{"id":61556,"date":"2015-10-12T23:35:53","date_gmt":"2015-10-12T21:35:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=61556"},"modified":"2015-10-12T23:37:03","modified_gmt":"2015-10-12T21:37:03","slug":"rapinarono-anziano-in-villa-identificati-in-quattro-uno-agli-arresti-domiciliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/10\/12\/rapinarono-anziano-in-villa-identificati-in-quattro-uno-agli-arresti-domiciliari\/","title":{"rendered":"RAPINARONO ANZIANO IN VILLA: IDENTIFICATI IN QUATTRO, UNO AGLI ARRESTI DOMICILIARI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ARMI1-300x89.jpg\" alt=\"\" title=\"SONY DSC\" width=\"300\" height=\"89\" class=\"alignleft size-medium wp-image-61557\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ARMI1-300x89.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ARMI1.jpg 782w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Stamane alle prime luci dell\u2019alba, i carabinieri di Tricase hanno eseguito un\u2019ordinanza applicativa della misura coercitiva degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Lecce \u2013 ufficio GIP &#8211; dott. Gallo, nei confronti di RIZZELLO Luigi, residente a Pat\u00f9, classe 1996. Il provvedimento era stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Lecce nella persona del sost. Proc. dott. Capoccia.<\/p>\n<p>I fatti contestati risalgono alla notte del 15.03.2015, quando quattro individui con volto travisato, muniti di tre fucili ed un coltello, si introducevano nell\u2019abitazione di un anziano ultra sessantacinquenne per perpetrare una rapina ai danni dello stesso.<\/p>\n<p>I malfattori dopo aver aggredito e immobilizzato l\u2019uomo nel giardino dell\u2019abitazione, lo costringevano ad aprire la porta ed a disattivare l\u2019impianto d\u2019allarme; entrati nell\u2019abitazione l\u2019uomo veniva legato ad una sedia della cucina e sotto la costante minaccia delle armi gli veniva intimato di consegnare il denaro conservato in casa. I malfattori dopo aver rovistato tra le stanze, si impossessavano della somma di euro 50,00 in contanti e di altri beni mobili tra cui cellulari, computer e altri piccoli elettrodomestici, per un valore di euro 1000. Terminata la rapina, i malfattori liberavano la vittima e si allontanavano frettolosamente con l\u2019auto di propriet\u00e0 dell\u2019anziano parcheggiata proprio nei pressi dell\u2019abitazione.<\/p>\n<p>Pervenuta la comunicazione di quanto avvenuto, i Carabinieri del Nucleo Operativo avviavano, immediatamente, le indagini per l\u2019identificazione degli autori della rapina.<\/p>\n<p>Alle ore 01,00 circa rinvenivano l\u2019auto asportata in localit\u00e0 Posto Vecchio del Comune di Salve in stato di abbandono, ma senza anomalie. Perquisendo l\u2019auto, veniva ritrovato al suo interno dai miliari addetti ai rilievi dell\u2019aliquota Operativa un pezzo di stoffa nero, confezionato a mo\u2019 di passamontagna, con due fori all\u2019altezza degli occhi. Perquisendo invece l\u2019abitazione dell\u2019anziana ed indifesa vittima i colleghi della Stazione Carabinieri di Alessano rinvenivano, nel cortile, un rotolo di nastro adesivo terminato e, nella cucina, una corda lunga metri 2.0 circa, oggetti entrambi utilizzati per imbavagliare e immobilizzare la vittima.<\/p>\n<p>Tra i vari beni che i malfattori avevano asportato dalla abitazione, vi era un telefono cellulare marca Nokia, con all\u2019interno una scheda SIM inutilizzata da alcuni mesi. Proprio dall\u2019esame dei tabulati di quell\u2019utenza e di quell\u2019apparato cellulare, gli investigatori appuravano che quest\u2019ultimo era stato utilizzato per alcuni giorni immediatamente successivi alla rapina da M.M. marocchino classe 1995.<\/p>\n<p>A seguito di tale riscontro i Carabinieri eseguivano lo scorso maggio la perquisizione domiciliare del giovane\u00a0 ove veniva sequestrato, tra l\u2019altro, un rasoio elettrico che la vittima riconosceva essere di sua propriet\u00e0.<\/p>\n<p>A tal punto M.M. ed il fratello M. A. (classe 1994)\u00a0 venivano accompagnati presso la Stazione dei Carabinieri di Gagliano del Capo e, dopo una iniziale reticenza, i due indagati riferivano di aver partecipato alla rapina ed fornivano agli inquirenti maggiori informazioni circa le armi utilizzate per la realizzazione del delitto in questione, dati confermati dallo zio E.M. marocchino classe 1995,\u00a0 loro complice.<\/p>\n<p>Veniva eseguita, pertanto, una perquisizione, con esito negativo, nell\u2019abitazione del E.M. il quale, accompagnato presso la Stazione dei Carabinieri di Gagliano del Capo si decideva a collaborare e ad accompagnare i Carabinieri, in un appezzamento di terreno appartenente ad una persona sconosciuta. In tal luogo vi era un vecchia casa in pietra, munita di una vecchia porta che si presentava aperta, all\u2019interno della quale vi era un unico vano, ove si rinveniva una vecchia rete di colore rosso, utilizzata per la raccolta delle olive, sulla quale vi era una tuta da meccanico di colore rosso (simile a quella descritta dalla vittima come l\u2019abbigliamento indossato da uno dei rapinatori); nella parte inferiore della parete frontale rispetto all\u2019ingresso vi era un grosso pannello di vetroresina e legno, dietro al quale si rinvenivano due fucili ad aria compressa, calibro 4,5, marca Diana, privi di matricola, dei quali uno vecchio modello con manico in legno di colore marrone ed uno pi\u00f9 recente, di colore nero, munito di cannocchiale.<\/p>\n<p>Durante le fasi del rinvenimento delle armi, E.M. riferiva che, oltre ai suoi due nipoti, compartecipe, ideatore e promotore della rapina era stato anche l\u2019odierno arrestato Rizzello Luigi.<\/p>\n<p>Intanto i due germani facevano recuperare agli investigatori ben due telefoni e li consegnavano in segno di collaborazione.<\/p>\n<p>Successivamente i tre marocchini decidevano di confessare il misfatto e venivano escussi alla presenza del loro legale di fiducia.<\/p>\n<p>In sintesi\u00a0 i tre ricostruivano cos\u00ec la vicenda.<\/p>\n<p>I tre erano stati contattati da Rizzello Luigi, loro amico, il quale aveva loro proposto di compiere una rapina ai danni di un signore anziano che viveva da solo a Montesardo. I tre accettavano l\u2019invito, concordando che avrebbero utilizzato delle carabine ad aria compressa che erano gi\u00e0 nella disponibilit\u00e0 di Rizzello Luigi e che in precedenza gli stessi avevano usato sparando per gioco a delle bottiglie di vetro.<\/p>\n<p>Durante queste fasi preparatorie i tre apprendevano da Rizzello Luigi che questi ben conosceva le abitudini del \u201cvecchietto\u201d da rapinare, il quale era solito frequentare un bar di Pat\u00f9 e che la sera rincasava dopo le 19:00.<\/p>\n<p>Dopo circa una settimana da quella proposta, i quattro malviventi decidevano di porre in essere la rapina architettata a Montesardo. Quella sera i tre marocchini e Rizzello Luigi, dopo aver concordato il loro piano, si facevano accompagnare sul posto da un quinto soggetto con la propria autovettura per poi essere recuperati.<\/p>\n<p>Gli indagati precisavano che Rizzello Luigi era a conoscenza della circostanza che la vittima della\u00a0 era proprietaria di un\u2019autovettura che avrebbero utilizzato poi per dileguarsi dopo aver posto in essere il delitto.<\/p>\n<p>Durante la rapina, Rizzello Luigi portava con se il suo apparecchio telefonico che utilizzava per illuminare il tratto di campagna percorso dal luogo ove erano stati lasciati dal complice fino all\u2019abitazione della vittima. Giunti nella villetta, essi dopo aver chiuso il cane in un gazebo, avevano atteso l\u2019arrivo del proprietario e dopo averlo minacciato e legato, avevano costretto l\u2019uomo ad aprire la porta di ingresso della abitazione ed a disattivare l\u2019impianto d\u2019allarme; quindi avevano rovistato nelle stanze, mentre E.M. teneva a bada la vittima, alla quale era stato posto sulla bocca del nastro adesivo, per evitare che urlasse.<\/p>\n<p>Terminata la rapina, i quattro, dopo aver slegato l\u2019anziano, gli avevano riferito che avrebbero preso la sua auto e che l\u2019indomani mattina l\u2019avrebbe trovata a Presicce.<\/p>\n<p>Durante il tragitto, temendo che la vittima rivelasse celermente questa circostanza ai Carabinieri, avevano decido di cambiare la loro destinazione, dirigendosi a Torre Vado. Di tale cambio ne veniva data notizia all\u2019autista, il quale, dopo pochi minuti, era giunto nel luogo concordato, prelevando i quattro malviventi e portandoli a Gagliano del Capo.<\/p>\n<p>Durante il tragitto, avevano effettuato una sosta per nascondere le armi e la tuta da meccanico indossata durante la rapina da E.M. poi, nel garage del Rizzello, si erano divisi il bottino (Luigi Rizzello prendeva un orologio; M.A. e M.M. prendevano alcuni capi di abbigliamento, due telefoni cellulari, un computer e un rasoio elettrici, E.M. prendeva la somma di euro 20,00).<\/p>\n<p>Al fine di trovare un riscontro con le dichiarazioni rese dai tre marocchini, si procedeva all\u2019acquisizione dei tabulati telefonici delle utenze in uso a Rizzello Luigi e al complice.<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi ditali tabulati emergeva che in data 15.03.2015 (giorno in cui si \u00e8 perpetrata la rapina), intorno alle ore 21, erano state registrate delle chiamate intercorse tra un\u2019utenza di Rizzello Luigi e l\u2019utenza del quinto complice, chiamate che agganciavano dapprima le celle di contrada Campasuni di Castrignano del capo e di via Scorpio di Morciano di Leuca; successivamente, durante il corso di un\u2019altra chiamata, le due utenze agganciavano entrambe la cella sita in via Terra Li Gatti a Morciano di Leuca, luogo ove avviene l\u2019incontro tra i rapinatori e il loro accompagnatore. Tali risultanze risultavano pregnanti e necessarie per comprovare le dichiarazioni dei tre marocchini e, pertanto, delineare un quadro indiziario certamente grave a carico di Rizzello Luigi, quale ideatore ed esecutore della violenta rapina perpetrata.<\/p>\n<p>l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria stante gli elementi di reit\u00e0 raccolti, contestano ai cinque rapinatori il delitto d\u00ec rapina pluriaggravata in concorso nonch\u00e9 porto e detenzione abusivo di armi.<\/p>\n<p>L\u2019A.G. inoltre teneva in giusta considerazione la collaborazione dei tre magrebini senza la quale non si sarebbe giunti all\u2019individuazione del RIZZELLO che in vero era stato il vero promotore della rapina, per cui allo stato nessuna misura coercitiva \u00e8 stata emessa a loro carico, mentre le indagini continuano per raccogliere indizi a carico del quinto componente della ghenga.<\/p>\n<p>Stamane RIZZELLO una volta individuato \u00e8 stato tratto in arresto e successivamente alle operazioni di rito \u00e8 stato tradotto presso la sua abitazione\u00a0i militari avevano rinvenuto anche una katana\u00a0del genere vietato opportunamente sottoposta a sequestro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Copiando la stringa sottostante nel browser in uso \u00e8 possibile visualizzare il video del rinvenimento delle armi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"file:\/\/\/\/\/LE4025341S002\/Ftp\" target=\"_blank\">\\\\LE4025341S002\\Ftp<\/a>\u00a0Compagnia\\VIDEO<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/10\/12\/rapinarono-anziano-in-villa-identificati-in-quattro-uno-agli-arresti-domiciliari\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/10\/12\/rapinarono-anziano-in-villa-identificati-in-quattro-uno-agli-arresti-domiciliari\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamane alle prime luci dell\u2019alba, i carabinieri di Tricase hanno eseguito un\u2019ordinanza applicativa della misura coercitiva degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Lecce \u2013 ufficio GIP &#8211; dott. 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