{"id":84867,"date":"2016-05-19T09:20:31","date_gmt":"2016-05-19T07:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=84867"},"modified":"2016-05-30T13:16:59","modified_gmt":"2016-05-30T11:16:59","slug":"xylella-e-lubixyl-lenzima-del-latte-un-consorzio-e-le-implicazioni-in-salento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/05\/19\/xylella-e-lubixyl-lenzima-del-latte-un-consorzio-e-le-implicazioni-in-salento\/","title":{"rendered":"XYLELLA E LUBIXYL: L&#8217;ENZIMA DEL LATTE, UN CONSORZIO E LE IMPLICAZIONI IN SALENTO"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"372\" title=\"Lubix\" class=\"alignleft size-full wp-image-85111\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lubix.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lubix.jpg 500w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Lubix-300x223.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/strong><\/em>di<strong>\u00a0 Eleonora\u00a0 Ciminiello<\/strong><em><strong>______<\/strong><\/em>Il 18 aprile scorso avevamo lanciato la notizia dell&#8217;esistenza di una ricerca che vedeva protagonista un&#8217;enzima del latte, la <strong>lactoperossidasi<\/strong>, <strong>capace di agire su xylella fastidiosa inibendola<\/strong>. Visto il solito ed inspiegabile silenzio, abbiamo deciso di attivarci, cercando di capire innanzitutto quanto di vero ci fosse nella notizia, la sua validit\u00e0 scientifica e soprattutto quali risvolti potesse avere in Salento.<\/p>\n<p>Dalla documentazione \u00e8 emerso che all&#8217;interno del\u00a0Laboratorio di <strong>Phitopatologia Plant Agrobiotech Gembloux dell&#8217;Universit\u00e0 di Liegi<\/strong>, il professore e direttore del dipartimento <strong>Haissam Jijakli,\u00a0<\/strong>assieme al suo team, ha cominciato a studiare le reazioni dell&#8217;enzima lactoperossidasi sui batteri, virus e funghi delle piante intorno al 2010.<\/p>\n<p>I partner di questo progetto sono il laboratorio di Phitopatologia Agrobiotech, l&#8217;azienda <strong>Taradon<\/strong> e l&#8217;ente operativo di economia, ricerca ed occupazione della <strong>Vallonia<\/strong>. Cardine della ricerca \u00e8 proprio l&#8217;enzima della lactoperossidasi, presente nel latte crudo fresco. Secondo lo studio, presentato ufficialmente il 17 giugno 2014, accettato il 19 agosto e pubblicato il 16 settembre 2014 (\u00e8 questo il processo naturale che rende uno studio una pubblicazione scientifica ufficiale), la lactoperossidasi non ha effetto antibatterico di per s\u00e9 ma \u00e8 in grado di ossidare lo ione tiociano in presenza di perossido di idrogeno. E&#8217; questa combinazione, definita <em>&#8220;sistema perossidasi&#8221;<\/em> che riesce a neutralizzare i virus ed i batteri gram-negativi nell&#8217;uomo ed in tutti gli animali. Partendo da questi presupposti i ricercatori di stanza presso la Agrobiotech hanno provato ad utilizzare il &#8220;sistema lactoperossidasi&#8221; sulle piante. I risultati sono stati sorprendenti: in particolare \u00e8 stata provata l&#8217;efficacia della lactoperossidasi sulla peronospora che colpisce la vite e i pomodori, ma l&#8217;enzima \u00e8 risultato efficace anche contro funghi e muffe che attaccano le mele e gli agrumi.<\/p>\n<p>La ricerca portata avanti da questi ricercatori, coordinati dal professor\u00a0Haissam Jijakli,\u00a0ha inibito 10 funghi e 3 batteri in vitro, \u00e8 risultata non tossica per tutti i modelli testati tranne due, ed ha dimostrato di poter poter essere utilizzata nelle vesti di protezione per le piante dagli agenti patogeni.<\/p>\n<p>Gli anni in cui Agrobiotech si occupa di testare l&#8217;enzima sulle specie vegetali sono gli anni in cui in Salento viene fatta esplodere l&#8217;emergenza Xylella Fastidiosa, ritenuto, indebitamente, come la causa del disseccamento rapido degli ulivi. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n<p>Torniamo alla ricerca. Con ogni probabilit\u00e0 verso i primi mesi del 2015, in piena emergenza xylella in Salento il team di ricerca prova a testare in vitro gli effetti della lactoperossidasi su xylella, concentrandosi sulle subspecie <strong>fastidiosa e multiplex<\/strong>.<\/p>\n<p>In vitro i risultati sono sorprendenti: <strong>entrambe le subspecie risultano debellate, <\/strong>quindi l&#8217;enzima lactoperossidasi \u00e8 in vitro risolutivo. Ovviamente questo test non basta ad accertarne l&#8217;efficacia: il passo successivo \u00e8 la verifica della citotropicit\u00e0 della lactoperossidasi, ovvero della sua assorbibilit\u00e0 all&#8217;interno dei vasi xylematici dell&#8217;ulivo, ma in quanto enzima dovrebbe essere assorbibile, anche perch\u00e9 \u00e8 risultato tale sia su vite, sia su pomodoro, sia su agrumi, sia su mele.<\/p>\n<p>La ricerca di Agrobiotech si trasforma circa un anno e mezzo fa, come conferma il professor Cristos Xiloyannis durante la tavola rotonda organizzata dalla portavoce del M5S al Parlamento Europeo, Rosa d&#8217;Amato presso la Regione Puglia, ieri 18 maggio, in un progetto: <strong>Lubixyl<\/strong>. Lubixyl \u00e8 un consorzio scientifico industriale francese il cui nome sta per <strong>Lutte Biologique contre Xylella Fastidiosa<\/strong>, il cui scopo \u00e8 innanzitutto di porsi sulla scena come un gruppo di studio, ricerca, sperimentazione multidisciplinare, capace di affrontare il disseccamento rapido degli ulivi a 360\u00b0.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del gruppo sono presenti batteriologi, epidemiologi, ma anche esperti di pratiche agricole, microbiologi del suolo e fisiologi della pianta. Fanno parte del progetto oltre a ricercatori e scienziati anche 32 universit\u00e0, 34 laboratori e 15 organismi tecnici e professionali provenienti da 15 paesi del mondo. Il progetto include realt\u00e0 molto diverse: enti brasiliani come dell&#8217;Iran, ma anche organismi europei \u00a0e dei paesi del Mediterraneo. Un progetto che certamente suona come una speranza concreta per la tutela, la sopravvivenza ed il ripristino del paesaggio salentino e pugliese, ma che solleva anche delle perplessit\u00e0, che riteniamo legittime, sulla sua nascita e sulle personalit\u00e0 coinvolte.<\/p>\n<p>Abbiamo detto che il progetto nasce circa un anno fa, quando il professor Xiloyannis conferma di aver preso parte alla nascita di LubiXyl. Il 27 Ottobre 2015 il professor Cristos Xiloyannis dell&#8217;Universit\u00e0 della Basilicata (da subito parte del progetto) e coordinatore del gruppo WP4 della ricerca, corrispondente alla fase sperimentale &#8220;Pratiche in campo&#8221;, assieme a <strong>Didier Ousset<\/strong>, responsabile del consorzio scientifico-industriale Lubixyl, incontrano l&#8217;assessore regionale alle Politiche agricole della Basilicata\u00a0<strong>Luca Braia<\/strong> e il dirigente dell\u2019Ufficio fitosanitario regionale,\u00a0<strong>Ermanno Pennacchio<\/strong>, informandoli del progetto.<\/p>\n<p>Siamo al 27 ottobre: in Basilicata non vi \u00e8 alcuna emergenza. In Puglia s\u00ec. Ed allora perch\u00e9 non ci si \u00e8 rivolti subito alla Regione Puglia? Perch\u00e9 non informare subito la Regione colpita dal disseccamento dell&#8217;esistenza del progetto? E se i membri di Lubixyl l&#8217;hanno fatto chi ha ritenuto irrilevante il lavoro di Agrobiotech?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il professor Xiloyannis, membro della task force, non ha comunicato della sua partecipazione a questo progetto all&#8217;interno del consesso? Sebbene comprendiamo che la ricerca sia coperta da segreto, lui che si \u00e8 sempre speso per il territorio salentino, perch\u00e9 non ha informato chi di dovere in Puglia, anzich\u00e9 ad ottobre 2015 chiedere appoggio alla Regione Basilicata? Avrebbe potuto, in virt\u00f9 di una comunicazione tempestiva potuto fermare o deviare verso altri percorsi le scelte della Regione Puglia, evitando le potature severe previste nell&#8217;ultimo piano degli interventi?<\/p>\n<p>E se il sistema lattoperossidasi inibisce xylella, trattandolo alla stregua di un qualsiasi batterio, \u00e8 pensabile che a test ultimati xylella non verr\u00e0 pi\u00f9 considerato un batterio da quarantena compreso nella lista EPPO1?<\/p>\n<p>Qualcuno in Puglia sapeva dell&#8217;esistenza del progetto? La risposta \u00e8 s\u00ec, se il <strong>17 febbraio 2016 il consorzio Lubixyl propone la sua candidatura ad Horizon 2020<\/strong> con un progetto multidisciplinare che intende porre al vaglio il batterio, i possibili vettori, ma anche la cura degli ulivi e dell&#8217;ecosistema in genere. Qualcuno lo doveva sapere, perch\u00e9 all&#8217;interno del progetto Cristos Xiloyannis non \u00e8 l&#8217;unico volto noto da chi ha seguito la vicenda xylella fastidiosa in Salento.<\/p>\n<p>Figurano tra i partner del progetto l&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Studi Aldo Moro<\/strong>, ma non si specifica quale dipartimento dell&#8217;Universit\u00e0 prende parte alla ricerca n\u00e9 tanto meno quali sono i ricercatori aderenti. Figura anche il <strong>CNR<\/strong>, anche qui senza specificare se \u00e8 il CNR nazionale o regionale. Tra i partecipanti a Lubixyl anche l&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Foggia<\/strong>, la quale mediante i ricercatori Lops e Carlucci ha avuto un ruolo molto attivo all&#8217;interno della questione xylella salentina. Tra le associazioni sostenitrici e partner del progetto anche <strong>COPAGRI<\/strong>, <strong>UNAPROL<\/strong> e l&#8217;<strong>Associazione Nazionale Vivaisti Esportati<\/strong>, mentre tra le regioni, la sola <strong>Basilicata<\/strong>.<\/p>\n<p>Grandi assenti, oltre alla Regione Puglia, anche le associazioni di categoria, in particolar modo CIA e Coldiretti, i quali negli ultimi anni hanno spinto per il reimpianto di altre variet\u00e0 di ulivo, volgendo l&#8217;agricoltura salentina verso quell'&#8221;innovazione&#8221; e quella meccanizzazione che avrebbe fatto indubbiamente bene pi\u00f9 al portafoglio che all&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>A coordinare il progetto scientifico, il laboratorio<strong> Terra e Vita dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Louvain<\/strong> diretto dal professor<strong> Claude Bragard<\/strong>, <strong>referente per Xylella presso l&#8217;EFSA<\/strong>. Il coordinatore del progetto fa parte del gruppo di esperti EFSA che, in ultimo, ha pubblicato una relazione stilata da alcuni degli indagati dalla procura di Lecce facendola passare per una pubblicazione scientifica.<\/p>\n<p>Ora il consorzio ha proposto la sua candidatura ad Horizon 2020 e conoscer\u00e0, verosimilmente, il risultato del bando entro giugno 2016: a chi andranno i prossimi 7 milioni di euro stanziati dalla Commissione Europea? Dovendo scegliere certamente propenderemo per una potenziale soluzione piuttosto che per un&#8217;altra relazione priva di contenuto risolutivo, ma ci resta l&#8217;amarezza per tutto il tempo sprecato, per tutti gli ulivi caduti e per quelli tragicamente avvelenati. Forse si potevano salvare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/05\/19\/xylella-e-lubixyl-lenzima-del-latte-un-consorzio-e-le-implicazioni-in-salento\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/05\/19\/xylella-e-lubixyl-lenzima-del-latte-un-consorzio-e-le-implicazioni-in-salento\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 Eleonora\u00a0 Ciminiello______Il 18 aprile scorso avevamo lanciato la notizia dell&#8217;esistenza di una ricerca che vedeva protagonista un&#8217;enzima del latte, la lactoperossidasi, capace di agire su xylella fastidiosa inibendola. 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