{"id":75623,"date":"2016-02-24T10:09:40","date_gmt":"2016-02-24T09:09:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=75623"},"modified":"2016-02-24T16:47:17","modified_gmt":"2016-02-24T15:47:17","slug":"nino-di-matteo-dalla-trattativa-stato-mafia-alla-rivoluzione-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/02\/24\/nino-di-matteo-dalla-trattativa-stato-mafia-alla-rivoluzione-culturale\/","title":{"rendered":"NINO DI MATTEO: DALLA TRATTATIVA STATO-MAFIA ALLA RIVOLUZIONE CULTURALE"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NINODIMATTEO.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NINODIMATTEO.jpg\" alt=\"\" title=\"NINODIMATTEO\" width=\"500\" height=\"372\" class=\"alignleft size-full wp-image-75950\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NINODIMATTEO.jpg 500w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/NINODIMATTEO-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><strong>di Eleonora<\/strong> <strong>Ciminiello____<\/strong>\u00abMa com&#8217;\u00e8 possibile che lui va avanti? Nino di Matteo, quando ha indossato per la prima volta la toga, sedeva accanto alla bara di Paolo Borsellino. E credo che questo spiega tutta la sua vita, e la vita di tutta una generazione di magistrati che vogliono rendere giustizia all&#8217;Italia e a tutti noi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Con queste autentiche e importanti parole, <strong>Petra Reski<\/strong>, giornalista d&#8217;inchiesta tedesca, accoglie il magistrato <strong>Nino di Matteo<\/strong> intervenuto all&#8217;incontro su<strong> La Mafia dal colletto bianco<\/strong>, \u00a0organizzato da l&#8217;associazione<strong>\u00a0Spazi Popolari e Anita Rossetti, il\u00a0<\/strong><strong>Centro servizi Interuniversitario per l\u2019Innovazione Didattica, <\/strong>il Dipartimento di Storia Societ\u00e0 e Studi\u00a0sull&#8217;Uomo\u00a0e dalla Facolt\u00e0 di Scienze della Formazione\u00a0Scienze politiche e sociali dell\u2019Universit\u00e0 del Salento.<\/p>\n<p>Uomo fermo di Matteo, che dinanzi alla platea \u00e8 come un fiume in piena, parla di legalit\u00e0, di giustizia, di memoria, di rivoluzione culturale.<\/p>\n<p>Non un personaggio o un eroe, ma un <em>\u00abcittadino come tutti gli altri che crede nell&#8217;utilit\u00e0 di quello che fa\u00bb, <\/em>cos\u00ec si definisce. L&#8217;invito alla riflessione di Nino di Matteo, rivolto ad una sala gremita di uomini, donne e ragazzini, \u00e8 accolto con l&#8217;assoluto silenzio e la massima attenzione:<strong> \u00e8 come se i presenti fossero l\u00ec per nutrirsi di quella verit\u00e0 tanto scomoda da rendere quest&#8217;uomo obbiettivo di ordini di morte<\/strong>.<\/p>\n<p>Il discorso prende avvio proprio dall&#8217;essenza del tema della giornata, ovvero <em><strong>La Mafia dal colletto bianco<\/strong><\/em> che di Matteo traduce nella <em>\u00abcapacit\u00e0 della mafia di infiltrarsi, di condizionare anche pesantemente l&#8217;attivit\u00e0 della politica come delle istituzioni\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Per l&#8217;esistenza stessa del sistema mafioso \u00e8 quindi indispensabile la collaborazione, il patto, &#8220;la trattativa&#8221; con lo Stato: usando le parole di un mafioso importante, di Matteo spiega al pubblico il nocciolo dei legami fra Stato e Mafia <em>\u00abse cosa nostra non avesse avuto, e non avesse ancora oggi, gli agganci che ha, sarebbe solamente una banda di sciacalli, di criminali ordinari, niente di pi\u00f9. Sarebbe un&#8217;associazione destinata a scomparire in poco tempo a fronte di una normale azione repressiva dello Stato. Invece, si dicevano Riina, Brusca, Provenzano, siamo diventati cos\u00ec potenti grazie alle collusioni, alle amicizie con la politica e con pezzi dello Stato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La Mafia trae quindi forza da quelle parti della politica e delle istituzioni che sono colluse con essa, e da banda di sciacalli si trasforma in un gigante irrefrenabile, perch\u00e9 chi ha il <strong>DOVERE<\/strong> di frenare, spezzare, sciogliere quei legami, <strong>SI OPPONE<\/strong>, non perch\u00e9 quei legami non riesce a vederli, ma perch\u00e9 \u00e8 colluso, perch\u00e9 \u00e8 esso stesso Mafia, perch\u00e9 si \u00e8 trasformato nell&#8217;elemento cardine di questo sistema.<\/p>\n<p>Il primo messaggio che ci raggiunge \u00e8 quindi questo: ciascuna organizzazione mafiosa, da Cosa Nostra alla &#8216;Ndrangheta, dalla Camorra alla nuova Sacra Corona Unita, <strong>non sarebbe un pericolo<\/strong> per gli uomini giusti e per l&#8217;intero sistema economico e sociale, <strong>se non esistessero politici e porzioni delle istituzioni a tutti i livelli, conniventi con essa.<\/strong><\/p>\n<p>Ed \u00e8 un messaggio che ciascuno di noi vive quotidianamente, perch\u00e9 la mafia non si esprime attraverso il suo braccio militare ma lo fa soprattutto attraverso <strong>l&#8217;adozione di metodi mafiosi nell&#8217;esercizio del potere<\/strong>, da parte di dirigenti, membri delle istituzioni, amministratori, politici. A differenza delle altre democrazie avanzate, in cui la criminalit\u00e0 resta un capitolo circoscritto rispetto alla storia nazionale,<em> \u00abIn Italia, invece, la questione criminale \u00e8 stata ed \u00e8 intrecciata inestricabilmente con la storia nazionale, perch\u00e9 i protagonisti di quella storia criminale, sono stati settori della classe dirigente, e questo non \u00e8 un fenomeno solo recente\u00bb.<\/em>\u00a0La Mafia dal colletto bianco \u00e8 quindi la mente del sistema mafioso, che si compone di politici come di professionisti, di imprenditori e di membri della pubblica amministrazione, i quali <strong>sfruttano il loro potere per corrompe, piegare al favore, comprare in cambio di un voto, al fine di controllare il territorio, modellandolo sui propri interessi.<\/strong><\/p>\n<p>Gli infiltrati in politica sono fondamentali: infiltrando degli elementi mafiosi all&#8217;interno delle istituzioni \u00e8 possibile acquisire denaro pubblico ma anche agganciare uomini politici di pi\u00f9 alto livello ed ottenere da loro protezione. In quest&#8217;ottica si comprende bene come il fine ultimo della mafia sia la pacifica convivenza con le<strong> istituzioni, che vengono controllate, dall&#8217;interno, dai mafiosi<\/strong>. La mafia non \u00e8 solo quella militare, quella <em>&#8220;che spara, che uccide&#8221;<\/em>: la mafia, quella di Cosa Nostra, come quella presente in tutta Italia \u00e8 gestita dai colletti bianchi, i quali ricorrono ai crimini come soluzione finale.<\/p>\n<p>La visione riduttiva della Mafia, come organizzazione criminale, \u00e8 spesso fuorviata dall&#8217;informazione, <strong>un&#8217;informazione che tace, che preferisce non parlare, che preferisce attendere i comunicati stampa evitando di scavare per mettere in luce la realt\u00e0<\/strong>. L&#8217;informazione, quella viva, vera, che indaga, \u00e8 scomparsa. Anche quando un&#8217;informazione autentica continua a persistere viene spesso osteggiata dalle redazioni, le quali favoriscono il silenzio e l&#8217;omert\u00e0 su tematiche che possono <em>danneggiare<\/em> i colletti bianchi di turno.<\/p>\n<p>E&#8217; per questo che i cittadini devono cercare, pretendere la verit\u00e0 nell&#8217;informazione, operare, dice di Matteo, quella <strong>rivoluzione culturale<\/strong> che parta dalle loro coscienze\u00a0<em>\u00abuna rivoluzione culturale che ponga fine allo strapotere del metodo mafioso\u00bb<\/em>, anche tenendo viva la <strong>memoria<\/strong>, <strong><em>\u00abil bene pi\u00f9 prezioso che abbiamo\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Non si dovrebbe mai dimenticare chi \u00e8 stato dichiarato colpevole di alcuni gravi collegamenti con l&#8217;organizzazione mafiosa, da Andreotti a Dell&#8217;Utri, cos\u00ec come <strong>non si dovrebbero mai dimenticare le stragi, da Piazza Fontana a quelle di mafia<\/strong>. Non si dovrebbero mai dimenticare i nomi degli esecutori materiali delle stragi, ma non si dovrebbero nemmeno mai dimenticare i mandanti di quelle stragi, come vorrebbe il sistema politico.<\/p>\n<p>Svelare quelle verit\u00e0 permette di non essere pi\u00f9 sotto il ricatto del potere mafioso, consente di rendere l&#8217;Italia una democrazia libera, una democrazia vera.<\/p>\n<p><strong>Memoria, rivoluzione delle coscienze, ricerca della verit\u00e0, capacit\u00e0 di non piegarsi e di non cadere nella rete delle opportunit\u00e0<\/strong>: lezioni di vita in una sala in cui non esiste tensione o paura. Pensando all&#8217;ordine di morte che pesa sul magistrato di Matteo, pensando all&#8217;energia ed alla limpidezza delle sue parole, ci si rende subito conto che questa \u00e8 una giornata storica, una giornata documento per ogni anima di chi vi ha partecipato, una giornata che spinge tutti a impegnarsi a cambiare lo\u00a0<em><strong>Stato delle cose<\/strong><\/em>, perch\u00e9 con uomini come lui e attraverso un popolo pronto a lottare per essere libero dai condizionamenti che la mafia impone, <strong>&#8220;<em>questa terra sar\u00e0 bellissima!&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/02\/24\/nino-di-matteo-dalla-trattativa-stato-mafia-alla-rivoluzione-culturale\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/02\/24\/nino-di-matteo-dalla-trattativa-stato-mafia-alla-rivoluzione-culturale\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello____\u00abMa com&#8217;\u00e8 possibile che lui va avanti? 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