{"id":66654,"date":"2015-11-30T06:09:51","date_gmt":"2015-11-30T05:09:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=66654"},"modified":"2015-11-30T13:02:52","modified_gmt":"2015-11-30T12:02:52","slug":"dal-1945-a-blasi-dalla-protezione-alla-gogna-sul-territorio-sintende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/11\/30\/dal-1945-a-blasi-dalla-protezione-alla-gogna-sul-territorio-sintende\/","title":{"rendered":"DAL 1945 A SERGIO BLASI. OBIETTIVO DIFENDERE IL TERRITORIO. MA SARA&#8217; DAVVERO COSI&#8217;?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Olintsuperintensivo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"913\" height=\"300\" title=\"Olintsuperintensivo\" class=\"aligncenter size-full wp-image-66691\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Olintsuperintensivo.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Olintsuperintensivo.jpg 913w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Olintsuperintensivo-300x98.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 913px) 100vw, 913px\" \/><\/a><\/p>\n<p>di <strong>Eleonora Ciminiello______<\/strong><\/p>\n<p>Un&#8217;idea che genera un piano. Un&#8217;idea che nasce nella mente di chi non guarda alla Terra come madre, padre, forza creatrice bens\u00ec come <strong>suolo da occupare<\/strong>, e che non guarda all&#8217;uomo come ad un essere da proteggere e da salvaguardare, ma solo come ad <strong>un effetto collaterale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>1945<\/strong> (il 27 luglio), con un decreto luogotenenziale, il n.455, il <strong>Re vieta<\/strong>, all&#8217;articolo 1 <em>&#8220;<strong>l&#8217;abbattimento degli alberi d&#8217;olivo<\/strong> oltre il numero di 5 ogni biennio&#8230; <strong>il divieto riguarda anche le piante danneggiate da operazioni belliche o in stato di deperimento<\/strong> per qualsiasi causa sempre che possano essere ricondotte a produzione con speciali operazioni colturali&#8221;<\/em>. All&#8217;articolo 4 dello stesso decreto il Re sostiene che <em>&#8220;Chiunque abbatte alberi di olivo senza averne ottenuta la preventiva autorizzazione, non esegue il reimpianto con le modalit\u00e0 e nel termine prescritti, \u00e8 punito con la <strong>sanzione amministrativa per un importo uguale al decuplo del valore delle piante abbattute<\/strong>, considerate per\u00f2 in piena produttivit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Semplice, chiara, immediata e di facile comprensione per tutti: <strong>GLI ULIVI NON SI TOCCANO!<\/strong><\/p>\n<p>Il gioco degli interessi, nel 1951 fa capolino anche negli uliveti: con la legge n.144 del 14 febbraio, cominciano a prodursi deroghe agli abbattimenti: l&#8217;ulivo pu\u00f2 essere sradicato se si accerta la morte fisiologica della pianta, se l&#8217;impianto risulta troppo fitto recando danno all&#8217;intero uliveto, se si vogliono eseguire opere di miglioramento fondiario, se \u00e8 necessario eseguire opere di pubblica utilit\u00e0. Resta comunque vigente l&#8217;obbligo di reimpiantare in altri fondi o terreni di propriet\u00e0 un numero di ulivi pari a quello degli abbattuti.<\/p>\n<p>La norma del \u201951 \u00e8 completata in Puglia dalla Legge sulla <strong><em>Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali<\/em><\/strong>, del 14 luglio 2007, la quale difende un patrimonio che attualmente conta 350.000 piante monumentali, su 60 milioni. Per tutte queste piante \u00e8 vietato <em>\u201cil danneggiamento, l\u2019abbattimento, l\u2019espianto e il commercio degli ulivi monumentali inseriti\u00a0nell&#8217;elenco\u00a0regionale di cui\u00a0all&#8217;articolo\u00a05\u201d<\/em>, ad eccezione di deroghe\u00a0<em>\u201cesclusivamente\u00a0per motivi di pubblica utilit\u00e0 o per opere i cui procedimenti autorizzativi siano stati\u00a0completati\u00a0alla data di entrata in vigore della presente legge\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sino al 2013, la Puglia appare quindi una regione che intende custodire il suo tesoro ambientale, proteggendolo da qualsiasi genere d&#8217;attacco speculativo ed economico. <strong>Ma<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;11 aprile 2013 la Regione Puglia, e il governo Vendola, promulgano una nuova Legge Regionale, la n.12. <strong>L\u2019articolo 1 di questa norma integra l\u2019articolo 11.1 della legge sulla Tutela del monumentali<\/strong>: attraverso questa specifica si rende possibile espiantare gli ulivi monumentali tutelati per edificare fabbricati pubblici o privati, strade, aree ad uso collettivo come parcheggi e piazzole di sosta, in tutte le zone totalmente o parzialmente edificate.<\/p>\n<p><strong>Il piano di distruzione del Salento e della Puglia ha materialmente inizio.<\/strong><\/p>\n<p>Contestualmente, ad ottobre 2013, dinanzi al complesso del disseccamento rapido degli ulivi, il docente Giovanni Martelli suggerisce ai suoi colleghi e al team di collaboratori: <em>&#8220;E se fosse xylella?&#8221;.<\/em><strong><\/strong><\/p>\n<p>Peste, killer, tragedia, sterminio, calamit\u00e0 naturale, emergenza fitosanitaria. Questi ed altri sono stati gli appellativi e le conseguenze che il batterio avrebbe dovuto portare con s\u00e9 secondo i media, ma in realt\u00e0 sono state solo due le conseguenze tangibili in Puglia: <strong>l&#8217;arrivo di una pioggia di milioni di euro dall&#8217;Europa e l&#8217;obbligo di sradicare TUTTI gli ulivi colpiti, ovvero, pi\u00f9 posto per gli affari.<\/strong><\/p>\n<p>E mentre i cittadini gridano allo scempio, al crimine verso il proprio territorio e la propria salute compare una legge, una legge che potremmo definire equivoca, una norma che sembra gridare alla salvezza, ed invece, purtroppo, risulta essere solo fumo negli occhi.<\/p>\n<p><em>Ma il fumo, sebbene denso e nero, prima o poi svanisce: <strong>la tramontana salentina \u00e8 implacabile<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>Il consigliere <strong>Sergio Blasi<\/strong> del PD il 23 settembre 2015 propone la <strong>modifica\u00a0dell&#8217;art. 1 della L.R.\u00a0 n. 41 dell\u20198\/10\/2014<\/strong>. La sua modifica estende il divieto di edificazione per 15 anni a tutti i terreni in cui sono stati eradicati ulivi a causa di xylella fastidiosa in ottemperanza alla decisione n\u00b087 del 2014, tranne che per la\u00a0realizzazione di opere pubbliche prive di alternativa localizzativa e necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumit\u00e0 e dell\u2019ambiente. Modifica per alcuni versi importante perch\u00e9, nella legge precedente, il divieto prendeva in considerazione solo i terreni dove esistevano olivi monumentali e non tutti gli ulivi, <strong>MA<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche qui c&#8217;\u00e8 un ma, anzi forse due o tre, cos\u00ec come ci sarebbero delle riflessioni e delle ipotesi da fare, soprattutto alla luce dei nuovi fatti.<\/p>\n<p>A Taviano, il Comune ha votato all&#8217;unanimit\u00e0, approvandola, una variante alla strumento urbanistico. Questa variante ha cambiato la destinazione di una zona agricola in area turistico ricettiva: nella zona agricola, custode di ulivi secolari, dovrebbe sorgere una discoteca.<\/p>\n<p>Il consigliere regionale Blasi ha sostenuto al riguardo &#8220;<em>Di certo su questa vicenda va fatta piena luce. E luned\u00ec prossimo in Consiglio regionale proporr\u00f2 l&#8217;emendamento approvato in commissione, ma con una piccola modifica: e cio\u00e8 che il divieto riguardi non solo le varianti urbanistiche ma anche i permessi di costruire, anche laddove si \u00e8 fatto in tempo ad adottare varianti.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Visto che il consigliere Sergio Blasi \u00e8 aperto alle modifiche del suo emendamento, sarebbe il caso che considerasse l\u2019esistenza di alcuni errori per evitare nuove e pi\u00f9 gravi speculazioni: il primo riguarda \u201c<strong>l&#8217;ottemperanza della decisione n\u00b087 del 2014\u201d. Questa citazione dovrebbe essere sostituita con il Decreto Ministeriale del 19 giugno 2015 e successivi<\/strong>; in fondo \u00e8 in base a questo decreto che si abbattono gli alberi, e non in base alle decisione del 2014, che prende in esame lo spostamento delle piante, le ispezioni, le notifiche e l&#8217;elenco delle specie potenzialmente infette negli allegati.<\/p>\n<p>Una grave disattenzione, cui il consigliere pu\u00f2 porre <strong>IMMEDIATAMENTE RIMEDIO<\/strong>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come immediato rimedio dovrebbe essere posto a quel <em>&#8220;realizzazione di opere pubbliche prive di alternativa localizzativa e necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumit\u00e0 e dell\u2019ambiente&#8221;, <\/em>non vorremmo farci ringraziare troppo da Tap, tanto per citarne una, no?<\/p>\n<p>Altro appunto riguarda la sostituzione di \u201ceradicati a causa di xylella fastidiosa\u201d con il <strong>pronome dimostrativo indeterminato OGNI<\/strong>, per specificare che in nessun caso si pu\u00f2 edificare su un terreno che precedentemente accoglieva ulivi, sia che gli alberi risultino (?) infetti da xylella, da Co.Di.Ro, o da qualsiasi altra diavoleria che magari verr\u00e0 fuori in futuro.<\/p>\n<p>Continuando a leggere l&#8217;emendamento cos\u00ec come \u00e8 stato presentato, un cittadino attento potrebbe sospettare il verificarsi di coincidenze strane.<\/p>\n<p>Se ad un proprietario venisse confermata la presenza Co.Di.Ro. e quindi gli si imponesse il taglio degli ulivi, non potrebbe essere agevolato a chiedere il cambio di destinazione d\u2019uso (visto che la modifica Blasi non prevede il Co.Di.Ro. fra le cause previste per il blocco dei 15 anni)?<\/p>\n<p>E i terreni riconosciuti dalla <em>\u201cscienza\u201d<\/em> come infetti da Xylella fastidiosa, (che mantengono la destinazione d&#8217;uso agricolo per 15 anni) non rischierebbero di <strong>prestare il fianco a chi spinge da tempo per impiantare specie e variet\u00e0 ritenute Resistenti<\/strong>? E\u2019 come se attraverso questa legge si materializzassero il cemento da un lato e le colture intensive e il conseguente uso di pesticidi dall&#8217;altro, non che sia voluto, ma si <strong>DEVE<\/strong>, soprattutto oggi, <strong>essere molto pi\u00f9 vigili ed attenti<\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p>Pertanto, per fugare ogni dubbio, sarebbe bene che l&#8217;emendamento riconfermasse, in maniera <strong>&#8220;RIVOLUZIONARIA<\/strong>&#8220;, ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato fatto in piena Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Per assicurare che l&#8217;anima del Salento non muti \u00e8 possibile stabilire che per ogni <strong>ULIVO SRADICATO NE SIA PIANTATO UN ALTRO<\/strong>&#8230;. Magari non subito\u2026.di certo l&#8217;amministrazione non vorr\u00e0 cadere in contravvenzione.<\/p>\n<p>La <strong>Regione Puglia<\/strong>, da madre e portavoce della volont\u00e0 dei suoi cittadini, deve dare un segnale molto forte, sostenendo, attraverso apposito emendamento, che ogni terreno violato, che ogni terreno vittima d&#8217;ingiustizia, alla fine di questa storia <strong>TORNI AL SUO ASPETTO ORIGINARIO<\/strong>. Per farlo \u00e8 necessario appoggiare la voce, la storia, l&#8217;anima del territorio, quella dell&#8217;ulivo pugliese e dell&#8217;ecosistema che esso genera e sostiene.<\/p>\n<p>La Regione Puglia pu\u00f2 sfruttare questa proposta di modifica per sostenere in maniera pacifica, ma allo stesso tempo forte e determinata, l&#8217;ulivo di Puglia: \u00e8 stato fatto durante la Seconda Guerra Mondiale, ed io credo che possa essere fatto ancora.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/11\/30\/dal-1945-a-blasi-dalla-protezione-alla-gogna-sul-territorio-sintende\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/11\/30\/dal-1945-a-blasi-dalla-protezione-alla-gogna-sul-territorio-sintende\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello______ Un&#8217;idea che genera un piano. 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