{"id":5445,"date":"2012-11-01T18:09:33","date_gmt":"2012-11-01T18:09:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=5445"},"modified":"2012-11-15T17:13:00","modified_gmt":"2012-11-15T17:13:00","slug":"in-ricordo-di-el-alamein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/11\/01\/in-ricordo-di-el-alamein\/","title":{"rendered":"IN RICORDO DI EL ALAMEIN"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/11\/01\/in-ricordo-di-el-alamein\/folgoreelal2\/\" rel=\"attachment wp-att-5446\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/FOLGOREELAL2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5446\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>Luned\u00ec 5 novembre, alle ore 10.30, a Palazzo Turrisi,<\/em><\/strong><em> \u00e8 in programma una giornata di commemorazione nel 70\u00b0 anniversario della battaglia<strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>In occasione della ricorrenza del 70\u00b0 anniversario della Battaglia di El Alamein, una delle pagine pi\u00f9 tormentate della nostra storia, simbolo della fedelt\u00e0 dell\u2019Esercito Italiano ai valori patrii, <strong>luned\u00ec 5 novembre, alle ore 10.30, a Palazzo Turrisi,<\/strong> \u00e8 in programma una giornata di commemorazione.<\/p>\n<p>Nel corso della giornata verr\u00e0 proiettato un documentario storico su El Alamein.<\/p>\n<p>All\u2019iniziativa prenderanno parte numerose autorit\u00e0 civili e militari, oltre ad alcuni\u00a0 rappresentanti delle associazioni combattentistiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>BATTAGLIA DI EL ALAMEIN \u2013 LA FOLGORE di Renato Migliavacca*<\/p>\n<p>A partire dal 23 ottobre 1942, a El Alamein, un centinaio di chilometri a ovest del Nilo, \u00e8 stata combattuta la pi\u00f9 grande battaglia in terra d\u2019Africa della 2\u00b0 Guerra Mondiale. Il fronte, su terreno completamente deserti- co, era compreso, da nord a sud, fra la costa del Mediterraneo e il ciglio della Grande Depressione di El Qattara; aveva uno sviluppo di circa 60 chilometri (40 in linea d\u2019aria) ed era inaggirabile perch\u00e9 di l\u00e0, dalla sua estremit\u00e0, meridionale la natura del suolo non si prestava al transito di reparti meccanizzati. Su questa linea era schierata a difesa l\u2019Armata italo-tedesca di cui faceva parte la Divisione Paracadutisti Folgore.<\/p>\n<p>All\u2019inizio della battaglia la Folgore presidiava circa un quarto dell\u2019intero fronte, quello pi\u00f9 a sud. I paraca- dutisti in linea erano circa 3000 con 80 cannoni prestati da altre Unit\u00e0, poche decine di controcarro da 47\/32 (integrati da piccoli reparti di bersaglieri), pochissimi autoveicoli, proiettili contati. Ne integravano la forza alcuni reparti della Divisione Pavia e diverse squadre del famoso 31\u00b0 battaglione Guastatori d\u2019Africa. Lo schieramento sul terreno si articolava in una linea principale (di resistenza) preceduta da un\u2019altra (di sicurez- za), sottilissima. Entrambe erano protette da campi minati che distavano fra loro da uno a tre chilometri. Sul retro, lontane, stazionavano le divisioni corazzate Ariete e 21\u00b0 Panzer il cui tempestivo intervento risultava piuttosto aleatorio e che comunque non si rese necessario.<\/p>\n<p>Di fronte alla Folgore, incaricato dell\u2019assalto a sud, stava il 13\u00b0 Corpo d\u2019Armata britannico, articolato su 4 divisioni, con pi\u00f9 di 50.000 uomini, 400 cannoni, 350 carri armati, 250 blindati, munizioni praticamente illimitate, migliaia di automezzi. A ulteriore vantaggio il totale dominio dell\u2019aria e, cosa non meno importan- te, il terreno, favorevole all\u2019impiego in massa dei corazzati, senz\u2019altri ostacoli che le mine. Per i 3000 paraca- dutisti, diluiti su di un fronte di oltre 15 chilometri, organizzati in centri di fuoco di modeste dimensioni e molto intervallati, il problema della difesa risultava davvero arduo. Oltre al resto, quasi tutti gli uomini erano affetti da dissenteria e seriamente indeboliti da tre mesi trascorsi in condizioni di vita inusualmente aspre. Tutti comunque erano pronti a sostenere l\u2019urto, quale che fosse, ben decisi a opporsi con ogni mezzo allo strapotere avversario. Simbolo e impegno per ciascun uomo della Divisione la consegna che il comandante, generale Enrico Frattini, aveva sintetizzato in due semplici parole: \u201cNon mollare!\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva britannica, largamente prevista, ebbe inizio alle 21,40 del 23 ottobre con un formidabile tiro di artiglieria. Nelle parole di un veterano del deserto, il capitano Pietro Santini del 31\u00b0 Guastatori:<\/p>\n<p>\u201cassistevamo, quasi ammirati, allo spettacolo che dimostrava una potenza di fuoco mai vista prima in Africa Settentrionale. All\u2019alba, una densa nube di fumogeni che poi, diradatisi, svel\u00f2 un mare di carri armati e blindati davanti alle nostre linee, a perdita d\u2019occhio\u201d.Allungatosi il tiro, intere brigate corazzate e di fanteria mossero all\u2019attacco della Folgore investendo, sul centro della linea di sicurezza, le compagnie 6\u00b0 e 19\u00b0. La lotta si accese subito, furibonda. Come precisa in un suo scritto il sergente maggiore Sisto Bodriti (6\u00b0 compagnia):<\/p>\n<p>\u201cc\u2019erano mine che esplodevano, mezzi corazzati e cingolati che si incendiavano, uomini che saltavano in aria con urla disumane\u201d.<\/p>\n<p>I paracadutisti si accanirono principalmente sulla fanteria in modo da dissociarla dai carri e, combattendo selvaggiamente, vi riuscirono quasi dovunque. Durante la notte, un solo corridoio dei quattro preventivati dall\u2019avversario, pot\u00e9 essere aperto; ed ebbe allora inizio l\u2019azione di contrassalto ai mezzi corazzati. Attaccare carri armati con ordigni lanciati a mano non \u00e8 facile. Nelle parole del caporale Vincenzo Girolami (19\u00b0 compagnia):<\/p>\n<p>\u201cdalla paura i denti mi battevano talmente forte che sembravo una motocicletta. Ma i carri erano nelle nostre postazioni e bisognava far qualcosa. Cos\u00ec saltai fuori, come gli altri, dandoci dentro con le bombe a mano\u201d.<\/p>\n<p>I carristi britannici, che non si aspettavano di essere contrassaltati a uomo, dovettero improvvisare caroselli per sottrarsi agli attacchi: pagarono tuttavia a caro prezzo la loro azione.<\/p>\n<p>\u201cIl contingente incaricato di far breccia sub\u00ec pesanti perdite a causa del cannoneggiamento e della fanteria della divisione Folgore che resistette ferocemente\u201d si legge nella Storia del reggimento corazzato britannico dei Royal Scots Greys. Ma con il sopraggiungere della luce, finite ovunque le munizioni, i difensori furono infine tacitati: gli attaccanti poterono avanzare e investire da tergo un\u2019altra compagnia, la 22\u00b0. Ancor pi\u00f9 lontana per\u00f2, intatta, rimaneva la linea di resistenza che, secondo i piani, sarebbe dovuta crollare prima dell\u2019alba. Il potente assalto contro il centro della Folgore aveva subito un primo, decisivo colpo d\u2019arresto. Di fronte a non pi\u00f9 di 350 paracadutisti, intere brigate avevano dovuto segnare il passo perdendo lunghe, preziose ore, e con falcidie talmente elevate in uomini e carri da costringere i loro comandanti a rivoluzionare drasticamente il piano d\u2019attacco.<\/p>\n<p>Durante la stessa notte un altro violento attacco, affidato a due battaglioni francesi della Legione Straniera, sostenuti da una colonna di carri e blindati, fu sferrato contro l\u2019estrema ala destra della Folgore. I fanti, per un totale di quasi 1500 uomini, aggirarono da sud le difese del 5\u00b0 battaglione e, sfociando sulla piana di Naqb Rala, le investirono da tergo. Senza indugio il comandante del 5\u00b0, tenente colonnello Giuseppe Izzo, mobilit\u00f2 la forza di rincalzo (circa 3 plotoni) costituita appunto per questa eventualit\u00e0, la suddivise in due gruppi e postosi alla testa di uno di essi mosse al contrassalto. Erano circa 100 uomini che, su terreno aperto, affronta- vano avversari quindici volte superiori. La disparit\u00e0 delle forze era tale che il caporalmaggiore Luigi Mozzato, in posizione arretrata e in grado di abbracciare con un sol colpo d\u2019occhio il terreno dello scontro, fu indotto a un pi\u00f9 che giustificato pessimismo:<\/p>\n<p>2<\/p>\n<p>\u201cla sproporzione era cos\u00ec evidente da far pensare che il nemico sarebbe avanzato molto in fretta: giudicai che ben presto ci saremmo trovati in mezzo anche noi e con ben poche speranze\u201d.<\/p>\n<p>Accadde invece il contrario. Suddividendosi in piccoli nuclei e facendo ricorso, oltre che all\u2019audacia, ai pi\u00f9 diversi stratagemmi, i difensori riuscirono a contenere l\u2019impeto degli antagonisti e a farli indietreggiare costringendoli infine, dopo tre ore di cruenti scontri, a battere in affannosa ritirata. I legionari lasciarono sul terreno 300 uomini, i paracadutisti perdettero i due terzi degli effettivi; consistenti vuoti furono prodotti anche nella colonna mobile di supporto.<\/p>\n<p>Risoluto a ottenere uno sfondamento decisivo, nella tarda serata del 24 ottobre l\u2019avversario torn\u00f2 all\u2019attacco lanciando imponenti forze contro il centro della linea di resistenza presidiato dalle compagnie 20\u00b0 e 21\u00b0. Bench\u00e9 opposti a grandi masse di fanti i paracadutisti riuscirono a contenere in ristretto spazio la testa di ponte creata dagli avversari. Quanto ai corazzati, fu loro impedito di esser d\u2019aiuto alla fanteria: presi sotto tiro alle minime distanze da controcarro e mortai, soprattutto da due obici da 100 giunti in linea quel giorno stesso su iniziativa del capitano Gino Bianchini, comandante della 21\u00b0 compagnia, subirono gravi perdite (84 carri sicuramente distrutti, 10-15 probabili) mentre attraversavano il varco aperto dai genieri nel campo minato cosicch\u00e9 la forza corazzata fu costretta a ritirarsi. Egual sorte tocc\u00f2, all\u2019imbrunire del giorno successivo, ai fanti della brigata attaccante rimasti nella testa di ponte. Riorganizzati i decimati resti delle sue compagnie il comandante del 7\u00b0 battaglione, capitano Carlo Mautino di Servat, ordin\u00f2 di suonare la carica e un risoluto contrattacco fece ripiegare in disordine gli avversari ristabilendo la situazione.<\/p>\n<p>I combattimenti, soprattutto nei centri di fuoco pi\u00f9 avanzati, erano stati aspri, sanguinosi, e ne erano rimaste tracce raccapriccianti. Nelle parole del tenente Giuseppe Berti (20 compagnia):<\/p>\n<p>\u201covunque sparsi, cadaveri, armi spezzate e contorte: due nostri artiglieri erano immobili, avvinghiati a un pezzo da 47 quasi posassero per un monumento\u201d.<\/p>\n<p>Molto gravi le perdite avversarie: oltre a centinaia di uomini, quasi cento carri armati ridotti a carcasse fumanti; meno di 300 paracadutisti erano bastati a infrangere il grande attacco alla linea di resistenza.<\/p>\n<p>Falliti i precedenti tentativi l\u2019avversario insistette organizzando potenti colpi di maglio contro il saliente di Munassib (settore nord dello schieramento divisionale), presidiato dal 4\u00b0 battaglione. Nel pomeriggio del giorno 25 mossero all\u2019attacco due reggimenti corazzati, per un totale di circa 90 unit\u00e0, che operando in piena vista vennero falcidiati in breve tempo (22 carri distrutti). Ma l\u2019assalto pi\u00f9 violento si scaten\u00f2 la sera, prepa- rato da un terrificante concentramento di artiglieria. \u201cMunassib sembrava un vulcano in eruzione\u201d \u2013 scrisse in proposito il capitano Felice Valletti Borgnini, comandante del 4\u00b0. Gravitando principalmente sulla 11\u00b0 compagnia i fanti, appoggiati da corazzati e blindati, dilagarono fra le piccole e distanziate postazioni dei paracadutisti, sommergendole. Si accese una lotta senza quartiere che prosegu\u00ec per tutta la notte. \u201cAlle inti- mazioni di resa \u2013 dice il paracadutista Tonino Marinoni \u2013 rispondevamo gridando Folgore! e sparando\u201d. Nell\u2019impari lotta la compagnia fu distrutta e i superstiti, 13 in tutto, ritirati dalla fornace. Ma gli attaccanti,<\/p>\n<p>3<\/p>\n<p>paurosamente falcidiati, dovettero desistere limitandosi, il giorno successivo, a un attacco senza mordente alla 10\u00b0 compagnia. Dopo di che, convinti che sfondare sul fronte della Folgore era impossibile, i Comandi britannici ritirarono le restanti forze corazzate accontentandosi di saggiare le difese con puntate di fanteria che si susseguirono fino alla notte del 1\/2 novembre.<\/p>\n<p>Al prezzo di un terzo dei suoi effettivi l\u2019esile linea della Folgore aveva retto all\u2019urto di buona parte di un intero Corpo d\u2019Armata infliggendo all\u2019avversario perdite valutabili in circa 2500 uomini, quasi 150 carri armati e altrettanti blindati. Gli uomini della Divisione Paracadutisti avevano tenuto fede a s\u00e9 stessi. N\u00e9 si smentirono quando, per ordini dall\u2019alto, dovettero abbandonate le posizioni. Per quattro giorni e quattro notti ripiegarono combattendo, appiedati, portando a spalla le armi, trainando i pezzi a braccia, senza alcun rifor- nimento di munizioni e viveri, con l\u2019acqua di dotazione che bast\u00f2 a malapena per le prime ventiquattr\u2019ore.<\/p>\n<p>Oggi, dopo pi\u00f9 che sessant\u2019anni, i sopravvissuti ricordano e tacciono. Custodiscono nel cuore l\u2019immagine di quel pezzetto d\u2019Italia, il loro, che tutti insieme costruirono nel deserto egiziano: una comunit\u00e0 dove i pezzi grossi erano primi nell\u2019affrontare rischi e assumersi responsabilit\u00e0, dove la solidariet\u00e0 reciproca non aveva confini. Perch\u00e9 questo fu per loro la Folgore: una piccola, meravigliosa patria per la quale valeva davvero la pena di vivere e di morire.<\/p>\n<p>* Renato Migliavacca \u00e8 nato a Besate di Milano il 20 ottobre 1921. Nel giugno 1940, offertosi volontario, \u00e8 stato preso in forza dalla Scuola di Artiglieria di Moncalieri dove ha conseguito il grado di sottotenente di complemento. Il servizio di prima nomina al 14\u00b0 Reggimento Artiglieri a Treviso, non appena appreso dell\u2019esistenza della Scuola Paracadutisti di Tarquinia \u00e8 riuscito a entrarvi ed una volta conseguito il brevetto \u00e8 entrato a far parte dell\u2019Unit\u00e0 che, a El Alamein, sotto il nome di 185\u00b0 Reggimento Artiglieria Folgore, si \u00e8 guadagnata una ben meritata fama.<\/p>\n<p>Al comando di una Sezione della 4\u00b0 Batteria ha partecipato alla battaglia di Alam Halfa e, successivamente, a quella finale di El Alamein durante la quale, rimasto da subito unico ufficiale della Batteria, ne ha assunto il comando mantenendolo per tutta la durata dei combattimenti e del successivo ripiegamento. Unitamente agli ultimi 300 della Folgore \u00e8 stato infine catturato il 6 novembre 1942 rimanendo in prigionia fino all\u2019agosto del 1946.<\/p>\n<p>Una volta rimpatriato si dedic\u00f2 ad una sempre pi\u00f9 intensa attivit\u00e0 letteraria, dapprima collaborando a opere enciclopediche, poi pubblicando libri e articoli tecnico-scientifici e storici concentrandosi principalmente sugli eventi riguardanti la Folgore. A questo scopo, insieme a quattro colleghi che con lui avevano combattuto in Africa, ha costituito il Centro Raccolta e Documentazione Folgore grazie alle cui attivit\u00e0 gli \u00e8 stato possibile venire a conoscenza certa dei fatti d\u2019arme di cui la Folgore era stata protagonista. Fatti che, accuratamente controllati al riscontro di relazio- ni e documenti ufficiali di parte avversa (in particolare diari di guerra britannici, neozelandesi e francesi), gli hanno consentito di dare alle stampe quattro volumi che riassumono l\u2019intera storia della Folgore, dalla costi- tuzione della Scuola Paracadutisti alla fine della Divisione nel deserto di Alamein.<\/p>\n<p>Sempre in tema di paracadutismo militare ha inoltre dato alle stampe un libro sull\u2019attuale Brigata Folgore, un contributo al volume Memorie Storiche 1979 edito a cura dello Stato Maggiore Esercito, nonch\u00e9 altri contri- buti via via apparsi su diversi quotidiani e periodici. La sua ultima fatica \u00e8 \u201cNel vivo della battaglia\u201d, dato alle stampe nel 2004.<\/p>\n<p>4<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/11\/01\/in-ricordo-di-el-alamein\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/11\/01\/in-ricordo-di-el-alamein\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 5 novembre, alle ore 10.30, a Palazzo Turrisi, \u00e8 in programma una giornata di commemorazione nel 70\u00b0 anniversario della battaglia \u00a0In occasione della ricorrenza del 70\u00b0 anniversario della Battaglia di El Alamein, una delle pagine pi\u00f9 tormentate della nostra storia, simbolo della fedelt\u00e0 dell\u2019Esercito Italiano ai valori patrii, luned\u00ec 5 novembre, alle ore 10.30, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":5446,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5445"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5445"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5445\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6442,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5445\/revisions\/6442"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5446"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}