{"id":73948,"date":"2016-02-07T16:23:00","date_gmt":"2016-02-07T15:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=73948"},"modified":"2016-02-07T16:21:13","modified_gmt":"2016-02-07T15:21:13","slug":"la-polemica-che-ce-ne-facciamo-di-un-asparago-di-ferro-blu-elettrico-davanti-a-santa-croce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/02\/07\/la-polemica-che-ce-ne-facciamo-di-un-asparago-di-ferro-blu-elettrico-davanti-a-santa-croce\/","title":{"rendered":"LA POLEMICA \/ CHE CE NE FACCIAMO DI UN ASPARAGO DI FERRO BLU ELETTRICO DAVANTI A SANTA CROCE?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12674284_10208375706500082_838532653_n.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"960\" height=\"640\" title=\"12674284_10208375706500082_838532653_n\" class=\"alignleft size-full wp-image-73954\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12674284_10208375706500082_838532653_n.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12674284_10208375706500082_838532653_n.jpg 960w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/12674284_10208375706500082_838532653_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a>di <strong>Luca Fiocca<\/strong> * (architetto, per leccecronaca.it)______<\/p>\n<p>E&#8217; stato inaugurata ieri, sabato,\u00a0in Largo Santa Croce,\u00a0l&#8217;opera &#8220;L&#8217;Albero della Cuccagna&#8221; dell&#8217; artista beneventano Mimmo Paladino, selezionata dal critico d&#8217;arte Achille Bonito Oliva, nell&#8217; ambito di un progetto\u00a0promosso e sponsorizzato da Art&amp;Co Gallerie, in collaborazione con Expo 2015.<\/p>\n<p>Bisogna premettere che le opere d\u2019arte fin dall\u2019antichit\u00e0, hanno di continuo allarmato l\u2019opinione pubblica, creando non poche perplessit\u00e0 per via di quelle inevitabili trasformazioni apportate al territorio, oggi denominate impatto ambientale. Le cronache infatti sono ricche di casi nel merito. Si narra, per esempio, di quando Le Corbusier, nel descrivere i suoi lungimiranti progetti sulla citt\u00e0 ideale, facesse scappare i presenti a gambe levate, impauriti dall\u2019arditezza di tali opere. Non di meno la torre Eiffel, simbolo di Parigi. Il monumento non \u00e8 sempre stato apprezzato dai parigini, che all\u2019inizio opposero non poca resistenza alla sua costruzione, poich\u00e9 non la giudicavano gradevole esteticamente, definendola una mostruosit\u00e0, e le appiopparono il soprannome di asparago di ferro. Nel 1909 la torre rischi\u00f2 addirittura di essere abbattuta a causa delle contestazioni.<\/p>\n<p>L\u2019asparago di ferro leccese, fin de si\u00e8cle, installato sul piazzale antistante la chiesa di Santa Croce, di color blu elettrico, ricorda molto da vicino, anche se in miniatura, il caso analogo accaduto in Francia, e presta il fianco per un excursus su quello che \u00e8 oggi lo stato dell\u2019arte nel Salento.<\/p>\n<p>Nel 1926 Anatole France racconta sul Pierre Noz\u00ecere un aneddoto rivolgendo i suoi apprezzamenti ad un operaio sconosciuto che aveva realizzato un contrafforte nella cattedrale di Notre Dame; l\u2019elemento strutturale, bench\u00e9 costruito postumo rispetto al progetto originale, risultava essere un capolavoro del Rinascimento francese perch\u00e9 l\u2019ignoto scultore aveva concepito l\u2019opera secondo il gusto del suo tempo. L\u2019artista non aveva commesso un falso poich\u00e9 non aveva imitato lo stile originale del XIV secolo che lo avrebbe indotto sicuramente in errore; \u2018<em>pi\u00f9 istruito non avrebbe prodotto che una copia insignificante e dubbia, la sua felice ignoranza l\u2019obblig\u00f2 ad inventare\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>In effetti, in fatto di edifici antichi, sarebbe sempre meglio consolidare che riparare, meglio riparare che restaurare, meglio restaurare che sostituire, meglio sostituire che abbellire. Il progettista vandalo, invece, che non ha ora meno occasioni d\u2019una volta di praticare la sua arte funesta, e che un tempo demoliva per ringiovanire, ora demolisce per invecchiare!<\/p>\n<p>Sono rattristato da restauri ed arredi che snaturano l\u2019anima dei manufatti della nostra meravigliosa terra: contenitori privi di quegli elementi che ne hanno caratterizzato la storia, ridondanti oggi d\u2019oggetti provenienti da ogni dove. Antiquari che s\u2019improvvisano architetti, negozianti in odor di laurea in scenografia, committenti che si assurgono a professori di storia dell\u2019arte: potevano dircelo prima, perch\u00e9 \u00e8 da cinquecento anni che non nasce un nuovo Michelangelo.<\/p>\n<p>E se da una parte si celebra la magnificenza di certe dimore storiche imbalsamate a dovere, dall\u2019altra se ne vede impotenti la distruzione e l\u2019oblio. Brutte pietre, copie insignificanti e dubbie, prendono il posto di quelle antiche patinate dal tempo e nelle quali palpita la vita dei secoli che sembra rapire chi le contempla. Nuovi e scintillanti basoli, profanazioni legalizzate, adornano le nostre piazze ed i selciati dei centri storici, annullando secoli di storia.<\/p>\n<p>Cosa dire poi di antiche masserie rivisitate da sapienti archistar e trasformate in eleganti harem orientaleggianti, o di palazzi nobiliari che somigliano pi\u00f9 a mercatini dell\u2019antiquariato?! Ville principesche che di principesco conservano solo lo stemma di famiglia, perch\u00e9 appaiono come veri e propri bazar. Finte le volte a faccia vista maldestramente recuperate da improvvisate maestranze, finti i pavimenti che ripropongono disegni d\u2019epoca imprecisata, finti gli intonaci premiscelati, finte le tinte bianche che della calce non hanno traccia, finto il mobilio che sembra trovato nelle patatine, finte le pallide giare nelle quali perfino Ali Bab\u00e0 avrebbe ribrezzo a nascondersi con i suoi quaranta ladroni. Tutto \u00e8 dura ed arida finzione.<\/p>\n<p>Lecce, un tempo definita da viaggiatori e studiosi, la splendida, non \u00e8 pi\u00f9, ahim\u00e8, la Firenze barocca, bens\u00ec la Firenze un po\u2019 tarocca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/02\/07\/la-polemica-che-ce-ne-facciamo-di-un-asparago-di-ferro-blu-elettrico-davanti-a-santa-croce\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/02\/07\/la-polemica-che-ce-ne-facciamo-di-un-asparago-di-ferro-blu-elettrico-davanti-a-santa-croce\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Fiocca * (architetto, per leccecronaca.it)______ E&#8217; stato inaugurata ieri, sabato,\u00a0in Largo Santa Croce,\u00a0l&#8217;opera &#8220;L&#8217;Albero della Cuccagna&#8221; dell&#8217; artista beneventano Mimmo Paladino, selezionata dal critico d&#8217;arte Achille Bonito Oliva, nell&#8217; ambito di un progetto\u00a0promosso e sponsorizzato da Art&amp;Co Gallerie, in collaborazione con Expo 2015. 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