{"id":82761,"date":"2016-06-02T00:04:31","date_gmt":"2016-06-01T22:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=82761"},"modified":"2016-06-01T14:31:00","modified_gmt":"2016-06-01T12:31:00","slug":"la-mia-cucina-fusion-gusto-giusto-equipe-propone-il-bunet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/06\/02\/la-mia-cucina-fusion-gusto-giusto-equipe-propone-il-bunet\/","title":{"rendered":"&#8220;La mia cucina fusion&#8221; \/ &#8216;GUSTO GIUSTO EQUIPE&#8217; PROPONE: il bunet, DOLCE TIPICO PIEMONTESE"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"678\" title=\"BUNET\" class=\"aligncenter size-large wp-image-82764\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/BUNET-1024x678.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/BUNET-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/BUNET-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/BUNET-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/BUNET-1536x1017.jpg 1536w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/BUNET-2048x1356.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>Per questo lungo ponte\u00a0festivo, concediamoci &#8211; e mettiamoci d&#8217; impegno a prepararla &#8211; una squisita, inusuale e graditissima pausa di dolcezza!<\/p>\n<p>Il bonet, che si pronuncia bun\u00e8t, ha origini molto antiche ed \u00e8 il pi\u00f9 tradizionale dolce piemontese, precisamente delle Langhe, una regione storica del Piemonte situata a cavallo delle province di Cuneo e di Asti, confinante con altre regioni storiche ossia il Monferrato e il Roero e costituita da un esteso sistema collinare. In piemontese il termine bonet significa cappello e nell&#8217;antichit\u00e0 rappresentava il berretto da notte.<\/p>\n<p>Tra le numerose e pittoresche ipotesi sulle reali origini del nome le pi\u00f9 valide sono due.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 l\u2019interpretazione espressamente indicata nel vocabolario piemontese\/italiano di Vittorio Sant\u2019Albino del 1859 e collega il nome alla forma dello stampo, originariamente in rame, dentro al quale veniva preparato il dolce, tecnicamente bon\u00e8t \u00ebd cusin-a, cappello da cucina.<\/p>\n<p>La seconda, considerata la pi\u00f9 curiosa ma anche la pi\u00f9 accreditata, soprattutto nelle Langhe, sostiene che il bonet sia stato chiamato cos\u00ec in quanto tradizionalmente veniva servito al termine di ogni pasto, come \u201ccappello\u201d a quanto si era avidamente mangiato fino a quel momento e in aggiunta, il riferimento, \u00e8 anche indirizzato al fatto che prima di uscire di casa, dal ristorante o da qualsiasi locale, l\u2019ultimo indumento indossato era ed \u00e8 appunto il bonet, il cappello.<\/p>\n<p>&#8211; 200 g di zuccheri \u2013 6 uova \u2013 7 dl di latte \u2013 100 g di amaretti \u2013 3 cucchiai di cacao amaro \u2013 1 cucchiaino di succo di limone \u2013 2 cucchiaini di rum<\/p>\n<p>1. mettete in un pentolino 50 g. di zucchero con un cucchiaio d&#8217;acqua e il succo di limone (serve a non fare cristallizzare lo zucchero). Fateli andare sul fuoco dolce fino ad ottenere un caramello color ambra, senza mai girare ma agitando ogni tanto il pentolino. Bagnatene man mano con un pennello i bordi interni del recipiente.<\/p>\n<p>2. Versate il caramello in uno stampo, che farete ruotare in modo da ricoprire completamente tutte le pareti.<\/p>\n<p>3. Sbattete le uova con lo zucchero rimasto, finch\u00e9 non diventano bianche e spumose; aggiungete il cacao, poi a filo il latte intiepidito; servendovi di una spatola di gomma, amalgamate gli amaretti sbriciolati ed il rum.<\/p>\n<p>4. Versate il composto nello stampo, ma aspettate che si sia dissolta la schiumetta in superficie, rischierebbe di bruciarsi in cottura. Infornate in un \u201cbagnoMaria\u201dtiepido e cuocete il bonet per circa un&#8217;ora in forno. Potete servirlo tiepido oppure dopo averlo lasciato in frigo, nello stampo, per qualche ora.<\/p>\n<p>Questa volta, abbiamo preparato una leccornia, che gratificher\u00e0 tutti i palati, anche quelli pi\u00f9 esigenti. La preparazione \u00e8 semplice, ma il risultato \u201cREGALE\u201d.<\/p>\n<p>ATTENZIONE alla linea\u2026 ma, per una volta, si pu\u00f2 soprassedere!<\/p>\n<p>GUSTO GIUSTO equipe<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/06\/02\/la-mia-cucina-fusion-gusto-giusto-equipe-propone-il-bunet\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/06\/02\/la-mia-cucina-fusion-gusto-giusto-equipe-propone-il-bunet\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per questo lungo ponte\u00a0festivo, concediamoci &#8211; e mettiamoci d&#8217; impegno a prepararla &#8211; una squisita, inusuale e graditissima pausa di dolcezza! 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