{"id":51385,"date":"2015-05-29T00:44:10","date_gmt":"2015-05-28T22:44:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=51385"},"modified":"2015-05-29T11:52:20","modified_gmt":"2015-05-29T09:52:20","slug":"dopo-la-prima-nazionale-dello-spettacolo-teatrale-pa-di-alfredo-traversa-questo-pasolini-pasolineggia-un-po-troppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/05\/29\/dopo-la-prima-nazionale-dello-spettacolo-teatrale-pa-di-alfredo-traversa-questo-pasolini-pasolineggia-un-po-troppo\/","title":{"rendered":"DOPO LA PRIMA NAZIONALE DELLO SPETTACOLO TEATRALE \u201cPA\u201d DI ALFREDO TRAVERSA \/ \u201cQuesto Pasolini pasolineggia un po\u2019 troppo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11246695_511018772378422_5826948118974446943_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"526\" height=\"349\" title=\"11246695_511018772378422_5826948118974446943_n\" class=\"alignleft size-full wp-image-51386\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11246695_511018772378422_5826948118974446943_n.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11246695_511018772378422_5826948118974446943_n.jpg 526w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/11246695_511018772378422_5826948118974446943_n-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/a>\u00a0di <strong>Giuseppe Puppo<\/strong>______ (foto di scena di Daniele Soldino, per gentile concessione dell&#8217; organizzazione: le foto dello spettacolo saranno esposte in un&#8217; apposita mostra presso la Fondazione Pasolini a Casarsa del Friuli)______<\/p>\n<p>Dopo aver assistito alla rappresentazione, aver sentito i primi commenti a caldo, subito, al termine dello spettacolo, fra il pubblico, di cui facevo parte, in compagnia del collega <strong>Alessandro Salvatore<\/strong>, della \u201cGazzetta del Mezzogiorno\u201d, giornalista di vecchia \u2013 quindi nobile e completa \u2013 scuola, e aver letto poi, oggi, le prime reazioni trovate sui social, soprattutto dopo una doverosa, lunga e intensa pausa, ho voglia di condividere quelle che sono state le mie riflessioni al riguardo, elaborate con il dovuto distacco. Tanto pi\u00f9 che di distacco, per quanto mi riguarda, ce n\u2019\u00e8 stato fin troppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta poi da parte mia di mettere qualche puntino sulle u. E anche di levarmi qualche sassolino dalle scarpe: per un cammino pi\u00f9 agevole, almeno me lo auguro, verso le tappe successive, attese e anzi gi\u00e0 sollecitate da autorevoli esponenti di fondazioni e circoli, commissioni e tavole rotonde e quadrate di tutta Italia, oppure, per quanto mi riguarda, per fermarmi agevolmente qui.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>L\u2019 avevo fatto presente, l\u2019 avevo anzi chiaramente chiesto, che quelle diciture fossero cambiate, dai manifesti e dalle locandine.<\/p>\n<p>Non \u201cda un idea\u201d, oppure \u201cda un progetto\u201d, come \u00e8 stato riportato: bens\u00ec \u201c<em>dal testo teatrale \u2018Sono abbastanza grande per diventarti amico\u2019 di Giuseppe Puppo\u201d<\/em>, ecco s\u00ec, questo, esattamente questo. Invece, a parte qualche vaga rassicurazione, niente, tutto \u00e8 rimasto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato regolarmente inteso e frainteso, vista la confusione della formula originaria di presentazione, la sua sostanziale ambiguit\u00e0 di fondo, il mio ruolo \u00e8 uscito pertanto sminuito, relegato a quello di testimone pi\u00f9 o meno nostalgico della conversazione al liceo \u201cPalmieri\u201d di Lecce del 1975.<\/p>\n<p>Io non ho avuto un\u2019 idea. Io non ho fatto un progetto. Io ho scritto un testo teatrale, un intero copione, affidato ad <strong>Alfredo Traversa<\/strong>, con il quale, a parte lunghe chiacchierate in pi\u00f9 occasioni sull\u2019 universo mondo pasoliniano, ho avuto un solo confronto operativo di un paio di ore, destinato alla parte finale proprio della conversazione, mesi fa, e poi pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p>Durante le settimane di prove che hanno preceduto la messa in scena, io ho assistito parzialmente una sola volta e non ho potuto, se non parzialmente, esporre le mie sensazioni, lasciate l\u00e0, senza costrutto, per di pi\u00f9, senza aver potuto elaborare in seguito tutto quello che nel frattempo, da ieri sera, ho elaborato, una volta visto lo spettacolo: che, a questo punto, stando cos\u00ec le cose, \u00e8 lo spettacolo di Alfredo Traversa, che ha fatto le sue scritture, le sue integrazioni, le sue omissioni, il suo adattamento, la regia e pure ne \u00e8 stato uno degli interpreti.<\/p>\n<p>E pure \u00e8 pure l\u2019 idea, il progetto, di Alfredo Traversa.<\/p>\n<p>Del mio copione, \u00e8 rimasto una parte abbondante, ma non esaustiva, dell\u2019 incontro Pasolini \u2013 Pound; e, pressoch\u00e9 completa, la scena del dialogo Pasolini \u2013 Callas.<\/p>\n<p>Per\u00f2 nessuno o quasi ha recepito che queste parti le ho scritte io.<\/p>\n<p>Come se fossero piovute dal cielo, e non fosse stato frutto delle mie intuizioni dare un senso allo storico episodio dell\u2019 intervista di Pasolini a Pound del 1967.<\/p>\n<p>Intendiamoci: i due nell\u2019 occasione non si dissero quelle cose che ci sono nello spettacolo; quello che si dissero veramente sta nel documentario televisivo, ancora oggi agevolmente rintracciabile; nel mio copione, ci sta quello che non si dissero quella sera, ma su cui si ritrovarono; le tematiche su cui si incontrarono; gli effetti positivi che l\u2019 esperienza produsse in seguito su entrambi.<\/p>\n<p>Certo, nel copione di Alfredo Traversa il grosso \u00e8 rimasto. Ed \u00e8 quello che ho scritto io. Ma non viene ricostruito il contesto storico, si perdono le ripercussioni personali, viene omessa la rilevanza culturale delle due figure, data per scontata.<\/p>\n<p>Chi sa ancora oggi, per esempio, che se abbiamo avuto nel panorama della letteratura mondiale figure come Yeats, Joyce, o Hemingway, ma potrei continuare a lungo, lo dobbiamo a Ezra Pound?<\/p>\n<p>Chi sa che della poesia contemporanea egli \u00e8 \u201cil miglior fabbro\u201d?<\/p>\n<p>Chi sa che con le sue intuizioni meta politiche egli anticip\u00f2 le degenerazioni dell\u2019 economa speculativa, le bolle finanziarie, il sistema dell\u2019 usura dell\u2019 euro?<\/p>\n<p>Che le parole da pochi mesi finalmente pronunciate da un Pontefice, Papa Francesco, al di l\u00e0 delle finora tutte teoriche condanne della guerra, contro i mercanti di armi, sono le parole che Ezra Pound per primo diffuse negli anni Trenta?<\/p>\n<p>E che mercanti di armi sono quelli che pure le armi le acquistano, i politici camerieri dei trafficanti e dei banchieri, tanto per fare i giusti collegamenti, come i nostri ultimi ministri della difesa, Mario Mauro e Roberta Pinotti, che hanno sperperato miliardi di euro per gli F35, questi aerei di morte e distruzione, che funzionano pure male, e che a noi non servono a niente, mentre i governi passati e presenti dicono di non avere i soldi per le pensioni minime, per i disoccupati, per gli invalidi?<\/p>\n<p>Se manteniamo l\u2019 accenno al razzismo italiano che generer\u00e0 mostri politici fatto da Pasolini e ogni riferimento alla Lega \u00e8 chiaramente voluto; se mettiamo la polemica pure con casa Pound, tanto per non farci mancare nulla, allora abbiamo il coraggio di mantenere il taglio polemico in primo luogo contro chi il potere adesso detiene, come nel mio copione originario veniva spiegato.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Visto che da questa avventura, sia ben chiaro, io non ho ricevuto compenso materiale alcuno, anzi, come al solito, a livello pratico e materiale ci ho rimesso, mi sarei aspettato di averne almeno qualche soddisfazione ideale, qualche riconoscimento intellettuale. E invece\u2026<\/p>\n<p>Poi, quel distacco, quella sensazione di alienazione che \u00e8 subentrata in me, ecco da dove viene.<\/p>\n<p>Nemmeno il dialogo Pasolini \u2013 Callas nel mio copione \u2013 e pure nel copione di Alfredo Traversa, che lo riprende quasi integralmente \u2013 avvenne mai cos\u00ec come \u00e8 nello spettacolo. Ma \u00e8 tutto vero. E\u2019 tutto vero perch\u00e9 io l\u2019 ho scritto sulla base di citazioni, riferimenti, fatti, motivi e personaggi autentici, realmente accaduti, inediti almeno per l\u2019 Italia, da me scoperti, verificati uno per uno e adoperati per la mia scrittura.<\/p>\n<p>Ma quel che \u00e8 davvero importante, del senso del mio copione \u00e8 rimasto ben poco: era esso un\u2019 altra cosa, insomma.<\/p>\n<p>Il mio spettacolo \u2013 s\u00ec, \u00e8 vero, su Pasolini \u2013 voleva far conoscere aspetti inediti, divulgarli, sottolinearne l\u2019 attualit\u00e0, e, come dicono quelli che parlano bene l\u2019 italiano, last but non least, fare teatro di poesia.<\/p>\n<p>Lo spettacolo di Alfredo Traversa \u00e8 un\u2019altra cosa. E\u2019 uno spettacolo di Pasolini, che rivive a modo suo. E\u2019 uno spettacolo che si muove appunto su logiche spettacolari, attento in primis ai risvolti icastici, e che ideologicamente si fonda sui concetti di purezza, purezza presunta e peccato, peccato negato, oltre che di martirio.<\/p>\n<p>Questo mette in risalto, per mettere in secondo piano la polemica, la lucida profezia, e la poesia.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Fra i tanti meriti di Pier Paolo Pasolini, sul versante della cinematografia, c\u2019\u00e8 quello di essere stato il primo e ultimo regista a volere il grande Tot\u00f2, regolarmente relegato in film di bassa fattura, quasi tutti dozzinali, al ruolo di macchietta, in un film d\u2019 autore. Fu un\u2019 occasione pi\u00f9 unica che rara, che produsse un risultato a mio modo di intendere mediocre. Comunque vissuto malissimo dall\u2019 attore, che accanto a Ninetto Davoli, nella pellicola apologo tutto sommato, sempre a mio modo di intendere, noioso, non sta n\u00e9 come un uccellaccio, n\u00e9 come un uccellino, bens\u00ec come un pesce fuor d\u2019 acqua. Gi\u00e0 l\u2019 approccio fra i due fu disastroso. Quanto il regista and\u00f2 a casa sua a proporgli la parte, che poi pure accett\u00f2, Tot\u00f2 lo guardo per tutto il tempo con una faccia che questa era s\u00ec tutto un film, e quando se ne and\u00f2, pass\u00f2 una buona mezz\u2019 ora a girare per le stanze spruzzando bombolette di deodorante e insetticida.<\/p>\n<p>Poi iniziarono le riprese, che per Tot\u00f2, abituato a improvvisare, costretto invece ad attenersi alle ferree indicazioni comportamentali pretese da Pasolini, e a una sceneggiatura rigida e pesante, furono una specie di calvario.<\/p>\n<p>Un giorno non ne potette pi\u00f9 e sbott\u00f2 stentoreo: \u201c<em>Questo Pasolini, pasolineggia un po\u2019 troppo. Siamo arrivati a met\u00e0 del film e non ho ancora capito che razza di film stiamo facendo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Pure questo Pasolini di Alfredo Traversa pasolineggia un po\u2019 troppo. Nel senso che insiste su aspetti teorici, pittorici, scenografici, a scapito di ben pi\u00f9 dirompenti contenuti, popolari veramente, di provocazione, di attualizzazione, di approfondimento e di documentazione, che erano nel mio testo originario.<\/p>\n<p>Ora, io capisco, intendiamoci bene, che spettacolo ha fatto Alfredo Traversa. Lo capisco e \u2013 lo dico in maniera chiara e netta \u2013 lo apprezzo.<\/p>\n<p>Voglio essere preciso, affinch\u00e9 non sorgano equivoci, lo dico e lo ripeto: \u00e8 bello, tout court, quel che ha fatto Alfredo Traversa.<\/p>\n<p>Oh lo capisco, eh?!? Ho capito tutto, o quasi.<\/p>\n<p>Capisco che tante scene del suo \u201cPa\u201d sono dei quadri, cos\u00ec come tante scene del \u201cVangelo secondo Matteo\u201d di Pasolini sono rimandi ai classici della pittura.<\/p>\n<p>Non sono mica tutto sommato culturalmente grezzo come la Callas, la quale, dovendo accettare la proposta di Pasolini di interpretare \u201cMedea\u201d, e non conoscendo nulla dell\u2019 intellettuale italiano, and\u00f2 a vedere \u201cTeorema\u201d che in quel momento era in programmazione a Parigi, salvo poi abbandonare la sala a met\u00e0 del film, scandalizzata per quella che riteneva una schifezza opera di un pazzo, e, tornata a casa e non riuscendo a pigliar sonno per il disgusto, alle tre di notte telefon\u00f2 ad un suo amico intellettuale, per esternargli il tutto il suo ribrezzo, no. Io capisco che certe rappresentazioni di \u201cPa\u201d di Alfredo Traversa non devono scandalizzare, perch\u00e9 sono un apologo e devono essere viste dal punto di vista simbolico.<\/p>\n<p>Per\u00f2, che non sono il mio Pasolini, non sono quello che di Pasolini io apprezzo, quello che su di lui avevo scritto, posso dirlo, e l\u2019 ho detto.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ho pure altri rilievi da esporre.<\/p>\n<p>La colonna sonora per me \u00e8 sbagliata. Salvo solo \u201cBandiera gialla\u201d, inno generazionale doverosamente mantenuto.<\/p>\n<p>Al posto di \u201cCanzone di maggio\u201d sfasata di cinque anni, io avrei messo la contemporanea ai fatti di Valle Giulia evocati \u201cDio \u00e8 morto\u201d dei Nomadi.<\/p>\n<p>Poi, \u201cLa cura\u201d di Battiato nella scena Pasolini \u2013 Callas non c\u2019 azzecca proprio.<\/p>\n<p>Il dialogo \u2013 litigio fra i due va introdotta da \u201cLa musica \u00e8 finita\u201d e chiusa da \u201cDomani \u00e8 un altro giorno\u201d entrambe cantate da Ornella Vanoni.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe pensare a un mio capriccio. Non \u00e8 cos\u00ec. Molti rimandi delle parole dei due sono rimandi da queste canzoni.<\/p>\n<p>E poi, se di capriccio vogliamo parlare, ebbene s\u00ec, allora \u00e8 un capriccio, lo so io che l\u2019 ho scritto quel dialogo il perch\u00e9 va aperto e chiuso da questi brani, cos\u00ec come so da dove vengono tante frasi, quelle rimaste, come \u201cAmare vuol dire far star bene una persona\u201d, e altre che invece sono state inopinatamente eliminate.<\/p>\n<p>Comunque, capricci a parte, la colonna sonora andrebbe tutta quanta contestualizzata, in piena rispondenza all\u2019 aspetto romantico-evocativo della musica, della musica leggera, le canzoni, insomma, che fra l\u2019 altro Pasolini amava incondizionatamente, come amava tutto quello che era popolare. Come avevo fatto io: che so? si parla di guerra del Vietnam, e allora ci andava \u201cC\u2019 era un ragazzo che come me\u2026\u201d incisa in italiano da Joan Baez nel 1967, l\u2019 anno fatidico dell\u2019 intervista televisiva, appunto. E la scena del \u201cPalmieri\u201d di Lecce va accompagnata da \u201cRimmel\u201d di Francesco de Gregori, del 1975, l\u2019 altro anno fatale, pi\u00f9 appunto ancora.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Poi, c\u2019\u00e8 una certa velocit\u00e0, un non so che di fretta, un sottofondo di sbrigarsi, di non insistere, di liquidare quasi, quanto si rappresenta. O almeno cos\u00ec a me \u00e8 sembrato.<\/p>\n<p>Potrebbe essere un&#8217; impressione mia.<\/p>\n<p>Anche qui voglio essere chiaro: non ce l\u2019 ho con gli attori. Gli attori, lo capisco, lo posso affermare senza tema di essere smentito, sono bravissimi. Fra l\u2019 altro sopportano un peso difficile e improbo, tutti quanti, <strong>Tiziana Risolo, Marina Lupo, Maurizio Ciccolella<\/strong>, lo stesso Alfredo Traversa, specie quando sono chiamati a recitare come se fossero battute colloquiali veri e propri testi poetici, o accademici.<\/p>\n<p>Potrebbe essere un\u2019 impressione mia, comunque, poi, a mio avviso, lo spettacolo dura poco. Un\u2019 ora e dieci sono decisamente pochi.<\/p>\n<p>Ho letto negli occhi dei presenti, alla fine, una specie di delusione, del tipo, ma come, \u00e8 gi\u00e0 finito?<\/p>\n<p>A proposito di spettatori. Questo spettacolo non deve aspettare che gli spettatori vengano da lui; questo spettacolo, di nicchia, di elite, di profonda bellezza per chi ama la cultura, la fatica della ricerca, lo pena spesso della riflessione, la poesia, tutte merci divenute rare, gli spettatori deve andarseli a cercare, con opportune azioni di organizzazione e di promozione.<\/p>\n<p>Ma qui mi fermo, perch\u00e9 non mi piace parlare di quel che non mi compete.<\/p>\n<p>Ecco, della poesia, posso parlare.<\/p>\n<p>Far sentire la poesia, nella fattispecie la poesia pasoliniana, ampiamente misconosciuta, mai rappresentata, era una delle ragioni fondanti del mio copione originario.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 rimasta solo l\u2019 unica pi\u00f9 famosa, \u201cVi odio cari studenti\u201d.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 sono scomparsi i versi che Pier Paolo Pasolini scrisse in morte del fratello Guido ammazzato dai partigiani?<\/p>\n<p>E pure la bellissima \u201cIl pianto dell\u2019 escavatrice\u201d, con quella luce del futuro che non cessa un solo istante di ferirci?<\/p>\n<p>O l\u2019 ultima, dedicata a un giovane fascista, \u201cDifendi, conserva, prega\u201d\u2026 Perch\u00e9 c\u2019 erano e non ci sono pi\u00f9?<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Un\u2019 ultima considerazione finale, che va saldata a quei sensi di distacco, di abbandono, a quella carenza di informazione e di apprendimento, di cui ho parlato.<\/p>\n<p>Pier Paolo Pasolini, quando rappresentavano i suoi spettacoli teatrali, un po\u2019 perch\u00e9 era costume del tempo, come ai cineforum, far seguire il dibattito, molto perch\u00e9 era sua precisa voglia, di confronto, alla fine, dopo che si era chiuso il sipario, apriva la discussione con gli spettatori. Sollecitava le loro impressioni, ascoltava i loro giudizi, rispondeva alle loro domande.<\/p>\n<p>Ecco, non devo aggiungere altro, e forse il dibattito lo abbiamo gi\u00e0 aperto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/05\/29\/dopo-la-prima-nazionale-dello-spettacolo-teatrale-pa-di-alfredo-traversa-questo-pasolini-pasolineggia-un-po-troppo\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/05\/29\/dopo-la-prima-nazionale-dello-spettacolo-teatrale-pa-di-alfredo-traversa-questo-pasolini-pasolineggia-un-po-troppo\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Giuseppe Puppo______ (foto di scena di Daniele Soldino, per gentile concessione dell&#8217; organizzazione: le foto dello spettacolo saranno esposte in un&#8217; apposita mostra presso la Fondazione Pasolini a Casarsa del Friuli)______ Dopo aver assistito alla rappresentazione, aver sentito i primi commenti a caldo, subito, al termine dello spettacolo, fra il pubblico, di cui facevo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":51386,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[31],"tags":[44],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51385"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51385"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51385\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":51407,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51385\/revisions\/51407"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}