{"id":81979,"date":"2016-04-18T02:04:56","date_gmt":"2016-04-18T00:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=81979"},"modified":"2016-04-18T18:13:17","modified_gmt":"2016-04-18T16:13:17","slug":"l-incontro-di-lecce-sul-venezuela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/18\/l-incontro-di-lecce-sul-venezuela\/","title":{"rendered":"L&#8217; INCONTRO DI LECCE SUL VENEZUELA"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"630\" height=\"354\" title=\"marcha_mg_97531392757317\" class=\"alignleft size-full wp-image-81980\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/marcha_mg_97531392757317.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/marcha_mg_97531392757317.jpg 630w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/marcha_mg_97531392757317-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Lecce, il &#8216;Collettivo Terra Rossa&#8217; ci scrive______<\/p>\n<p>Caracas Chiama, il Salento risponde. Il Quarto Incontro Italiano della Rete di solidariet\u00e0 con la Rivoluzione Bolivariana, Caracas Chiama, si \u00e8 svolto a Lecce nel Centro sociale occupato e autogestito Terra Rossa.<\/p>\n<p>DICHIARAZIONE FINALE CON SINTESI DEI LAVORI<\/p>\n<p>Per tre giorni \u2013 dal 15 al 17 aprile \u2013 reti territoriali, ospiti internazionali, rappresentanze diplomatiche e rappresentanti di alcuni comuni virtuosi hanno messo a confronto esperienze e riflessioni sul tema del potere popolare e della democrazia partecipata, tessendo fili tra la realt\u00e0 del socialismo bolivariano e le esperienze salentine. Un embrione di quell&#8217;alleanza bolivariana che, in Venezuela, ha portato a rompere con i meccanismi asfittici della Quarta repubblica, mettendo in campo il blocco sociale che porter\u00e0 alla vittoria di Hugo Chavez e alla rivoluzione.<\/p>\n<p>Il comune di Copertino, uno dei cinque (insieme a Melpignano, Salice Salentino, Zollino, Poggiardo) che hanno appoggiato il IV incontro, ha consegnato personalmente la delibera nelle mani della Ministra Consigliera Maria Elena Uzzo e del Primo Segretario Alfredo Viloria. E la delegazione diplomatica, in rappresentanza dell&#8217;ambasciatore Isaias Rodriguez ha sostenuto numerosi incontri con le istituzioni locali. La Console di Napoli, Amarylis Gutierrez Graffe, ha visitato due scuole, incontrando studenti di liceo e alunni delle primarie. Orietta Caponi, ambasciatrice del Venezuela in Bulgaria ha salutato gli studenti del Liceo Pedagogico e Scientifico di Maglie, spiegando gli orizzonti di un paese che, come il Venezuela e a differenza dell&#8217;Italia neoliberista, offre ai giovani la possibilit\u00e0 di scegliersi il proprio futuro.<\/p>\n<p>Uno degli obiettivi del Quarto incontro \u00e8 stato infatti quello di promuovere la possibile costruzione di relazioni istituzionali e commerciali, basate su principi etici di solidariet\u00e0, giustizia ed equit\u00e0 tra comunit\u00e0 territoriali, aziende che operano sul territorio e il Venezuela.<\/p>\n<p>I quattro tavoli tematici hanno declinato il tema del potere popolare in relazione al femminismo rivoluzionario, all&#8217;eco-socialismo, alla lotta di classe, all&#8217;esperienza partecipata dei comuni.<\/p>\n<p>Ricca l&#8217;analisi al tavolo sul femminismo rivoluzionario. Le donne \u2013 da Maria Grazia Simmini a Federica Lupo \u2013 sono state il motore trainante del IV Incontro. Coordinato da Ada Donno, Isabella Lorusso e Clara Statello, il tavolo ha messo a confronto idee e percorsi e ha esaminato le linee di frattura che hanno caratterizzato il rapporto tra movimento operaio e lotta delle donne. Mentre il femminismo italiano abbandonava gli obiettivi di libert\u00e0 per tutte e tutti, ponendosi fuori dal conflitto sociale e rinchiudendosi in una visione cenacolare, in Venezuela le donne prendevano decisamente in mano il proprio destino, diventando la nervatura di un nuovo potere popolare: cercando nuove vie per coniugare lotta di genere e lotta di classe. Il contributo inviato dalla Ministra Consigliera Maria Elena Uzzo ha illustrato le conquiste delle donne nella rivoluzione bolivariana, fortemente volute dal presidente-femminista Hugo Chavez, Pensare la differenza di genere \u2013 si \u00e8 detto \u2013 significa ripensare il mondo. Agirla, significa cambiarlo nel profondo. Dal tavolo \u00e8 emersa la volont\u00e0 di dare continuit\u00e0 e centralit\u00e0 al tema con un ciclo di iniziative di avvicinamento al V incontro. Percorsi che, nella solidariet\u00e0 con la rivoluzione bolivariana consolidino il confronto all&#8217;interno della rete e fuori: in particolare con la costituzione di un forum di discussione e pratiche per rimettere nuovamente al centro il conflitto.<\/p>\n<p>Il tavolo dell&#8217;ecosocialismo ha visto la partecipazione di reti, soggettivit\u00e0 e movimenti, come il Comitato No-Tap, interessati alla salvaguardia del territorio e contro le multinazionali che devastano il pianeta.<\/p>\n<p>Dal Venezuela, l&#8217;agro-ecologo Miguel Angel Nunez \u00e8 intervenuto telefonicamente, denunciando prima di tutto le nuove manovre delle destre venezuelane per il 19 aprile, giornata internazionale di solidariet\u00e0 con la rivoluzione bolivariana. \u201cLa crisi \u2013 ha detto\u00a0Nunez \u2013 dev&#8217;essere anche un&#8217;opportunit\u00e0 per superare i modelli consumistici indotti dal capitalismo. Stiamo lavorando per rendere il paese indipendente dalle importazioni sul piano alimentare e sanitario\u201d.<\/p>\n<p>Il tavolo su Potere popolare e lotta di classe ha ospitato lavoratori e sindacalisti di base (Usb e Cobas), esperienze di autogestione come la fabbrica recuperata RimaFlow e SfruttaZero, o l&#8217;ex Opg occupato di Napoli. Il Venezuela, dove il presidente va a occupare le fabbriche insieme agli operai \u2013 si \u00e8 detto -, pu\u00f2 essere un orizzonte per andare oltre l&#8217;aspetto puramente rivendicativo delle lotte.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza di Sfrutta zero a Bari e Nard\u00f2 si serve di una filiera autogestita composta da migranti e locali che partecipano a tutto il processo produttivo che va dalla semina alla raccolta alla vendita della salsa di pomodoro: per strappare al caporalato e allo sfruttamento i senza-diritti e per sostenerne le lotte con una cassa di mutuo soccorso.<\/p>\n<p>Al tavolo di Potere popolare e governo partecipato dei comuni si \u00e8 messa in rilievo la necessit\u00e0 che anche in Europa e in Italia i comuni diventino soggetti promotori di esperienze di autogoverno territoriale a partire da una valorizzazione delle pratiche mutualistiche e autogestionarie, ma anche sollecitando consorzi produttivi e pratiche di consumo che si collochino al di fuori delle logiche mercantilistiche dominate dalla legge dei grandi capitali. Al contempo, comunit\u00e0 locali e comuni dovrebbero stringersi in reti inter-comunali e inter-territoriali in grado di produrre un cambiamento di scala, dal locale al nazionale e poi dal nazionale alla dimensione trans-nazionale, costruendo ponti tra esperienze geograficamente affini.<\/p>\n<p>Gli ospiti hanno tracciato i contorni dell&#8217;esperimento bolivariano nelle nuove dinamiche in corso in America latina con il ritorno delle forze conservatrici. Per Obama, che ha rinnovato per un altro anno le sanzioni al Venezuela, il socialismo bolivariano rappresenta \u201cuna minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza degli Stati uniti\u201d: la minaccia dell&#8217;esempio, di un progetto di paese e di continente non pi\u00f9 basato sul profitto ma sulla giustizia sociale, capace di ispirare anche queste sponde. E, con firme e cartelli, il Salento che resiste ha detto No al decreto, impegnandosi a difendere il Venezuela socialista dagli attacchi dei poteri forti, che premono per rimettere le mani su un paese custode delle pi\u00f9 grandi riserve di petrolio al mondo.<\/p>\n<p>\u201cL&#8217;agenda dell&#8217;imperialismo \u00e8 globale, anche la solidariet\u00e0 dev&#8217;essere globale. Difendere il Venezuela rivoluzionario e l&#8217;America latina significa difendere il meglio del popolo italiano e dell&#8217;umanit\u00e0\u201d, ha detto il professor Juan Miguel Diaz Ferrer, mentre Orietta Caponi ha illustrato i termini della democrazia bolivariana: \u201cNella democrazia partecipativa, il popolo non elegge rappresentanti ma portavoci che devono eseguire il mandato popolare, essere realmente la voce del popolo, che altrimenti pu\u00f2 utilizzare il referendum revocatorio, consentito dalla Costituzione per tutte le cariche elette, compreso il presidente\u201d.<\/p>\n<p>Il gesuita Miguel Matos ha testimoniato l&#8217;impegno di quella chiesa di base che, ieri come oggi, non ha paura di camminare a fianco del socialismo. Sono intervenuti telefonicamente gli ambasciatori del Venezuela in Francia (Hector Michel Mujica) e in Etiopia (Luis Mariano Joubertt Mata). Molti i saluti e le adesioni (Rifondazione Comunista, Manuela Palermi del Pcd&#8217;I, Mattia Di Gangi per Italia Cuba, il Circolo Bolivariano Antonio Gramsci di Caracas, Circolo Bolivariano Louis Riel di Toronto, in Canada).<\/p>\n<p>\u201cSiamo parte di una medesima scommessa, la visione del mondo imposta dagli Stati uniti annichilisce anche la nostra soggettivit\u00e0 \u2013 ha detto il Costituzionalista Michele Carducci spiegando le insidie del \u201cgolpe suave\u201d, il golpe blando che caratterizza i nuovi processi di destabilizzazione imperialista dell&#8217;America latina. Globalizzazione economica e finanziarizzazione dell&#8217;economia sono processi che hanno aggredito le societ\u00e0 contemporanee producendo nuove forme di sfruttamento e reiterando le vecchie con il consenso delle classi politiche ormai impermeabili alle istanze sociali.<\/p>\n<p>\u201cLa questione dei governi locali connessi alla partecipazione popolare \u00e8 oggi di vitale importanza in Europa e nel mondo \u2013 ha detto il professor Fabio De Nardis \u2013 I Comuni rappresentano forse\u00a0 l&#8217;ultimo baluardo di democrazia in un&#8217;epoca in cui le istituzioni politiche nazionali e sovranazionali agiscono perlopi\u00f9 come traduttori di decisioni assunte al di fuori dei luoghi della rappresentanza\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, guardare alla rivoluzione bolivariana implica una ridefinizione delle categorie e\u00a0 un&#8217;operazione di verit\u00e0. L&#8217;esperimento socialista bolivariano si \u00e8 messo in moto a seguito di un cambiamento strutturale nelle relazioni societarie e di potere. Da noi, invece, anche il comune pi\u00f9 virtuoso e partecipato deve fare i conti con gli indirizzi e i colori del governo centrale. Guardare alle esperienze partecipate del Venezuela, che hanno portato a sintesi le indicazioni pi\u00f9 avanzate emerse dai forum sociali \u2013 prima di tutto quello di Porto Alegre, in Brasile \u2013 consente anche di riflettere su limiti e meriti delle esperienze che, durante l&#8217;ultimo governo di centro-sinistra in Italia hanno cercato di proporre un modello \u201cpartecipato\u201d di gestione comunale, articolandolo tra conflitto e consenso, fra contropotere locale e indicazioni generali. Significa riflettere, soprattutto, sul ruolo dei movimenti e delle organizzazioni popolari nell&#8217;amministrazione e nel governo dei territori quando si inaridiscono la luce prospettica e il contropotere reale. Significa riflettere, insomma, sull&#8217;articolazione tra locale e globale: sul nesso che c&#8217;\u00e8 \u2013 a partire dalla critica del capitalismo e del suo modello di sviluppo \u2013 tra la fontana, gli ulivi, il caporalato o le fabbriche di morte sul nostro territorio, e quel che accade nei sud pi\u00f9 lontani, perch\u00e9 il costo e i costi di lavoro e non lavoro si decidono a livello globale.<\/p>\n<p>Cosa impariamo dalle \u201crivoluzioni\u201d latinoamericane? \u201cChe i popoli non vincono se non si fanno stato e se non creano le proprie istituzioni. E che la democrazia partecipata non pu\u00f2 convivere con quella rappresentativa, uno dei due campi dovr\u00e0 cedere\u201d, ha detto il professor Carlo Formenti. Nel ribadire i propri principi fondativi \u2013 anticapitalismo, antifascismo, antisessismo, antirazzismo, antimperialismo \u2013 la rete si avvia alla preparazione del suo V incontro. Per ospitarlo, si sono proposti Militant per Roma, i Carc per Torino e Anros per Montesole. L&#8217;assemblea democratica, partecipata, protagonista e sovrana decide per la sede di&#8230;.. La rete Caracas Chiama e l&#8217;assemblea rivolgono un abbraccio solidale al popolo dell&#8217;Ecuador, duramente colpito dal terremoto.<\/p>\n<p>Lecce, 17 aprile 2016<\/p>\n<p>Rete Caracas Chiama<\/p>\n<p>Rete Caracas Chiama Salento Risponde<\/p>\n<p>Collettivo Terra Rossa<\/p>\n<p>UNIPOP Asylum<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/18\/l-incontro-di-lecce-sul-venezuela\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/04\/18\/l-incontro-di-lecce-sul-venezuela\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Lecce, il &#8216;Collettivo Terra Rossa&#8217; ci scrive______ Caracas Chiama, il Salento risponde. 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