{"id":68690,"date":"2015-12-20T08:51:58","date_gmt":"2015-12-20T07:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=68690"},"modified":"2015-12-20T09:15:07","modified_gmt":"2015-12-20T08:15:07","slug":"xylella-indagati-in-10-ma-sul-patibolo-ce-posto-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/20\/xylella-indagati-in-10-ma-sul-patibolo-ce-posto-per-tutti\/","title":{"rendered":"XYLELLA &#8211; INDAGATI IN 10, MA SUL PATIBOLO C&#8217;E&#8217; POSTO PER TUTTI"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/giustizia.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"372\" title=\"giustizia\" class=\"alignleft  wp-image-68793\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/giustizia.jpg\" \/><\/a><\/em>di<strong> Eleonora Ciminiello<\/strong><em><strong>_<\/strong>____________\u00abIl tempo trascorso vi d\u00e0 la dimensione della cautela con cui ci siamo mossi\u00bb<\/em>. Cos\u00ec il procuratore capo <strong>Cataldo Motta<\/strong>, affiancato dall&#8217;aggiunto <strong>Elsa Valeria Mignone<\/strong> e dal sostituto <strong>Roberta Licci<\/strong>, apre la conferenza stampa che ha avuto luogo all&#8217;interno dell&#8217;edificio della Procura salentina.<\/p>\n<p>I reati contro cui si procede, sono <strong><em>Inquinamento ambientale, per la compromissione e deterioramento della biodiversit\u00e0 anche agraria<\/em><\/strong>, <strong><em>Deturpamento delle bellezze naturali<\/em><\/strong>, e <em><strong>Diffusione colposa della malattia del disseccamento rapido dell&#8217;olivo<\/strong><\/em>.\u00a0<em>\u00abTutte ipotesi colpose, nelle quali \u00e8 contestato un aspetto di imprudenza e d&#8217;imperizia e comunque di colpa anche generica\u00bb<\/em>, conclude Motta.<\/p>\n<p>Ad esser raggiunti dalla notifica 10 volti noti dell&#8217;affaire, primo fra tutti il Commissario straordinario per l&#8217;emergenza xylella <strong>Giuseppe Silletti<\/strong>, 62 anni, autore dei due piani emergenziali, che da lui prendono il nome, contenenti le misure necessarie a fronteggiare la <em>&#8220;calamit\u00e0 naturale&#8221;<\/em> costituita dal piccolo batterio e dall&#8217;insetto sputacchina, presunto<em>&#8220;colpevole&#8221;<\/em> del trasporto da un comune all&#8217;altro di xylella. Certo, dopo questa notifica, il Commissario avr\u00e0 dovuto abbandonare il suo sogno di un Terzo Piano di distruzione degli ulivi, fermato dalla Giustizia appena in tempo.<\/p>\n<p>Il secondo indagato per i reati ascritti, <strong>Vito Nicola Savino<\/strong>, 66 anni, docente dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari e direttore del centro ricerca Basile Caramia di Locorotondo. A proposito di Studi e Studiosi non potevano non far capolino fra i &#8220;nominati&#8221; anche <strong>Francesco Nigro<\/strong>, 53 anni, docente di Patologia vegetale presso l&#8217;Universit\u00e0 di Bari, <strong>Donato Bascia<\/strong>, 58 anni, responsabile della sede operativa dell&#8217;Istituto per la protezione sostenibile delle Piante del CNR, <strong>Maria Saponari<\/strong>, 43 anni, ricercatrice presso il CNR e <strong>Franco Valentini<\/strong>, 44 anni, ricercatore presso lo Iam di Valenzano.<\/p>\n<p>Indagati anche i dirigenti ed ex dell&#8217;Osservatorio fitosanitario regionale di Bari, da <strong>Antonio Guario<\/strong>, 64 anni a <strong>Silvio Schito<\/strong>, 59 anni, per continuare con il dirigente del Servizio agricoltura Area politiche per lo sviluppo rurale della Regione Puglia, <strong>Giuseppe D&#8217;Onghia<\/strong>, 59 anni, e il capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del servizio fitosanitario centrale , <strong>Giuseppe Blasi<\/strong>, 54 anni.<\/p>\n<p>Nomi noti quindi, ma chi ha seguito la vicenda avvertir\u00e0 delle assenze, come quella di chi per primo disse <em>&#8220;E se fosse Xylella?&#8221;,<\/em> cos\u00ec come quelle dei volti di tutti coloro i quali, per due lunghissimi anni, ed anche oltre, hanno occupato le pagine dei media, gli schermi televisivi, le piazze e le sale convegni, producendo parole di stima e di vicinanza alla tesi dello sradicamento delle piante, e della necessit\u00e0 di sostituire i patriarchi di Puglia, con &#8220;pupetti&#8221; d&#8217;altra origine, ma altamente redditizi. Sarebbe interessante sapere questi individui cosa pensano ORA.<\/p>\n<p>Il procuratore conferma tutti i dubbi che da tempo il Popolo degli Ulivi, le associazioni come Spazi Popolari, il CSV Salento, Peacelink, i cittadini pi\u00f9 responsabili, gli attivisti, i difensori del territorio, proponevano e riproponevano all&#8217;attenzione pubblica da tempo. Secondo Cataldo Motta l&#8217;abbattimento degli ulivi \u00e8 inutile, non solo perch\u00e9 <strong>non \u00e8 stato confermato il nesso di causa ed effetto fra disseccamento e xylella<\/strong>, ma anche perch\u00e9 <strong>in alcuni ulivi che apparivano sanissimi era presente xylella, in altri disseccati no, come confermano le analisi condotte dai tecnici.<\/strong> <em>\u00abInoltre<\/em> &#8211; continua Motta &#8211; <em>l&#8217;eradicazione del batterio (e non dell&#8217;ulivo) ha senso solo se (la sua presenza) \u00e8 recente\u00bb<\/em>: le ricerche degli inquirenti dimostrano come il batterio xylella fastidiosa abbia prodotto nel tempo 9 ceppi a riconferma del fatto che essa \u00e8 presente almeno da 15 o 20 anni sul territorio. <strong>La presenza per tutto questo tempo del batterio in Salento prefigura pertanto l&#8217;ipotesi non di emergenza ma di endemicit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Se il batterio era nel nostro territorio da pi\u00f9 tempo, se alcuni alberi disseccati non presentano nemmeno il batterio, qual potrebbe essere la causa di un focolaio individuato nel Gallipolino? Chi \u00e8 il colpevole di quello che \u00e8 passato sotto i riflettori come il cimitero degli ulivi?<\/p>\n<p>Ricordo le sperimentazioni Monsanto, il <strong>progetto GIPP<\/strong>, probabilmente svoltosi proprio in quei luoghi, ricordo<strong> l&#8217;uso indiscriminato di pesticidi, erbicidi, insetticidi<\/strong>, che hanno appestato la terra salentina negli ultimi 30 anni, ricordo la mancanza di cura, l&#8217;assenza di amore verso l&#8217;olivicoltura, divenuta a seguito dei <strong>sussidi europei, un introito, senza sforzo<\/strong>, senza il bisogno di dimostrare l&#8217;impegno che ci si stava mettendo.<\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 fare a meno poi di chiedersi PERCHE&#8217;?<\/strong> Come \u00e8 potuto succedere tutto questo? Come \u00e8 stato possibile che dei ricercatori, degli studiosi esperti, dei tecnici, abbiano sbagliato cos\u00ec? <strong>Certo che l&#8217;immenso vuoto generato dallo sradicamento degli alberi sarebbe stato visto da alcuni come una manna dal cielo.<\/strong><\/p>\n<p>Mi vengono in mente a tal proposito le numerosissime pagine scritte dal docente dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari, <strong>Angelo Godini<\/strong>, il quale, il 9 febbraio 2008 sosteneva in un&#8217;intervista a &#8220;Il Cannocchiale&#8221; che, assieme al professor<strong> Francesco Bellomo<\/strong>, era giunto <em>\u201calla conclusione che la nostra bellissima olivicoltura \u201ctradizionale\u201d non fosse ristrutturabile, e che pertanto occorresse inventare o trovare qualcosa di veramente innovativo per affiancare l\u2019esistente e per consentire all\u2019olivicoltura pugliese di continuare ad essere competitiva nei confronti di quella mediterranea (e non solo mediterranea) nel futuro prossimo venturo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le ragioni che spingono Godini e Bellomo a sostenere la necessit\u00e0 di una ristrutturazione agricola possono essere ricercate, secondo il loro punto di vista, in due elementi essenziali: <strong>il consolidamento del libero scambio aperto ai paesi del Mediterraneo del sud<\/strong>\u00a0, e <strong>il paventato taglio dei sussidi da parte dell\u2019UE a tutti i comparti agricoli<\/strong>, olivicoltura compresa, dall&#8217;altro. L\u2019apertura dell\u2019area di libero scambio avrebbe prodotto, secondo Godini, un inevitabile scontro fra l\u2019olio d\u2019oliva prodotto a bassissimo costo nelle aree mediorientali, e l\u2019olivicoltura italiana.<\/p>\n<p>\u00c8 una questione quindi soprattutto di profitto e reddito che, con l\u2019avvento dell\u2019industria agricola a basso costo, sarebbe stato sottratto alle casse delle associazioni di categoria italiane. Le soluzioni di Godini e Bellomo, ai quali si aggiunge a partire dal 2003 anche <strong>Salvatore Camposeo<\/strong>, allora collaboratore e membro del gruppo di ricerca di Godini, sono ben enunciate in molteplici pubblicazioni che appaiono su riviste, ma anche come atti di convegno, o addirittura come studi conclusivi pubblicati presso l\u2019Accademia dei Georgofili, di cui questi docenti sono membri. Godini scrive in pi\u00f9 occasioni il suo punto di vista: la soluzione migliore sarebbe lasciare pochi terreni ad oliveto di pregio per una produzione di nicchia, e trasformare il resto dei terreni olivetati in superintensivo. I millenari? Rinchiusi in pochi parchi paesaggistici. E come si fa con gli ulivi difesi dalla legge? Le istituzioni dovranno intervenire e fare la loro <strong>DOLOROSA SCELTA.<\/strong><\/p>\n<p>Per risollevare le sorti dell&#8217;agricoltura pugliese quindi, Godini e Bellomo, assieme al collaboratore Camposeo hanno una soluzione:<strong> l\u2019agricoltura superintensiva promossa e messa in atto in Spagna.<\/strong> Quest\u2019intuizione arriva durante un primo viaggio nel 1999 presso i campi di Agromillora Group, azienda spagnola che a partire dal 1993 ha cominciato a mettere in piedi campi coltivati con <strong>olivi a crescita contenuta<\/strong>, <strong>a basso costo perch\u00e9 propagati per talea<\/strong>,<strong> a entrata in produzione molto precoce<\/strong>, entro il terzo anno di et\u00e0,<strong> a produzione stabilizzata a partire dal 5\u00b0 anno<\/strong>; le operazioni che vanno dalla messa in dimora sino alla raccolta sono completamente meccanizzate e non necessitano dell\u2019intervento umano.<\/p>\n<p>Dopo il primo viaggio in Spagna per visionare personalmente gli oliveti a superintensivo, i ricercatori baresi decidono di avviare una sperimentazione in Italia, la prima nel <strong>2001<\/strong> in un campo a Cerignola, in provincia di Foggia, la seconda nel <strong>2002<\/strong> a Cassano delle Murge e la terza nel <strong>2006<\/strong>, presso l\u2019Azienda didattico-sperimentale \u201cP.Martucci\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Bari Aldo Moro in agro di Valenzano. A seguito di queste sperimentazioni, considerate un successo dai ricercatori baresi, <strong>Camposeo<\/strong>, in nome e per conto dell\u2019Universit\u00e0 di Bari,\u00a0<strong>stipula un contratto con Agrimillora Group SL<\/strong> (la pi\u00f9 importante azienda vivaistica mondiale nella produzione di fruttiferi, vite e olivo) al fine di individuare un gruppo di selezioni pre-commerciali ottenute, preferibilmente, mediante l\u2019<strong>incrocio diretto tra le cultivar Arbosana e Leccino<\/strong>.<\/p>\n<p>Il contratto ha come obbiettivo primario quello di <strong>Valutare, Brevettare e Commercializzare nuove Selezioni di Olivo a Bassa Vigoria<\/strong>. <strong>L\u2019Universit\u00e0 di Bari, dalla nuova variet\u00e0 creata guadagnerebbe il 70% delle royalty sul fatturato annuo<\/strong>, <strong>oltre a possedere, ovviamente, il 50% della propriet\u00e0 del brevetto o dei brevetti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La prima bozza d\u2019accordo viene stipulata fra l\u2019Universit\u00e0 ed Agromillora il 19 dicembre 2012<\/strong>, <strong>ripresa il 29 maggio 2013<\/strong> in cui curiosamente si scrive \u201c<em>Il Presidente, inoltre e per motivi di urgenza pone in approvazione il verbale\u201d<\/em>, sino a giungere al contratto vero e proprio che \u00e8 sottoscritto il <strong>22 ottobre 2013<\/strong>. Il 29 ottobre 2013 entra in scena in Puglia ufficialmente Xylella Fastidiosa con la Delibera della giunta regionale 2023 che si attiva per mettere in atto<em> &#8220;Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e la eradicazione del batterio da quarantena Xylella fastidiosa associato al \u201cComplesso del disseccamento rapido dell\u2019olivo\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Da qui comincia tutta una vicenda, intricata, complessa e combattuta che oggi spinge a riflettere anche su storie come questa, che <strong>lasciano l&#8217;amaro in bocca soprattutto in chi alle coincidenze ha smesso di credere ormai da un pezzo.<\/strong><\/p>\n<p>Per alcuni oggi \u00e8 tempo di riflettere ma anche di tirare un sospiro di sollievo, per altri, di rivedere la propria vita e le conseguenze delle proprie azioni ed attendere il giudizio implacabile della Legge.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/20\/xylella-indagati-in-10-ma-sul-patibolo-ce-posto-per-tutti\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/20\/xylella-indagati-in-10-ma-sul-patibolo-ce-posto-per-tutti\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello_____________\u00abIl tempo trascorso vi d\u00e0 la dimensione della cautela con cui ci siamo mossi\u00bb. 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