{"id":78256,"date":"2016-03-15T00:10:14","date_gmt":"2016-03-14T23:10:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=78256"},"modified":"2016-03-15T10:31:14","modified_gmt":"2016-03-15T09:31:14","slug":"cafe-barocco-nellempirio-del-grande-schermo-sulle-ali-del-cineclub","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/15\/cafe-barocco-nellempirio-del-grande-schermo-sulle-ali-del-cineclub\/","title":{"rendered":"CAFE&#8217; BAROCCO \/ NELL&#8217;EMPIREO DEL GRANDE SCHERMO SULLE ALI DEL CINECLUB"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"204\" title=\"received_10208560057940645\" class=\"alignleft size-medium wp-image-78258\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/received_10208560057940645-300x204.jpg\" \/>di <strong>Annibale Gagliani______<\/strong><\/p>\n<p>Pasolini, Bergman e Polanski: quando il teatro seduce les films d&#8217;art. Pirotecnico tramonto al Cineporto di Lecce la scorsa sera, grazie a una delle iniziative culturali meglio riuscite nell&#8217;ultimo decennio: il Cineclub universitario.<\/p>\n<p>Capo trib\u00f9 di questo accattivante fuoco \u00e8 il docente di Cinema e Fotografia all&#8217;Universit\u00e0 del Salento Luca Bandirali\u00a0 (a destra nella foto), che assieme ad Apulia Film Commission e un team lodevole di studenti del terzo anno di Scienze della comunicazione, squarcia il velo di Maya della Lumi\u00e8re machine. Titolo delle stimolanti ore di proiezione e talk time \u00e8 stato &#8220;Tutto lo schermo \u00e8 palcoscenico: Il cinema incontra il teatro&#8221;.<\/p>\n<p>La scintilla scocca con la visione di una pellicola irredentista del poliedrico Pier Paolo Pasolini: Edipo Re (1967). Il castello intellettuale costruito nel post-film da Bandirali e della guest Carlo Augieri (a sinistra nella foto, critico letterario e professore di Narratologia all&#8217;Universit\u00e0 del Salento) rompe gli schemi con il classico complesso di Edipo freudiano.<\/p>\n<p>L&#8217;onnivoro regista friulano nel periodo di gestazione del film leggeva ardentemente Marx, diluendolo con gocce di Vico e gargarismi della Scuola di Francoforte. Naturalmente butt\u00f2 un occhio al buon Freud, tessendo una trama ideologica come al solito violentata dai classicisti.<\/p>\n<p><em>&#8220;Abbiamo un superamento della ridondante matrice psicoanalitica, Pasolini rappresenta un racconto sulla colpevolezza dell&#8217;innocenza&#8230; se si vede e non si interviene si \u00e8 colpevoli&#8230;&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em>Ecco l&#8217;analisi\u00a0<span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">di Bandirali, che riconosce questa riscrittura di Sofocle come un attacco sceneggiato a quel potere faucaultiano che istigher\u00e0 l&#8217;occidente sessantottino a graffiarsi col maggio francese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px; line-height: 19px;\">Si passa dall&#8217;Italia fascistissima degli anni trenta a quella del boom economico, tenendo bene a mente l&#8217;evento-archetipo dell&#8217;Edipo.\u00a0<\/span>Tale chiave psicoanalitica nella visione pasoliniana non appartiene alla consueta famiglia piccolo-borghese, ma al centro nevralgico del Kratos.<\/p>\n<p><em>&#8220;Il padre detiene il potere del limite, ogni generazione uccide chi impone un limite&#8230;&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Augieri scava in un&#8217;evoluzione storica, che si alimenta di ribellione e tagli netti al cordone ombelicale della moderazione stagnante.<\/p>\n<p>I presenti sono stati calamitati dalla profondit\u00e0 tragica che gli sguardi dei protagonisti emanavano, portatori di una cruenta espressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il secondo round della serata ha visto il proscenio occupato da uno dei migliori drammaturghi italiani, Salvatore Della Villa, che ha introdotto il cinema teatrale e assorto di Ingmar Bergman. L&#8217;opera &#8220;Dopo la prova&#8221; (1984) ha trasportato il pubblico in una Svezia che si lecca i baffi col delicato Stendhal. Per un ora e mezza a farla da padrone \u00e8 stato un crepitio amichevole di tre labbra: le prime di un regista quasi rassegnato, le seconde di un&#8217;attrice in erba dall&#8217;impeto penetrante, le terze di una spasimante di mezza et\u00e0 dall&#8217;audacia scandinava.<\/p>\n<p>Il dialogo tra i tre, sorto in un teatro desolato, \u00e8 l&#8217;emblema dell&#8217;animale pi\u00f9 camaleontico della terra: l&#8217;attore. La chiusura per il manage filmico del Cineporto \u00e8 toccata al discusso Roman Polanski, con la sua fatica cinematografica &#8220;Carnage&#8221; (2011), ristrutturazione per il grande schermo dell&#8217;affascinante opera teatrale &#8220;Il dio del massacro&#8221; della bleus Yasmina Reza.<\/p>\n<p>A comporre le tessere discorsive dell&#8217;atipica drammaturgia \u00e8 stato un distinto esperto della quinta arte: Franco Ungaro. Registri comunicativi piacevoli, stili espressivi contrastanti e che impongono una costruttiva riflessione. Il Cineclub universitario vola sulle ali della nuova scoperta narrativa, invitando gli appassionati a risalire sulla sua giostra emozionale luned\u00ec prossimo con un super omaggio a Elvis Presley.<\/p>\n<p>Mancare \u00e8 un delitto, poich\u00e9 il cinema richiede un&#8217;intelligibile affezione. La quinta arte si interseca con la vita di ognuno e la vita di ognuno punta a emulare i pi\u00f9 fieri kolossal. E pensare che non erano in tanti a crederci all&#8217;inizio, nemmeno i pi\u00f9 estremisti: <em>&#8220;La mia invenzione \u00e8 destinata a non avere nessun successo commerciale&#8230;&#8221;<\/em>. Lo disse un certo Louis Lumi\u00e8re, mica un passante qualunque.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/15\/cafe-barocco-nellempirio-del-grande-schermo-sulle-ali-del-cineclub\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/15\/cafe-barocco-nellempirio-del-grande-schermo-sulle-ali-del-cineclub\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Annibale Gagliani______ Pasolini, Bergman e Polanski: quando il teatro seduce les films d&#8217;art. Pirotecnico tramonto al Cineporto di Lecce la scorsa sera, grazie a una delle iniziative culturali meglio riuscite nell&#8217;ultimo decennio: il Cineclub universitario. 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