{"id":77972,"date":"2016-03-11T20:29:40","date_gmt":"2016-03-11T19:29:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=77972"},"modified":"2016-03-11T20:30:03","modified_gmt":"2016-03-11T19:30:03","slug":"la-provocazione-qui-tutto-e-lasciato-al-caso-e-al-fatalismo-il-muro-di-gomma-dellindividualismo-cronico-che-condiziona-il-nostro-salento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/11\/la-provocazione-qui-tutto-e-lasciato-al-caso-e-al-fatalismo-il-muro-di-gomma-dellindividualismo-cronico-che-condiziona-il-nostro-salento\/","title":{"rendered":"LA PROVOCAZIONE \/ &#8220;Qui tutto \u00e8 lasciato al caso e al fatalismo&#8221;, IL MURO DI GOMMA DELL&#8217;INDIVIDUALISMO CRONICO CHE CONDIZIONA IL NOSTRO SALENTO"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"676\" height=\"429\" title=\"10305428_10204385824718793_9191851333419272364_n\" class=\"alignleft size-full wp-image-77973\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/10305428_10204385824718793_9191851333419272364_n.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/10305428_10204385824718793_9191851333419272364_n.jpg 676w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/10305428_10204385824718793_9191851333419272364_n-300x190.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" \/>di <strong>Giovanni D&#8217; Elia______<\/strong><\/p>\n<p>Una riflessione estrema e provocatoria sul modello sociale del Salento.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grave piaga del Salento \u00e8 la frammentazione, l&#8217;individualismo, i personalismi, il curare il proprio orticello senza curarsi del &#8220;bene comune&#8221;. Mi pare di parlare una lingua straniera quando dico che tutto il territorio \u00e8 casa nostra, mentre tanti puntano solo a curare il proprio orticello o il proprio campanile. E&#8217; desolante e disarmante assistere inermi al perpetrarsi quotidiano di un modello ormai immutabile.<\/p>\n<p>Chi legger\u00e0 queste parole probabilmente non capir\u00e0 a fondo la tristezza nel prendere consapevolezza dell&#8217;essere disarmati di fronte a un modello sociale che si ripete da secoli e che si mostra servo di un colonialismo fatto di palesi menzogne assunte per vere.<\/p>\n<p>Qui in Salento tutto \u00e8 lasciato al caso e al fatalismo. Ad un certo punto bisogna anche prendere consapevolezza dei propri limiti e rinunciare a trovare la sintesi.<\/p>\n<p><em>A ci fatia na sarda, a ci no fatia na sarda e &#8216;mmenza.<\/em><\/p>\n<p>Questo proverbio me lo ripeteva continuamente mio nonno, grande lavoratore, quando ero bambino. L&#8217;ho perso quando avevo 13 anni, ma ho ancora il ricordo vivo dei momenti in cui me lo diceva.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca non capivo cosa volesse significare, ma lo avrei capito solo molto tempo dopo.<\/p>\n<p>Solo ora, per\u00f2, ho davvero dato un significato al proverbio che mi ripeteva continuamente.<\/p>\n<p>E&#8217; solo da cinque anni che vivo nel Salento. Quando torni a casa dopo una lunga esperienza fuori, vedi la realt\u00e0 con occhi diversi. Me lo dicevano, ma non ci credevo. Mi dicevano che sarebbe stato difficile reintegrarsi in questa realt\u00e0 quasi immutata dai tempi del latifondo, per\u00f2 sai com&#8217;\u00e8: sei armato di buone intenzioni e di tante idee e non dai credito a quelli che &#8211; a tuo avviso &#8211; cercano di frenarti.<\/p>\n<p>In effetti avevano ragione.<\/p>\n<p>Mi verrebbe da dire che &#8220;il Sud \u00e8 un muro di gomma composto da menti retrograde&#8221;, ma poi sarei tacciato di qualunquismo. Allora mi limito a dire che la mia esperienza mi ha portato all&#8217;idea per cui la realt\u00e0 in cui vivo \u00e8 composta da un muro di gomma fatto di servilismo, colonialismo ed eccessi di individualismo cronico.<\/p>\n<p>E&#8217; l&#8217;individualismo il vero &#8211; enorme &#8211; problema.<\/p>\n<p>Sembra quasi di vivere in un romanzo kafkiano fatto di tante prime donne che s&#8217;incontrano e si scontrano in perenni lotte per una sopravvivenza limitata a difendere il proprio orticello, al massimo &#8211; in un enorme gesto di generosit\u00e0 collettiva &#8211; il proprio campanile. Ma non di pi\u00f9. Il concetto di &#8220;bene comune&#8221; qui \u00e8 mangiucchiato, tritato, sminuito e ridotto a un forfettario elemento vacuo e indistinto, quasi nebbioso, quasi fosse un obiettivo da raggiungere nei salotti radical-chic, nelle piazze al microfono o davanti alle telecamere, in cui l&#8217;ego si mostra in tutta la sua essenza, mascherandolo con concetti vuoti e triti e parole di largo consumo.<\/p>\n<p>Odio questa gente. Quella che si nutre di applausi fini a s\u00e9 stessi e di autoreferenzialit\u00e0 orientata all&#8217;alimentazione del S\u00e9.<\/p>\n<p>Questa, per me, \u00e8 la sintesi di tutto ci\u00f2 che questo territorio cos\u00ec martoriato &#8211; il Salento &#8211; sta vivendo in questi anni.<\/p>\n<p>Detto in altri termini, qui sembra quasi impossibile cooperare per raggiungere un obiettivo comune. Perch\u00e9 \u00e8 impossibile mettere insieme tanti individui il cui unico obiettivo \u00e8 alimentare il proprio Ego.<\/p>\n<p><em>A ci fatia na sarda, a ci no fatia na sarda e &#8216;mmenza.<\/em><\/p>\n<p>Chi lavora per raggiungere un obiettivo, ottiene meno di chi si vive addosso. Lavorare significa mettersi in gioco, cercare di ottenere dei risultati. Chi parla e basta, ottiene tanti applausi, tanta considerazione, ma non cambia lo stato delle cose (volontariamente o no).<\/p>\n<p>Bene. Preso atto di ci\u00f2, sono consapevole che \u00e8 inutile lottare per il bene comune, quando il bene comune qui da noi \u00e8 interpretato solo come un insieme disgregato e confuso di tanti beni privati.<\/p>\n<p>L&#8217;orticello e il campanile sono l&#8217;unico obiettivo che si riesce a raggiungere in una miopia storicamente indotta e interiorizzata in secoli di conquiste.<\/p>\n<p>Avete ragione, miei cari salentini, siamo stati conquistati per secoli. Avete ragione. Hanno razziato la nostra dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ora? Ora conoscete la nostra storia, o almeno dovreste conoscerla. Ora sapete perch\u00e9 siamo ridotti in questo stato. Per\u00f2 si continua a commettere gli stessi errori storici, quasi fosse un modello sicuro e immutabile da cui attingere le medesime informazioni, perch\u00e9 l&#8217;incertezza del nuovo spaventa e terrorizza<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/11\/la-provocazione-qui-tutto-e-lasciato-al-caso-e-al-fatalismo-il-muro-di-gomma-dellindividualismo-cronico-che-condiziona-il-nostro-salento\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/11\/la-provocazione-qui-tutto-e-lasciato-al-caso-e-al-fatalismo-il-muro-di-gomma-dellindividualismo-cronico-che-condiziona-il-nostro-salento\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni D&#8217; Elia______ Una riflessione estrema e provocatoria sul modello sociale del Salento. 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