima-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/20\/chi-non-e-raccomandato-scagli-la-prima-pietra\/","title":{"rendered":"Chi non \u00e8 raccomandato, scagli la prima pietra."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/raccomandato.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/raccomandato-279x300.jpg\" alt=\"\" title=\"raccomandato\" width=\"279\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-46775\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/raccomandato-279x300.jpg 279w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/raccomandato.jpg 298w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>Essere raccomandati in un\u2019azienda privata \u00e8 una cosa lecita. Esser raccomandati per vincere un concorso pubblico o un esame di Stato \u00e8 reato. Spesso, per\u00f2, per indulgenza o per collusione, le cose si confondono.<br \/>\nSe non basta un muro di parole per vincer la resistenza degli scettici, allora \u00e8 solo mala fede in loro.<br \/>\nLa Costituzione all&#8217;art. 3 non cita che siamo tutti uguali o tutti discendenti di eccelsi natali, esplica solo che tutti siamo uguali, s\u00ec, ma di fronte alla legge!!<\/p>\n<p><strong>Calcio, politica e soldi. Tutti i luoghi comuni dell&#8217;italiano medio.<\/strong>\u00a0Da &#8220;i ricchi evadono&#8221; al &#8220;solito inciucio&#8221;: ormai le litanie dilagano. E chi le recita si sente un po&#8217; pi\u00f9 onesto degli altri, scrive Massimiliano Parente su \u201cIl Giornale\u201d. A cominciare dalla considerazione \u00abSolo in Italia\u00bb. Solo in Italia ci sono mille parlamentari. Solo in Italia non trovano i colpevoli dei delitti. Solo in Italia la giustizia funziona male, ovviamente se per caso tocca noi, se tocca un altro \u00abdovrebbero metterlo dentro e buttare la chiave\u00bb, come fanno all&#8217;estero. Tanto nessuno conosce l&#8217;estero, per questo ogni legge elettorale te la propongono alla francese, alla tedesca, all&#8217;americana, per mostrare di conoscere il mondo quando non si sa un cavolo neppure di come si vota in Italia. Coltivando il mito di paesi nordici come la Scandinavia o la Norvegia, dove i servizi funzionano a meraviglia, dove lo tasse sono bassissime, basta che non domandi dove sta la Norvegia perch\u00e9 non saprebbero neppure indicartela sulla carta geografica. Sebbene abbiano sentito Grillo che ti spiega come l\u00ec si ricicli anche la pup\u00f9. Ma perch\u00e9 non cerchi lavoro? Perch\u00e9 tanto \u00abnon c&#8217;\u00e8 lavoro\u00bb, perch\u00e9 \u00abbisogna andare fuori\u00bb, e poi tutti sono sempre qui, mai che muovano il sederino, come all&#8217;estero appunto. Tanto \u00ab\u00e8 tutto un magna magna\u00bb, e \u00abtutti rubano\u00bb, sempre a sottintendere che chi lo dice non appartiene alla categoria, sempre a sottolineare una propria specchiatissima onest\u00e0, perch\u00e9 solo in Italia \u00abi ricchi evadono lo tasse\u00bb, l&#8217;hanno visto da Santoro e a Report, te lo dice il barista che intanto non ti rilascia lo scontrino fiscale e il medico o l&#8217;idraulico che senza fattura, se vuoi, paghi meno, e tu ci stai perch\u00e9 tanto mica te la scarichi, come in America. Tanto \u00abgli italiani so&#8217; tutti ignoranti\u00bb, sbotta quello che non ha mai aperto un libro e un quotidiano lo sfoglia a scrocco mentre sbocconcella il cornetto, leggendo solo i titoli, non per altro quanto a lettura di giornali veniamo dopo la Turchia, e l&#8217;editoria \u00e8 in crisi qui pi\u00f9 che altrove, perch\u00e9 se si legge qualcosa \u00abl&#8217;ho letto su internet\u00bb. Che poi se cerchi lavoro, \u00e8 noto, \u00abprendono solo raccomandati\u00bb, e intanto non \u00e8 che per caso conosci qualcuno? In un paese dove \u00abnon c&#8217;\u00e8 meritocrazia\u00bb, e mica se ne lamenta il laureato a Harvard, se ne lamentano tutti, un popolo di meritevoli, informati, studiosi, sentono che c&#8217;\u00e8 \u00abla fuga dei cervelli\u00bb e si identificano subito col cervello in fuga. Mai sentito nessuno che ammetta di non essere all&#8217;altezza, di aver studiato poco, di non meritarsi nulla, tutti sanno tutti, in qualsiasi campo, dalla medicina all&#8217;economia. Convintissimi che se i parlamentari si tagliassero lo stipendio si abbasserebbe il debito pubblico. O almeno potrebbero \u00abdare l&#8217;esempio\u00bb, quasi che i deputati fossero arrivati in parlamento con un&#8217;astronave e non li avessero votati loro. Perch\u00e9 qui \u00ab\u00e8 tutto un inciucio\u00bb, e nel frattempo pure a me scrittore, nel mio piccolo, arrivano in posta sporte di manoscritti mediocri che vogliono essere letti da gente che non ha mai letto niente, tanto meno me, ma se glielo fai notare rispondono \u00abMica sar\u00e0 peggio di tanti che pubblicano?\u00bb. \u00c8 il diritto alla mediocrit\u00e0, solo in Italia.<\/p>\n<p><strong>Eguaglianza \u00abaritmetica\u00bb o \u00abproporzionale\u00bb, secondo la distinzione di Aristotele?<\/strong>\u00a0Nel punto d&#8217;arrivo o di partenza? Verso l&#8217;alto o verso il basso, come vorrebbero le teorie della decrescita? Se due mansioni identiche ricevono retribuzioni differenti, dovremmo elevare la peggiore o abbassare la pi\u00fa alta? Ed \u00e8 giusto che una contravvenzione per sosta vietata pesi allo stesso modo per il ricco e per il povero? Sono giuste le gabbie salariali, il reddito di cittadinanza, le pari opportunit\u00e0? E davvero pu\u00f2 coltivarsi l&#8217;eguaglianza fra rappresentante e rappresentato, l&#8217;idea che \u00abuno vale uno\u00bb, come sostiene il Movimento 5 Stelle? In che modo usare gli strumenti della democrazia diretta, del sorteggio e della rotazione delle cariche per rimuovere i privilegi dei politici? Tra snodi teorici ed esempi concreti Michele Ainis ci consegna una fotografia delle disparit\u00e0 di fatto, illuminando la galassia di questioni legate al principio di eguaglianza. Puntando l&#8217;indice sull&#8217;antica ostilit\u00e0 della destra, sulla nuova indifferenza della sinistra verso quel principio. E prospettando infine una \u00abpiccola eguaglianza\u00bb fra categorie e blocchi sociali, a vantaggio dei gruppi pi\u00fa deboli. Una proposta che pu\u00f2 avere effetti dirompenti.<\/p>\n<p>Siamo tutti bravi a sciacquarci la bocca sull&#8217;uguaglianza. Ecco il fenomeno dei populisti.<\/p>\n<p>Il largo uso che i politici e i media fanno del termine &#8220;populismo&#8221; ha contribuito a diffonderne un\u2019accezione fondamentalmente priva di significato: \u00e8 rilevabile infatti la tendenza a definire &#8220;populisti&#8221; attori politici dal linguaggio poco ortodosso e aggressivo i quali demonizzano le \u00e9lite ed esaltano &#8220;il popolo&#8221;; cos\u00ec come \u00e8 evidente che la parola viene usata tra avversari per denigrarsi a vicenda\u00a0\u2013 in questo caso si pu\u00f2 dire che &#8220;<strong>populismo&#8221; viene talvolta considerato dai politici quasi come un sinonimo di &#8220;demagogia&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Ritorsioni se dici la verit\u00e0: s\u00ec, ma come si fa a tacere queste mascalzonate?<\/p>\n<p>Equitalia, milioni di cartelle a rischio: 767 dirigenti nominati senza concorso, scrive Blitz quotidiano.<\/p>\n<p>La Corte Costituzionale abbatte Equitalia. I dirigenti? Tutti falsi, scrive Angelo Greco su \u201cLegge per Tutti\u201d.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Universit\u00e0, altro che merito. E&#8217; tutto truccato.<\/strong>\u00a0Vi racconto come funziona nei nostri atenei&#8221;. Fondi sperperati, concorsi pilotati, giovani sfruttati. Un ex dottorato spiega nel dettaglio come si muove il mondo accademico tra raccomandazioni e correnti di potere. E qualcuno non vuole che il libro in cui riporta tutti gli scandali venga pubblicato, scrive Maurizio Di Fazio su \u201cL\u2019Espresso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chi non \u00e8 raccomandato scagli la prima pietra.\u00a0<\/strong>Pi\u00f9 di quattro milioni di italiani\u00a0sono ricorsi a una raccomandazione per ottenere un&#8217;autorizzazione o accelerare una pratica. E 800mila hanno fatto un &#8220;regalino&#8221;\u00a0a dirigenti pubblici per avere in cambio un favore. Sono alcuni dati emersi da una ricerca\u00a0realizzata dal Censis.<\/p>\n<p>Non solo. Il coro di voci, che hanno chiesto le dimissioni al Ministro Lupi del governo Renzi, \u00e8 roboante. Tra i vari aspetti della vicenda Incalza che lo vedono coinvolto, al ministro delle Infrastrutture non viene perdonata la presunta raccomandazione per il figlio. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec peccaminoso prodigarsi per il proprio figlio come ogni genitore farebbe, oltretutto, in un Paese dove la raccomandazione \u00e8 all&#8217;ordine del giorno?<\/p>\n<p>E\u2019 inutile negarlo, la pratica della raccomandazione \u00e8 la sola che funziona perfettamente nel nostro Paese, anche perch\u00e9 coinvolge ognuno di noi in maniera democratica senza distinzione di genere, scrive \u201cPanorama\u201d. Ci sono gli italiani che raccomandano e gli italiani che si fanno raccomandare, una sorta di catena di Sant\u2019Antonio che prosegue all\u2019infinito. Almeno una volta nella vita bisogna provare l\u2019ebbrezza della spintarella, anche quando si \u00e8 coscienti che questa non servir\u00e0 a nulla per raggiungere l\u2019ambita destinazione, qualsiasi essa sia (il posto di lavoro, la visita medica, l\u2019esame all\u2019universit\u00e0) e non importa se alla meta arriver\u00e0 un altro, perch\u00e9 la nostra osservazione sar\u00e0 \u201c<em>chiss\u00e0 chi lo ha raccomandato\u2026!\u201d<\/em>\u00a0E poi ci sentiamo a posto con la coscienza per due motivi, il primo perch\u00e9, comunque, il tentativo lo abbiamo fatto, il secondo perch\u00e9 la volta successiva non ci faremo trovare impreparati, anzi ci organizzeremo meglio cercando una spinta pi\u00f9 potente. Forse un giorno potremo anche inserirla nel curriculum vitae.<\/p>\n<p>Il caso esemplare \u00e8 lo scandalo di Catanzaro: oltre duemila compiti-fotocopia. Su 2301 prove scritte per l\u2019accesso all\u2019albo degli avvocati consegnate a met\u00e0 dicembre del 1997 alla commissione d\u2019esame di Catanzaro, ben 2295 risultano identiche. Soltanto sei elaborati, cio\u00e8 lo 0,13 per cento del totale, appare non copiato. Compiti identici, riga per riga, parola per parola. Le tre prove di diritto civile, diritto penale e atti giudiziari non mettono in risalto differenze. Sono uguali anche negli errori: tutti correggono l\u2019avverbio \u00abrecisamente\u00bb in \u00abprecisamente\u00bb. Una concorrente rivela che un commissario avrebbe letteralmente dettato lo svolgimento dei temi ai candidati. Racconta: \u00abEntra un commissario e fa: \u201cscrivete\u201d. E comincia a dettare il tema, piano piano, per dar modo a tutti di non perdere il filo\u00bb.\u00a0 \u00abChe imbecilli quelli che hanno parlato, sono stati loro a incasinare tutto. Se non avessero piantato un casino sarebbe andato tutto liscio\u00bb, dice una candidata, che poi diventer\u00e0 avvocato e probabilmente commissario d\u2019esame, che rinnegher\u00e0 il suo passato e che accuser\u00e0 di plagio i nuovi candidati. L\u2019indagine \u00e8 affidata ai pm Luigi de Magistris e Federica Baccaglini, che ipotizzano il reato di falso specifico e inviano ben 2295 avvisi di garanzia. Catanzaro non \u00e8 l\u2019unica mecca delle toghe: le fa concorrenza anche Reggio Calabria che, tra l\u2019altro, nel 2001 promuove il futuro ministro dell\u2019Istruzione per il Pdl Mariastella Gelmini in trasferta da Brescia. Ma Catanzaro \u00e8 da Guinness dei primati. I candidati arrivano da tutta Italia, e i veri intoccabili soprattutto dalle sedi del Nord dove gli esami sono molto selettivi per impedire l\u2019accesso di nuovi avvocati nel mercato saturo. Gli aspiranti avvocati milanesi o torinesi risultano residenti a Catanzaro per i sei mesi necessari per il tirocinio, svolto in studi legali del luogo, i quali certificano il praticantato dei futuri colleghi. Frotte di giovani si fanno consigliare dove e come chiedere ospitalit\u00e0. In citt\u00e0 esistono numerose pensioni e alloggi, oltre a cinque alberghi, che periodicamente accolgono con pacchetti scontati i pellegrini forensi. Tutti sanno come funziona e nessuno se ne lamenta. L\u2019omert\u00e0 \u00e8 totale. I magistrati interrogano gruppi di candidati dell\u2019esame del dicembre 1997, che rispondono all\u2019unisono: \u00abMi portai sovente in bagno per bisogni fisiologici [\u2026]. Non so spiegare la coincidenza tra gli elaborati da me compilati e quelli esibiti. Mi preme tuttavia evidenziare che qualcuno potrebbe avermi copiato durante la mia assenza\u00bb. Mentre il procedimento giudiziario avanza a fatica per la difficolt\u00e0 di gestire un numero cos\u00ec grande di indagati, tutti gli aspiranti avvocati dell\u2019esame del 1997 rifanno le prove nel 1998 nel medesimo posto e sono promossi. Dopo otto anni di indagini e rinvii, nell\u2019estate 2005 il pm Federico Sergi, nuovo titolare dell\u2019indagine, chiede e ottiene per ciascuno il \u00abnon luogo a procedere per avvenuta prescrizione\u00bb. Tutto finito. Questi avvocati esercitano.<\/p>\n<p>La Calabria \u00e8 bella perch\u00e8 c\u2019\u00e8 sempre il sole, scrive Antonello Caporale su \u201cLa Repubblica\u201d. Milano invece spesso \u00e8 velata dalla nebbia. E\u2019 bella la Calabria anche, per esempio, perch\u00e8 il concorso per l\u2019abilitazione alla professione di avvocato sembra pi\u00f9 a misura d\u2019uomo. Non c\u2019\u00e8 il caos di Milano, diciamolo. E\u00a0 in una delle dure prove che la vita ci pone resiste quel minimo di comprensione, quell\u2019alito di\u00a0 compassione\u2026 In Calabria c\u2019\u00e8 il sole, e l\u2019abbiamo detto. Ma vuoi mettere il mare? \u00a0\u201dAvevo bisogno di un luogo tranquillo, dove poter concentrarmi senza le distrazioni della mia citt\u00e0. Studiare e affrontare con serenit\u00e0 l\u2019esame\u201d. Ecco, questo bisogno ha portato Antonino jr. Giovanni Geronimo La Russa, il figlio di Ignazio, anch\u2019egli avvocato ma soprattutto ministro della Difesa, a trasferirsi dalla Lombardia in Calabria. Laureato a pieni voti all\u2019universit\u00e0 Carlo Cattaneo, Geronimo si \u00e8 abilitato con soddisfazione a Catanzaro a soli ventisei anni. Due anni ha risieduto a Crotone. Dal 25 luglio 2005, in piazza De Gasperi, nella casa di Pasquale Senatore, l\u2019ex sindaco missino.\u00a0 E\u2019 rimasto nella citt\u00e0 di Pitagora fino al 18 gennaio 2007. E si \u00e8 rigenerato. Un po\u2019 come capit\u00f2 a Mariastella Gelmini, anche lei col bisogno di esercitare al meglio la professione di avvocato prima di darsi alla politica, e anche lei scesa in Calabria per affrontare con ottimismo l\u2019esame. La scelta meridionale si \u00e8 rivelata azzeccata per lei e per lui. Il piccolo La Russa \u00e8 tornato in Lombardia con la forza di un leone. E dopo la pratica nello studio Libonati-Jager, nemmeno trentenne \u00e8 divenuto titolare dello studio di famiglia. Quattordici avvocati a corso di porta Vittoria. Bellissimo. \u201cMa \u00e8 tutto merito mio. Mi scoccia di passare per figlio di pap\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ma guarda un po\u2019, sti settentrionali, a vomitar cattiverie e poi ad agevolarsi del\u2026sole calabro.<\/p>\n<p>Riguardo la magistratura, l\u2019avvocato astigiano Pierpaolo Berardi, classe 1964, per anni ha battagliato per far annullare il concorso per magistrati svolto nel maggio 1992. Secondo Berardi, infatti, in base ai verbali dei commissari, pi\u00f9 di met\u00e0 dei compiti vennero corretti in 3 minuti di media (comprendendo \u201capertura della busta, verbalizzazione e richiesta chiarimenti\u201d) e quindi non \u201cfurono mai esaminati\u201d. I giudici del tar gli hanno dato ragione nel 1996 e nel 2000 e il Csm, nel 2008, \u00e8 stato costretto ad ammettere: \u201cCi fu una vera e propria mancanza di valutazione da parte della commissione\u201d. Giudizio che vale anche per gli altri esaminati. In quell\u2019esame divenne uditore giudiziario, tra gli altri, proprio Luigi de Magistris, giovane Pubblico Ministero che si occup\u00f2 inutilmente del concorso farsa\u00a0 di abilitazione forense a Catanzaro: tutti i compiti identici e tutti abilitati.<\/p>\n<p>Al Tg1 Rai delle 20.00 del 1 agosto 2010 il conduttore apre un servizio: esame di accesso in Magistratura, dichiarati idonei temi pieni zeppi di errori di ortografia. La denuncia \u00e8 stata fatta da 60 candidati bocciati al concorso 2008, che hanno spulciato i compiti degli idonei e hanno presentato ricorso al TAR \u00a0per manifesta parzialit\u00e0 dei commissari con abuso del pubblico ufficio. Risultato: un buco nell&#8217;acqua. Questi magistrati, nel frattempo diventati dei, esercitano.<\/p>\n<p><strong>Quando si d\u00e0 la caccia ai figli per colpire i padri<\/strong>, scrive Lanfranco Caminiti su \u201cIl Garantista\u201d. E poi dicono, i potenti, povero ministro Lupi. Un figlio laureato con 110 e lode al Politecnico di Milano, e tutto quello che gli trova \u00e8 un lavoretto su un cantiere Eni a partita iva da 1300 euro mese. Un precario aggiunto ai milioni di giovani senza posto fisso. E s\u00ec che mica lo poteva infilare in una delle cooperative di Comunione e liberazione, quelle ormai stanno nell\u2019occhio del ciclone, e poi che fai, vai a pulire il culo degli ammalati negli ospedali, dai i pasti alla mensa, ti sbatti coi tossici, ricicli i libri usati, oh, c\u2019ha una laurea al Politecnico. E per\u00f2, per i figli si farebbe tutto, certo. Anche mettendoti a rischio. I figli sono pezzi di cuore, sono quello per cui ti sbatti, sono quello che rimarr\u00e0 di te, sono il punto debole. \u00c8 una costante questa. Sar\u00e0 che noi italiani c\u2019abbiamo il familismo amorale, c\u2019abbiamo. Prima di tutto la famiglia, i figli.<\/p>\n<p><strong>Chiss\u00e0 se hanno telefonato per i loro figli in carriera.<\/strong>\u00a0Indignazione per Lupi jr, ma nessuno si chiede se i rampolli dei leader democratici abbiano avuto l&#8217;aiutino. Dagli eredi dei presidenti alle ragazze di Veltroni e D&#8217;Alema, scrive Paolo Bracalini su \u201cIl Giornale\u201d. \u00abMio figlio \u00e8 laureato al Politecnico con 110 e lode, gli faccio sempre questa battuta: purtroppo ha fatto Ingegneria civile e si \u00e8 ritrovato un padre ministro delle Infrastrutture\u00bb si difende Maurizio Lupi, accusato di familismo all&#8217;italiana. Quella \u00e8 una sfortuna che capita spesso ai figli di potenti, quasi sempre dotati di grande talento tanto da meritare posti prestigiosi, carriere formidabili, magari in settori affini a quelli di pap\u00e0 o mamm\u00e0. Cos\u00ec viene il sospetto, malizioso e certamente infondato, che qualche telefonatina per lanciare i rampolli, una sponsorizzazione paterna o materna, sia prassi diffusa. Anche a sinistra, magari a partire da chi si indigna per Lupi jr. Avere parenti potenti non serve, se si \u00e8 bravi, per\u00f2 aiuta. Sempre che non li intercettino.<\/p>\n<p><strong>Caso Lupi, Giampiero Mughini su Dago critica Giuliano Ferrara<\/strong>: &#8220;Tutti siamo stati raccomandati, anche tu&#8221;, scrive \u201cLibero Quotidiano\u201d. Chi \u00e8 senza raccomandazione alzi il ditino da moralista.\u00a0<strong>Giampiero<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>Mughini<\/strong>\u00a0interviene a piedi uniti nel dibattito sul ministro\u00a0<strong>Maurizio<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>Lupi<\/strong>\u00a0e la sospetta raccomandazione che avrebbe fatto al figlio ingegnere per farlo lavorare. A far saltare la mosca al naso di Mughini \u00e8 un pezzo di\u00a0<strong>Giuliano<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ferrara<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>sul<em>Foglio<\/em>\u00a0che in un passaggio scrive: &#8220;Non mi hanno ristrutturato case a buon prezzo, assunzioni di parenti no e poi no, non li conosco. Le cricche mi sono lontane&#8221;. Apri cielo: Mughini in una lettera a\u00a0<em>Dagospia<\/em>\u00a0prima ricostruisce il suo ingresso nel mondo del lavoro, ricordando la lettera di raccomandazione scrittagli da Gian Carlo Pajetta per lavorare a Paese Sera. Poi passa proprio all&#8217;Elefantino, sulla cui vita ha anche scritto un libro in passato: &#8220;Era stato Alberto Ronchey, negli anni Cinquanta moscoviti collega di pap\u00e0 Maurizio Ferrara, a intercedere presso il\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0perch\u00e9 Giuliano potesse iniziarvi una sua collaborazione&#8221;. Con il ministro di Ncd, Mughini dice di non avere legami, quindi nessuna difesa di ufficio. Se poi venisse confermata la telefonata con la quale Lupi avrebbe chiesto un lavoro per il figlio: &#8220;Io &#8211; scrive Mughini &#8211; altissimamente me ne strafotto. E tutti quelli che si stanno alzando con il ditino puntato &#8211; continua &#8211; hanno a che vedere con la faziosit\u00e0 politica&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La credibilit\u00e0 dello Stato\u00a0<a href=\"https:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150318_1000?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0\u00e8 ampiamente compromessa e il primo atto, lo dico non per ragioni giudiziarie, ma per ragioni politiche, dovrebbe essere una bonifica radicale del ministero delle Infrastrutture, e anche le dovute dimissioni del ministro competente&#8221;. Lo ha detto il leader di Sel e presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando il 17 marzo 2015\u00a0<a href=\"https:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150318_1000?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0a Bari con i giornalisti in merito alla maxi operazione dei Cc del Ros sulla gestione illecita degli appalti delle cosiddette Grandi opere. Certo che non vi \u00e8 vergogna nei nostri politici. Si parla delle dimissioni di Lupi che non \u00e8 indagato. Mentre chi le chiede, e gli esponenti del suo partito, nel processo a Taranto &#8220;Ambiente Svenduto&#8221;, per loro la Procura ha chiesto al giudice per l&#8217;udienza preliminare Wilma Gilli il rinvio a giudizio. Chiesto dalla Procura il rinvio a giudizio per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per il sindaco di Taranto, Ezio Stef\u00e0no, per gli attuali assessori regionali all&#8217;Ambiente, Lorenzo Nicastro, e alla Sanit\u00e0, Donato Pentassuglia, quest&#8217;ultimo all&#8217;epoca dei fatti presidente della commissione regionale Ambiente, nonch\u00e9 per l&#8217;allora assessore regionale Nicola Fratoianni,\u00a0<a href=\"https:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150318_1000?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0deputato di Sel.<\/p>\n<p>Vittorio Feltri: \u201cSe Santoro \u00e8 giornalista la colpa \u00e8 mia che l\u2019ho promosso all\u2019esame. Si d\u00e0 infatti il caso che Santoro sia diventato giornalista professionista con il mio contributo, giacch\u00e9 facevo parte della commissione all&#8217;esame di Stato che lo promosse e gli consent\u00ec l&#8217;iscrizione all&#8217;Ordine nazionale dei giornalisti. Era il 1982. Me lo ricordo perch\u00e9 erano in corso i Mondiali di calcio in Spagna, quelli vinti dall&#8217;Italia con Sandro Pertini in tribuna d&#8217;onore. La vita del commissario esaminatore aveva qualche risvolto piacevole. Feci comunella con Giuseppe Pistilli, vicedirettore del Corriere dello Sport, il quale sedeva con me nel sinedrio. La sera andavamo a cena insieme. Il ponentino e il Frascati ci aiutavano a dimenticare le miserie cui avevamo assistito durante la giornata nel valutare i candidati. Ancora non avevo maturato la convinzione che l&#8217;Ordine dei giornalisti fosse un ente inutile, anzi peggio: dannoso. Pistilli contribu\u00ec a instillarmi qualche sospetto, illustrandomi come funzionava la commissione d&#8217;esame. Esempio: un aspirante scriba ti era stato raccomandato o ti stava a cuore? Bene, si trattava di farsi dare da lui le prime righe dell&#8217;articolo che aveva steso durante la prova scritta. Nessuno comincia un pezzo nella stessa maniera del compagno di banco, chiaro no? Perci\u00f2, non appena s&#8217;iniziava la lettura ad alta voce e in forma anonima degli elaborati, all&#8217;udire l&#8217;attacco familiare il commissario dava un calcetto sotto il tavolo a chi gli stava accanto. Costui a sua volta sferrava un calcetto al commissario pi\u00f9 vicino, e avanti cos\u00ec. Con sei calcetti, il candidato era promosso. Dopodich\u00e9 ricevevi a tua volta altri colpi negli stinchi e dovevi restituire il favore ricevuto. In questo modo passavano l&#8217;esame (e lo passano tuttora) asini sesquipedali.\u201d<\/p>\n<p><strong>Il tribunale del popolo guidato da Di Pietro,\u00a0<\/strong>scrive<strong>\u00a0<\/strong>Tiziana Maiolo su &#8220;Il Garantista&#8221;. Maurizio Lupi non \u00e8 un indagato. \u00c8 un condannato dal Tribunale del Popolo composto di giornalisti invidiosi, magistrati esibizionisti e una folla di tricoteuses opportunamente istigata dai Paladini della Virt\u00f9 che passeggiano per i talkshow spargendo il proprio verbo, la propria \u201cmoralit\u00e0\u201d. Il 17 marzo 2015 mattina si \u00e8 svegliato presto Antonio Di Pietro, si \u00e8 collegato subito con Radio24, poi \u00e8 corso in Rai per farsi intervistare ad Agor\u00e0 sgusciando poi via velocemente per planare su La7.\u00a0Una fatica per chi ha tante lezioni di moralit\u00e0 da elargire al ministro Maurizio Lupi. Che non \u00e8 indagato, ma condannato perch\u00e9 \u201cforse\u201d si \u00e8 lasciato regalare un vestito da un imprenditore suo amico di famiglia, il quale avrebbe anche donato un orologio costoso a suo figlio in occasione di una laurea particolarmente brillante al Politecnico di Milano. Tra le imputazioni di stampo moralistico c\u2019\u00e8 anche un posto di lavoro temporaneo al neo-ingegnere in un cantiere. Giusto quindi che intervenga subito il Pm pi\u00f9 famoso d\u2019Italia. Un plauso a tutti i conduttori che hanno pensato di invitare proprio Di Pietro a commentare i comportamenti di Lupi. \u00c8 uno che se ne intende.<\/p>\n<p>Da quale pulpito vien la predica?<\/p>\n<p>Si riportano vari articoli di stampa, a scanso di persecuzione personale.<\/p>\n<p>L\u2019incipit della confidenza di Elio Belcastro, parlamentare dell\u2019Mpa di Raffaele Lombardo, pubblicata su \u201cIl Giornale\u201d. Belcastro ci fa subito capire, scandendo bene le parole, che Tonino non era nemmeno riuscito a prenderlo quel voto, minimo. \u00abTempo fa l\u2019ex procuratore capo di Roma, Felice Filocamo, che di quella commissione d\u2019esami era il segretario, mi ha raccontato che quando Carnevale si accorse che i vari componenti avevano bocciato Di Pietro, lo chiam\u00f2 e si arrabbi\u00f2 molto. Filocamo fu costretto a tornare in ufficio, a strappare il compito del futuro paladino di Mani pulite e a far s\u00ec che, non saprei dire come, ottenesse il passaggio agli orali, seppur con il minimo dei voti\u00bb. Bocciato e ripescato? Magistrato per un falso? Possibile? Non \u00e8 l\u2019unico caso. Era gi\u00e0 stato giudicato non idoneo, ma in una seconda fase sarebbero saltati fuori degli strani fogli aggiuntivi che prima non c\u2019erano. Ecco come sarebbe sorto il sospetto che qualcuno li avesse inseriti per \u201csalvare\u201d il candidato gi\u00e0 bocciato, in modo da giustificare una valutazione diversa oppure da consentire un successivo ricorso al TAR. I maggiori quotidiani nazionali e molti locali, ed anche tanti periodici, si sono occupati di tale gravissimo fatto, e che \u00e8 stato individuato con nome e cognome il magistrato (una donna) in servizio a Napoli quale autore del broglio accertato. Per tale episodio il CSM ha deciso di sospendere tale magistrato dalle funzioni e dallo stipendio. In quella sessione a fronte di 350 candidati ammessi alle prove orali pare che oltre 120 siano napoletani, i quali sembrano avere particolari attitudini naturali verso le scienze giuridiche e che sembrano essere particolarmente facilitati nel loro cammino anche dalla numerosa presenza nella commissione di esami di magistrati e professori napoletani.<\/p>\n<p>Si riportano vari articoli di stampa, a scanso di persecuzione personale.<\/p>\n<p>Corrado Carnevale: &#8220;Quell\u2019aiutino a Di Pietro per diventare magistrato&#8230;&#8221;, scrive \u201cLibero Quotidiano\u201d. Corrado Carnevale: &#8220;Al concorso in magistratura, Di Pietro ha avuto due aiutini&#8221;. L&#8217;ex giudice Corrado Carnevale: &#8220;Era stato in seminario ed era di famiglia povera. Fu cos\u00ec che chiusi un occhio&#8221;, scrive Rachele Nenzi su \u201cIl Giornale\u201d.<\/p>\n<p>Quell\u2019aiutino a Di Pietro per diventare magistrato. L\u2019ex giudice Carnevale sull\u2019esame di Tonino a pm: \u00abEra povero, mi commossi. E due 5 diventarono 6\u00bb, scrive Valeria Di Corrado su \u201cIl Tempo\u201d.<\/p>\n<div><em>Editoriale di Antonio Giangrande che sul tema ha scritto un libro dal titolo \u201cConcorsopoli ed esamopoli\u201d.<\/em><\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/20\/chi-non-e-raccomandato-scagli-la-prima-pietra\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/20\/chi-non-e-raccomandato-scagli-la-prima-pietra\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere raccomandati in un\u2019azienda privata \u00e8 una cosa lecita. Esser raccomandati per vincere un concorso pubblico o un esame di Stato \u00e8 reato. Spesso, per\u00f2, per indulgenza o per collusione, le cose si confondono. Se non basta un muro di parole per vincer la resistenza degli scettici, allora \u00e8 solo mala fede in loro. La [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":46775,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[36],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46774"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46774"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46774\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46777,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46774\/revisions\/46777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}