{"id":72421,"date":"2016-01-24T10:18:13","date_gmt":"2016-01-24T09:18:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=72421"},"modified":"2016-01-24T18:35:09","modified_gmt":"2016-01-24T17:35:09","slug":"progetto-ponte-quanto-vale-la-xylella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/01\/24\/progetto-ponte-quanto-vale-la-xylella\/","title":{"rendered":"PROGETTO POnTE: QUANTO VALE LA XYLELLA?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ulivo-Xylella.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ulivo-Xylella-300x251.jpg\" alt=\"\" title=\"ulivo Xylella\" width=\"300\" height=\"251\" class=\"alignleft size-medium wp-image-72540\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ulivo-Xylella-300x251.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ulivo-Xylella-1024x859.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/ulivo-Xylella.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Eleonora Ciminiello_______<\/strong>Un progetto milionario. Un piccolo batterio. La Puglia, o meglio il Salento e la Terra di Bari. Ancora una volta ci ritroviamo qui, a parlare di progetti, di Xylella e di Salento, ma questa volta non sar\u00e0 necessario correre indietro nel tempo, ma baster\u00e0 fare un salto di poco pi\u00f9 di un mese, tornando alla fine del 2015.<\/p>\n<p>Si chiama\u00a0<strong>Consorzio di Ricerca Internazionale POnTE<\/strong>\u00a0che sta per Pest Organism Threatening Europe, ovvero\u00a0<strong>Organismi nocivi che minacciano l&#8217;Europa<\/strong>, il nuovo progetto approvato, nell&#8217;ambito di\u00a0<strong>Horizon 2020<\/strong>, il 1 novembre 2015 e presentato a Bruxelles il 12 e 13 novembre 2015. A POnTE, e alle 25 societ\u00e0 partecipate sue promotrici, sono stati accordati dall&#8217;Unione Europea\u00a0<strong>6milioni e 800mila euro<\/strong>. Il primo dubbio, che viene guardando i pochi dati pubblicati in merito al progetto, riguarda la sua appartenenza o meno al bando 2014\/2015, come si legge sul portale ufficiale. Infatti, il progetto con codice 635646, appartiene alla categoria\u00a0<strong>SFS-03a-2014<\/strong>; la gara del bando \u00e8 stata chiusa il 7 luglio 2014.\u00a0<strong>Come mai il progetto POnTE \u00e8 stato approvato a novembre 2015?<\/strong>\u00a0Non \u00e8 dato saperlo, perch\u00e9 nei meandri del portale non si riesce a reperire la graduatoria del bando di gara, n\u00e9 i partecipanti, n\u00e9 i vincitori o gli eventuali ripescati. Ma andiamo avanti.<\/p>\n<p>Oggetto di studio ovviamente\u00a0<strong>Xylella Fastidiosa<\/strong>, ma anche il\u00a0<strong>Candidus Liberibacter solanacearum<\/strong>, patogeno della patata, ed infine\u00a0<strong>Hymenoscyphus pseudoalbidus<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>e le specie esotiche del<strong>\u00a0<\/strong><strong>Phythphthora,<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>funghi e parassiti che colpiscono soprattutto il frassino.<\/p>\n<p id=\"tw-target-text\" data-placeholder=\"Traduzione\">Qualcuno si star\u00e0 chiedendo:\u00a0<strong>chi sono gli enti, le organizzazioni, le societ\u00e0 che si sono aggiudicate l&#8217;approvazione del progetto POnTE?<\/strong>\u00a0Scorrendo fra i 25 partecipanti internazionali troviamo enti con residenza europea ed estera, come previsto dal bando.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Volendo sorvolare sugli enti esteri, sebbene si nota la presenza di\u00a0<strong>Costa Rica<\/strong>,\u00a0<strong>Israele<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Spagna<\/strong>, sar\u00e0 meglio concentrarsi solo sui rappresentanti della penisola italiana.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\"><strong>Coordinatore del Consorzio di Ricerca Internazionale POnTE<\/strong>\u00a0\u00e8 il\u00a0<strong>CNR di Bari<\/strong>, nella persona di\u00a0<strong>Donato Boscia<\/strong>. Ad affiancarlo\u00a0<strong>Maria Saponari<\/strong>, ricercatrice dello stesso centro,\u00a0<strong>ENTRAMBI INDAGATI NELL&#8217;AFFARE XYLELLA.<\/strong>\u00a0Continuando a curiosare fra i partecipanti le sorprese non mancano. Ad operare assieme al CNR, c&#8217;\u00e8 l&#8217;<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Bari<\/strong>, che ha posto a tutela dei suoi interessi\u00a0<strong>Giuliana Loconsole<\/strong>,\u00a0<strong>Annalisa Giampietruzzi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Franco Nigro<\/strong>, anche lui\u00a0<strong>INDAGATO<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta su xylella fastidiosa.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Il quadro dell&#8217;eccellenze italiane presso il Consorzio di Ricerca Internazionale POnTE, \u00e8 arricchito da\u00a0<strong>Agritest s.r.l<\/strong>., societ\u00e0 che trova sede presso Tecnopolis a Valenzano. Tecnopolis \u00e8 una societ\u00e0 consortile a responsabilit\u00e0 limitata Uni-personale creata dall&#8217;Universit\u00e0 di Bari.\u00a0Come si legge dai documenti,\u00a0<strong>Agritest \u00e8 gestita da due ricercatori e da un privato<\/strong>. La societ\u00e0 produce kit diagnostici per individuare la presenza di patogeni, fra cui Xylella Fastidiosa.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Fra gli enti che possono loggarsi nel portale c&#8217;\u00e8 anche il\u00a0<strong>Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione &#8220;Basile Caramia&#8221;<\/strong>, che per\u00f2 non partecipa al progetto e non \u00e8 compreso fra i partner, stranezze della notoriet\u00e0. Il direttore del Centro &#8220;Basile Caramia&#8221; \u00e8\u00a0<strong>Vito Nicola Savino<\/strong>,\u00a0<strong>INDAGATO<\/strong>\u00a0nel caso Xylella. Per ora quindi una &#8220;squadra&#8221; d&#8217;attacco di buon livello, ma proseguiamo.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">L&#8217;elenco degli italiani che compongono il consorzio si chiude con la\u00a0<strong>Societ\u00e0 Agricola Cooperativa A.C.L.I. Racale<\/strong>, il cui staff, nel progetto, \u00e8 costituito da\u00a0<strong>Enzo e Federico Manni<\/strong>, padre e figlio, volti noti del\u00a0<strong>Comitato Voce dell&#8217;Ulivo<\/strong>. Fu proprio presso la sede di A.C.L.I Racale che si svolse il primo seminario su Xylella Fastidiosa con gli &#8220;esperti&#8221; di Bari: a soli 10 giorni dalla\u00a0<em>Delibera contenente le misure d&#8217;emergenza necessarie a contrastare Xylella Fastidiosa,<\/em>\u00a0venne, infatti, organizzato un incontro al quale oltre a Donato Boscia, partecipava anche il dirigente dell&#8217;ufficio fitosanitario\u00a0<strong>Antonio Guario<\/strong>,\u00a0<strong>INDAGATO<\/strong>.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">L&#8217;A.C.L.I. Racale, come vedremo, \u00e8 parte integrante della vicenda che ha come protagonista il disseccamento Rapido dell&#8217;Olivo, sia perch\u00e9 raccoglie al suo interno 600 soci del territorio per la maggior parte proprietari di ulivi, sia perch\u00e9 ha da subito creduto e sostenuto che xylella fosse il patogeno e che quindi fosse necessario difendersi.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Un po&#8217; per questa ragione, un po&#8217; per raccogliere tutti i sostenitori delle teorie della &#8220;ricerca barese&#8221; e un po&#8217; per contrastare i cittadini attivi che da tempo si erano riuniti sotto il nome di <strong><em>Popolo degli Ulivi<\/em><\/strong><em> <\/em>per difendere il patrimonio salentino, Enzo Manni, di concerto con\u00a0<strong>Giovanni Melcarne<\/strong>, titolare di\u00a0<strong>ForestaForte<\/strong>, e diversi altri produttori, promuove la formazione del\u00a0<strong>Comitato Voce dell&#8217;Ulivo<\/strong>\u00a0che sin dalle prime battute\u00a0<strong>sponsorizza il reimpianto della variet\u00e0 leccino<\/strong>, ritenuta resistente al fantomatico patogeno.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Le basi scientifiche della resistenza del leccino, cos\u00ec com&#8217;era per la patogenicit\u00e0 del batterio sull&#8217;ulivo, ovviamente non esistono, ma in una dichiarazione rilasciata a Quotidiano di Puglia il 30 maggio 2015 Melcarne sostiene:\u00a0<em>\u00abStiamo girando in lungo e in largo in tutto il Salento e il dato che \u00e8 emerso \u00e8 inconfutabile: gli alberi di \u201cOgliarola\u201d o \u201cCellina\u201d infettati dal batterio stanno morendo inesorabilmente, mentre il \u201cLeccino\u201d no\u00bb<\/em>. La giornalista del Quotidiano di Puglia, Maria Claudia Minerva continua scrivendo\u00a0<em>&#8220;Anche quando la comparazione tiene conto di fattori come l\u2019et\u00e0 e l\u2019esposizione il risultato non cambia: il \u201cLeccino\u201d \u00e8 pi\u00f9 resistente e produce, anche in presenza del batterio. Come si \u00e8 detto le piante visionate sono state in tutto 9.048, di cui 2.410 erano di \u201cOgliarola\u201d o \u201cCellina\u201d, 5.147 di \u201cLeccino\u201d; la restante parte facenti parte alle specie \u201cCarolea\u201d (700 piante) o \u201cFrantoio\u201d (791 piante)&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Dopo questo breve excursus la giornalista conclude:\u00a0<em>&#8220;Nel frattempo, si proseguir\u00e0 anche con l\u2019altro progetto, quello del Parco della ricerca, \u201cUn Getsemani in Salento\u201d proposto dalla Voce dell\u2019Ulivo (su un\u2019idea del professor Donato Boscia, capo del Cnr di Bari),<\/em><em>\u00a0<\/em><strong><em>per il quale proprio due giorni fa la Regione Puglia ha stanziato due milioni di euro.<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><em>\u00abSi sta pensando di impiantare 1500 variet\u00e0 di ulivi (offerte dal Cra Oli di Rende, in provincia di Cosenza, e da un istituto di Cordoba) nella zona infetta di Gallipoli, questo sarebbe l\u2019ideale, ma servirebbe una superficie enorme. Se questo non fosse possibile, per\u00f2, si potrebbero impiantare solo le linee genetiche, all&#8217;incirca 150, in questo modo si ridurrebbe l\u2019area necessaria e consentirebbe al progetto di viaggiare pi\u00f9 spedito\u00bb.&#8221;<\/em><\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Che il leccino sia resistente non \u00e8 provato scientificamente, che sia il Leccino l&#8217;unico a produrre olive ed olio pur avendo il batterio nei vasi xylematici anche, testimonianza ne \u00e8 l&#8217;enorme quantit\u00e0 di olio prodotto nel 2015, e soprattutto la sua eccelsa qualit\u00e0.\u00a0<strong>La cosa pi\u00f9 sconcertante, che si legge nell&#8217;articolo riguarda il finanziamento accordato dalla Regione Puglia a Voce dell&#8217;Ulivo<\/strong>.\u00a0<strong>IL DATO E&#8217; FALSO<\/strong>, ma \u00e8 interessante comprendere i meccanismi che hanno spinto il Comitato ad indicare i centri da cui gli ulivi sarebbero stati offerti, Cra Oli e Cordoba.\u00a0<strong>A proposito, ma Cordoba non \u00e8 la patria di Agromillora?<\/strong><\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Forse, per una corretta informazione sarebbe stato meglio che la giornalista avesse letto le 518 pagine del Bollettino Ufficiale delle Regione Puglia del 28 maggio 2015, per accorgersi dell&#8217;inesistenza di un finanziamento da 2 milioni di euro per Voce dell&#8217;Ulivo, sarebbe stato meglio raccontare che era una proposta e non un dato.<\/span>\u00a0<strong>Un giornalista non pu\u00f2 credere bonariamente a tutto ci\u00f2 che gli viene detto e diffonderlo come verit\u00e0. O NO? <\/strong>O forse l&#8217;amministrazione Vendola aveva promesso quel finanziamento poi riconvertito con l\u2019amministrazione successiva in altri progetti? Non lo sapremo mai, anche questi sono i problemi causati da una scorretta informazione.<strong><\/strong><\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Ma torniamo al nostro progetto. Il progetto suddiviso in 11 gruppi di lavoro, ha lo scopo di studiare l&#8217;eziologia, la biologia, la patogenicit\u00e0, il genotipo e la struttura genetica del patogeno. Inoltre si dovr\u00e0: mettere a punto un sistema di diagnosi precoce ed un sistema automatizzato di sorveglianza per monitorare vettori e malattie, identificare il vettore patogeno e l&#8217;epidemiologia della malattia.\u00a0Praticamente sino ad oggi <strong>niente \u00e8 stato fatto e tutto \u00e8 da scoprire?<\/strong>\u00a0E le certezze che sino a qualche mese fa rimbalzavano da un convegno all&#8217;altro dove sono?\u00a0<strong><\/strong><\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Tra gli obbiettivi principali del progetto POnTE figurano: la scoperta di biomolecole che possono essere brevettate, prodotte ed applicate per prevenire o ridurre la colonizzazione delle piante da parte di xylella fastidiosa, mettere a punto composti chimici che impediscono ai vettori di acquisire il batterio, selezionare variet\u00e0 tolleranti o resistenti, la scoperta di batteri endofiti che possano proteggere da xylella fastidiosa.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\"><strong>Lo scopo \u00e8 quindi brevettare delle biomolecole, mettere a punto nuovi prodotti chimici e individuare le variet\u00e0 resistenti.<\/strong>\u00a0Chi godr\u00e0 di tutto questo?<\/p>\n<p>E poi: se anzich\u00e9 essere vita vera, fossimo in un thriller,\u00a0l&#8217;autore non avrebbe dato vita a personaggi capaci di <strong>condizionare le scelte e i comportamenti di chi gli sta intorno, <\/strong>uomini di cui tutti si fidano? Ed un autore fantasioso avrebbe lasciato <strong>gestire un progetto da milioni di euro, <\/strong>un progetto che con ogni probabilit\u00e0, stabilir\u00e0 le modalit\u00e0 di gestione del disseccamento non solo in Salento, ma nel mondo, a degli uomini su cui indaga la procura?\u00a0E se fosse un thriller e l&#8217;autore fosse un uomo davvero pazzo e visionario, non <strong>darebbe vita a centinaia di progetti da cui attingere denaro<\/strong> ingarbugliando la sua storia? Certo, in un thriller forse, ma noi siamo nella vita vera, una realt\u00e0 che ha sfumature e colori ignoti rispetto ad un libro in bianco e nero.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">A questo progetto, Horizon 2020 ha gi\u00e0 fatto seguire il 27 novembre un altro bando, propedeutico al primo. Nel dicembre 2015 durante i lavori della consueta giornata di medicina vegetale, i ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari, compresi quelli del progetto POnTE, hanno inviato al ministro Martina una lettera per aprire l&#8217;Italia ai campi sperimentali OGM.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Se devo immaginare tutti gli scenari possibili immagino un Salento dove ulivi, piccoli e senza storia, sono sfiorati dalle braccia fredde di una macchina. Irrorati con fitofarmaci da un attrezzo, da un attrezzo arati e sempre a mezzo di una macchina alleggeriti dai frutti. Queste piante senza storia e senza nome non disegneranno un paesaggio ma riempiranno lo sguardo sino all&#8217;orizzonte. I Salentini non dovranno pi\u00f9 scendere nei campi perch\u00e9 la nuova economia non ha bisogno di loro. Si perderanno i racconti, le tradizioni, i vecchi arnesi.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Mi immagino un Salento aperto al mercato internazionale, competitivo, ma pi\u00f9 ammalato e vuoto. Mi immagino un Salento dove un batterio che circola nella linfa degli ulivi produce capitale, un Salento che non intende dirsi la verit\u00e0, pur di consentire a pochi di accumulare denaro. Mi immagino un Salento dove c&#8217;\u00e8 il TTIP, e se c&#8217;\u00e8 quello perch\u00e9 non gli OGM per eliminare i rischi di produzione? Mi immagino un Salento dove \u00e8 tornato il feudalesimo, dove la terra e la produzione \u00e8 di pochi eletti, dove i semi antichi pian piano si sono persi assieme ai saperi, non pi\u00f9 necessari alle leggi di mercato.<\/p>\n<p data-placeholder=\"Traduzione\">Mi immagino un Salento meccanizzato ma povero e imbavagliato.\u00a0<strong>Poi apro gli occhi e mi rendo conto che il patrimonio Salentino grazie al coraggio di pochi \u00e8 ancora qui, che l&#8217;uomo riesce ancora a pensare, e che nessun progetto \u00e8 stato ancora realizzato.<\/strong>\u00a0Il Salento pu\u00f2 ancora essere eccellente ed unico nel suo genere. Tutto dipende da ci\u00f2 che si sceglier\u00e0: difendere ci\u00f2 che abbiamo o omologarci alla massa informe della globalizzazione.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" data-placeholder=\"Traduzione\">\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/01\/24\/progetto-ponte-quanto-vale-la-xylella\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/01\/24\/progetto-ponte-quanto-vale-la-xylella\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Eleonora Ciminiello_______Un progetto milionario. Un piccolo batterio. La Puglia, o meglio il Salento e la Terra di Bari. 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