{"id":8943,"date":"2012-12-18T10:07:46","date_gmt":"2012-12-18T10:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=8943"},"modified":"2012-12-18T10:07:46","modified_gmt":"2012-12-18T10:07:46","slug":"sabato-5-gennaio-raduno-di-commemorazione-storica-a-gioia-del-colle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/18\/sabato-5-gennaio-raduno-di-commemorazione-storica-a-gioia-del-colle\/","title":{"rendered":"SABATO 5 GENNAIO RADUNO DI COMMEMORAZIONE STORICA A GIOIA DEL COLLE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dall\u2019 associazione Rete Sud riceviamo, volentieri pubblichiamo e..integriamo per chi intanto voglia approfondire una pagina della nostra storia misconosciuta e dimenticata<\/strong><\/p>\n<p>Cari amici e compatrioti,<\/p>\n<p>il 2013 ricorre il 150\u00b0 anniversario del sacrificio del Sergente Romano nella Battaglia di Bosco Vallata a Gioia del Colle.<\/p>\n<p>Rete Sud che, come sempre, ricorda il valore di Romano e dei suoi uomini, ha sollecitato la costituzione di un apposito comitato per le celebrazioni di questo particolare anniversario.<\/p>\n<p>Nel suo primo incontro il comitato, in via di ampliamento con diversi esperti di Storia del Sud, ha individuato nella figura di Valentino Romano, esperto, studioso e scrittore meridionalista, il suo Presidente.<\/p>\n<p>Lo stesso comitato ha fissato di tenere l&#8217;evento celebrativo SABATO 5 GENNAIO con una intensa giornata di manifestazioni il cui programma \u00e8 in via di definizione.<\/p>\n<p>Invitiamo i Movimenti e le Associazioni Meridionaliste che volessero testimoniare con i propri simboli, l&#8217;adesione e la condivisione ideale dell&#8217;evento, a voler inviare via mail formale comunicazione di partecipazione, entro il 20 dicembre, con l&#8217;autorizzazione alla stampa del proprio logo sul manifesto in corso di ultimazione.<\/p>\n<p>Sulla base di precedenti esperienze \u00e8 stato stabilito che il 5 gennaio 2013, nel nome di colui che non ha esitato di dare la vita per la causa in cui credeva, LA PARTECIPAZIONE e LA EMPATIA dovranno essere prevalenti su ogni forma di personalismo o divisione. Pertanto, solo accettando questo unico principio di rispetto della memoria del Sergente Romano, i rappresentanti dei movimenti che decideranno di prendervi parte, avranno possibilit\u00e0 di portare il saluto del movimento di appartenenza all&#8217;inizio della conferenza.<\/p>\n<p>Il programma delle celebrazioni, a titolo di sommaria informazione, prevede<\/p>\n<p>ore 10 &#8211; messa da campo sul luogo dell&#8217;eccidio nei pressi di Gioia del Colle<\/p>\n<p>ore 11 &#8211; allocuzione e deposizione di corona al monumento a Romano<\/p>\n<p>ore 12,30 &#8211; pranzo<\/p>\n<p>ore 16,30 &#8211; conferenza sull&#8217;attivit\u00e0 della Banda Romano e sul Brigantaggio<\/p>\n<p>nell&#8217;ambito della conferenza si svolger\u00e0 una rappresentazione teatrale a cura di Luigi Angiuli<\/p>\n<p>In linea di massima le celebrazioni avranno termine per le ore 20 circa<\/p>\n<p>Il programma completo dell&#8217;evento sar\u00e0 inviato non appena definito e approvato dalla Comitato Organizzatore.<\/p>\n<p>Per ulteriori informazioni o per prenotare la partecipazione al successivo Banchetto del Brigante: tel. 3472530544.<\/p>\n<p>___________________________________________________________________<\/p>\n<p><strong>Per chi intanto voglia approfondire una pagina della nostra storia misconosciuta e dimenticata \u2013 da WIKIPEDIA:<\/strong><\/p>\n<p><em>Pasquale Domenico Romano, noto come Sergente Romano (Gioia del Colle, 24 agosto 1833 \u2013 Gioia del Colle, 5 gennaio 1863), \u00e8 stato un ufficiale e brigante italiano. Come militare serv\u00ec nell&#8217;Esercito borbonico.<\/em><\/p>\n<p><em>Nacque da Giuseppe e Angela Concetta Lorusso, semplici pastori.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1851, a soli 17 anni, si arruol\u00f2 nell&#8217;Esercito borbonico dove raggiunse il grado di sergente divenendo &#8220;Alfiere&#8221; della Prima Compagnia del 5\u00ba Reggimento di Fanteria di linea. A seguito dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia divenne il comandante del Comitato Clandestino Borbonico di Gioia del Colle.<\/em><\/p>\n<p><em>Ben presto lasci\u00f2 il comitato volendo passare subito all&#8217;azione, formando in poco tempo una squadra composta dalla maggior parte di ex-militari dell&#8217;Esercito Borbonico. Rifornitosi di armi e munizioni, il 26 luglio 1861 attacc\u00f2 la guarnigione di Alberobello facendola prigioniera insieme ai militari del presidio di Cellino. A Cellino si decise di fucilare i prigionieri: il milite Vitantonio Donadeo inginocchiandosi durante la fucilazione grid\u00f2 &#8220;Madonna del Carmine, aiutami!&#8221;. Il fucile, puntato sulla nuca, fece cilecca e il sergente Romano risparmi\u00f2 Donadeo ed altri 8 prigionieri. Due giorni dopo, il 28 luglio, attacc\u00f2 Gioia del Colle vincendo. Era conosciuto, ai tempi del brigantaggio, non come il sergente Romano, ma come Enrico La Morte.<\/em><\/p>\n<p><em>Ebbe anche contatti con Carmine &#8220;Donatello&#8221; Crocco, leader dei briganti del Vulture e parteciparono, assieme, ad alcuni assalti alle truppe unitarie, come nel febbraio 1862, quando Crocco e Romano giunsero con i loro uomini nei pressi di Andria e Corato, uccidendo dei militi della Guardia Nazionale in servizio di perlustrazione e depredando alcune masserie. Romano invit\u00f2 il capobrigante lucano ad un&#8217;alleanza, con l&#8217;obiettivo di conquistare Terra d&#8217;Otranto e i comuni del barese innalzando ovunque il vessillo borbonico ma Crocco, reduce dell&#8217;esito negativo dei precedenti tentativi di restaurazione, rifiut\u00f2 la proposta. Il 24 luglio 1862, quattro commilitoni si distaccarono dal sergente Romano che non era a favore, dimostrando piet\u00e0, della morte del prigioniero caporale della Guardia Nazionale Teodoro Prisciantelli.<\/em><\/p>\n<p><em>A seguito dell&#8217;uccisione della sua fidanzata, Lauretta d&#8217;Onghia, il 9 agosto ad Alberobello il sergente Romano assalt\u00f2 la fattoria di Vito Angelini, probabilmente il delatore che aveva permesso la morte di Lauretta, e lo fece fucilare nell&#8217;aia. Dopo aver subito una dura sconfitta il 4 novembre 1862 presso la masseria Monaci, vicino Noci, il capobrigante divise la sua banda in piccoli gruppi pi\u00f9 manovrabili, ispirandosi alla tattica di Crocco. Nello stesso mese, furono invasi i comuni di Carovigno ed Erchie, disperdendo la guardia nazionale e saccheggiando le abitazioni dei liberali.<\/em><\/p>\n<p><em>Sergente Romano mor\u00ec nelle campagne tra Gioia del Colle e Santeramo in Colle durante un sanguinoso scontro a fuoco con la Guardia Nazionale e i Cavalleggeri di Saluzzo il 5 gennaio 1863. Circondato da forze sovrastanti, circa 200 uomini, non esit\u00f2 ad accettare battaglia e combattere con i suoi 20 compagni. Prima di morire chiese di essere ucciso come un soldato ma fu invece ammazzato a sciabolate.[5] Dopo la sua morte certa[non chiaro] storiografia risorgimentale boll\u00f2 subito il sergente come un semplice &#8220;brigante&#8221;, quindi anche come un &#8220;criminale&#8221;[senza fonte]. Attualmente, invece, la sua figura \u00e8 rivalutata da molti ambienti neo-borbonici che lo definiscono &#8220;patriota&#8221; del Sud. Certamente, al di l\u00e0 di questi giudizi parziali, alcune testimonianze aiutano a descrivere la sua complessa figura. Il de Poli, per esempio, ci riferisce l&#8217;attaccamento del popolo verso il sergente (considerato dalla gente del luogo come un eroe):<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab Tutti gli abitanti del paese vollero contemplare un&#8217;ultima volta questi resti irriconoscibili dell&#8217;eroico patriota; si veniva l\u00e0 come ad un pellegrinaggio santificato dal martirio; gli uomini si scoprivano il capo, le donne si inginocchiavano, quasi tutti piangevano. Mai un&#8217;accusa si levava contro la memoria del morto, mai un grido di riprovazione fu inteso; egli portava nella tomba il rimpianto e l&#8217;ammirazione dei suoi compatrioti\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Contrariamente a quanto afferma una certa storiografia marxista sui briganti, la sua lotta contro il Regno di Italia fu dovuta non solamente al popolo ma anche al Re e alla religione.<\/em><\/p>\n<p><em>Significativo \u00e8 il giuramento ritrovato sul suo corpo dopo la sua morte:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab Promettiamo e giuriamo di sempre difendere con l&#8217;effusione del sangue Iddio, il sommo pontefice Pio IX, Francesco II, re del regno delle Due Sicilie, ed il comandante della nostra colonna degnamente affidatagli e dipendere da qualunque suo ordine, sempre pel bene dei soprannominati articoli; cos\u00ec Iddio ci aiuter\u00e0 e ci assister\u00e0 sempre a combattere contro i ribelli della santa Chiesa.<\/em><\/p>\n<p><em>Promettiamo e giuriamo ancora di difendere gli stendardi del nostro re Francesco II a tutto sangue, e con questo di farli scrupolosamente rispettare ed osservare da tutti quei comuni i quali sono subornati dal partito liberale.<\/em><\/p>\n<p><em>Promettiamo e giuriamo inoltre di non mai appartenere a qualsivoglia setta contro il voto unanimemente da noi giurato, anche con la pena della morte che da noi affermativamente si \u00e8 stabilita.<\/em><\/p>\n<p><em>Promettiamo e giuriamo che durante il tempo della nostra dimora sotto il comando del prelodato nostro comandante distruggere il partito dei nostri contrari i quali hanno abbracciato le bandiere tricolorate sempre abbattendole con quel zelo ed attaccamento che l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;intiera nostra colonna ha sopra espresso, come abbiamo dimostrato e dimostreremo tuttavia sempre con le armi alla mano, e star pronto sempre a qualunque difesa per il legittimo nostro re Francesco II.<\/em><\/p>\n<p><em>Promettiamo e giuriamo \u00a0di non appartenere giammai per essere ammesso ad altre nostre colonne del nostro partito medesimo, sempre senza il permesso dell&#8217;anzidetto nostro comandante per effettuarsi un tal passaggio. <\/em><\/p>\n<p><em>Il presente atto di giuramento si \u00e8 da noi stabilito volontariamente a conoscenza dell&#8217;intera nostra colonna tutta e per vedersi pi\u00f9 abbattuta la nostra santa Chiesa cattolica romana, della difesa del sommo pontefice e del legittimo nostro re.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec abbracciare tosto qualunque morte per quanto sopra si \u00e8 stabilito col presente atto di giuramento\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre al giuramento sul suo corpo si trovarono delle preghiere a Dio e alla Vergine Maria.<\/em><\/p>\n<p><em>Trovato morto, la gente di Gioia del Colle non voleva credere alla sua uccisione. Una leggenda popolare, infatti, raccontava che il corpo non fosse il suo, essendo il sergente Romano per il popolo immortale grazie ad una medaglietta che aveva ricevuto in dono da Pio IX.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche suo fratello, Vito Romano, fu patriota, arruolatosi nella legione del fratello a soli 17 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Il 24 aprile 2010 gli \u00e8 stata dedicata una strada a Villa Castelli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni anno nel giorno della sua morte si celebra presso il luogo dello scontro un evento che per molti meridionalisti \u00e8 occasione per ricordare quanto avvenne a seguito dell&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/18\/sabato-5-gennaio-raduno-di-commemorazione-storica-a-gioia-del-colle\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/18\/sabato-5-gennaio-raduno-di-commemorazione-storica-a-gioia-del-colle\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019 associazione Rete Sud riceviamo, volentieri pubblichiamo e..integriamo per chi intanto voglia approfondire una pagina della nostra storia misconosciuta e dimenticata Cari amici e compatrioti, il 2013 ricorre il 150\u00b0 anniversario del sacrificio del Sergente Romano nella Battaglia di Bosco Vallata a Gioia del Colle. 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