{"id":47194,"date":"2015-03-29T11:49:46","date_gmt":"2015-03-29T09:49:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=47194"},"modified":"2015-03-29T11:49:46","modified_gmt":"2015-03-29T09:49:46","slug":"la-domenica-delle-palme-duna-volta-a-marittima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/29\/la-domenica-delle-palme-duna-volta-a-marittima\/","title":{"rendered":"La Domenica delle Palme d&#8217;una volta, a Marittima"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/palme.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/palme-225x300.jpg\" alt=\"\" title=\"palme\" width=\"225\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-47195\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/palme-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/palme.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>di Rocco Boccadamo____Nel mio personale sentire, sin dalla lontana infanzia, questa ricorrenza ha esercitato sempre una grande fascinazione; in altri termini, l&#8217;ho considerata, attesa e vissuta alla stregua di autentica anteprima della Pasqua.<\/p>\n<p>Sul piano concreto, ripassando col pensiero una serie di specifiche usanze e consuetudini correlate all&#8217;evento &#8211; abitudini risalenti a stagioni antiche e tuttavia, ad onore del vero, almeno nei confini della localit\u00e0 natia, in parte ancora\u00a0<a href=\"https:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150318_1000?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0mantenute e rispettate &#8211; rivedo indistintamente la quasi totalit\u00e0 dei compaesani, di mestiere contadini e\/o agricoltori, nell&#8217;atto di recidere dagli alberi d&#8217;ulivo, il giorno prima, cospicui fasci di rami, ricchi di tenere foglioline color verde argento, poi trasportati a casa, a spalle o sul manubrio di una bicicletta o su un carretto, con il preciso e irrinunciabile scopo di trasferirli, la mattina successiva, sul sagrato della chiesa parrocchiale per la benedizione e la processione comunitaria.<\/p>\n<p>Accanto al luogo sacro, veniva cos\u00ec a formarsi un suggestivo, grande \u00e8 alto tappeto di rami, sigillo distintivo di un&#8217;intera popolazione.<\/p>\n<p>Dopo le anzidette celebrazioni, seguite in raccolto silenzio dagli astanti d\u2019ogni et\u00e0, i singoli fasci ritornavano, con naturale ordine, nelle mani dei rispettivi titolari e, immediatamente, avanti che scoccasse l&#8217;ora del pranzo, le \u201cpalme\u201d erano collocate sui tetti delle case, oppure piantate nei campi, nei giardini e nelle aiuole dei cortili domestici, con convinte dedicazioni propiziatorie, soprattutto di buona salute e di fecondi raccolti agricoli.<\/p>\n<p>Al riguardo, atteso che il mio genitore aveva cessato il mestiere di contadino per assumere l&#8217;impiego presso l\u2019anagrafe comunale, la mia diretta testimonianza passa attraverso il nitido ricordo delle prime \u201cpalme\u201d donate e piantate dal nonno Cosimo, classe 1879, e, successivamente, la sequenza della medesima operazione compiuta dallo zio Vitale e infine, da un po&#8217; d&#8217;anni a questa parte, dall&#8217;amico Toto, il quale \u00e8 anche il prezioso e amorevole \u201cbadante\u201d del mio gatto certosino, nei mesi in cui io e mia moglie non risiediamo alla \u201cPastorizza\u201d di Marittima.<\/p>\n<p>A latere del rito fondamentale delle liturgie con i rami d&#8217;ulivo, quella domenica mattina se ne svolgeva un altro, basato su una materia prima differente, ossia dire le tenere foglioline pennate, tra il giallo e il verde, di palme da dattero.<\/p>\n<p>Erano poche, anzi pochissime, al paesello, le piante di tale specie, allignavano solamente in qualche giardino e campo delle poche famiglie benestanti, giacch\u00e9 la gente comune non si poteva permettere il lusso di coltivare, sui risicati terreni di propriet\u00e0, alberi che non dessero alcun frutto.<\/p>\n<p>Difatti, le palme da dattero venivano in auge e avevano il loro momento di gloria esclusivamente nel giorno delle Palme, quando, mediante le anzi richiamate foglioline, attentamente e abilmente ripiegate e incastrate a mano, si fabbricavano minuscoli \u201cpanierini\u201d, che i pi\u00f9 piccoli donavano alle loro mamme, i ragazzi alle compagne e i giovanotti alle fidanzate.<\/p>\n<p>Per\u00f2, accanto ai \u201cpanierini\u201d, arrivavano a far bella mostra alcune grandi realizzazioni artistiche ottenute con le medesime foglie, palme ad intreccio o altre raffigurazioni, per opera delle famiglie dei \u201csignori\u201d che disponevano di propri arbusti: ricordo particolarmente quelle del Maestro Don Peppino Margiotta e del\u00a0<em>Patrunu<\/em>\u00a0Giacomino.<\/p>\n<p>Nel contesto complessivo, vigeva anche l&#8217;abitudine di offrire una delle grandi \u201cpalme\u201d artistiche in parola, in segno d\u2019omaggio, all&#8217;Arciprete, il quale la teneva in mano e appoggiata sul petto durante la processione.<\/p>\n<p>Noi ragazzi, sistematicamente ogni anno, ci portavamo di buon\u2019ora in una tenuta agricola sulla via provinciale fra Diso e Ortelle, denominata \u201cLafiusca Bottazzi\u201d, propriet\u00e0 di un illustre scienziato, Filippo Bottazzi, nativo di Diso, che, per\u00f2, viveva quasi sempre fuori, terreno che, accanto a una casa di villeggiatura ancora\u00a0<a href=\"https:\/\/webmaildomini.aruba.it\/ext_aruba\/classic\/html\/mainframe.html?_v_=v4r2b25.20150318_1000?lang=it&amp;flavour=orange&amp;theme=ext_aruba\/classic&amp;useSprite=0\">oggi<\/a>\u00a0esistente, comprendeva due rigogliose palme da dattero.<\/p>\n<p>Ci arrampicavamo lesti fra tronchi e rami, riuscendo, cos\u00ec, a far, ciascuno, una piccola incetta di foglioline pennate giallo verde, da destinare alla fabbricazione di \u201cpanierini\u201d, magari poi venduti ai compagni in cambio di sparute lirette.<\/p>\n<p>Semplici e marginali digressioni da ragazzi a parte, la Domenica delle Palme d\u2019un tempo aveva per fulcro la funzione di manifestare reciprocamente, in seno a familiari, parenti, amici e compaesani, gesti simbolici di rapporti pacifici, di buon vicinato e di comune e disinteressata solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Fuor di demagogia, come sarebbe bello se, pure adesso, si avvertisse ed esercitasse un&#8217;analoga spinta spontanea! Forse, in tal modo, tanti dei problemi e\/o ambasce che ci circondano e assillano potrebbero essere, se non risolti, perlomeno attenuati.<\/p>\n<p>Da ultimo,\u00a0 ricollegandomi alle note preoccupazioni, legittime e forti, che corrono e angosciano con riferimento alla nota malattia o epidemia (Xilella) che sta colpendo i nostri ulivi salentini, pur consapevole delle gravi conseguenze che potrebbero derivarne sotto molti aspetti, mi sento per\u00f2 di non condividere e, anzi, di respingere l&#8217;idea, da qualcuno affacciata, che, nella ricorrenza delle Palme 2015, non si proceda alla tradizionale benedizione dei rami d\u2019ulivo e ci si astenga dal concorrere ad addobbare con i medesimi, che sono un tratto distintivo della nostra identit\u00e0 storica, la piazza di San Pietro a Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/29\/la-domenica-delle-palme-duna-volta-a-marittima\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/03\/29\/la-domenica-delle-palme-duna-volta-a-marittima\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rocco Boccadamo____Nel mio personale sentire, sin dalla lontana infanzia, questa ricorrenza ha esercitato sempre una grande fascinazione; in altri termini, l&#8217;ho considerata, attesa e vissuta alla stregua di autentica anteprima della Pasqua. 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