{"id":7769,"date":"2012-12-01T11:23:32","date_gmt":"2012-12-01T11:23:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=7769"},"modified":"2012-12-01T11:23:32","modified_gmt":"2012-12-01T11:23:32","slug":"ilva-di-taranto-ambiente-e-salute-svenduti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/01\/ilva-di-taranto-ambiente-e-salute-svenduti\/","title":{"rendered":"\u201cIlva di Taranto: ambiente e salute svenduti\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Lecce, con la collaborazione dei referenti di Taranto, cercheranno di ricostruire le tappe <em>dell\u2019affaire<\/em>\u00a0 Ilva, interrogandosi su quali saranno le conseguenze per la comunit\u00e0 della citt\u00e0 jonica e per tutto il Salento. E\u2019 noto, infatti, che il problema del siderurgico investe, indirettamente, anche la provincia di Lecce. Il tema cardine sar\u00e0 il tentativo di conciliazione della dicotomia diritto alla salute e diritto al lavoro.<\/p>\n<p>Cittadini e giornalisti sono invitati a partecipare al <strong>dibattito<\/strong> che si terr\u00e0 preso la sede leccese del MoVimento. L\u2019appuntamento \u00e8 in <strong>Corte dei Romiti, sabato 1 dicembre, a partire dalle ore 16.30<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Per contattarci, MoviLine: <\/strong>389-9330368<strong><\/strong><\/p>\n<p>ILVA, UNA FAVOLA NERA \/ Il post di BeppeGrillo.it<\/p>\n<p><em>C&#8217;era una volta un presidente del Consiglio, Jumbolo, che vendette una grande industria a un signore, Creso. L&#8217;industria, che produceva acciaio, fu comprata a buon prezzo, a un ottimo prezzo. Jumbolo era famoso per la sua generosit\u00e0. Creso ricompens\u00f2 negli anni i partiti, gli elettori di Jumbolo, con ricche regalie e persino con omaggi personali, come accadde a Gargamella. Creso divenne cos\u00ec sempre pi\u00f9 ricco. La grande industria funzionava infatti a meraviglia, tutta ricavi e senza costi. Gli investimenti per fare funzionare la Grande Macchina non erano necessari, li aveva fatti tutti Jumbolo con i soldi dei suoi sudditi. E&#8217; vero che altri, urgenti investimenti per la salute dovevano essere fatti, ma nessuno controllava il veleno prodotto per incuria e per guadagno dalla grande industria nella citt\u00e0 e nelle campagne, neppure il Gran Ciambellano dell&#8217;Ambiente, Peste Nera, che non mosse un dito per pi\u00f9 di vent&#8217;anni. Le persone si ammalavano, le sostanze maligne si depositavano sulle macchine, nelle strade, nei terrazzi, nell&#8217;erba mangiata dagli animali, nei polmoni delle persone. Le famiglie degli Schiavi Inconsapevoli che lavoravano per Creso iniziarono a morire. I padri diventarono costruttori di morte, il frutto del loro lavoro uccideva i figli. I Feudatari locali e i Finti Rappresentanti degli Schiavi Inconsapevoli fecero opera di rassicurazione, sedarono, sopirono, fecero mirabolanti promesse. Il lavoro doveva venire prima di ogni cosa, anche della morte. Creso aumentava i suoi profitti, la gente continuava a morire. Come avveniva spesso nel Paese del Mai, dovettero intervenire i giudici che condannarono Creso e suo figlio per aver inquinato con coscienza e volont\u00e0 a scopo di profitto, calpestando le pi\u00f9 elementari regole di sicurezza. La Grande fabbrica venne chiusa. Gli immensi profitti di Creso non vennero per\u00f2 sequestrati per risarcire le famiglie dei morti e lui, insieme al figlio prediletto, scont\u00f2 la pena nella sua magnifica villa circondato dai servitori e omaggiato dai politici. Nelle strade della citt\u00e0 ci furono scontri tra gli Schiavi Inconsapevoli che non volevano perdere il lavoro e gli ammalati di Peste che non volevano morire. Vennero allora da Roma i ministri per offrire la loro solidariet\u00e0 protetti dalle scorte e poi ripartirono. Gli Schiavi, ora pi\u00f9 Consapevoli, occuparono la Grande Fabbrica, per non morire di fame. Chiesero, senza avere risposta, che i profitti di Mida fossero usati per risanare la Grande Fabbrica e ripulire il mare. Il nuovo presidente del Consiglio di fronte al rischio di una rivolta popolare che avrebbe fatto impallidire quella di Spartaco chiese udienza al Vecchio della Montagna. E trovarono la soluzione. Fu fatto un decreto per riaprire la fabbrica. I giudici non potevano eliminare il lavoro a loro piacimento. Gli Schiavi ritornarono nella Grande Fabbrica a inquinare, nonostante un tornado di dimensioni bibliche, e i loro figli a morire. Creso mantenne i suoi immensi tesori e fu scarcerato dal suo Palazzo e, finalmente, si cominci\u00f2 a parlare d&#8217;altro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/01\/ilva-di-taranto-ambiente-e-salute-svenduti\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/01\/ilva-di-taranto-ambiente-e-salute-svenduti\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Lecce, con la collaborazione dei referenti di Taranto, cercheranno di ricostruire le tappe dell\u2019affaire\u00a0 Ilva, interrogandosi su quali saranno le conseguenze per la comunit\u00e0 della citt\u00e0 jonica e per tutto il Salento. 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