{"id":47793,"date":"2015-04-10T14:06:40","date_gmt":"2015-04-10T12:06:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=47793"},"modified":"2015-04-10T14:16:22","modified_gmt":"2015-04-10T12:16:22","slug":"un-docu-film-diventato-progetto-politico-parla-la-sociologa-valeria-verdolini-ieri-a-lecce-per-la-proiezione-di-io-sto-con-la-sposa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/04\/10\/un-docu-film-diventato-progetto-politico-parla-la-sociologa-valeria-verdolini-ieri-a-lecce-per-la-proiezione-di-io-sto-con-la-sposa\/","title":{"rendered":"UN DOCU \u2013 FILM DIVENTATO PROGETTO POLITICO \/ PARLA LA SOCIOLOGA MILANESE VALERIA VERDOLINI, A LECCE PER LA PROIEZIONE DI &#8220;Io sto con la sposa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/imagesOLZND7AA.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"259\" height=\"194\" title=\"imagesOLZND7AA\" class=\"alignleft size-full wp-image-47794\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/imagesOLZND7AA.jpg\" \/><\/a>di <strong>Paola Bisconti______<\/strong><\/p>\n<p>A margine della proiezione di \u201c<em>Io sto con la sposa<\/em>\u201d, il docu-film di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, svoltasi, come riferito su leccecronaca.it, ieri sera, presso i Cineporti di Lecce, ho incontrato Valeria Verdolini (nella foto), ricercatrice presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano.<\/p>\n<p>Sociologa del diritto e attivista, presidente di Antigone Lombardia, Valeria si \u00e8 occupata di processi di democratizzazione, movimenti sociali, primavere arabe, carcere, politiche di sicurezza, migrazioni, giustizia penale, femminismi.<\/p>\n<p>Lei stessa ha preso parte al viaggio del film, iniziato la mattina del 14 novembre 2013, quando, davanti alla stazione centrale di Milano, un gruppo di ventitr\u00e9 persone, tra Italiani, Palestinesi e Siriani, tutti vestiti in modo elegante come se stessero davvero andando a un matrimonio, decide di partire per raggiungere la Svezia.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Mancano pochi minuti all\u2019inizio dell\u2019appuntamento, c\u2019\u00e8 un\u2019aria euforica nel padiglione delle Manifatture Knos. La gente arriva numerosa e cerca di trovare un posto in sala che sembra gi\u00e0 colma. Alcune ragazze indossano un velo bianco in testa come gesto di solidariet\u00e0, come per dire \u201canche io sto con la sposa\u201d. C\u2019\u00e8 un bel clima, sembra una vera festa. In realt\u00e0 siamo tutti molto contenti anche solo per il fatto di poter vedere una pellicola di cui tanto si \u00e8 parlato. Siamo in molti a condividere gli scopi di questo progetto cinematografico.<\/p>\n<p>In fondo, le nostre coste, dopo quelle siciliane, sono la meta di numerose persone che decidono di scappare dalla propria terra perch\u00e9 colpita dalle guerre.<\/p>\n<p>Ma un altro dettaglio mi fa riflettere. La sede dove si \u00e8 tenuto l\u2019incontro rappresenta forse pi\u00f9 di altre il crogiuolo di una fusione di nazionalit\u00e0, di diversit\u00e0, di condivisione.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Valeria \u00e8 arrivata e io mi faccio prendere, come al solito, da un\u2019euforia professionale e credo di apparire agli occhi di chi mi sta di fronte forse un po\u2019 eccessiva, ma non riesco a non complimentarmi con lei.<\/p>\n<p>Le dico di aver letto diversi suoi articoli, di cui uno in particolare mi ha colpito e le cito le frasi tratte proprio da questo \u201cpezzo\u201d pubblicato sulla rivista \u201cDoppiozero\u201d.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>D) &#8211; Prima l\u2019adesione straordinaria al crowdfunding per la realizzazione del film, poi i prestigiosi riconoscimenti a questo eccezionale lavoro cinematografico\u2026tutto ci\u00f2 ci fa convincere del fatto che siamo in tanti a stare con la sposa. Constatare che gli invitati siano stati pi\u00f9 del previsto lascia sperare sul desiderio comune di volere un\u2019Europa diversa, <em>\u201cnon pi\u00f9 da condannare ma da festeggiare\u201d\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>R) &#8211; Questa \u00e8 la venticinquesima settimana della sposa in sala e per un film prodotto dal basso \u00e8 sicuramente un gran successo che scalda il cuore. Definire \u201cIo sto con la sposa\u201d solo un film potrebbe apparire riduttivo dato che \u00e8 principalmente un progetto politico. Lo \u00e8 stato per noi ma anche per le persone che hanno deciso di sostenerlo. Oggi pi\u00f9 che mai presentare il film \u00e8 emozionante perch\u00e9 i nostri invitati a nozze vengono da Yarmuk, citt\u00e0 sotto assedio dalle forze dell\u2019Isis, quindi presentare il nostro lavoro in questo particolare periodo ci consente di festeggiarlo con un po\u2019 di amaro in bocca.<\/em><\/p>\n<p>D<strong>) &#8211; Il documentario rappresenta uno strumento utile per compiere insieme a voi un viaggio reale ma che a tratti appare immaginario, fantasioso, onirico. Pu\u00f2 davvero il cinema abbattere le barriere del razzismo e sensibilizzare senza falsi buonismi sulla situazione di chi scappa da quei \u201cpezzetti dolenti di mondo\u201d per poter scegliere dove andare a vivere?<\/strong><\/p>\n<p><em>R) &#8211; Il tentativo della sposa \u00e8 quello di provare a ribaltare la cosiddetta estetica della frontiera. \u201cIo sto con la sposa\u201d non \u00e8 l\u2019unico film che parla di immigrazione e sicuramente non sar\u00e0 l\u2019ultimo, per\u00f2 l\u2019idea di raccontare l\u2019Europa che vorremmo dove si possa concretizzare il diritto al movimento \u00e8 un modo per far comprendere che dietro a una fuga non ci deve essere bisogno di persone pi\u00f9 buone di altre pronte ad accoglierle, ma semplicemente deve essere garantita una libert\u00e0 di spostamento.<\/em><\/p>\n<p><strong>D) &#8211; Sempre su Doppiozero ha scritto <em>\u201cIn fondo anche questa \u00e8 a suo modo una favola dove i nostri viaggiatori hanno scelto di rinunciare al loro essere cittadini di un luogo rischiando di essere tramutati in schiuma del mare, non per amore come quella della fiaba danese, ma per un sogno di libert\u00e0<\/em>\u201d. La traversata nel Mediterraneo come sappiamo pu\u00f2 rivelarsi spietata. Come possiamo auspicare che torni ad essere un mare della speranza e di pace se le strategie politiche continuano ad essere fortemente intrise di valori discriminatori?<\/strong><\/p>\n<p>R) &#8211; Sicuramente rendendo pi\u00f9 facili gli attraversamenti. Se le persone potessero partire con un documento valido di viaggio e richiedere un asilo pre partenza come spesso accade non ci sarebbero difficolt\u00e0. Purtroppo molto dipende dalle condizioni economiche, non a caso a Yarmuk, un campo di 160.000 persone, ne sono rimaste 30.000 ossia coloro che non avevano gli strumenti per fuggire. Ragionare sui modi per evitare che il viaggio sia affidato ai trafficanti potrebbe gi\u00e0 essere un cambio di prospettiva che potr\u00e0 rendere meno pericoloso il tragitto.<\/p>\n<p><strong>D) &#8211; Per concludere cito un\u2019ultima sua frase: <em>\u201cE mi sento fortunata, all\u2019improvviso di ci\u00f2 che ho e che \u00e8 sempre stato un pezzo naturale della mia storia, \u00e8 un privilegio. Con il mio passaporto, che ho sempre avuto senza nessuno sforzo<\/em>\u201d. La negazione dei diritti basilari \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 la indigna e l\u2019ha indotta a prendere parte a questa avventura?<\/strong><\/p>\n<p><em>R) &#8211; Io di solito mi occupo di carcere, per cui la detenzione non \u00e8 una cosa che mi stupisce. Ma se da una parte ho imparato ad accettare quella penale, dall\u2019altra non riuscivo a capacitarmi sull\u2019idea che esistesse una detenzione amministrativa. Questa realt\u00e0 mi ha fatto pensare a quanto possiamo essere ipocriti. La responsabilit\u00e0 politica \u00e8 divisa equamente tra tutte le persone che fanno parte della comunit\u00e0 per cui tutto ci\u00f2 mi ha convinto che era giusto prendere parte al viaggio. Di certo dopo questa esperienza non mi sento diversa o pi\u00f9 coraggiosa di prima. Semplicemente quando ho ricevuto l\u2019invito ho pensato che non avrei potuto non accettarlo e spero che ci siano altre occasioni da vivere simili a questa.<\/em><\/p>\n<p>Ci salutiamo sorridendo felici di stare senza se e senza ma dalla parte della sposa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/04\/10\/un-docu-film-diventato-progetto-politico-parla-la-sociologa-valeria-verdolini-ieri-a-lecce-per-la-proiezione-di-io-sto-con-la-sposa\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/04\/10\/un-docu-film-diventato-progetto-politico-parla-la-sociologa-valeria-verdolini-ieri-a-lecce-per-la-proiezione-di-io-sto-con-la-sposa\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paola Bisconti______ A margine della proiezione di \u201cIo sto con la sposa\u201d, il docu-film di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, svoltasi, come riferito su leccecronaca.it, ieri sera, presso i Cineporti di Lecce, ho incontrato Valeria Verdolini (nella foto), ricercatrice presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano. 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