{"id":81095,"date":"2016-04-11T11:45:28","date_gmt":"2016-04-11T09:45:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=81095"},"modified":"2016-04-11T13:10:02","modified_gmt":"2016-04-11T11:10:02","slug":"gli-ulivi-di-leccecronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/11\/gli-ulivi-di-leccecronaca\/","title":{"rendered":"GLI ULIVI DI LECCECRONACA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"248\" title=\"ulivo- ph melcore\" class=\"alignleft size-medium wp-image-81096\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ulivo-ph-melcore-300x248.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ulivo-ph-melcore-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ulivo-ph-melcore-1024x847.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ulivo-ph-melcore-768x635.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ulivo-ph-melcore-1536x1270.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/ulivo-ph-melcore.jpg 1581w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>di <strong>Valerio Melcore______<\/strong> Ogni tanto ci sforziamo di mostrare quanto di bello la nostra terra ci riserva, e che magari non riusciamo a vedere, e tanto meno a &#8220;sentire&#8221;, presi dalla fretta quotidiana che ci condiziona l&#8217;esistenza.<br \/>\nPer questo approfitto della pausa domenicale per andarmene a spasso per le campagne salentine.<br \/>\nImmerso dagli odori e dai colori primaverili, uno scatto qui uno l\u00ec. Poi una volta a casa, \u00a0le foto una dopo l&#8217;altra \u00a0sfilano sullo schermo del computer, e come per incanto tanti particolari, che ci erano sfuggiti \u00a0si presentano ai nostri occhi.<br \/>\nE&#8217; il caso del tronco di questo ulivo millenario, sembra l&#8217;opera di uno scultore che voglia raccontare la storia di questi giganti.<\/p>\n<p>Alla base il tronco \u00e8 privo di qualsiasi tipo di protezione non c&#8217;\u00e8 ombra di corteccia, ma solo legno consunto dal tempo e dagli incendi, e piagato dalla mancanza d&#8217;acqua a cui per secoli questa terra \u00e8 stata condannata.<br \/>\nUna struttura lignea formata da onde che si incontrano e si sovrappongono, forse per ricordarci che questa \u00e8 anche terra di mare, o forse sono la rappresentazione di muscoli tesi nello sforzo e per il dolore, di tendini strappati, delle carni rinsecchite degli uomini e delle donne, che, con la sola forza delle braccia, \u00a0hanno coltivato questi ulivi, mondato, protetto, anno dopo anno per millenni, una generazione dopo l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Poi, da queste piante hanno ricevuto sostentamento, all&#8217;ombra delle chiome di questi alberi i nostri nonni \u00a0hanno riposato durante la calura estiva, da questi ulivi venivano tagliati i rami portati in processione la Domenica delle Palme, dalle chiome potate si otteneva il combustibile per scaldare i forni all&#8217;interno dei quali venivano cotti i fichi secchi e le &#8220;freseddhe&#8221;. Il pane quotidiano dei nostri antenati.<\/p>\n<p>Ma, se continuiamo ad osservare solo con un minimo di attenzione in pi\u00f9, ecco che \u00a0scorgiamo in basso a destra, appena appena sopra al nudo legno, \u00a0la corteccia che d\u00e0 vita ad una faccia arcigna, forse una bestia posta l\u00ec di guardia, a difendere \u00a0quel viso, \u00a0in alto, che riposa su di un braccio disteso ed avvolgente.<br \/>\nLa bestia, un cane Corso, era uno degli animali tipici delle campagne salentine sino a poche decine di anni fa se ne potevano osservare alcuni esemplari nelle masserie del brindisino e del tarantino.<\/p>\n<p>Il cane corso, della famiglia dei molossidi, chiamato cos\u00ec non perch\u00e9 proveniente dalla Corsica, come si sarebbe indotti pensare, ma perch\u00e9\u00a0aveva il pelo ispido. Ancora oggi i pescatori di Porto Cesareo indicano come Corsi quei granchi che hanno una ispida peluria sul corpo.<\/p>\n<p>Solo un lontano parente del cane Corso di oggi che vediamo sfilare nei concorsi canini.<br \/>\nO forse quella bestia dall&#8217;espressione dura sta l\u00ec a rammentarci che \u00a0in millenni di storia non \u00e8 la prima volta che quegli alberi, la ricchezza della nostra terra, hanno subito l&#8217;attacco di uomini, venuti da lontano a depredarci dei nostri beni.<br \/>\nChiss\u00e0 quante altre cose ci vuole raccontare questo ulivo, che io non so vedere, e chiss\u00e0 quante cose ci vuole insegnare e che io non so capire, e mi chiedo come commenterebbe questa scultura \u00a0un critico d&#8217;arte, che so, uno Sgarbi, in fondo noi siamo semplicemente \u00a0i figli \u00a0di questa terra, di questa cultura contadina.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/11\/gli-ulivi-di-leccecronaca\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/11\/gli-ulivi-di-leccecronaca\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Valerio Melcore______ Ogni tanto ci sforziamo di mostrare quanto di bello la nostra terra ci riserva, e che magari non riusciamo a vedere, e tanto meno a &#8220;sentire&#8221;, presi dalla fretta quotidiana che ci condiziona l&#8217;esistenza. 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