{"id":78894,"date":"2016-03-20T22:20:47","date_gmt":"2016-03-20T21:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=78894"},"modified":"2016-03-23T15:59:06","modified_gmt":"2016-03-23T14:59:06","slug":"il-panino-con-la-frittata-il-trancio-di-pizza-e-i-privilegi-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/20\/il-panino-con-la-frittata-il-trancio-di-pizza-e-i-privilegi-della-politica\/","title":{"rendered":"IL PANINO CON LA FRITTATA, IL TRANCIO DI PIZZA, E I &#8216;PRIVILEGI&#8217; DELLA POLITICA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"528\" height=\"329\" title=\"dibattista_pizza\" class=\"alignleft size-full wp-image-78900\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/dibattista_pizza.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/dibattista_pizza.jpg 528w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/dibattista_pizza-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 528px) 100vw, 528px\" \/>di <strong>Giuseppe Puppo______<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>Oggi ho visto una foto, che mi ha fatto tenerezza. Parlano le immagini, a volte, pi\u00f9 di mille parole e ancora mille, senza bisogno di tante spiegazioni. Mi ha commosso, poi, ma questo perch\u00e9 l&#8217; ho legata immediatamente\u00a0nel mio immaginario individuale a una storia, sentita anni fa in quelle serate a perder tempo (oh, un lusso che non mi posso pi\u00f9 permettere) fra vecchi amici (maschi), in cui, per ammazzare il tempo, e quasi a esorcizzarlo,\u00a0si parla di femmine erotiche, di episodi strani e di peccati di giovent\u00f9, fino a quando non arriva un&#8217; alba che ti porti a dormire.<\/p>\n<p>Una storia, fra le tante, che \u00e8 rimasta indelebile nella mia mente, in cui ho visto e continuo a vedere tanti significati e tanti significanti, tanti motivi e tanti risvolti, e che adesso voglio raccontare a tutti voi, in questa sera a met\u00e0, in cui il vecchio \u00e8 gi\u00e0 finito, ma il nuovo non \u00e8 ancora cominciato,\u00a0in bilico\u00a0fra malinconia creativa e\u00a0tenera attesa.<\/p>\n<p>Poi, vi dir\u00f2 pure perch\u00e9 mi \u00e8 ritornata in mente, a proposito della\u00a0foto di oggi che mi ha commosso.<\/p>\n<p>Non vi dir\u00f2 il nome del protagonista, lo far\u00e0 lui se lo vorr\u00e0, anche se penso che non ne avr\u00e0 piacere, perch\u00e9 non sta bene mettere in pubblico quello che era una confidenza privata e personale.<\/p>\n<p>Ma &#8220;il personale \u00e8 politico&#8221;, si diceva in quegli anni Settanta trepidi e sapidi in cui esercitai la mia educazione sentimentale\u00a0della Lecce meravigliosa che esiste oramai solamente pi\u00f9 nella mia memoria, fra vizi privati\u00a0e pubbliche virt\u00f9.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>All&#8217; epoca, il mio amico era il leader del gruppo giovanile\u00a0 di un partito che anch&#8217; esso non esiste pi\u00f9, e guidava un gruppo nutrito di ragazzini insieme ai quali non andava per niente d&#8217; accordo con i &#8216;grandi&#8217; che, a differenza di loro, facevano politica per carriera, non come essi facevano, per ideali. Qualcosa aveva gi\u00e0 subodorato, qualcosa che poi poco tempo dopo lo port\u00f2 a rifiutare ogni prospettiva di\u00a0titoli e di incarichi,\u00a0e a lasciare tutto, perch\u00e9 lui era figlio del popolo e non aveva voglia di fare quello che sarebbe diventato un mestiere, tradendo ideali lasciati appunto solamente alle illusioni dei ragazzi.<\/p>\n<p>Fra una bestemmia e l&#8217; altra, di fronte alle manifestazioni folkloristiche; predicando che le teste non dovevamo spaccarcele, ma riempircele di contenuti, e tante altre cose belle ancora, fra cui tradizione, grafica, libri, giornali, musica ed ecologia, il gruppo crebbe tanto rapidamente, da attirare\u00a0sia le ostilit\u00e0 dei grandi notabili locali, sia l&#8217; attenzioni dei vertici romani della formazione giovanile.<\/p>\n<p>Un giorno, gli arriv\u00f2 un telegramma, con cui il segretario nazionale giovanile, sul cui nome voglio stendere non\u00a0il velo, ma una termocoperta, del silenzio, lo convocava, invitando a partecipare alla prossima direzione nazionale.<\/p>\n<p>Facemmo una colletta, altro che crowdfunding su internet di oggi, gli spiccioli delle sigarette e delle colazioni a scuola, il resto, sottraendolo alla spesa di casa, lo mise la madre, per il biglietto del treno andata e ritorno, e cos\u00ec il mio amico part\u00ec di sera, e la mattina si ritrov\u00f2, un marziano, a Roma.<\/p>\n<p>La riunione dur\u00f2 tutta la mattinata e lo lasci\u00f2 ancora pi\u00f9 confuso e basito, perch\u00e9 quelli, sia pur solo di qualche anno pi\u00f9 grandi di lui, quelli che adesso poi, oh s\u00ec, che ne han fatto di carriera, e adesso in tanti sono nomi ancora affermati, perch\u00e9 gi\u00e0 all&#8217; epoca sapevano cosa avrebbero fatto da grandi, parlarono di partiti, di correnti, di prospettive opportunistiche, oppure di massimi sistemi e dell&#8217; universo mondo, mentre egli si aspettava, sempre pi\u00f9 deluso, che prima o poi si parlasse\u00a0dei problemi dei giovani in termini concreti, e di come affrontare almeno una delle tante emergenze\u00a0che li condizionavano. Niente.<\/p>\n<p>Si fece cos\u00ec l&#8217; ora di pranzo. I lavori furono sospesi e aggiornati al pomeriggio, nel mentre che la discussione pass\u00f2 rapidamente dalla logica di Yalta, alla scelta del ristorante in cui i gruppetti dei romani andarono a mangiare.<\/p>\n<p>Il mio amico si ritrov\u00f2 cos\u00ec solo, senza i soldi non per andare a mangiare, ma neppure per un caff\u00e8. Bighellon\u00f2 un paio d&#8217; ore, fra le strade di Roma &#8211; Marte, si fece tante bevute riempitive alle fontanelle sparse sulle strade, e si sorb\u00ec poi eroicamente il resto della riunione della direzione nazionale giovanile del partito, cui non fu comunque nient&#8217; affatto orgoglioso di aver partecipato, che dur\u00f2 fino a sera, giusto poi il tempo di tornare a Termini, e di prendere quel mitico treno delle 00.05 che esiste ancora, sopravvissuto, l&#8217; ultimo del tabellone diurno della grande stazione, e che porta scritto come destinazione LECCE.<\/p>\n<p>Il mese dopo, gli arriv\u00f2 di nuovo il telegramma di convocazione. Stesse scene: la colletta, gli spiccioli di noi ragazzini, le mille lire sottratte a un paio di pasti in famiglia, e cos\u00ec usc\u00ec fuori un altro biglietto andata &#8211; ritorno. Ma con una variante. Memore dell&#8217; esperienza precedente, egli chiese alla madre di preparargli qualcosa da mangiare il giorno dopo, e la santa donna, prima che andasse via, si mise ai fornelli e prepar\u00f2 una frittatona gigante, quanto saporita, che mise in un maxi pezzo di pane di grano, e il tutto, in una valigetta, quelle valigette tipo &#8220;ventiquattrore&#8221;, che insieme ai borselli da uomo si usavano allora. Ci\u00f2 nonostante, bench\u00e9 chiusa l\u00e0 dentro,\u00a0profumava cos\u00ec tanto, da diffondere nell&#8217; aria il suo invitante aroma sia, la notte, fra i vagoni del treno, sia, ancor la mattina dopo, nei locali del palazzone romano della direzione giovanile.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Che hai l\u00e0 dentro, che si sente uno strano odore?&#8221;<\/em> &#8211; chiese al mio amico il segretario nazionale, indicando la valigetta. &#8220;<em>Documenti riservati, che mi porto sempre appresso<\/em>&#8220;, gli rispose lui sorridendo.<\/p>\n<p>Infatti. Le ore della mattina passarono pesanti, con le medesime discussioni sui massimi sistemi e di nuovo, arrivata l&#8217; ora di pranzo, i romani se ne andarono a gruppetti nei vicini ristoranti del centro.<\/p>\n<p>Il mio amico rimase di nuovo solo, ma &#8216;stavolta il suo viso era allegro e soddisfatto. Si sedette sui gradini davanti al palazzone, si mise la valigetta sui ginocchi, l&#8217; apr\u00ec, e tir\u00f2 fuori il gigantesco pezzo di pane, con la mega frittata, e mangi\u00f2 contento.<\/p>\n<p>Quando gli altri tornarono, lo trovarono ancora l\u00e0, &#8220;binchiato&#8221;, e felice della sua diversit\u00e0.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Fra ieri e oggi, i mass media italiani hanno perpetrato un&#8217; altra delle loro mascalzonate. Hanno pubblicato i redditi dei parlamentari, e fin qui va bene. Ma negli elenchi hanno compreso quelli del M5S, tanto per dire: vedete, pure loro&#8230;Anzi, l&#8217; han fatto proprio per questo, apposta per questo. Nessuno, dico nessuno, che, nel pubblicare gli elenchi, abbia ricordato e specificato due verit\u00e0 assolute. La prima, che il M5S \u00e8 l&#8217; unico che ha rinunciato al finanziamento pubblico, decine di milioni di euro lasciati alle disastrate finanze dello Stato. La seconda, che i parlamentari del M5s percepiscono s\u00ec come tutti gli altri il lauto stipendio, ma, a differenza di tutti gli altri, trattengono per s\u00e9 giusto l&#8217; indispensabile per le spese personali, e destinano tutto il resto al finanziamento di un fondo che sostiene\u00a0le piccole imprese private che creano lavoro.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il giovane Alessandro Di Battista. Non va ai ristoranti del centro di Roma, nemmeno alla buvette di Montecitorio. Nella pausa pranzo mangia un trancio di pizza seduto sui gradini del Palazzo del potere di pasoliniana memoria. Al di fuori.<\/p>\n<p>E&#8217; un figlio del popolo. E&#8217; come noi, cittadini ai quali vuol dire che la politica non \u00e8 un mestiere, non \u00e8 una carriera, \u00e8 un incarico a tempo limitato, perch\u00e9 poi\u00a0tutti devono fare sempre e comunque politica in prima persona, con la documentazione, la partecipazione attiva, il coinvolgimento delle passioni e delle idee forza.<\/p>\n<p>In quel trancio di pizza, io oggi ho sentito il profumo della bont\u00e0, il sapore della passione, il gusto della bellezza, l&#8217; identit\u00e0 del popolo, che c&#8217; era, quaranta anni fa, nel panino con la frittata casalinga del mio amico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/20\/il-panino-con-la-frittata-il-trancio-di-pizza-e-i-privilegi-della-politica\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/03\/20\/il-panino-con-la-frittata-il-trancio-di-pizza-e-i-privilegi-della-politica\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Puppo______ Oggi ho visto una foto, che mi ha fatto tenerezza. 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