{"id":76441,"date":"2016-03-02T12:23:07","date_gmt":"2016-03-02T11:23:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=76441"},"modified":"2016-03-02T23:24:41","modified_gmt":"2016-03-02T22:24:41","slug":"ttip-ogm-e-puglia-bruxelles-roma-lecce-lautostrada-degli-interessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/02\/ttip-ogm-e-puglia-bruxelles-roma-lecce-lautostrada-degli-interessi\/","title":{"rendered":"TTIP, OGM E PUGLIA. BRUXELLES-ROMA-LECCE: L&#8217;AUTOSTRADA DEGLI INTERESSI"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ttipmartinasalento.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"287\" title=\"ttipmartinasalento\" class=\"alignleft size-full wp-image-76798\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ttipmartinasalento.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ttipmartinasalento.jpg 600w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ttipmartinasalento-300x143.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/em><\/strong><em><\/em>di<strong> Eleonora Ciminiello______<\/strong>TTIP, OGM e Puglia, ovvero un <strong>trattato<\/strong>, degli <strong>organismi geneticamente modificati<\/strong> ed un <strong>territorio<\/strong>, si ritrovano &#8220;casualmente&#8221; tenuti assieme da un filo conduttore che pu\u00f2 percorrersi da un capo all&#8217;altro, convergendo sempre verso i medesimi protagonisti.<\/p>\n<p>Guardando infatti, allo stato attuale delle cose, la situazione appare sempre pi\u00f9 limpida palesando anche i legami, ed il ruolo centrale di alcuni personaggi chiave di una storia, o potremmo dire di un caso, qual \u00e8 quello che coinvolge queste realt\u00e0 che non sono da considerare sconnesse fra loro, anzi.<\/p>\n<p>Partiamo con il nostro viaggio da Bruxelles, dove incontriamo <strong>Paolo De Castro<\/strong>, coordinatore S&amp;D alla Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo oltre che relatore permanente per il negoziato del trattato di libero scambio Ue-Usa, meglio noto come <strong>TTIP<\/strong>.<\/p>\n<p>Per chi non lo sapesse, il TTIP \u00e8 un trattato attraverso il quale si vorrebbero eliminare i dazi doganali ed abbattere le barriere non tariffarie negli scambi fra Europa e Stati Uniti. Per barriere non tariffarie nel trattato si intendono tutte le norme e le limitazioni previste in diversi settori, fra i quali quello <strong>sanitario e fitosanitario<\/strong>. In poche parole, attraverso quest&#8217;accordo si vuole produrre una libera circolazione di merci e servizi che rispetteranno una normativa comune, la quale magari sarebbe costruita in modo da far passare alla dogana anche quelli alimenti che oggi vengono bloccati perch\u00e9 potenzialmente nocivi per la salute umana, come le carni e i derivati OGM. A godere del trattato non sarebbero pi\u00f9 i cittadini, bens\u00ec le multinazionali, con Monsanto in testa. Per capire cosa molti esperti pensano del TTIP riportiamo uno stralcio delle considerazioni che <strong>Holly Jarman<\/strong>, docente dell&#8217;Universit\u00e0 del Michigan, ha pubblicato sull&#8217;<strong>European Journal of Public Health<\/strong>:\u00a0<em>\u00abIl rischio per la salute pubblica \u00e8 che i principi e le norme fondamentali saranno considerati come merce di scambio a favore di vantaggi economici\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 sconcertante del TTIP \u00e8 che il Parlamento europeo ha facolt\u00e0 di porre solo dei quesiti circostanziati alla Commissione Europea la quale potrebbe non rispondere per rispettare la riservatezza del trattato. Il Parlamento voter\u00e0 il trattato cos\u00ec com&#8217;\u00e8 solo quando il negoziato sar\u00e0 completo decidendo d&#8217;approvarlo o respingerlo, senza alcun diritto n\u00e9 di accesso n\u00e9 di intervento sul testo. Al testo non hanno accesso nemmeno i governi degli stati membri, che per prendere visione del trattato devono recarsi presso le sale di lettura dell&#8217;ambasciata Usa a Bruxelles, senza possibilit\u00e0 di farne una copia o prendere appunti. Ricordiamo che il referente per il negoziato TTIP con gli Usa \u00e8 Paolo de Castro il quale ribadisce ogni volta che glielo si chiede la necessit\u00e0 di accettare le condizioni imposte dagli Usa. <strong>A molti l&#8217;accordo sembra invece una totale svendita dell&#8217;Europa, e soprattutto dell&#8217;Italia, alle multinazionali farmaceutiche e fitosanitarie<\/strong>, nonch\u00e9 a tutte le lobby che gestiscono i servizi agroalimentari, sanitari, assicurativi e degli appalti pubblici americani, indubbiamente pi\u00f9 potenti e quindi pi\u00f9 competitivi.<\/p>\n<p>Ma torniamo al viaggio che stiamo compiendo: perch\u00e9 una normativa fitosanitaria meno stringente ed una libera circolazione delle merci agroalimentari proveniente dagli Stati Uniti dovrebbero aver a che fare con gli organismi geneticamente modificati? <strong>Un legame immediato fra il TTIP e Roma pu\u00f2 essere rinvenuto nell&#8217;ultima Legge sulla Stabilit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Di fatto, con la Legge di Stabilit\u00e0 2016 il Ministro per le Politiche agricole <strong>Maurizio Martina<\/strong> ha stanziato <strong>21 milioni di euro al CREA per la ricerca genetica biotech<\/strong>. Usando le parole del Ministro Martina <em>\u00abNon siamo all&#8217;anno zero e vogliamo mettere a frutto le grandi professionalit\u00e0 dei nostri ricercatori, riconosciute anche a livello internazionale. Investiamo sulle migliori tecnologie per tutelare le nostre produzioni principali, dalla vite\u00a0all&#8217;olivo, dal pesco al pero. Obiettivi chiari e ben definiti, con un percorso che guarda al futuro della nostra\u00a0agricoltura. <strong>Anche in Europa va condotta una discussione definitiva perch\u00e9 queste biotecnologie vengano pienamente riconosciute, anche sotto il profilo giuridico<\/strong>, diversamente dagli Ogm transgenici\u00bb<\/em>, e continua <em>\u00abIl Piano triennale prevede iniziative di ricerca in laboratorio, a legislazione vigente, con biotecnologie pi\u00f9 moderne e sostenibili come il <strong>genome editing e la cisgenesi<\/strong>. Questi strumenti possono consentire infatti un impegno mirato di miglioramento genetico senza alterare le caratterizzazioni produttive del sistema agroalimentare, migliorandone le performance anche rispetto alla resistenza alle malattie. Su questo approccio si sono espresse favorevolmente le principali societ\u00e0 scientifiche italiane tra le quali Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Societ\u00e0 Italiana di Genetica Agraria (Siga), Societ\u00e0 Italiana di Biologia Vegetale (Sibv)\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Visto che spesso e volentieri si usa giocare con le parole abbiamo deciso di capire cosa sono la cisgenesi e il genome editing. Entrambe sono considerate delle tecniche utili a modificare geneticamente un organismo, tecniche che dai sostenitori OGM vengono considerate un po&#8217; come un cavallo di troia perch\u00e9 <strong>capaci di saltare le barriere delle regolamentazioni contrarie agli organismi transgenetici<\/strong>. In buona sostanza la cisgenesi, branca dell&#8217;intragenesi, modifica un organismo vegetale utilizzando il DNA della sua stessa specie. <em>&#8220;L\u2019Efsa (European food safety authority) ha recentemente concluso che le piante cisgeniche presentano rischi simili a quelli ottenuti con il miglioramento genetico convenzionale, mentre i rischi delle piante ottenute per intragenesi sono assimilabili a quelli delle piante transgeniche&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Stesso risultato per il genome editing, tecnica biotech di ultima generazione attraverso la quale l&#8217;uomo crea un errore all&#8217;interno del DNA della pianta per aggiustarlo a suo piacimento. Risultato? <strong>Un organismo che in ogni caso non esisterebbe mai in natura.<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 che il Ministro Maurizio Martina, in assoluto silenzio e continuando a sostenere che l&#8217;Italia \u00e8 contraria agli OGM ha voluto accogliere la richiesta, pervenutagli dai ricercatori baresi, di aprire la ricerca agli Organismi Geneticamente Modificati? La lettera, firmata da tutti i presenti all&#8217;ultima Giornata di Medicina Vegetale svoltasi a Bari, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato <a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2015\/12\/24\/una-lettera-da-roma-a-bari-litalia-apra-le-porte-agli-ogm\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>, appare come un lasciapassare silente. Su un argomento di questa portata, non si dovevano forse chiamare in causa i cittadini? <span style=\"text-decoration: underline;\">Uno strano legame quindi fra la volont\u00e0 pressante di De Castro di aprire ai mercati statunitensi e quella di Martina di garantire pi\u00f9 cibo, pi\u00f9 produzione, pi\u00f9 reddito attraverso un&#8217;agricoltura costruita ad hoc.<\/span><\/p>\n<p>Figlio del sud Italia, Paolo de Castro \u00e8 originario di San Pietro Vernotico, un comune coinvolto, assieme a tutto il Salento, nel caso sul Disseccamento Rapido degli Olivi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte De Castro ha proclamato <strong>la necessit\u00e0 d&#8217;agire in fretta<\/strong>\u00a0per fermare il batterio, mostrando di preferire la soluzione pi\u00f9 rapida per abbattere non il microscopico organismo, bens\u00ec gli ulivi del Salento. Probabilmente lui, ha conosciuto gli emeriti professori che si sono occupati della questione, da <strong>Vito Nicola Savino<\/strong> a <strong>Giovanni Martelli<\/strong>, da <strong>Angelo Godini<\/strong> a <strong>Francesco Faretra<\/strong>, presso l&#8217;<strong>Accademia dei Georgofili<\/strong>, di cui tutti sono soci. \u00a0Alcuni sarebbero invece portati a pensare che De Castro sia entrato in contatto con loro per via della sua<em>\u00a0<\/em><strong>carica di coordinatore scientifico presso il Ciheam di Parigi<\/strong> (sbandierata sul suo portale ufficiale), l&#8217;ente che trova una delle sue sedi italiane nello <strong>IAM di Bari<\/strong>, ma in realt\u00e0 sul sito del Ciheam non vi \u00e8 traccia di lui.<\/p>\n<p><strong>Quale legame quindi fra il TTIP, la Legge di Stabilit\u00e0 e la Puglia, e nella fattispecie, il Salento?<\/strong><\/p>\n<p>In vista di scambi commerciali fra Usa e UE privi di dazi doganali e provvisti di norme fitosanitarie pi\u00f9 <em>&#8220;morbide&#8221;<\/em>, e grazie ad una Legge di Stabilit\u00e0 aperta al genome editing e alla cisgenesi, come poteva essere utilizzato il Salento tormentato dal disseccamento degli ulivi?<\/p>\n<p>Non possiamo dirlo, ma \u00e8 strano che il <strong>27 aprile 2015<\/strong>, in piena <em>&#8220;crisi disseccamento&#8221;<\/em>, viene inaugurata la\u00a0<strong>Banca della Terra,\u00a0<\/strong>affidata da <strong>Legacoop<\/strong> alla <strong>Cooperativa Agricola Nuova Generazione di Martano.<\/strong><\/p>\n<p>La Banca della Terra, istituita in Toscana con Legge Regionale n. 80 il 27 dicembre 2012, prevede la costituzione di un catastino di tutte le terre incolte o abbandonate, degli enti pubblici o di privati, che non hanno i mezzi o la voglia di gestirle, con l&#8217;obbiettivo di trasferirle con canone o a mezzo di altro tipo di contratto, ai giovani, singoli o associati.<\/p>\n<p>La gestione delle terre censite dovrebbe spettare ad ART\u20acA, l&#8217;Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura. In realt\u00e0 <strong>la promozione, il reperimento e l&#8217;accesso alla Banca della Terra \u00e8 controllato da Legacoop<\/strong>, come si evince dal portale ufficiale. Legacoop si \u00e8 impegnata a promuovere l&#8217;istituzione della Banca della Terra in diverse regioni, ed al momento 8 regioni italiane hanno sposato il progetto, una di queste \u00e8 la Puglia. Il meccanismo \u00e8 quindi quello di individuare una cooperativa di riferimento che compiler\u00e0 un catastino per il censimento dei terreni abbandonati, incolti, o di privati: chi vorr\u00e0 aver accesso alle terre per coltivarle dovr\u00e0 necessariamente associarsi alla cooperativa di riferimento, o ad una consociata che ne fa parte.<\/p>\n<p>L&#8217;avvio, in forma sperimentale, della Banca della Terra presso la Cooperativa Agricola Nuova Generazione di Martano \u00e8 spiegabile, <strong>FORSE<\/strong>, guardando ai bilanci 2011\/2012 e 2012\/2013 del fondo mutualistico di Legacoop, denominato <strong>Coopfond<\/strong> dal quale si evince che la societ\u00e0 partecipa ad Agricola Nuova Generazione Sc con <strong>1.038.054\u20ac nel 2012<\/strong>, mentre <strong>nel 2013 con 1.057.995\u20ac.<\/strong><\/p>\n<p>In Salento in che modo verr\u00e0 utilizzato il censimento dei terreni? Quali specie o variet\u00e0 si prevede di impiantare visto che gli ulivi monumentali, al momento dell&#8217;inaugurazione della Banca della Terra in Puglia, erano considerati &#8220;roba vecchia e improduttiva&#8221;?<\/p>\n<p>Non lo sappiamo, e ciascuno pu\u00f2 trarne le sue conclusioni, certo \u00e8 che la Banca della Terra viene inaugurata durante un incontro moderato dal giornalista <strong>Tonio Tondo<\/strong>, al quale hanno partecipato, oltre al presidente della Cooperativa Agricola Nuova Generazione, <strong>Emilio Saracino<\/strong>, anche il direttore tecnico Codile Lecce, <strong>Vincenzo Parisi<\/strong>, il professore emerito dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari, <strong>Giovanni Martelli<\/strong>, il direttore Aree politiche sviluppo rurale della Regione Puglia <strong>Gabriele Papa Pagliardini<\/strong>, e il vicepresidente di Legacoop Agroalimentare <strong>Angelo Petruzzella<\/strong>: l&#8217;incontro aveva come tema<em> &#8220;Lotta alla xylella e Banca della Terra subito&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Quindi, mentre in Europa Paolo De Castro spinge per chiudere l&#8217;accordo TTIP con gli Usa, e mentre a Roma il ministro Maurizio Martina stanzia 21 milioni per produrre organismi vegetali biotech, in Salento ad aprile 2015 si avvia la Banca della Terra, <strong>per censire tutte le terre pubbliche e private che non si vogliono coltivare, magari perch\u00e9 qualcuno dice siano &#8220;malate&#8221;<\/strong>. Ed una volta censite? Chi le avrebbe prese? Per coltivarci cosa? Magari, e diciamo solo forse, potevano essere utilizzate per partecipare alle sperimentazioni pagate lautamente da Martina, oppure per accogliere le nuove piantine del <a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/01\/24\/progetto-ponte-quanto-vale-la-xylella\/\" target=\"_blank\">progetto POnTE<\/a>, o forse ancora per avviare sistemi superintensivi con pi\u00f9 alti guadagni.<\/p>\n<p>Mille forse e ancor pi\u00f9 domande, le cui risposte si nascondono in ci\u00f2 che resta delle singole coscienze di tutti i protagonisti.<\/p>\n<p>Il dato di fatto inoppugnabile resta comunque uno: <strong>l&#8217;autostrada Bruxelles-Roma-Lecce esiste, e pi\u00f9 di qualcuno ha deciso che \u00e8 la via pi\u00f9 conveniente da percorrere.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/02\/ttip-ogm-e-puglia-bruxelles-roma-lecce-lautostrada-degli-interessi\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/02\/ttip-ogm-e-puglia-bruxelles-roma-lecce-lautostrada-degli-interessi\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello______TTIP, OGM e Puglia, ovvero un trattato, degli organismi geneticamente modificati ed un territorio, si ritrovano &#8220;casualmente&#8221; tenuti assieme da un filo conduttore che pu\u00f2 percorrersi da un capo all&#8217;altro, convergendo sempre verso i medesimi protagonisti. 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