{"id":683,"date":"2012-04-04T17:05:58","date_gmt":"2012-04-04T17:05:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/?p=683"},"modified":"2012-05-14T15:31:57","modified_gmt":"2012-05-14T15:31:57","slug":"dopo-gli-islandesi-che-si-sono-liberati-dei-loro-governanti-asserviti-alle-banche-tocca-ora-agli-irlandesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/04\/04\/dopo-gli-islandesi-che-si-sono-liberati-dei-loro-governanti-asserviti-alle-banche-tocca-ora-agli-irlandesi\/","title":{"rendered":"Dopo gli islandesi, che si sono liberati dei loro governanti asserviti alle banche, tocca ora agli irlandesi?"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/images.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-675\" title=\"images\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/images.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/images-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 144px) 100vw, 144px\" \/><\/a>di Bepi Anguilla<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal sito<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.controlacrisi.org\">www.controlacrisi.org<\/a> <strong>apprendiamo che in Irlanda \u00e8 cominciata una vera e propria rivolta fiscale, partita al grido di IL DEBITO NON LO PAGHIAMO.<!--more--><\/strong><\/p>\n<p><strong>La corda si \u00e8 spezzata?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Mentre si assiste al crollo dei prezzi immobiliari, ai fallimenti a catena di aziende e banche, e imperversa disoccupazione e povert\u00e0, i cittadini irlandesi hanno deciso di provare a liberarsi dal ricatto dell\u2019economia finanziaria che ha messo sulle loro spalle un prestito di novanta miliardi di dollari di Fmi e Ue.<\/p>\n<p>Centinaia di migliaia di persone ora rischiano di subire delle multe e potenzialmente anche di finire a processo. Si tratta a tutti gli effetti di una rivoluzione fiscale che potrebbe smantellare la strategia del governo volta a rimettere in sesto l&#8217;economia e rendere ancora pi\u00f9 difficile l&#8217;implementazione delle nuove misure di austerit\u00e0.<\/p>\n<p>Tra gli slogan campeggiavano &#8220;Non posso pagare, non pagher\u00f2!'&#8221;. &#8220;Quando i banchieri pagano, allora pagheremo anche noi!&#8221;. Chi si oppone alla tassa, sostiene che l&#8217;aliquota \u00e8 identica sia per i benestanti sia per i piu&#8217; poveri. L&#8217;indignazione \u00e8 alimentata dalla percezione generale che un gruppo elitario di banchieri, politici e agenti immobiliari ultra ricchi ha distrutto l&#8217;economia senza aver ancora pagato un soldo e senza aver ricevuto la punizione che si merita.<\/p>\n<p>L&#8217;introduzione della tassa contro le famiglie \u00e8 stata accolta con una campagna contraria lanciata da attivisti politici e anche piccole comunit\u00e0, che hanno esortato tutti a boicottare la nuova imposta. Visto il successo riscontrato dalle iniziative, devono aver sicuramente stimolato un nervo scoperto.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, tutto ci\u00f2 sta accadendo mentre il Paese si prepara a recarsi alle urne in occasione di un referendum sul Fiscal Compact. Un&#8217;eventuale bocciatura del nuovo patto di bilancio europeo il 31 maggio, quando andr\u00e0 in scena il voto popolare, porterebbe alla fuga degli investitori stranieri necessari per la ripresa economica dell&#8217;isola. Secondo un recente sondaggio, il 49% degli intervistati si \u00e8 dichiarato a favore del trattato, il 33% contrario mentre il 18% e&#8217; ancora indeciso.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dell\u2019esecutivo di coalizione tra Fine Gael (nazionalisti centristi aderenti al PPE) e Laburisti \u00e8 quello di abbassare l&#8217;incidenza del debito al 10% del Pil nel 2011 e restituire il debito.<\/p>\n<p><strong>Vale\u00a0 la pena ricordare che gli Italiani non sono mai stati chiamati a pronunciarsi sui trattati europei, n\u00e9 sulle misure economiche e finanziarie varate dall\u2019Unione Europea e imposte senza nessuna scelta prima ai nostri governanti e poi a noi tutti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u2019 ancora questa nostra una democrazia?<\/strong><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Un articolo di Uriel Fanelli, scritto per un sito specializzato tedesco, ci aiuta a capire che cosa sia la politica economica dell\u2019alta finanza internazionale. Eccone un sunto efficace.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I grandi finanzieri, sono sempre esistiti. Tuttavia, e&#8217; negli ultimi venti anni\u00a0 la loro dimensione \u00e8 cresciuta a dismisura, e specialmente che essi hanno finito per conquistare il quasi monopolio di quasi tutte le commodities, cos\u00ec come nel mondo della finanza 300 famiglie oggi controllano il 50% della ricchezza globale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cosi&#8217;, se e&#8217; vero che i giochi economici basati sul libero mercato sono destinati all&#8217;oligopolio, questa evidenza non e&#8217; mai stata nota perch\u00e9 in passato molto prima che il gioco finisse si verificava qualche cambiamento (guerre, cambiamenti di padrone delle colonie, nuove scoperte) che faceva ricominciare il gioco daccapo. Senza contare la morte naturale dei giocatori stessi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi, dal momento che le transazioni avvengono in poche frazioni di secondo laddove prima occorrevano giorni, il gioco riesce a &#8220;terminare&#8221; in pochi anni, senza timore di essere disturbato dal mutare del mondo. Cosi&#8217;, quello che stiamo vedendo NON \u00e9 affatto strano, se parliamo matematicamente: che si dovesse arrivare all&#8217;oligopolio era gi\u00e0 noto da decenni. Che si POTESSE farlo, ovvero che il gioco potesse svolgersi in tempi tali da non risentire dei mutamenti storici, e&#8217; la prima volta che si osserva. Comunque, esistevano gi\u00e0 le spiegazioni prima di osservare il fenomeno nel mondo fisico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il vero boom dei grandi traders avviene solo dopo il 2000, quando la diffusione degli accordi del WTO e la globalizzazione informatica permettono davvero di vendere e comprare &#8220;in tempo reale&#8221; ovunque, qualsiasi merce, anche usando strumenti finanziari come i futures. Non per nulla a soffrire di oligopolio sono i settori che hanno la possibilit\u00e0 di eseguire la transazione elettronica: i finanzieri hanno una rete di trading molto veloce, e le merci possono essere comprate ancor prima di esistere mediante i futures, che sono scambiati allo stesso modo.<\/strong><\/p>\n<p>I governi possono fermare queste entit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>La domanda e&#8217; se un governo non possa scioglierle.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma c&#8217;e&#8217; un problema: guarda caso, sono loro che fanno arrivare l&#8217;acciaio alle tue acciaierie, il grano alla tua industria alimentare, il petrolio ai tuoi petrolieri, l&#8217;alluminio, e il silicio, e tutte quante le &#8220;materie prime&#8221;. Se ne chiudi qualcuna in patria, le straniere prenderanno il suo posto.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Dunque, i governi che ne hanno qualcuna in casa se le tengono strette.<\/p>\n<p>Il secondo punto e&#8217;: ma i governi non potrebbero minacciarle?<\/p>\n<p>Beh, se siete Putin o siete a Pechino, probabilmente s\u00ec. Quando hai un impiegato dello stato che si chiama &#8220;boia&#8221; ed ha un sacco da fare, generalmente nessuno prova a fare il furbo e il braccio di ferro con lo stato non lo cerca nessuno.<\/p>\n<p><strong>Ma adesso supponete di essere un paese col debito pubblico oltre il 70%. E supponete che avete bisogno di finanza ed affini perch\u00e9 vi sia rinnovato. A quel punto la vera domanda e&#8217;: quanto potete fare i grossi con i finanzieri &amp; affini?<\/strong><\/p>\n<p>E se andiamo verso i grandi trader, la situazione non cambia: un tempo esistevano i consorzi agrari, cio\u00e8 entit\u00e0 dello stato che si prefiggevano di gestire da sole alcune materie prime, come il grano. <strong>Oggi viene fatto dai grandi dealer, ma il problema \u00e8: se io come stato abbatto UN dealer, il suo concorrente in un&#8217;altra nazione pu\u00f2 prendere i suoi clienti, i suoi fornitori, e tagliarmi fuori. Se vengo tagliato fuori, essenzialmente non riesco pi\u00f9 a comprare farina. Nessuno ci riesce, neanche Barilla o Nestl\u00e8. E il prezzo aumenta.<\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec, se si sospetta che esista un cartello riguardante una materia prima, solo uno stato enorme capace di avere una minaccia paragonabile all&#8217;embargo (o semplicemente al danno economico forte) pu\u00f2 alzare la voce con un simile cartello.<\/p>\n<p><strong>Ma la situazione e&#8217; molto cambiata negli ultimi anni. Prima del 2009, i grandi trader si limitavano a fare affari, ma si comportavano come facilitatori. Pi\u00f9 clienti, pi\u00f9 business. Pi\u00f9 le materie giravano, pi\u00f9 soldi si facevano: conveniva a loro e conviene a tutti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Poi le cose sono cambiate. Intorno al 2009 ,\u00a0 alcuni grandi trader (Kock, Vitol e altri) videro che c&#8217;erano in consegna futures ad un prezzo basso. In pratica qualcuno aveva comprato, un anno prima, petrolio a 100 dollari per barile. Ma le loro previsioni erano che entro la scadenza il petrolio sarebbe arrivato a 110. Cos\u00ec, quello che fecero fu di\u00a0 di parcheggiare 100 milioni di barili di petrolio nei loro tanker, vendere i loro future, aspettare e fare soldi: 10 dollari in pi\u00f9 a barile.<\/strong><\/p>\n<p>Questa fu la prima <em>grande<\/em> operazione nella quale essi\u00a0 si comportarono come un cartello capace di agire sui prezzi. In seguito, diversi prezzi iniziarono ad alzarsi senza motivo, primo tra tutti il prezzo del grano, che fu tra le principali cause scatenanti delle rivolte arabe. Nessuno pu\u00f2 sapere se i trader intendessero facilitare le rivolte o meno, ma sta di fatto che viste le riserve non c&#8217;era alcun motivo di far alzare quei prezzi, neanche la presunta carestia dell&#8217;anno prima.<\/p>\n<p>Oggi come oggi, praticamente solo grandi stati come USA, Cina, organizzazioni forti di stati come la UE , o stati ove si rischia una pallottola in testa (Russia) possono tenere testa a questi personaggi. Tutti gli altri non hanno le dimensioni critiche che servono per contrastarli.<\/p>\n<p><strong>Paesi come il Giappone, per esempio, ne sono succubi, avendo bisogno cronico di materie prime ma non avendo massa critica per contrastare i grandi trader. Se , come pensate, l&#8217; Italia uscisse oggi dalla UE, o la UE si rompesse, i cittadini sarebbero contemporaneamente ricchi, privi di risorse di base ed essenzialmente deboli politicamente, le prede ideali: alzare i prezzi di tutto in modo da spellare vive le aziende UE e i cittadini (pensate al cibo) sarebbe facilissimo. <\/strong><strong><em>E nessuno potrebbe farci praticamente nulla.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec no, negli ultimi anni la situazione finanziaria e la situazione delle commodities \u00e8 cambiata radicalmente.<\/p>\n<p>Se un tempo una nazione come l&#8217; Italia poteva pensare di navigare da sola, oggi non c&#8217;e&#8217; alcuna speranza di farcela. Se anche un singolo stato reprimesse una di queste aziende in casa, ne risulterebbe che l&#8217;azienda si muoverebbe altrove, o i suoi fornitori troverebbero un accordo con altre aziende concorrenti. E si rimarrebbe senza materie prime per ritorsione.<\/p>\n<p>Quindi , lo ripeto: la situazione oggi e&#8217; molto diversa rispetto al 2008, e finch\u00e9 quei mostri non vengono abbattuti, e tutti insieme, difficilmente si vedr\u00e0 la luce alla fine del tunnel.<\/p>\n<p><strong>Oggi come oggi 300 famiglie hanno il 50% delle risorse finanziarie del mondo, e una cifra simile di grandi trader gestisce quasi il 90% delle risorse mondiali. Il che significa, essenzialmente, che c&#8217;e&#8217; un cartello fortissimo cui anche gli stati nazionali possono poco, almeno sino a quando non possono emanare delle direttive che impattino su grandi mercati, causando perdite.<\/strong><\/p>\n<p>E questo, l&#8217; Italia da sola non lo pu\u00f2 fare. Un paese come la Russia pu\u00f2 minacciare perch\u00e9 e&#8217; ricco di materie prime, gli stati africani possono minacciare di sospendere le forniture, perch\u00e9 sono ricchi di materie prime, e lo stesso pu\u00f2 fare il Brasile. Ma se siete un paese che trasforma, come Italia, Giappone e anche gli altri paesi europei, l&#8217;unica forza che avete e&#8217; una direttiva che piazzi una bella tassa, togliendo loro guadagni.<\/p>\n<p>Ma da solo, nessun paese europeo ce la farebbe.<\/p>\n<p><strong>Certo che qualcosa bisogner\u00e0 pur fare: dobbiamo cominciare a pensarci concretamente, perch\u00e9 comincia a diventare francamente insostenibile la situazione che tratteggia nella sua tragica drammaticit\u00e0 con efficacia un articolo trovato nella cronaca di Repubblica dell\u2019edizione genovese, a firma Marco Preve.<\/strong><\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un indicatore che raramente, e nel caso con forte disagio, viene utilizzato da politici e amministratori quando si tratta fare il punto sulla situazione socio economica di una comunit\u00e0. E&#8217; il tasso dei depressi, da cui deriva anche quello dei suicidi. Quello che non misura lo spread o l&#8217;inflazione bens\u00ec la precariet\u00e0, e quindi la qualit\u00e0, delle nostre vite. E a Genova questo indicatore fa registrare da alcuni mesi una tragica impennata. Un aumento stimato attorno al 5%, strettamente legato alla crisi economica.<\/strong><\/p>\n<p>Ad essere colpiti non sono solo quelli che perdono il posto, ma anche chi non ha ancora avuto un contratto, oppure i pensionati. Il dottor Luigi Ferrannini, direttore del Dipartimento Salute Mentale dell&#8217;Asl3 genovese fa il punto della situazione sul &#8220;mal di crisi&#8221;. &#8220;E&#8217; indubbio che nell&#8217;ultimo anno elementi connessi alla perdita del lavoro hanno determinato un aumento di quelli che noi definiamo disturbi dell&#8217;umore, categoria che comprende varie forme di depressione. Si tratta di un fenomeno che pu\u00f2 colpire almeno una volta nella vita il 15-20% delle persone&#8221;.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi Ferrannini ha discusso del tema con i colleghi del servizio. &#8220;Registriamo un aumento di almeno il 5% nel numero di persone che si rivolgono o vengono inviate alle nostre strutture &#8211; spiega Ferrannini &#8211; . Purtroppo l&#8217;incremento si riflette con le stesse percentuali anche nel numero di suicidi. E d&#8217;altra parte \u00e8 significativo il moltiplicarsi di gesti dimostrativi che avvengono in questo periodo,<\/p>\n<p><strong>il barista che minaccia di gettarsi dal ponte Monumentale, l&#8217;operaio che sale sulla gru. Ma tutto inizia con l&#8217;angoscia, con la perdita del sonno, con un senso di malessere generale&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>La perdita del lavoro pu\u00f2 essere affrontata in maniera diversa. &#8220;Se pu\u00f2 essere condivisa &#8211; spiega il dirigente della psichiatria Asl &#8211; , se si pu\u00f2 contare su un sostegno collettivo come avviene in genere per gli operai delle medie o grandi aziende, allora il trauma pu\u00f2 essere meno immediato. I casi pi\u00f9 gravi sono quelli dei piccoli imprenditori, degli esercenti e commercianti per i quali il rapporto datore di lavoro dipendente \u00e8 quasi famigliare. L\u00ec subentra anche una ferita all&#8217;orgoglio, il senso del fallimento&#8221;.<\/p>\n<p>Ma Ferrannini sottolinea che &#8220;c&#8217;\u00e8 anche una fascia poco esplorata, quella dei precari. Notiamo un allargamento dei disturbi depressivi a soggetti sempre pi\u00f9 giovani. Per loro il futuro non \u00e8 pi\u00f9 una promessa ma una minaccia, e questo mina la loro identit\u00e0. Naturalmente in tutti i casi la manifestazione clinica arriva a seconda dei fattori di rischio della persona. Chi \u00e8 solo, chi non ha una famiglia, chi \u00e8 pi\u00f9 severo con s\u00e9 stesso \u00e8 pi\u00f9 in pericolo&#8221;. E poi ci sono gli ultimi, i pensionati. &#8220;Anche qui riscontriamo un aumento di casi. L&#8217;anziano sorpreso a rubare per la prima volta al supermercato, quello costretto a rovistare tra le cassette del mercato. Sono umiliazioni che su molti provocano disturbi gravi&#8221;. Ma le strutture pubbliche sono in grado di affrontare questa emergenza?&#8221;Se mi chiede culturalmente e professionalmente &#8211; risponde Ferrannini &#8211; le dico di s\u00ec. Ma le risorse per la psichiatria sono scarse, il nostro non \u00e8 un settore come si dice oggi che abbia &#8220;appeal&#8221; nonostante il peso economico e sociale delle patologie che affrontiamo sia decisamente rilevante&#8221;.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/04\/04\/dopo-gli-islandesi-che-si-sono-liberati-dei-loro-governanti-asserviti-alle-banche-tocca-ora-agli-irlandesi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/04\/04\/dopo-gli-islandesi-che-si-sono-liberati-dei-loro-governanti-asserviti-alle-banche-tocca-ora-agli-irlandesi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Bepi Anguilla Dal sito www.controlacrisi.org apprendiamo che in Irlanda \u00e8 cominciata una vera e propria rivolta fiscale, partita al grido di IL DEBITO NON LO PAGHIAMO.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":675,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/683"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=683"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/683\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":803,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/683\/revisions\/803"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}