{"id":69842,"date":"2015-12-30T18:20:18","date_gmt":"2015-12-30T17:20:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=69842"},"modified":"2015-12-30T20:20:09","modified_gmt":"2015-12-30T19:20:09","slug":"da-francesco-ed-eugenio-a-fiorello-e-fiorella-arrivando-fino-a-fedez-e-a-nandu-popu-il-difficile-rapporto-dei-cantanti-con-la-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/30\/da-francesco-ed-eugenio-a-fiorello-e-fiorella-arrivando-fino-a-fedez-e-a-nandu-popu-il-difficile-rapporto-dei-cantanti-con-la-politica\/","title":{"rendered":"DA FRANCESCO ED EUGENIO, A FIORELLO E FIORELLA, ARRIVANDO FINO A FEDEZ E A NANDU POPU, IL DIFFICILE RAPPORTO DEI CANTANTI CON LA POLITICA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/o-MANNOIA-GRILLO-facebook.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"512\" title=\"Campovolo - Italia Loves Emilia\" class=\"alignleft size-large wp-image-69845\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/o-MANNOIA-GRILLO-facebook-1024x512.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/o-MANNOIA-GRILLO-facebook-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/o-MANNOIA-GRILLO-facebook-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/o-MANNOIA-GRILLO-facebook.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>di <strong>Giuseppe Puppo______\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217; ultimo episodio, di una lunghissima, pressoch\u00e9 infinita, serie, del sempre difficile rapporto fra i cantanti e la politica, \u00e8 di pochi giorni fa, e ha visto protagonista Fiorella Mannoia, a dire la verit\u00e0 in maniera un po&#8217; confusa e contraddittoria. Prima, infatti, si \u00e8 lamentata pubblicamente di non essere stata invitata al &#8216;concertone&#8217; romano di fine anno, dandone la colpa a un diktat governativo, a causa delle sue prese di posizione &#8216;scomode&#8217; per Matteo Renzi; poi, quando i militanti del Movimento Cinque Stelle le hanno manifestato solidariet\u00e0, se n&#8217;\u00e8 uscita con una difficilmente comprensibile dichiarazione: &#8220;<em>Penso che questa faccenda abbia assunto delle dimensioni esagerate, in fondo sono solo una cantante. Non mi piacciono le strumentalizzazioni, da qualsiasi parte arrivino. Non mi piace che attraverso questa vicenda si faccia campagna elettorale con il mio nome&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>E va beh.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pentito invece Fedez, che per il M5S tempo addietro scrisse l&#8217; inno &#8220;Io non sono partito&#8221;; e, nel sottolineare comunque che in ci\u00f2 ha tutto da perdere e nulla di guadagnare, e che lo fa spontaneamente, perch\u00e9 ci crede, ha ribadito: &#8220;<em>Non mi dispiace essere un teen &#8211; idol, ma ormai sono libero solo quando sono chiuso in casa. Non andr\u00f2 mai in Parlamento con il M5s, ma con loro resto l&#8217;unico che si oppone al sistema\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Sempre a proposito di concertoni di fine anno e sempre nelle stesse ore, il &#8216;nostro&#8217; Nandu Popu dei Sud Soud System, dopo aver partecipato in prima persona a tante recenti manifestazioni del &#8216;popolo degli ulivi&#8217;, ha impregnato di forte valenza &#8216;politica&#8217;, nel senso di partecipazione sociale, quello che doveva essere un semplice invito a partecipare all&#8217; evento del 31 a Lecce: &#8220;<em>Ci siamo prese tante, tante soddisfazioni, basta pensare ai nostri ulivi, a tutto quello che abbiamo fatto insieme, che continueremo a fare insieme, perch\u00e9 uniti si vince e se vogliamo veramente cambiare questa terra, se vogliamo renderla pi\u00f9 bella, dobbiamo stare sempre uniti&#8230;per questo vi aspettiamo&#8230;tutti uniti&#8230;per cantare insieme&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La musica, come l&#8217; arte, come la cultura, non ha \/ non dovrebbe avere colori, n\u00e9 appartenenze. Ma spesso, soprattutto negli anni passati, la politica ha tentato di mettere il proprio cappello sugli artisti,\u00a0visti quali cinghia di trasmissione ideologica e ottimo strumento di propaganda,\u00a0mentre, qualche volta, gli artisti, specie quelli in difficolt\u00e0, in cerca di rilancio di una carriera oramai altrimenti definita, alla politica si sono, diciamo cos\u00ec, appoggiati, per promuovere s\u00e9 stessi e i propri dischi, scivolando su di un terreno su cui i confini fra disinteresse ed interesse rimanevano labili, se non del tutto inesistenti.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>L&#8217; inizio del difficile, comunque sempre problematico rapporto, pu\u00f2 essere datato 1969, al primo, quello s\u00ec, davvero &#8220;concertone&#8221;, il mega &#8211; raduno di Woodstock.<\/p>\n<p>Accadde che, mentre stavano suonando gli Who, come \u00e8 noto fra i gruppi pi\u00f9 importanti e gi\u00e0 famosi, in una pausa dell\u2019esibizione, uno dei leader della cos\u00ec detta sinistra radicale americana, tal Abbie Hoffman, sal\u00ec sul palco e si impossess\u00f2 del microfono, pretendendo di leggere un confuso \u201cproclama rivoluzionario&#8221;. Allora Pete Townshend, come \u00e8 noto esponente carismatico degli Who, cominci\u00f2 a inveire contro Abbie Hoffman, gridandogli \u201cVaff..\u201d ..\u201d.Comunista di&#8230;&#8221; e robe simili, e poi lo prese a calci in culo, fino a cacciarlo via dal palco. Il tutto avvenne alla presenza di alcune centinaia di migliaia di spettatori, nessuno dei quali ebbe alcunch\u00e9 da ridire su quanto aveva appena visto accadere sotto i proprio occhi.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>In seguito per\u00f2 la sinistra politica, parlamentare ed extraparlamentare, si prese le sue buone rivincite, arrivando infine ad instaurare la propria &#8216;egemonia culturale&#8217;, come si diceva allora. Per tutti gli anni Settanta, e buona parte del decennio seguente, non si muoveva foglia nell&#8217; intero settore che il Pci e le altre organizzazioni ancora di pi\u00f9 alla sua sinistra non volessero. Festival dell&#8217; Unit\u00e0 e raduni giovanili ne erano gli strumenti, e diventarono tappa obbligata per chi voleva emergere, o continuare ad affermarsi. Se no, automaticamente, diventava &#8220;commerciale&#8221;, sempre come si diceva allora, con ci\u00f2 bollato di inconsistenza ed emarginato dal giro che conta.<\/p>\n<p>Non sono leggende metropolitane, i &#8220;compagni&#8221; che ascoltavano Lucio Battisti e Claudio Baglioni, gli unici sopravvissuti e anzi affermatisi al di fuori di\u00a0quel sistema consolidato, di nascosto, nel silenzio delle loro camerette, senza osare confessarlo in giro.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Questa estate Francesco De Gregori ha celebrato con un bellissimo concerto all&#8217; Arena di Verona i quarant&#8217; anni dall&#8217; uscita di uno degli album storici della musica italiana, &#8220;Rimmel&#8221;. Io ho seguito l&#8217; evento, per vedere se il cantautore romano facesse cenno di un memorabile quanto vergognoso episodio, del quale vu vittima, addirittura un processo politico pubblico. La presunta colpa? Aver scritto una canzone d&#8217; amore &#8211; pardon: commerciale &#8211; come &#8220;Buonanotte fiorellino&#8221;. Niente, nemmeno una parola: deve avere rimosso del tutto.<\/p>\n<p>Andiamo allora a rievocarlo noi, allora. Gi\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 vero, \u00a0&#8220;qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure&#8221;&#8230;<\/p>\n<p>Il 2 aprile 1976 De Gregori\u00a0era di scena al Palalido di Milano, ma sul palco\u00a0salirono a pi\u00f9 riprese decine di manifestanti, interrompendo il concerto, per\u00a0contestare il cantante, ritenuto colpevole di praticare uno stile di vita lussuoso e di strumentalizzare i temi cari alla sinistra per arricchirsi.<\/p>\n<p>Dopo avere eseguito sottotono e di malavoglia qualche altra canzone, alle 22.30 De Gregori chiuse l&#8217;esibizione, ma i contestatori, minacciando ulteriori tumulti, lo spinsero a tornare sul palco per rispondere in pubblico alle loro domande.\u00a0Fu sottoposto a un fuoco di fila di\u00a0accuse quali \u00abQuanto hai preso stasera?\u00bb, \u00abSe sei un compagno, non a parole ma a fatti, lascia qui l&#8217;incasso\u00bb, \u00abVai a fare l&#8217;operaio e suona la sera a casa tua\u00bb. Dopo circa venti minuti di &#8220;interrogatorio&#8221;, in un clima di \u00abdelirante farsa\u00bb, la polizia fece irruzione e disperse i contestatori.<\/p>\n<p>Non prima dell&#8217; ultima perla, urlatagli davanti la sua faccia sempre pi\u00f9 pallida e terrorizzata: \u00abLa rivoluzione non si fa con la musica. Lo\u00a0diceva Majakovskij che era un vero rivoluzionario e si \u00e8 suicidato. Suicidati anche tu\u00bb.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Non canter\u00f2 mai pi\u00f9 in pub<\/em>blico&#8221;, giur\u00f2 lui, dopo lo scampato pericolo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>&#8220;<em>Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a voss\u00eca, per\u00f2 non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia; io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi: vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso&#8230; Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po&#8217; di milioni, voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Non se la passava bene, nemmeno Francesco Guccini, per dirla tutta era alquanto incazzato, anzi &#8216;avvelenato&#8217; per la piega che avevano preso gli andazzi di quel mondo; qualche mese dopo consegn\u00f2 a futura memoria versi rimasti memorabili.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ma la svolta, l&#8217; inizio della fine di quel bruttissimo periodo, arriv\u00f2 solamente nel 1980 ed artefice ne fu, a met\u00e0 fra sacrosanta\u00a0ribellione e liberatoria acquisizione, Eugenio Bennato: <em>&#8220;Nella mia categoria \u00e8 tutta gente poco seria, di cui non ci si pu\u00f2 fidare. Guarda invece che scienziati, <\/em><em>che dottori, che avvocati, che folla di ministri e deputati! pensa che in questo momento, proprio mentre io sto cantando, stanno seriamente lavorando! io di risposte non ne ho, io faccio solo rock&#8217;n&#8217; roll, se ti conviene bene, io pi\u00f9 di tanto non posso fare&#8230;Gli impresari di partito <\/em><em>mi hanno fatto un altro invito, e hanno detto che finisce male, se non vado pure io al raduno generale della grande festa nazionale&#8230;No! non \u00e8 una cosa seria, e cos\u00ec e se vi pare, ma lasciatemi sfogare, non mettetemi alle strette, e con quanto fiato ho in gola, vi urler\u00f2: non c&#8217;\u00e8 paura! <\/em><em>ma che politica, che cultura, sono solo canzonette&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Pure il &#8220;commerciale&#8221; si prese le sue buone rivincite. Il nuovo deus ex machina risolutivo, la divinit\u00e0 taumaturgica divenne ben presto Pippo Baudo, con i suoi commercialissimi festival di Sanremo.<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 cominciata intanto\u00a0l&#8217; era delle televisioni.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Con le televisioni si afferm\u00f2 un fenomeno che va letto appunto come una sana e consapevole libidine nella riappropriazione di massa della musica popolare, finalmente ritornata sulle piazze libere di tutta Italia: il karaoke di Fiorello, per cui Amedeo Minghi valeva come\u00a0Roberto Vecchioni, &#8220;Vattene amore&#8221; pi\u00f9 di &#8220;Luci a san Siro&#8221;.<\/p>\n<p>Ma i tempi non erano ancora maturi. Soltanto perch\u00e9 qualcuno\u00a0aveva sottolineato semplicemente questo, il povero Fiorello fu accusato di essere &#8216;fascista&#8217; e dovette ripetutamente negare e discolparsi: &#8216;La Repubblica&#8221; and\u00f2 avanti per giorni con i suoi paginoni sul tema, sintomo ancora evidente della mal digerita insofferenza di una certa sinistra con la puzza sotto al naso nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 autenticamente popolare.<\/p>\n<p>Erano i primi anni Novanta. Di l\u00ec a poco, il ciclo si chiuse definitivamente solamente quando Fabio Fazio port\u00f2 in prima serata televisiva, opportunamente sdoganati, anzi trionfalmente celebrati con vent&#8217; anni di ritardo, i Cugini di Campagna e la loro\u00a0 immarcescibile &#8220;Anima mia&#8221;.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Poi, al posto della dittatura del proletariato, abbiamo avuto la dittatura delle televisioni, e dei loro cos\u00ec detti &#8216;talent&#8217;, oggi dominante.<\/p>\n<p>Rosa Luxemburg col volto di Maria De Filippi. Anna Kuliscioff nelle sembianze di Mara Maionchi. Nilde Jotti che sorride\u00a0con Antonella Clerici.<\/p>\n<p>Da un eccesso, all&#8217; altro, dal momento che oggi nella musica italiana decidono e decretano praticamente tutto, all&#8217; interno del loro giro di meccanismi ferrei e predeterminati, all&#8217; insegna delle logiche del mercato.<\/p>\n<p>Tranne poche eccezioni, della politica i cantanti non ne vogliono proprio pi\u00f9 sapere.<\/p>\n<p>Rimane qualche integrato, come il confusionario Jovanotti, e, all&#8217; opposto, qualche apocalittico, come il gi\u00e0 ricordato Fedez.<\/p>\n<p>Se no, diomenescampi: ci vuol ben altro, oggi, per prendere IL VOLO.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/30\/da-francesco-ed-eugenio-a-fiorello-e-fiorella-arrivando-fino-a-fedez-e-a-nandu-popu-il-difficile-rapporto-dei-cantanti-con-la-politica\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/30\/da-francesco-ed-eugenio-a-fiorello-e-fiorella-arrivando-fino-a-fedez-e-a-nandu-popu-il-difficile-rapporto-dei-cantanti-con-la-politica\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo______\u00a0 L&#8217; ultimo episodio, di una lunghissima, pressoch\u00e9 infinita, serie, del sempre difficile rapporto fra i cantanti e la politica, \u00e8 di pochi giorni fa, e ha visto protagonista Fiorella Mannoia, a dire la verit\u00e0 in maniera un po&#8217; confusa e contraddittoria. 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