{"id":56985,"date":"2015-08-02T13:43:16","date_gmt":"2015-08-02T11:43:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=56985"},"modified":"2015-08-02T15:56:51","modified_gmt":"2015-08-02T13:56:51","slug":"doppia-corsia-complanari-pista-ciclabile-e-megarotatorie-il-faraonico-ampliamento-della-squinzano-casalabate-un-altra-opera-inutile-e-devastante-ecco-chi-la-vuole-perche-e-perche-proprio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/08\/02\/doppia-corsia-complanari-pista-ciclabile-e-megarotatorie-il-faraonico-ampliamento-della-squinzano-casalabate-un-altra-opera-inutile-e-devastante-ecco-chi-la-vuole-perche-e-perche-proprio\/","title":{"rendered":"DOPPIA CORSIA, COMPLANARI, PISTA CICLABILE E MEGAROTATORIE, IL FARAONICO AMPLIAMENTO DELLA SQUINZANO &#8211; CASALABATE, UN&#8217; ALTRA OPERA INUTILE E DEVASTANTE. ECCO CHI LA VUOLE, PERCHE&#8217; E SOPRATTUTTO PERCHE&#8217; PROPRIO ORA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"540\" height=\"960\" title=\"menhir\" class=\"aligncenter size-full wp-image-56991\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/menhir.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/menhir.jpg 540w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/menhir-168x300.jpg 168w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/>di <strong>Eleonora Ciminiello<\/strong>______<\/p>\n<p>Una strada e un progetto d\u2019ampliamento da un lato, la salvaguardia del paesaggio naturale, archeologico ed artistico dall\u2019altro. Storie d\u2019ordinaria amministrazione, direbbero alcuni, che in Salento assumono sempre pi\u00f9 le sembianze di storie d\u2019ordinaria follia.<\/p>\n<p>Siamo sulla Squinzano &#8211; Casalabate, ritornata nel mirino dell\u2019amministrazione provinciale solo recentemente. Per comprenderne il perch\u00e9 dobbiamo fare un passo indietro.<\/p>\n<p>Il progetto dell\u2019ampliamento della Squinzano &#8211; Casalabate risale a decenni fa, quando l\u2019amministrazione si accorge della pericolosit\u00e0 di un tratto di strada che, semi deserta durante quasi tutti i mesi dell\u2019anno, comincia ad affollarsi, come ogni strada salentina, nei mesi estivi, ed in particolar modo ad agosto. Per ovviare alle folli corse dei conducenti che, finestrini abbassati, percorrono questa strada nel mese pi\u00f9 caldo dell\u2019anno, l\u2019amministrazione stende un piano: non un piano d\u2019ampliamento qualsiasi, ma uno di quei piani che palesa come la civilt\u00e0 e lo sviluppo di una societ\u00e0 corrono di pari passo alla distruzione dell\u2019ambiente. E\u2019 cos\u00ec \u00e8, infatti, e per comprenderlo basta dare uno sguardo alla pianta del progetto. Doppia corsia, complanari, pista ciclabile ed un numero di rotatorie ancora imprecisato su un percorso di appena sei chilometri.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione provinciale vuole mostrare in grande il suo grado altissimo di civilt\u00e0, e quanto tenga allo sviluppo del suo territorio. Chi pagher\u00e0 i danni? L\u2019ambiente ovviamente, e dietro di lui, gli abitanti del Salento, per i quali si prospetta un altro lembo di territorio cementificato e nudo, ed un\u2019enorme quantit\u00e0 di denaro pubblico che si trasforma in asfalto.<\/p>\n<p>A dircelo chi si \u00e8 accorto che il progetto dell\u2019ampliamento della Squinzano &#8211; Casalabate \u00e8 stato ripescato dai cassetti della Provincia leccese, ovvero il coordinamento <strong>NOAmpliamento<\/strong> di cui sono portavoce l\u2019artista <strong>Tania Pagliara<\/strong> e <strong>Giuliana Mastroleo<\/strong> del comitato Alba Nuova Difendiamo il Territorio, un coordinamento formatosi spontaneamente per fermare lo scempio che seguirebbe se si desse realmente vita all\u2019ampliamento.<\/p>\n<p>Le portavoce informano, infatti, che l\u2019opera inciderebbe in maniera quanto mai significativa sul territorio circostante, perch\u00e9 in esso dimorano beni naturalistici, archeologici e culturali di valore inestimabile.<\/p>\n<p>Partiamo dalla natura: per la realizzazione della nuova strada e delle relative rotatorie \u00e8 necessario eradicare almeno\u00a0mille alberi di ulivo (anche se, guardando al progetto, si pensa a qualche migliaio), la maggior parte dei quali secolari. Un danno all\u2019ecosistema incalcolabile quindi, perch\u00e9 tale eradicazione non renderebbe solo il paesaggio completamente diverso ma inciderebbe anche sulla flora e sulla macchia mediterranea che ovviamente, andrebbe distrutta. Non solo. In virt\u00f9 della legislazione straordinaria introdotta con il Piano Silletti ed in riferimento alla recente normativa UE con la quale si definisce il Salento come \u201czona infetta\u201d, gli ulivi eradicati non potrebbero pi\u00f9 essere ripiantati altrove, perch\u00e9 considerati come specie potenzialmente pericolose.<\/p>\n<p>Alla desolazione di non essere circondati pi\u00f9 da esemplari meravigliosi di ulivo, si affianca una devastazione archeologica e artistica molto importante. Nell\u2019aprile 2012, infatti, proprio lungo la Squinzano \u2013 Casalabate, l\u2019appassionato di archeologia e storia salentina, <strong>Filippo Montinari<\/strong> ha rinvenuto un menhir monolitico (nella foto), unico nel suo genere in territorio squinzanese, e nei suoi pressi una pietra discoidale, con graffiti che fanno pensare che sia un disco solare. Due ritrovamenti di enorme importanza dal punto di vista archeologico, perch\u00e9 testimoniano la presenza di insediamenti antichissimi, andando ad ampliare il patrimonio pugliese e salentino in maniera molto incisiva. Filippo Montinari e Tania Pagliara, gi\u00e0 nel 2012, comprendendo l\u2019importanza del ritrovamento hanno sin da subito tentato di far riconoscere ed inserire il sito all\u2019interno del catalogo delle opere archeologiche censite. Ma a tutt\u2019oggi, l\u2019operazione di censimento, \u00e8 risultata un buco nell\u2019acqua. E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il megalomane ampliamento, inciderebbe anche sul complesso dell\u2019ex Badessa, attualmente in vendita, che \u00e8 stato per anni un istituto agrario di importanza cruciale non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Oltre al complesso, ad andare persi sarebbero anche le pajare, e tutti i muretti a secco, anche quelli edificati utilizzando i finanziamenti resi disponibili dall\u2019UE, e quindi sottoposti a vincolo.<\/p>\n<p>Paesaggio, cultura, archeologia, siti di importanza artistica e storica. Tutto vuole essere demolito in nome di una civilt\u00e0 dittatoriale che pensa di potersi arrogare il diritto di eliminare, alla stregua di un tiranno, la storia, le tradizioni, la natura di un popolo e di un territorio.<\/p>\n<p>Tania Pagliara e Giuliana Mastroleo si dicono concordi nell\u2019ampliamento ragionato e nella messa in sicurezza della strada in maniera equa ed equilibrata, contrastando solo il progetto faraonico non solo in termini di consumo del suolo, ma anche di denaro pubblico.<\/p>\n<p>Studiando i passaggi, le attese, e l\u2019improvvisa urgenza di dar vita al cantiere dell\u2019ampliamento, io mi chiedo PERCHE\u2019 E SOPRATTUTTO PERCHE\u2019 PROPRIO ORA.<\/p>\n<p>Innanzitutto mi chiedo: qual \u00e8 il senso di un progetto di questo genere, un progetto che intende sottrarre alla campagna suolo per costruire una nuova carreggiata a doppia corsia, che intende edificare delle circonvallazioni, che intende inserire una pista ciclabile, che vuole inserire almeno quattro, se non\u00a0sei rotatorie, in un tratto di strada provinciale frequentato per un mese, al massimo due all\u2019anno?<\/p>\n<p>Non sarebbe pi\u00f9 logico pensare ad una messa in sicurezza pi\u00f9 consona rispetto al traffico realmente esistente su quel tratto?<\/p>\n<p>Come mai, nonostante il ritrovamento di una testimonianza storico-archeologica di importanza cruciale, come quella del menhir, nessuno ad oggi, ed in particolar modo la Sovraintendenza dei Beni Culturali, ha voluto catalogare e valorizzare il ritrovamento, segnalandolo e proteggendolo come merita?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 da nessuna parte si riscontra la volont\u00e0 di proteggere le pajare, ritenute a livello nazionale, ed ancor di pi\u00f9 a livello mondiale, dei simboli della storia salentina?<\/p>\n<p>Come mai non si tiene conto della presenza dei muretti a secco protetti da vincoli perch\u00e9 finanziati dalla Comunit\u00e0 Europea?<\/p>\n<p>Ed in ultimo, perch\u00e9 si sceglie di eradicare e fare a pezzi centinaia e centinaia di secoli di storia del paesaggio rurale salentino, si decide di eradicare migliaia di alberi d\u2019ulivo PROPRIO ORA? PERCHE\u2019?<\/p>\n<p>La mia opinione, cos\u00ec come quella di tanti salentini, \u00e8 che qualcuno stia sfruttando la situazione. Qualcuno, proprio grazie alla determina della Comunit\u00e0 Europea ha deciso che questo sia il momento pi\u00f9 propizio per mettere in atto piani di sviluppo sino a qualche tempo fa impraticabili, proprio perch\u00e9 andavano ad incidere su un paesaggio sottoposto a rigidi vincoli. Nessuno, solo qualche anno fa avrebbe mai potuto pensare di deturpare l\u2019ambiente, ed ancor peggio eradicare ulivi secolari. Nessuno avrebbe mai potuto pensare di non tener conto dell\u2019archeologia, della storia, della cultura senza doverne pagare le conseguenze.<\/p>\n<p>Nessuno si sarebbe mai permesso di mettere in atto un ampliamento degno di una\u00a0complanare newyorkese, su un tratto di strada provinciale che porta al mare. Ma ora tutto sembra lecito, pare che tutto si possa fare. D\u2019altronde c\u2019\u00e8 l\u2019emergenza, un\u2019 emergenza che si sta spogliando sempre di pi\u00f9 svelando quale sia la sua vera natura: quella che ha la maschera dei soldi pubblici, da spendere, sperperare in fretta, sino a quando la \u201cmalattia\u201d non verr\u00e0 svelata.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che diventa sempre pi\u00f9 chiaro, in ogni storia che riguarda il Salento negli ultimi mesi \u00e8 solo una cosa: la malattia non ha colpito gli ulivi, ma solo la mente umana di alcuni, che non \u00e8 collegata alla loro coscienza, ma solo ai loro portafogli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/08\/02\/doppia-corsia-complanari-pista-ciclabile-e-megarotatorie-il-faraonico-ampliamento-della-squinzano-casalabate-un-altra-opera-inutile-e-devastante-ecco-chi-la-vuole-perche-e-perche-proprio\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/08\/02\/doppia-corsia-complanari-pista-ciclabile-e-megarotatorie-il-faraonico-ampliamento-della-squinzano-casalabate-un-altra-opera-inutile-e-devastante-ecco-chi-la-vuole-perche-e-perche-proprio\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello______ Una strada e un progetto d\u2019ampliamento da un lato, la salvaguardia del paesaggio naturale, archeologico ed artistico dall\u2019altro. 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