{"id":83290,"date":"2016-05-01T12:41:11","date_gmt":"2016-05-01T10:41:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=83290"},"modified":"2016-05-01T12:41:11","modified_gmt":"2016-05-01T10:41:11","slug":"noi-leccesi-sappiamo-come-consolarci-un-pasticciotto-sulle-onde-azzurre-lamarcord-di-zemanlandia-e-quellardenalinico-lecce-lazio-5-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/05\/01\/noi-leccesi-sappiamo-come-consolarci-un-pasticciotto-sulle-onde-azzurre-lamarcord-di-zemanlandia-e-quellardenalinico-lecce-lazio-5-3\/","title":{"rendered":"NOI LECCESI SAPPIAMO COME CONSOLARCI \/ UN PASTICCIOTTO SULLE ONDE AZZURRE, L&#8217;AMARCORD DI ZEMANLANDIA E QUELL&#8217;ARDENALINICO LECCE-LAZIO 5-3"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Annibale Gagliani______<\/strong><\/p>\n<p>Ordiniamo un dolce! Ricordando che <em>\u201cci mangia sulu se n\u2019foca\u201d<\/em> (spero non sia il vostro caso e che siate in splendida compagnia). Bisogna misurarsi con un fine pasto di quelli sontuosi e chic. Si dai, a tavola come tra le coperte \u00e8 doveroso esagerare (con criterio e creativit\u00e0 s\u2019intende). Chiedete a gran voce il Pasticciotto leccese alla crema nella sua originale ricetta. Vi sono altre variegate forme di Pasticciotto: con crema al pistacchio, ai frutti tropicali, alle mandorle e con marmellata di ogni tipo.<\/p>\n<p>Certo la tipologia pi\u00f9 famosa ai giorni nostri di questa leccornia \u00e8 il \u201cPasticciotto Obama\u201d, al cioccolato finissimo ideato dal pasticcere salentino Angelo Bisconti in onore del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Della leggenda di questo dessert salentino ne parleremo pi\u00f9 avanti, intanto mordete a fondo, sperimentate con cura il suo sapore\u2026 Bene, la sensazione sul palato \u00e8 contrastante ma appagante: pasta frolla ben biscottata che contiene nel proprio cuore una crema al limone da cerimonia reale. Wow, una botta incontenibile di saccarosio.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"225\" title=\"salento-vacanze-puglia-spiagge-belle\" class=\"alignleft size-medium wp-image-83297\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/salento-vacanze-puglia-spiagge-belle-300x225.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/salento-vacanze-puglia-spiagge-belle-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/salento-vacanze-puglia-spiagge-belle-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/salento-vacanze-puglia-spiagge-belle-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/salento-vacanze-puglia-spiagge-belle.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Dessert che ricorda magistralmente l\u2019inconcepibile e stellare arte barocca. Una sfarzosit\u00e0 senza rivali in Europa che accende una sfida brulicante per i critici, che sono indecisi se consegnare lo scettro della architettura nostrana alla concezione rinascimentale o a quella barocca. Ditemi un po\u2019 voi turisti che avete passeggiato a Lecce per via Umberto I e prima di arrivare in Piazza Sant\u2019Oronzo vi siete trovati davanti la Basilica di Santa Croce, non vi viene voglia di sposarvi l\u00ec anche se non siete cattolici? Le papille gustative in particolare quelle designate ad occuparsi del dolce sapor stanno ballando una pizzica irrefrenabile in questo momento.<\/p>\n<p>Tamburelli in percussione e giravolte lunari, tingono e sfumano le notti salentine di coloro che si lasciano pungere in maniera masochistica dalle tarantole campagnole, e altres\u00ec di tutti altri che rimangono seduti a guardare. Le loro occhiate speranzose spiano un uomo e una donna in preda al calore accecante della fisarmonica, e cercano di scambiarsi vibrazioni passionali a ritmo dei battiti decisi. Salentu: lu sule, mare e lu ientu. Il sole frantuma i sassi, bacia belli, brutti e farabutti, e incendia le coscienze profane. Il mare \u00e8 esaltante, segnatevi queste localit\u00e0 viaggiatori licantropi: Porto Cesareo, Torre Lapillo, Apani, Roca, Leuca, Torre dell\u2019Orso e Sant\u2019Andrea.<\/p>\n<p>Ve ne ho citate un po\u2019 per eccesso di zelo. Onde capaci di rivoluzionare i moti interiori della personalit\u00e0, posti in grado di rigenerare l\u2019anima, rimettendo apposto i tasselli di un mosaico frastagliato scomposto dallo smog psico-fisico delle Metropolitan Plazas. E il vento? beh i proverbiali scirocchi e tramontane sono un po\u2019 il simbolo che qui campeggia tra cielo e terra, e che ridisegna perfettamente il carattere delle persone. Anche se mi sto convincendo fermamente che tutto \u201clu ientu\u201d del Salento alberghi pigramente a Brindisi, capitale d\u2019Italia per pochi giorni e idealmente legata (come una sirena a uno scoglio) al suo porto di caratura international.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"200\" title=\"lezioni-di-tattica-di-zeman\" class=\"alignright size-medium wp-image-83293\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/lezioni-di-tattica-di-zeman-300x200.jpg\" \/>Qual \u00e8 il modo di proporre calcio che si avvicina di pi\u00f9 al sapore del Pasticciotto, all\u2019arte barocca, al ritmo incessante della pizzica e in generale allo stile di vita della Salento\u2019s people? Indubitabilmente la filosofia gioco di Zdenek Zeman. Il mister boemo ha fondato negli anni novanta un\u2019istituzione del calcio italiano irredentista: Zemanlandia. Rivoluzionario e parecchio utopista, Lenin e Togliatti avrebbero fatto carte false per averlo come allenatore delle loro squadre cittadine. Ma che cos\u2019\u00e8 Zemanlandia?<\/p>\n<p>Questo contenitore di gioco champagne (estremamente alcolico) \u00e8 un parco divertimenti pirotecnico, che ha visto piantare le proprie tende arlecchino in citt\u00e0 acerbe calcisticamente come Foggia e Lecce, senza dimenticare le capatine forvianti nella capitale, sedendo rispettivamente sulla panca biancoceleste e romana. Metodi di lavoro militaristici, al limite della resistenza fisica; alta professionalit\u00e0 e dedizione al lavoro; pressing ultra-offensivo e mentalit\u00e0 di squadra proiettata sempre e solo in verticale verso la porta antagonista. Ecco la ricetta del coach di Praga, che ha bisogno necessariamente di seguaci massonici per poter portare i suoi frutti.<\/p>\n<p>E le sue inseparabili sigarette poi, non ne parliamo. Credo che anche il dottor Zivago avrebbe rinunciato a intraprendere azioni terapeutiche per farlo smettere. Nella sua longeva carriera Zeman ha vinto solo due campionati di serie B, un campionato di C2 e a livello individuale una panchina d\u2019argento quando allenava il Pescara nel 2012. Tanti bei piazzamenti per lui in serie A con team di provincia che hanno scoperto il grande calcio grazie al suo lavoro estenuante. Ma quanta letteratura \u00e8 dedicata al maestro boemo, teorico di un 4-3-3 attacking, figlio di un football totale e morale. Ha lanciato giocatori come Signori, Rambaudi, Di Biagio, Nesta, Di Vaio, Nedved e tanti altri\u2026 a Lecce ha rischiato la retrocessione, ma tutto il popolo di fede giallorossa si \u00e8 innamorato di lui e delle sue partite da tachicardia.<\/p>\n<p>Un linguaggio serafico e furbesco, calmo, quasi irridente. \u00c8 legato a vita alle sigarette che fumava ininterrottamente quando in panchina non era ancora vietato fumare. Di tutte le polemiche riversate su Zeman e una cospicua parte di calcio, non ne vale la pena parlarne, perch\u00e9 il soccer italico deve spogliarsi di tutti i veleni che ama assumere in forma liquida e cartacea. Parliamo di Zemanlandia sul campo, luogo che pi\u00f9 ci interessa. A Lecce il Boemo trovo una casa calda e tifosi affamati di bel gioco, che lo accolsero a braccia spalancate. Lanci\u00f2 in serie A giovani dell\u2019est Europa scovati da Pantaleo Corvino come Vucinic e Bojinov.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"432\" height=\"324\" title=\"CALCIO: UDINESE - LECCE ; VUCINIC SEGNA E FOTOGRAFA SUOI TIFOSI\" class=\"alignleft size-full wp-image-83294\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mirko_vucinic.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mirko_vucinic.jpg 432w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mirko_vucinic-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mirko_vucinic-400x300.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/>I due folletti dei Balcani portarono la squadra salentina a una salvezza col brivido lungo la schiena, che si materializz\u00f2 grazie a una partita in particolare andata in scena allo stadio Via del mare: Lecce-Lazio 5-3 del primo maggio 2005. Quando sei tifoso di una formazione di Zeman l\u2019over \u00e8 un pronostico scontatissimo, certo se vinci ti puoi dimenare dalla gioia come un tarantolato, ma se perdi le bestemmie andranno a scomodare i Santi in paradiso e presunte forme di vita su Marte. In quel pomeriggio dove in terreno di gioco sembrava la base di una brace, lo spettacolo fu avvincente, da stropicciarsi gli occhi. Apre le danze Dalla Bona dal dischetto, che bruciava sul tempo la colonna Peruzzi al 6\u2019 del first time. Al 30\u2019 Rocchi lanciato dal gemello Antonio Filippini sul filo del fuorigioco batte il portiere giallorosso Sicignano, \u00e8 il punto dell\u20191-1.<\/p>\n<p>All\u2019ultimi secondi del primo tempo, Vucinic crede in una palla morta \u00e8 attacca con cattiveria Oscar Lopez, sorpassandolo con una rapidit\u00e0 da Formula 1 e trafigge Peruzzi in diagonale. Nel seconda frazione la Lazio rimane in dieci per una sciocchezza del brasileiro bailado Cesar che si fa espellere dal direttore Ayroldi per qualche parola di troppo, ma paradossalmente gli uomini di Papadopulo tirano fuori gli attributi. Rocchi pareggia al 52\u2019 con un\u2019azione da funambolo e poi regala il controsorpasso ai suoi compagni segnando un goal facile facile ancora su assist di un Tonio Filippini ispirato. 2-3, immaginatevi la faccia dei tifosi in Curva Nord leccese!<\/p>\n<p><em>\u201cMa \u00e8 allu squagghiare te la nie ca parenu li strunzi!\u201d<\/em> Infatti al 67\u2019 l\u2019arbitro espelle Dalla Bona per un fallo gratuito ai danni di Manfredini, piove sul bagnato sul Lecce e a questo punto oltre a perdere la partita gli uomini di Zeman vedevano la salvezza come un miraggio. Invece \u00e8 proprio qui che arriva l\u2019inatteso colpo di scena, nel momento decisivo, quello del climax dei tre atti, mangiati da un nastro al fulmicotone.<\/p>\n<p>Al 71\u2019 su palla inattiva un\u2019imperiosa incornata del difensore leccese Diamoutene regala il 3-3 ai padroni di casa, gettando fuoco vivo su un finale pieno zeppo di benzina. A dodici primi dalla fine arriva il gancio diretto alla bocca dello stomaco della Lazio, colpo ad opera ancora di Mirko Vucinic che sfrutta un assist geniale del cileno Valdes e fulmina il portierone laziale modificando il taccuino di Ayroldi sul 4-3. Ma non finisce qui. Il destro da k.o. per gli uomini biancocelesti arriva all\u201982\u2019, con una punizione strepitosa a giro sempre e solo di Vucinic che eguaglia Rocchi nelle segnature di giornata e manda in estasi i supporters salentini. 5-3! Zemanlandia \u00e8 tornata!<\/p>\n<p>Il Lecce si salver\u00e0 non con pochi patemi e lustrando i due suoi gioielli all\u2019accademia del calcio italiano: Lo Zorro serbo numero 9 (che esultava imitando i personaggi di Smack Donw), e il maestro Zeman divertito e invecchiato notevolmente dopo quella stagione divertente e pesante sulle sponde del Salento.<\/p>\n<p><em>\u2039\u2039La grande popolarit\u00e0 del calcio nel mondo non \u00e8 dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bens\u00ec al fatto che in ogni piazza, in ogni angolo del mondo c\u2019\u00e8 un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi.\u203a\u203a.<\/em> Ecco il Zdenek pensiero, distributore di spettacolo e etica calcistica, sempre pi\u00f9 indispensabili in questo micro-mondo. \u00c8 uno dei tecnici che ha vinto meno, e che difficilmente si lega ad una societ\u00e0 per molto tempo, i suoi rapporti professionali sono quasi sempre estremi. Il gioco di Zeman \u00e8 un po\u2019 come avere una super figa a letto, quelle tipe da una sera.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"489\" title=\"Curva-Nord-Lecce-1\" class=\"aligncenter size-large wp-image-83295\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Curva-Nord-Lecce-1-1024x489.jpg\" \/><\/p>\n<p>Ti fa godere tanto nell\u2019atto sessuale, e ti crea un bel dispendio di energie psico-fisiche, ma quando si tratta poi di andare al sodo delle cose evapora e svanisce nel nulla, lasciandoti l\u2019illusione di un amore parzialmente assaporato. Il mister di Praga \u00e8 anche capriccioso, come sono la maggior parte dei salentini, uno dei tanti punti in comune tra idolatrato e idolatrante. La parte pi\u00f9 capricciosa di questa terra sono soprattutto le vagnune, che anche se sono lisce si arricciano in un amen, e si sa che per ogni riccio conservano un capriccio: <em>\u2039\u2039Pigghiate cu ti pare si vo\u2019 ti sposi, per\u00f2 nun ti pigghiari \u2018na donna riccia. Cu ricci e ricciteddi issa t\u2019incanta per\u00f2 dopo du\u2019 misi voli ti pianta\u2026 Picch\u00ec da ogni ricciu te caccia \u2018nu capricciu, la donna riccia nun la vogliu no!\u203a\u203a.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em> La donna riccia, versi in musica di mister volare Domenico Modugno, salentino di sangue e di passioni. E ora addentriamoci nella ricetta storica del Pasticciotto Leccese scoprendo tutte le sue caratteristiche. Preannunciamo che \u00e8 friabile, oro in frolla, inimitabile e rispettato ormai in ogni latitudine terreste. Vi lascio un ultimo proverbio salentino che d\u00e0 la giusta sensazione di come sia importante osservare e curare i propri compiti nella professione che si ricopre, magari una professione come il mister per esempio, o perch\u00e9 no come il gourmet\u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0\u201cL\u2019ecchiu te lu patrunu, \u2018ngrassa lu cavaddru.\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pasticciotto leccese (dessert)<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"199\" title=\"pasticciotto-leccese. 2 jpg\" class=\"alignright size-medium wp-image-83292\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/pasticciotto-leccese.-2-jpg-300x199.jpg\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Ingredienti<\/strong><\/p>\n<p><em>&#8211; Per la pasta frolla<\/em><\/p>\n<p>\u2022500 gr di farina 00<\/p>\n<p>\u2022250 gr di strutto<\/p>\n<p>\u2022250 gr di zucchero semolato<\/p>\n<p>\u2022150 gr uova<\/p>\n<p>\u2022Mezzo cucchiaino di ammoniaca per dolci<\/p>\n<p>\u2022scorza di limone o di arancio da grattugiare<\/p>\n<p><em>&#8211; Per la crema pasticcera<\/em><\/p>\n<p>\u20221 lt di latte<\/p>\n<p>\u20225 tuorli d\u2019uovo paesano<\/p>\n<p>\u2022180 gr di farina 00<\/p>\n<p>\u2022320 gr di zucchero semolato<\/p>\n<p><em>&#8211; Per la lucidatura:<\/em><\/p>\n<p>\u20221 uovo sbattuto nel modo giusto<\/p>\n<p>\u2022Stampi ovali di alluminio<\/p>\n<p><strong>Procedimento di preparazione<\/strong><\/p>\n<p>\u2022Fase di preparazione della pasta frolla. Versate lo zucchero e lo strutto (che sia a temperatura ambiente) in un contenitore e mescoliamoli facendoli amalgamare bene.<\/p>\n<p>\u2022Aggiungiamo le uova con cura e lasciamole incorporare a strutto e zucchero. Poi versiamo la farina sempre con molta cura, insieme alla piccola dose di ammoniaca. Dopo di ch\u00e9 condire l\u2019impasto con le scorzette di agrumi grattugiati e impastiamo bene il tutto. Attenzione! Evitate di montare la frolla, inglobando troppa aria la consistenza potrebbe rovinarsi irrimediabilmente.<\/p>\n<p>\u2022La frolla va categoricamente lavorata fredda, quindi una volta terminata la lavorazione dell\u2019impasto ricopriamolo con la pellicola e facciamolo raffreddare in frigorifero per un\u2019ora abbondante.<\/p>\n<p>\u2022Adesso \u00e8 la volta del ripieno. La crema pasticcera dovr\u00e0 essere fredda e dalla consistenza molto soda quindi \u00e8 necessario prepararla qualche ora prima per avere un risultato ottimale.<\/p>\n<p>\u2022In una coppa mischiamo i tuorli con lo zucchero, aggiungendo la farina e successivamente bagnando con un po&#8217; di latte (a temperatura ambiente). Amalgamiamo con estrema cura il tutto. Accendiamo a fiamma bassissima il fuoco e facciamo cuocere mescolando il composto fino a fargli ottenere un cospicuo bollore. Per far in modo che la farina si cuocia bene e la crema abbia un gusto pi\u00f9 delicato la cottura dovr\u00e0 essere molto lenta e paziente. Appena giunge a bollore spegniamo il fuoco, trasferiamo la crema in una ciotola di vetro per farla intiepidire poi in un secondo momento posizioniamola in frigorifero coperta da pellicola a contatto.<\/p>\n<p>\u2022Ora possiamo preparare i pasticciotti. Spolverizziamo leggermente il tavolo con la farina, facciamo un salsicciotto e tagliamo dei grossi tocchi della pasta frolla preparata di circa 5 cm di diametro.<\/p>\n<p>\u2022Con il palmo delle mani schiacciamo i pezzi di pasta ottenuti, lasciando la pasta alta all\u2019in circa 2 cm. Senza bisogno di ungere gli stampi, copriamoli completamente con la pasta e lasciamo che la frolla esca fuori dai bordi dell\u2019alluminio.<\/p>\n<p>\u2022Con un cucchiaio o con un sacco da pasticciere riempiamo completamente gli stampi con la crema e ricopriamoli con un ulteriore strato di frolla superiore, che sia distesa e sottile. Sigilliamo i bordi con una attenzione e buona manualit\u00e0 in modo che le due frolle si uniscano.<\/p>\n<p>\u2022Con le dita premiamo sul bordo della frolla in modo da conferire al pasticciotto la sua tradizionale forma a piccola cupola e con le mani eliminiamo la pasta che si presenta in eccesso.<\/p>\n<p>\u2022Mettiamoli a raffreddare in frigorifero per un&#8217;ora abbondante. La fase di cottura \u00e8 determinante, necessita velocit\u00e0 e alta temperatura di esposizione. Prima di cuocerli spennelliamoli con delicatezza con un uovo sbattuto. Poi \u00e8 il momento di infornarli: il forno deve essere preriscaldato e portato a 220\u00b0 per un 7 minuti buoni. Dopo tale azione girate la teglia e cuocete ancora per 5 minuti.<\/p>\n<p>\u2022Assicuratevi che la cottura sia uniforme prendendo come parametro di giudizio il colore: devono risultare ben dorati in superficie e necessariamente al centro, dove l\u2019alta temperatura arriva solo alla fine.<\/p>\n<p>\u2022Facendoli riposare un paio di minuti fuori dal forno, si possono facilmente sfilare dagli stampi e farli raffreddare su una superficie pulita e omogenea.<\/p>\n<p>\u2022Adesso sono pronti per essere gustati! Inebriatevi del loro profumo soprattutto a colazione.<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"199\" title=\"pasticciotto-leccese\" class=\"alignleft size-medium wp-image-83291\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/pasticciotto-leccese-300x199.jpg\" \/>Consigli e curiosit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>\u2022Mai sostituire lo strutto con il burro, commettereste un errore madornale, poich\u00e9 questo ingrediente \u00e8 fondamentale per donare dopo la cottura un carattere di straordinaria friabilit\u00e0 alla frolla, che rispetta in pieno la ricetto originaria leccese.<\/p>\n<p>\u2022Nasce il 29 giugno 1475, in quel di Galatina, nella pasticceria \u201cAscalone\u201d. Nel bel mezzo del frenetico via vai di devoti e tarantate per le celebrazioni del Santo Patrono San Paolo, il pasticcere Nicola cerc\u00f2 di brevettare un nuovo dolce utilizzando gli ingredienti che aveva a disposizione. Conservava nella dispensa resti di pastafrolla e crema pasticcera, e pens\u00f2 con espediente virt\u00f9 di fonderli in un corpo solo, dando alla luce un paffuto elemento dolciario che battezz\u00f2 con tutti i crismi del caso \u201cPasticciotto\u201d. Nei giorni e nei mesi successivi da tutta la provincia si mobilitarono buon gustai che volevano assaggiare quella neonata invenzione culinaria. L\u2019enorme successo del dessert ottenuto grazie a una bont\u00e0 inimitabile, lo trasform\u00f2 dal povero \u201cPasticciotto de lu Ascalone\u201d al \u201cPasticciotto Leccese\u201d, sovrano indiscusso del vigoroso regno dei dolciumi salentini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/05\/01\/noi-leccesi-sappiamo-come-consolarci-un-pasticciotto-sulle-onde-azzurre-lamarcord-di-zemanlandia-e-quellardenalinico-lecce-lazio-5-3\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/05\/01\/noi-leccesi-sappiamo-come-consolarci-un-pasticciotto-sulle-onde-azzurre-lamarcord-di-zemanlandia-e-quellardenalinico-lecce-lazio-5-3\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Annibale Gagliani______ Ordiniamo un dolce! 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