{"id":9513,"date":"2018-09-30T00:02:52","date_gmt":"2018-09-29T22:02:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=9513"},"modified":"2018-09-29T18:09:31","modified_gmt":"2018-09-29T16:09:31","slug":"letture-di-rivisitazione-storica-il-giustizialismo-peronista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/30\/letture-di-rivisitazione-storica-il-giustizialismo-peronista\/","title":{"rendered":"STORIA \/ DA QUEL BALCONE CONTRO LA POVERTA&#8217;"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_144634\" style=\"width: 990px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-144634\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-144634\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/AP17900359411.jpg\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"628\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/AP17900359411.jpg 980w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/AP17900359411-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/AP17900359411-768x492.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 980px) 100vw, 980px\" \/><p id=\"caption-attachment-144634\" class=\"wp-caption-text\"><strong style=\"font-size: 16px;\">Il giustizialismo peronista\u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p><\/div>\n<div>\n<p><strong>di Danilo Caruso (fonte InStoria) \u2013 e con un approfondimento su Evita Peron di Giuseppe Puppo (da &#8220;Ritratti del Novecento&#8221;).______<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>justicialismo<\/em>\u00a0\u00e8 un sistema di pensiero politico formatosi in Argentina negli anni \u201940 ad opera del generale Juan Domingo Per\u00f3n (1895-1974): quand\u2019era ancora colonnello era stato in Italia ed era rimasto colpito dagli esperimenti e dalla dottrina sociale fascisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il golpe militare del 1943 sostenuto da ufficiali progressisti, di cui lui faceva parte, destitu\u00ec un governo argentino che era controllato dall\u2019oligarchia conservatrice borghese che controllava il paese attraverso i grandi latifondi e le grandi imprese, e che lo aveva posto alla merc\u00e9 del capitale inglese e americano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per\u00f3n (che qualcuno pens\u00f2 fosse diventato comunista), avendo avuto nel nuovo regime la responsabilit\u00e0 delle politiche del lavoro, avvi\u00f2 una serie di significative misure, in collaborazione con l\u2019altro colonnello Mercante (figura considerevole del primo peronismo), a difesa della classe lavoratrice: creazione dei tribunali del lavoro, stipula di contratti collettivi di lavoro, aumenti salariali, indennit\u00e0 di licenziamento, statuti del bracciante agricolo e del giornalista, regolamentazioni delle associazioni professionali, unificazione del sistema di previdenza sociale, pensioni, creazione dell\u2019ospedale per i ferroviari, scuole tecniche per operai, proibizione di agenzie di collocamento private. Le condizioni della classe operaia e bracciantile argentina cambiarono a tal punto che a causa della sua popolarit\u00e0 il governo allarmato lo fece arrestare nell\u2019ottobre del \u201945 (allora era vicepresidente della repubblica, ministro della difesa, segretario al lavoro).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La colossale mobilitazione di popolo promossa dai sindacati peronisti costrinse la dittatura a rimettere in libert\u00e0 Per\u00f3n ed a garantire libere elezioni. Una marea di Argentini davanti alla\u00a0<em>Casa rosada<\/em>\u00a0in\u00a0<em>Plaza de mayo<\/em>\u00a0a Buenos Aires gridava a ripetizione: \u00abQueremos a Per\u00f3n!!!\u00bb. Il quale il 17 ottobre (celebrato nel peronismo come\u00a0<em>el d\u00eda de la lealtad<\/em>) parl\u00f2 dal balcone del palazzo presidenziale rassicurando tutti. Le elezioni si tennero nel febbraio del \u201946 (il sistema amministrativo argentino ricalca quello statunitense): a suffragio maschile vinse Per\u00f3n, senza brogli e senza raccogliere una maggioranza\u00a0<em>bulgara<\/em>, per circa 1.500.000 voti contro 1.200.000. Aveva avuto contro uno schieramento di partiti che andava dalla sinistra alla destra, sostenuto dagli USA e dagli Inglesi che perderanno il controllo economico e politico dell\u2019Argentina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante il governo peronista, accanto al quale fu Evita (1919-1952), moglie del presidente ed infaticabile portabandiera degli umili e dei diseredati (<em>abanderada de los humildes<\/em>), il paese fu modernizzato sotto tutti i punti di vista. Per\u00f3n attu\u00f2 un programma che diede tanti risultati: nazionalizzazioni di servizi pubblici (ferrovia, telefonia, servizi del gas, etc.) e gestione statale del commercio estero in modo da liberarsi da condizionamenti stranieri; nazionalizzazione della banca nazionale e divieto di esportare i capitali per difendere lo sviluppo economico interno; case, infrastrutture (reti idriche e fognarie, etc.); politiche sanitarie (assistenza gratuita, aumento dei posti letto, campagne mediche contro malattie); diminuzione della mortalit\u00e0 infantile ed innalzamento del periodo medio di vita; comparsa della televisione (<em>Televisi\u00f3n Radio Belgrano<\/em>, oggi\u00a0<em>Canal 7<\/em>); gratuit\u00e0 dell\u2019istruzione, abolizione delle tasse universitarie, creazione dell\u2019Universit\u00e0 operaia, aumento del tasso di scolarizzazione; aumenti salariali, partecipazione agli utili d\u2019impresa da parte dei lavoratori, periodi di vacanza per le loro famiglie a carico dello Stato; riforma agraria; politiche contro la disoccupazione; pensioni; etc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Unitamente, la\u00a0<em>FUNDACI\u00d3N EVA PER\u00d3N<\/em>, da Evita stessa diretta, oper\u00f2 meritevolmente su vasta scala per sollevare gli indigenti dal bisogno producendo molto: costruzione di ospedali, asili, scuole, colonie di vacanza, abitazioni, strutture di accoglienza per bambini, donne nubili, impiegate, anziani; promozione della donna, scuole per infermiere; borse di studio, sport per i giovani; aiuti alle famiglie pi\u00f9 povere; etc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni ne parlano come una macchina clientelare: perch\u00e9 aiutare il prossimo deve diventare clientelismo? E poi quale clientelismo nell\u2019aiutare pure popolazioni estere sudamericane colpite da terremoti o persino il neonato Stato d\u2019Israele? Qui, riguardo ad Israele, \u00e8 opportuno soffermarsi poich\u00e9 l\u2019Argentina ospit\u00f2 nell\u2019ultimo dopoguerra criminali nazisti in fuga: il peronismo non era razzista n\u00e9 tanto meno antisemita; l\u2019ospitalit\u00e0 garantita ai criminali di guerra (cosa che costituisce una macchia non ideologica) era un fenomeno precedente l\u2019elezione di Per\u00f3n alla presidenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Costoro furono protetti in un contesto che \u00e8 pi\u00f9 ampio, un contesto in cui l\u2019Occidente li riciclava in funzione anticomunista (uno di loro in Usa fu addirittura dirigente della CIA) ed in cui gli storici parlano anche di responsabilit\u00e0 del Vaticano come centrale di smistamento. In Argentina (che gi\u00e0 godeva di proprie grandi risorse) i Tedeschi portarono capitali imprenditoriali e non: averli protetti dalla giustizia internazionale dato che i militari argentini erano ammiratori di quelli tedeschi (non in quanto nazisti) \u00e8 stato un errore di Per\u00f3n e di tutto l\u2019Occidente. I nazisti non condizionarono il peronismo: senn\u00f2 perch\u00e9 nel 1951 Golda Meir, allora ministro del lavoro israeliano, si sarebbe recata in Sud America per ringraziare personalmente Eva Per\u00f3n dei summenzionati aiuti della fondazione? Questa storia dei nazisti, di cui si seppe meglio quando il presidente giustizialista Menem fece aprire gli archivi nel \u201992 \u00e8 a met\u00e0 strada tra opportunismo ed ammirazione formale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ritorna a onore di Per\u00f3n, ma non gli \u00e8 interamente addebitabile poich\u00e9 il regime del 1943-46 non era guidato da lui (lui era emerso nettamente nel \u201944). La situazione che successivamente si trov\u00f2 (e contro cui non intervenne) era condizionata pure dal sostegno che ricercava presso la Chiesa, coinvolta a detta degli storici nella faccenda. Il giustizialismo persegue la\u00a0<em>tercera posici\u00f3n<\/em>\u00a0tra il socialismo ed il capitalismo, si propone di conciliare tutte le classi sociali senza antagonismi e senza presentarsi come ideologia antagonista di altre: sia la dottrina sociale della Chiesa che il fascismo hanno espresso questo concetto di\u00a0<em>terza via<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel\u00a0<em>justicialismo<\/em>\u00a0l\u2019economia \u00e8 strumento del benessere collettivo e perci\u00f2 deve sottostare al controllo ed alla regolamentazione pubblici pur rimanendo in una condizione di libero mercato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019assemblea costituente, presieduta da Domingo Mercante, nel 1949 elabor\u00f2 una nuova costituzione che incorporava i principi del giustizialismo. In particolare l\u2019articolo 37 costituzionalizzava i diritti dei lavoratori (diritto al lavoro, a una giusta retribuzione, alla formazione, a condizioni di lavoro degne, alla preservazione della salute, al benessere, alla sicurezza sociale, alla protezione della propria famiglia, al miglioramento economico, alla difesa degli interessi professionali), i diritti della famiglia e i diritti degli anziani (elenco provenuto dal\u00a0<em>Dec\u00e1logo de la ancianidad<\/em>\u00a0proclamato precedentemente da Evita: diritto all\u2019assistenza, alla casa, all\u2019alimentazione, al vestito, alla cura della salute fisica e morale, allo svago, al lavoro, alla tranquillit\u00e0, al rispetto).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qu<\/p>\n<p>L\u2019<em>evitismo<\/em>\u00a0fu nel\u00a0<em>justicialismo<\/em>\u00a0una componente integrante determinante che spinse ancor di pi\u00f9 verso il raggiungimento dei frutti raccolti. La figura di Mercante cadde nell\u2019oblio dopo il suo fallito tentativo di succedere a Per\u00f3n nel novembre del \u201951. Il generale sar\u00e0 rieletto a suffragio universale con circa 4.600.000 voti contro 2.300.000. Nel frattempo le donne, grazie all\u2019instancabile impegno di Evita, avevano ottenuto il riconoscimento dei propri diritti: con una legge del \u201947 l\u2019elettorato attivo e passivo (ci furono infatti peroniste: 23 deputate, 6 senatrici, 109 parlamentari nelle province), con l\u2019art. 37 della nuova costituzione (nella parte riguardante la famiglia) l\u2019uguaglianza giuridica tra i coniugi, l\u2019assistenza alle madri e ai bambini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019uguaglianza di diritti politici tra uomini e donne aveva comportato la nascita del\u00a0<em>Partido peronista femenino<\/em>, cui spettava un terzo delle candidature giustizialiste. La prematura scomparsa di Eva Per\u00f3n segn\u00f2 un durissimo colpo per il popolo argentino che da allora non l\u2019ha mai dimenticata. Il secondo mandato presidenziale di Per\u00f3n termin\u00f2 anticipatamente per via del golpe del \u201955: egli se ne and\u00f2 spontaneamente in esilio per allontanare il pericolo di una guerra civile. In quel periodo 1952-55 erano venuti a galla i contrasti tra Chiesa e peronismo: la prima cercava un proprio braccio di manovra politica in un partito democristiano a danno del Partito giustizialista, il secondo non tollerava l\u2019ingerenza ecclesiastica negli affari pubblici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019episcopato argentino era contrario all\u2019annullamento della discriminazione tra i figli illegittimi e quelli legittimi. Il Parlamento approv\u00f2 una legge di equiparazione, l\u2019altra sul divorzi\u00f2, la legalizzazione delle case di tolleranza e puntualizz\u00f2 la separazione tra Stato e Chiesa (l\u2019insegnamento religioso nelle scuole fu abolito). Le alte gerarchie ecclesiali argentine erano alleate dell\u2019oligarchia: nonostante tutto ci\u00f2 la Costituzione del 1949 trattava con moltissimo riguardo il Cattolicesimo (lo sosteneva, e prevedeva che il Presidente dovesse essere di religione cattolica: era stato costituzionalizzato\u00a0<em>il diritto di patronato nella presentazione dei vescovi<\/em>, beneficio di cui lo Stato godeva da tempo addietro), e le encicliche sociali erano considerate dal giustizialismo spunto ideologico e movente d\u2019azione pratica (attualmente il\u00a0<em>Partido justicialista<\/em>\u00a0\u00e8 affiliato all\u2019<em>Internazionale democristiana<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In politica estera l\u2019Argentina peronista mir\u00f2 infruttuosamente alla creazione di un terzo schieramento mondiale che s\u2019incuneasse tra quelli di USA e URSS, un blocco dei Paesi latini d\u2019Europa e d\u2019America di cui divenir leader (nel \u201946 aveva ristabilito relazione con l\u2019Unione sovietica e durante la\u00a0<em>guerra di Corea<\/em>\u00a0aveva ignorato la richiesta d\u2019invio di truppe rivoltale dagli Stati Uniti). Per\u00f3n rientr\u00f2 in Argentina nel 1973, quando i militari si arresero alla volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le dittature post-peroniste avevano dichiarato fuorilegge il Partito giustizialista, revocata la Costituzione del \u201949 e riaperto il carcere di Ushuaia (chiuso nel 1947 a causa delle sue pessime condizioni) per detenervi nemici politici, inoltre (cose non fatte nel 1946-55) messo al bando il Partito comunista e reintrodotta la pena capitale. Gli Argentini vecchi e giovani non avevano abbandonato il ricordo di quella societ\u00e0 pi\u00f9 giusta costruita con la passione di Evita e con la guida di Per\u00f3n (per un secolo fino al 1912 era esistito il\u00a0<em>voto cantado<\/em>\u00a0ossia l\u2019elettore al seggio rendeva pubblicamente noto per chi votava, il governo peronista aveva mantenuto il voto segreto; il dato nazionale sulla ripartizione dei guadagni d\u2019impresa aveva assegnato nel 1948 il 53% ai lavoratori, laddove questo si era attestato al 44,4% nel \u201943).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli anni seguiti al movimento del \u201968 la terza presidenza di Per\u00f3n (\u201973-\u201974, eletto con il 62% dei voti) fu condizionata dal suo pessimo segretario personale Jos\u00e9 L\u00f3pez Rega, divenuto ministro, un anticomunista che aliment\u00f2 tensioni sociali e persecuzioni politiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un anno dopo la morte del generale fu costretto a scappare mentr\u2019era presidentessa\u00a0Mar\u00eda Estela Mart\u00ednez\u00a0(Isabelita, terza moglie di Per\u00f3n, succedutagli nella carica in quanto vicepresidentessa). Del \u201975 era un progetto di legge giustizialista mirante a dare ai lavoratori una forma partecipativa nella gestione delle imprese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel \u201976 un nuovo golpe depose il governo democratico, l\u2019ultima dittatura cadr\u00e0 in seguito alla\u00a0<em>guerra delle Malvine<\/em>. Il<em>justicialismo<\/em>\u00a0non disprezza il comunismo. Nelle lezioni di Evita alla\u00a0<em>Scuola superiore peronista<\/em>\u00a0si sottolinea come Marx mettesse a fuoco problemi reali, ma anche come la via della risoluzione traumatica non fosse la pi\u00f9 adatta e la pi\u00f9 congeniale all\u2019instaurazione di un regime di giustizia sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo Isabelita i gruppi estremi della sinistra (peronisti e marxisti) furono perseguitati dalla dittatura duramente fino ad essere annientati (il triste fenomeno dei\u00a0<em>desaparecidos<\/em>). I\u00a0<em>Montoneros<\/em>\u00a0erano seguaci del peronismo che ambivano al socialismo reale e che per cercare di esercitare pressioni su Per\u00f3n si spinsero fino ad atti di violenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019obiettivit\u00e0 richiede che si accenni alla storia dei presunti depositi bancari svizzeri di Evita e Per\u00f3n per dire che questa si \u00e8 rivelata una fantastoria dato che nessuno li ha mai trovati: un\u2019ipotesi, a questo punto, pi\u00f9 \u201cstorica\u201d suggerisce di vedere nella visita in Svizzera di Eva Per\u00f3n, durante il suo viaggio in Europa nel \u201947, lo scopo di effettuare dei controlli medici personali.<\/p>\n<p>_______________________________________________________________<\/p>\n<p><strong>L\u2019APPROFONDIMENTO\/\u00a0 Evita Peron \/ da \u201cRitratti del Novecento\u201d di Giuseppe Puppo ( su <a href=\"http:\/\/www.giuseppepuppo.it\">www.giuseppepuppo.it<\/a>)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>A volte le favole esistono nella realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa \u00e8 stata gi\u00e0 raccontata, nell\u2019ordine, da: un musical, di Andrew Webber e Tim\u00a0<\/strong><strong>Rice; un telefilm; due libri, di Tomas Martinez e Alicia Ortiz; un film di successo, di\u00a0<\/strong><strong>Alan Parker.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma tutti hanno insistito sugli aspetti spettacolari e hanno privilegiato gli elementi di\u00a0<\/strong><strong>fanatismo e di irrazionalit\u00e0, che pure non mancano, in una vicenda talmente\u00a0<\/strong><strong>straordinaria, da sembrare incredibile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nessuno ne ha tratto per\u00f2 la morale, che \u00e8 una morale politica. <\/strong><\/p>\n<p><strong>A cominciare da quel termine, \u201cperonismo\u201d che, se non rimosso del tutto, \u00e8 diventato di valenza negativa, mentre, al contrario, fu il modello pi\u00f9 concreto di ridistribuzione della ricchezza e il tentativo pi\u00f9 reale di giustizia sociale. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma cominciamo dalla favole. <\/strong><\/p>\n<p><strong>C\u2019era una volta un villaggio di poche case di campagna, in Sud America, Los Toldos, che cerchereste invano sulle carte geografiche, abitato da contadini poverissimi e sottoposti alle angherie di un feudatario. Non era il Medioevo, siamo gi\u00e0 nel Novecento. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Qui, dalla cuoca della \u00abfazendas\u00bb del proprietario terriero, di lui figlia illegittima, nel 1919 nacque quella che sarebbe diventata la personalit\u00e0 politica pi\u00f9 carismatica mai apparsa sulle scene del mondo, a incarnare l\u2019immagine della speranza del suo popolo alla redenzione sociale, non nell\u2019 aldil\u00e0, ma gi\u00e0 su questa terra, se non altro a un\u2019esistenza meno miserabile e meno sofferente. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Eva Maria Duarte era una bambina inquieta e vivace. Un giorno, trafficando in\u00a0<\/strong><strong>cucina, si rovesci\u00f2 una pentola di olio bollente sul viso: le rimase cos\u00ec una carnagione pallida.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Andava sempre di fretta, in un vitalit\u00e0 incantata, quasi magica. &#8220;Voglio affacciarmi al mondo come chi si affaccia a una collezione di cartoline&#8221; spieg\u00f2 alla madre. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sensibile e intuitiva, correva incontro al suo destino, convinta che il tempo fosse\u00a0<\/strong><strong>l\u2019unico suo nemico. A quindici anni, Cenerentola and\u00f2 via di casa e si stabil\u00ec a\u00a0<\/strong><strong>Buenos Aires, dove cominci\u00f2 a fare la ballerina nel locali notturni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Intanto il suo Principe Azzurro aveva fatto l\u2019accademia militare in Italia, dove\u00a0<\/strong><strong>apprezz\u00f2 le realizzazioni di carattere sociale del fascismo. Tornato in Argentina,\u00a0<\/strong><strong>aveva fatto una carriera talmente rapida e brillante da essere nominato ministro del lavoro dalla giunta militare, una delle tante che periodicamente si alternavano al potere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si era sul finire del 1944, quando il destino acceler\u00f2 il suo corso. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Una di quelle notti l\u2019intelligente e ambizioso Juan Domingo Peron and\u00f2 al night e trov\u00f2 l\u2019 amore. L\u2019attrazione fu irrefrenabile e l\u2019unione divenne solida quanto\u00a0<\/strong><strong>proficua.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Evita si tinse i capelli di biondo e cominci\u00f2 a incidere sui progetti del suo Principe Azzurro, con il quale sarebbe di l\u00ec a poco entrato nel castello incantato, la mitica Casa Rosada. <\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;Quando si rammollisce, lo risveglio io con un calcio!&#8221; confess\u00f2 pi\u00f9 volte in\u00a0<\/strong><strong>seguito, diventata sua moglie.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Aveva gi\u00e0 comunque egli intuito che un regime non poteva reggersi sulla forza delle armi, come era sempre successo l\u00e0, ma che aveva bisogno del consenso popolare, come invece non era successo prima. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Esercitando in maniera innovativa la sua carica istituzionale, aveva fondato un\u00a0<\/strong><strong>sindacato, che sarebbe diventato successivamente l\u2019omonimo partito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Promise al lavoratori quella giustizia da sempre a loro negata, e ai disperati quella dignit\u00e0 a loro sempre rifiutata.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>La sua popolarit\u00e0 crebbe rapidamente a tal punto che i colleghi militari, un po\u2019\u00a0<\/strong><strong>impauriti, un po\u2019 invidiosi, lo fecero arrestare nell\u2019 estate del 1945.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quando la notizia si diffuse, trecentomila lavoratori, pronti a tutto pur di liberare il loro leader, si radunarono a Buenos Aires, per ascoltare la parola della moglie, che li aveva prontamente mobilitati. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Faceva molto caldo quel giorno. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Aspettando il comizio, qualcuno cominci\u00f2 a togliersi la camicia, subito imitato dagli altri.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nacque cos\u00ec quel giorno il mito dei \u201cdescamisados\u201d e insieme ad esso il mito di\u00a0<\/strong><strong>Evita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il regime militare dovette cedere alle pressioni della piazza e liberare Peron.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nei pochi anni in cui rimase al potere realizz\u00f2 buona parte del suo programma\u00a0<\/strong><strong>\u201cgiustizialista\u201d, mutuato dalla politica sociale del fascismo: i lavoratori ebbero una legislazione che li tutelava, le ferie retribuite, l\u2019indennit\u00e0 di malattia, la tredicesima mensilit\u00e0, l\u2019assistenza continuativa; i disoccupati trovarono lavoro; alle donne furono riconosciuti i diritti sociali, compresi quelli elettorali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Valorizz\u00f2 la produzione autarchica di grano e di carne e ridusse la preponderante influenza britannica sull\u2019economia argentina. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Esautor\u00f2 dai centri di potere decisionale la vecchia oligarchia e favor\u00ec l\u2019ascesa della nuova piccola e media borghesia rappresentata dai figli degli immigrati, soprattutto italiani. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Non si scord\u00f2 della sua patria di adozione, dove era stato educato, n\u00e9 di essere\u00a0<\/strong><strong>presidente di uno Stato &#8211; l\u2019Argentina -che da tantissimi lavoratori italiani era stato fecondato: quando Alcide De Gasperi lanci\u00f2 una richiesta di aiuto per gli Italiani affamati dell\u2019immediato Dopoguerra, Peron mand\u00f2 navi cariche di carne e di grano.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019estate del 1949, inoltre, Evita soggiorn\u00f2 a Bordighera: e ancora oggi il\u00a0<\/strong><strong>lungomare della ridente localit\u00e0 della riviera si chiama \u201cdegli Argentini\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Contemporaneamente, in patria \u201cla presidentessa\u201d si incaricava personalmente di far costruire dappertutto case, scuole, ospedali, centri di assistenza per la maternit\u00e0 e l\u2019infanzia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Spediva in ogni angolo del vasto territorio argentino treni carichi di dolci, giocattoli e vestiti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Riceveva ogni giorno alla Casa Rosada i bisognosi e nessuno se ne andava a mani vuote: fosse pure una dentiera per gli anziani, un abito da sposa per le signorine. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Poi il destino si comp\u00ec. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1954, di fronte a un milione di descamisados che l\u2019 acclamavano e che\u00a0<\/strong><strong>l\u2019avrebbero voluta vice-presidente, Peron disse alla moglie che non poteva accettare e, alla sua richiesta di spiegazioni, le rivel\u00f2 il terribile segreto, a lei ancora ignoto, di cui egli era invece gi\u00e0 a conoscenza: le era venuta una forma inguaribile di cancro e le restavano oramai pochi mesi di vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La malattia ebbe infatti un decorso rapido e maligno, senza che nessuno potesse\u00a0<\/strong><strong>fermarla, tanto meno i tentativi di esorcismo messi in atto un po\u2019 dappertutto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Evita fu costretta a letto, fra atroci sofferenze e mori dopo pochi mesi, alla fatidica et\u00e0 di trentatr\u00e9 anni, il 26 luglio 1954. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel testamento stabil\u00ec che tutti i suoi beni fossero usati per aiutare il, popolo\u00a0<\/strong><strong>argentino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>&#8220;Don\u2019t cry for me, Argentina&#8221;, come nel titolo della celebre canzone nel musical di Webber&amp;Rice&#8230;Aveva invocato l\u2019Argentina di non piangere per lei. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma tutta l\u2019Argentina la pianse a lungo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Era stata prontamente imbalsamata e da morta sembrava ancora pi\u00f9 bella. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Rimase nella camera ardente per tredici giorni: tutti vollero baciarla, o almeno\u00a0<\/strong><strong>sfiorarla con un dito.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La gente singhiozzava senza ritegno per strada; nelle citt\u00e0 e nei villaggi si batteva il petto e si strappava i capelli senza pudore. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Le lunghe esequie furono letteralmente ricoperte di fiori, rose in prevalenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0L\u2019imperatore del Giappone fece bombardare di crisantemi i viali di Buenos Aires da aerei appositamente mandati in estremo e grandioso omaggio. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il cadavere di Evita venne conteso fra gli ammiratori, che avrebbero voluto deificarla e chi invece, certi settori delle forze armate, per sete di potere, lo voleva far sparire, per liberarsi dell\u2019 ingombrante fardello: Peron si era messo contro taluni ufficiali e taluni vescovi. <\/strong><\/p>\n<p><strong>A Roma, in Vaticano, fra l\u2019 altro, giunsero in due anni quattrocentomila lettere di Argentini che, adducendo prove della santit\u00e0 della loro amatissima venerata, ne chiedevano la rapida beatificazione ufficiale. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Nel 1955 un golpe rovesci\u00f2 Peron, odiato da militari nemici. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Non si rivolse al popolo, come avrebbe potuto fare con sicuro successo, per rimanere al potere, ma, onde evitare una sanguinosa guerra civile, prefer\u00ec andare in esilio. <\/strong><\/p>\n<p><strong>A Madrid gli fu riportata nel 1974 la salma della moglie, sepolta nel frattempo a\u00a0<\/strong><strong>Milano sotto falso nome ed egli stesso la riport\u00f2 a Buenos Aires nel 1974, quando\u00a0<\/strong><strong>ritorn\u00f2 al comando della nazione, sia pure per poco, giusto prima di morire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ma la favola bella era gi\u00e0 finita. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il resto \u00e8 storia recente. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Evita riposa in pace nel cimitero de la Recolata della capitale argentina. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ancora adesso ogni giorno c\u2019\u00e8 qualche anziana signora che continua a piangere per lei.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/30\/letture-di-rivisitazione-storica-il-giustizialismo-peronista\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2018\/09\/30\/letture-di-rivisitazione-storica-il-giustizialismo-peronista\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Danilo Caruso (fonte InStoria) \u2013 e con un approfondimento su Evita Peron di Giuseppe Puppo (da &#8220;Ritratti del Novecento&#8221;).______ &nbsp; Il\u00a0justicialismo\u00a0\u00e8 un sistema di pensiero politico formatosi in Argentina negli anni \u201940 ad opera del generale Juan Domingo Per\u00f3n (1895-1974): quand\u2019era ancora colonnello era stato in Italia ed era rimasto colpito dagli esperimenti e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":144634,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9513"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":144635,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9513\/revisions\/144635"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/144634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}