{"id":9568,"date":"2012-12-29T16:35:12","date_gmt":"2012-12-29T16:35:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=9568"},"modified":"2012-12-29T16:35:12","modified_gmt":"2012-12-29T16:35:12","slug":"la-rubrica-di-mario-bozzi-sentieri-i-libri-di-leccecronaca-it-per-linizio-del-nuovo-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/29\/la-rubrica-di-mario-bozzi-sentieri-i-libri-di-leccecronaca-it-per-linizio-del-nuovo-anno\/","title":{"rendered":"La rubrica di Mario Bozzi Sentieri\/ I LIBRI DI LECCECRONACA.IT PER L&#8217;INIZIO DEL NUOVO ANNO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">gennaio 2013\u00a0<strong><em>I Libri<\/em><\/strong><strong> di<\/strong><strong> <\/strong><strong>lecce<\/strong>cronaca.it\u00a0<strong>rassegna mensile di novit\u00e0 librarie\u00a0<\/strong><strong>a cura di Mario Bozzi Sentieri \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>\u00a0<\/strong>Gli ultimi e pi\u00f9 interessanti volumi di tutti i generi freschi di stampa<\/p>\n<p><strong>POLITICA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Lodovico Festa, <em>Ascesa &amp; declino \u2013 Italia 1992-2012 <\/em>\u00a0(Edizioni Ares, pagg. 240, Euro 14,00)<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDal 1992 al 2012 la storia italiana sembra un giro dell\u2019oca: si parte con la crisi della politica e la necessit\u00e0 di un governo tecnico tutelato da influenze straniere, e si arriva con la crisi della politica e la necessit\u00e0 di un governo tecnico tutelato da influenze straniere. Naturalmente sono consistenti le differenze tra una fase e l\u2019altra: il 1992 chiudeva una stagione con protagonisti forti, con un sistema istituzionale evidentemente inadeguato ma sorretto da un compromesso storico (quello della Costituente) di formidabile portata. Proprio per la consistenza dei soggetti quella stagione \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatica della seconda: invece che gli spread tra Buoni del tesoro italiani e tedeschi, ci sono le manette a guidare le danze. E proprio la drammaticit\u00e0 degli avvenimenti \u00a0testimonia l\u2019impreparazione di tutti a gestire la nuova fase. Il 2011 invece \u00e8 una commedia molto annunciata, i tentativi di far cadere Silvio Berlusconi si susseguono, gli eventi sono seguiti da un Presidente della Repubblica troppo cauto in particolare verso i magistrati \u00abcombattenti\u00bb ma con una forte sensibilit\u00e0 democratica che protegge da esiti pi\u00f9 sconvolgenti. Alla fine la caduta del governo avviene in forme controllate che danno qualche margine a una gestione politica della fase successiva.<\/p>\n<p>Solo qualche margine, per\u00f2, perch\u00e9 il non essere riusciti a far organizzare dai partiti, sia pure mal messi come sono quelli secondorepubblicani, il passaggio da governo politico a governo d\u2019emergenza con una grande coalizione tipo quelle tedesche ha ulteriormente logorato il rapporto tra societ\u00e0 e Stato, alimentando le derive filotecnocratiche (\u201c\u00e8 sufficiente l\u2019amministrazione\u201d), quelle di protesta (\u201cnon c\u2019\u00e8 destino comune della nazione, ognuno si salvi come pu\u00f2 protestando o arrangiandosi\u201d) e quella da nomenklature (\u201cla gestione dello Stato \u00e8 problema delle grandi potenze protettrici e delle tecnocrazie, il ceto politico deve coprire questi soggetti del potere reale e pensare sostanzialmente ai propri interessi\u201d)\u2026\u00bb<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alessandro Nardone, <em>La destra che vorrei <\/em>(Sacco Editore, pagg. 156, Euro 14,90)<\/strong><\/p>\n<p>La crisi economica e quella di valori, gli scandali, le scissioni, il bunga bunga ed una classe politica interessata soltanto alla conservazione del potere, che ormai detiene da oltre vent\u2019anni. Anche a destra esiste una generazione pronta ad alzare la testa, una generazione che non si riconosce tanto nell\u2019incoerenza di Fini quanto\u00a0negli atteggiamenti di Berlusconi; una generazione antitetica alle Minetti ed alle\u00a0Carfagna perch\u00e9 ritiene che la politica sia una cosa seria, e che rappresentare la\u00a0gente nelle istituzioni non possa essere altro che la naturale conseguenza di\u00a0capacit\u00e0, militanza e contatto con il territorio. Basta, quindi, con il sistema delle\u00a0nomine, vera e propria catena di montaggio per yes man asserviti al capo che operano\u00a0non per gl\u2019interessi collettivi, ma unicamente per essere ri-nominati e rimanere\u00a0attaccati alla poltrona, il pi\u00f9 possibile.\u00a0Ricostruire la destra ripartendo dai valori, innanzitutto, ma tenendo presente che,\u00a0per trasmetterli, dovr\u00e0 essere in grado di liberarsi del passato, parlando un\u00a0linguaggio nuovo e, soprattutto, trovando nuovi punti di riferimento in grado\u00a0d\u2019incarnare quei principi.\u00a0I valori della destra in 5 canzoni, 5 film e 5 libri: da Jovanotti a Fabri Fibra,\u00a0passando per Guccini, Saramago, Salinger, Orwell, per arrivare all\u2019intervista\u00a0immaginaria al protagonista di Fight Club: \u00e8 il tentativo con il qual l\u2019autore\u00a0abbandona gli stereotipi che &#8211; dagli anni \u201970 ad oggi &#8211; hanno composto l\u2019iconografia\u00a0della destra italiana, per mettersi alla ricerca di spunti nuovi attraverso i quali\u00a0comporre il mosaico di una destra realmente figlia del nostro tempo, in grado di\u00a0parlare alle nuove generazioni facendosi capire e, magari, tornando ad\u00a0appassionarle.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ESTERI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giacomo Gabellini, <em>La parabola \u2013 Geopolitica dell\u2019unipolarismo statunitense<\/em> (Anteo, pagg. 303, Euro 25,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il crollo dell&#8217;URSS ha permesso a Washington di instaurare un assetto geopolitico unipolare incardinato sugli Stati Uniti. Per raggiungere questo obiettivo, i centri decisionali statunitensi hanno escogitato e messo in atto una strategia &#8220;mondialista&#8221; volta ad omologare tutti i popoli che abitano il pianeta ai principi del nuovo ordine mondiale. Tale strategia si \u00e8 dispiegata sul piano economico attraverso l&#8217;espansione coatta del libero mercato, su quello geopolitico con l&#8217;occidentalizzazione del mondo e su quello militare con la riconfigurazione ed espansione verso est della NATO. Questo libro indaga i passaggi fondamentali che caratterizzano questa &#8220;parabola&#8221; unipolare statunitense, che ha conosciuto la propria fase ascendente e il proprio picco nel corso degli anni &#8217;90, per poi intraprendere una discesa progressiva che non pare ancora essersi conclusa. Ne emerge uno scenario molto distante dalle raffigurazioni ufficiali, che vede numerosi attori emergenti implementare piani che mirano ad alterare i rapporti di forza internazionali e a ridefinire l&#8217;assetto mondiale, in cui l&#8217;avvento del multipolarismo comporter\u00e0 la conclusione della breve e turbolenta &#8220;parabola&#8221; statunitensi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>ECONOMIA E SOCIETA\u2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luca Gallesi,\u00a0 <em>C&#8217;era una volta l&#8217;economia. Oro e lavoro nelle favole dal \u00abMago di Oz\u00bb a \u00abMary Poppins\u00bb<\/em>(Bietti, pagg. 92, Euro 12,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando gli economisti raccontano favole \u00e8 il momento di rivolgersi alle favole per capire l&#8217;economia. In questo saggio, denso e graffiante, sono personaggi fiabeschi ad accompagnarci in un mondo dominato dai Signori dell&#8217;Oro, che come maghi &#8211; fanno lievitare o collassare l&#8217;economia, giocando con i destini di chi invece svolge un lavoro onesto per vivere. Le favole si rivelano cos\u00ec fonte inesauribile di sapienza, soprattutto nei momenti di crisi; pi\u00f9 di serissime e impettite trattazioni, forniscono gli strumenti per capire l&#8217;eterna lotta tra Oro e Lavoro, tra chi si guadagna il pane con le proprie forze e chi specula sulla fatica altrui. Ad unire le analisi di Luca Gallesi le teorie economiche di Ezra Pound, grande poeta ed insieme intellettuale \u201calternativo\u201d. Nucleo dell&#8217;economia poundiana \u00e8 che il denaro \u00e8 una unit\u00e0 di misura da rapportare all&#8217;economia reale, non ha valore in s\u00e9 soprattutto da quando la moneta non \u00e8 pi\u00f9 convertibile in oro. La chiave dei disastri economici, compresa la bolla speculativa attuale, \u00e8 che lo Stato ha rinunciato a emettere moneta delegandola ai privati fin dalla fondazione della Banca d&#8217;Inghilterra nel 1964, e come avviene tuttora con le Banche centrali di emissione: esse sono enti privati che \u00abcreano denaro dal nulla per poi prestarlo allo Stato, che si indebita ogni volta che ha bisogno di denaro per i propri scopi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Antonio Selvatici, <\/strong><strong><em>Il libro nero della contraffazione &#8211;\u00a0 Quanto costa all&#8217;Italia la falsificazione. Quanto si arricchisce la malavita. Che cosa si fa e che cosa si deve fare <\/em><\/strong><strong>(Pendragon, pagg. 230, Euro 15,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prima indagine giornalistica sulla contraffazione: le cifre da capogiro, i legami con la criminalit\u00e0 organizzata e gli intrecci internazionali di un business che replica illegalmente non solo le note griffes dell&#8217;abbigliamento, ma anche armi, prodotti agroalimentari, sigarette, giocattoli, parti di ricambio delle auto, permessi di soggiorno. Si tratta di un furto che vale alcuni miliardi di euro l&#8217;anno e di cui fanno le spese i consumatori, il fisco e un&#8217;importante fetta di prodotti <em>Made in Italy<\/em>, in un trasferimento illecito di ricchezza che sottrae risorse all&#8217;Occidente e alimenta l&#8217;economia di un colosso economico quale la Cina, Paese dal quale proviene la principale quota mondiale di prodotti contraffatti. Chiamando in causa gli organismi preposti al controllo a livello italiano, europeo e mondiale, questo libro offre una serie di spunti su possibili misure alternative per arginare un fenomeno che necessita urgentemente di essere contrastato.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>TEMPI MODERNI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto Volpi, <em>Il sesso spuntato \u2013 Il crepuscolo della rivoluzione sessuale in Occidente <\/em>(Lindau, pagg. 208, Euro 16,00)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Capita non di rado di sentire affermare dalle fonti pi\u00f9 disparate, e anche qualificate, che quello del declino demografico dell\u2019Occidente sarebbe un problema inventato. Forse \u00e8 pi\u00f9 realistico pensare che il problema non solo esista, ma sia a tal punto grave che misure di stampo dichiaratamente natalista \u2013 tese <em>in primis<\/em>, se non in modo esclusivo, a incrementare le nascite \u2013 non riescono che ad attenuarlo senza venirne a capo. Questo saggio coglie l\u2019anima del problema, che sta proprio nella riproduzione sessuale in Occidente, nel sesso degli occidentali, che \u00e8 cambiato \u2013 in corrispondenza con i cambiamenti nelle coppie e nelle famiglie, nel matrimonio e nei modi e nei tempi del mettersi e dello stare insieme tra uomini e donne \u2013 non sempre, anzi quasi mai, in meglio. \u00c8 con quest\u2019anima assai problematica e riottosa che bisogna fare i conti, ammesso e non concesso che ci stiano ancora a cuore le sorti della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Miriam Pastorino (a cura di), <em>Il delirio e la speranza. Storie di padri separati<\/em> (Erga, pagg. 252, Euro 10,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo un&#8217;indagine condotta da Gesef (Associazione genitori separati dai figli) su 26.800 soggetti, il 75% degli uomini in fase di separazione subisce mobbing giudiziario e l&#8217;89% subisce la minaccia dalla coniuge di non poter vedere i figli. Questa raccolta di racconti, insolita per la coralit\u00e0 delle voci e dei contributi che l&#8217;hanno resa possibile, ci costringe a meditare sulle radici culturali del multiforme malessere dei \u201cpadri separati\u201d, ma, nello stesso tempo, apre a prospettive di speranza: perch\u00e9 i protagonisti, sempre uomini pi\u00f9 o meno quarantenni, capaci di lottare eroicamente e di resistere alle prove pi\u00f9 drammatiche perch\u00e9 sostenuti dall&#8217;incrollabile volont\u00e0 di vivere pienamente il proprio ruolo paterno, finiscono sempre, in un modo o nell&#8217;altro, per discostarsi dagli stereotipi del maschio opportunista, debole e rinunciatario stigmatizzato dai mass media e dalla politica.<\/p>\n<p>Miriam Pastorino, scrive nell&#8217;introduzione: &#8220;Pu\u00f2 una societ\u00e0 sopravvivere senza padri? Mai come oggi il nostro futuro \u00e8 apparso appeso alla capacit\u00e0 di liberarci in fretta delle zavorre del passato e in particolare di quelle false ideologie che, con la pretesa di regalarci il massimo della felicit\u00e0 assieme al massimo della libert\u00e0, hanno finito per spalancare le porte a innumerevoli dolori individuali e causato il collasso di tutte le nostre basi culturali e sociali&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PENSIERO FORTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Giovanni Chimirri, Teologia del nichilismo I vuoti dell&#8217;uomo e la fondazione metafisica dei valori <\/strong><\/em><em><strong>(Mimesis, pagg. 309, Euro 24,00)<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Secondo F. Nietzsche, il nichilismo \u00e8 lo &#8220;smarrimento dei valori tradizionali &#8211; Dio, Verit\u00e0, Bene &#8211; e lo scivolamento verso il trivellante sentimento del proprio nulla&#8221;. In un mondo frutto del caso, l&#8217;uomo si ritrova senz&#8217;anima, destinato al niente della morte e senza un fine soprannaturale. Contro questo modo di concepire l&#8217;esistenza, si espongono a livello multidisciplinare (teologia, filosofia, psicologia, morale) non solo le contraddizioni interne del nichilismo, ma anche quelle dei suoi precursori (agnosticismo, materialismo, ateismo, scientismo, laicismo). Particolare attenzione viene data alla fondazione religiosa della libert\u00e0, della morale e dell&#8217;amore (contro il relativismo) e alla critica delle concezioni di Dio come Nulla e Ineffabile (misticismo, teologia negativa). Guidano lo studio il realismo e il pensiero cristiano, due prospettive che offrono risposte per superare le precariet\u00e0 della vita (divenire, vuoto, male, angoscia) e intravedere la presenza dell&#8217;Assoluto. In Appendice, le classiche &#8220;dimostrazioni dell&#8217;esistenza di Dio&#8221; esemplificano la perenne validit\u00e0 di una &#8220;metafisica dell&#8217;essere&#8221; profondamente anti-nichilista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>SPIRITUALITA\u2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Giovanni Fighera, \u201c<em>Che cos\u2019\u00e8 mai l\u2019uomo, perch\u00e9 di lui ti ricordi ?\u201d \u2013 L\u2019Io, la crisi, la speranza <\/em>(Edizioni Ares, pagg. 240, Euro 15,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abQuesto libro di Giovanni Fighera entra nel vivo della crisi della modernit\u00e0, e analizza i fondamenti che l\u2019hanno prodotta e che tuttora ne producono gli sviluppi in modo veramente impressionante\u00bb: la libert\u00e0 sciolta dai valori e dalla verit\u00e0, la parcellizzazione del sapere, il relativismo, l\u2019ideologia scientistico-tecnicistica. \u00abFighera si fonda soprattutto su testi di poeti e di letterati, che dimostra di conoscere molto bene, citando in modo puntuale molti loro passi particolarmente significativi\u00bb. Cos\u00ec si esprime Giovanni Reale nella Prefazione , mentre Gianfranco Lauretano nell\u2019Invito alla lettura evidenzia come attraverso un documentato percorso storico (dall\u2019antichit\u00e0 alla contemporaneit\u00e0) si delinea la \u00abquestione che l\u2019autore ritiene fondamentale: senza il Mistero, il mondo \u00e8 pi\u00f9 piccolo e assurdo, soprattutto la parte pi\u00f9 interessante del mondo, cio\u00e8 l\u2019io, la persona\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, come dimostra la sua storia, soprattutto in questa et\u00e0 post-moderna, non \u00e8 autosufficiente, non \u00e8 in grado di salvarsi da solo. Bisogna fondare un nuovo umanesimo, che per Fighera deve riscoprire Dio e riappropriarsi della legge morale universale guardando di nuovo alla ragione umana non pi\u00f9 intesa in modo riduttivo. \u00abQuesto Tu che ha creato il mondo apre le porte all\u2019amore, vero fulcro della conoscenza, e all\u2019appartenenza a esso, per cui la solitudine che contraddistingue i contemporanei \u00e8 sconfitta con l\u2019adesione e l\u2019appartenenza alla Verit\u00e0. Rinasce cos\u00ec anche la capacit\u00e0 di costruzione di un mondo pi\u00f9 umano, attraverso la responsabilit\u00e0, che! \u00e8 etimologicamente un rispondere a qualcuno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>RITRATTI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pietrangelo Buttafuoco, <em>Fuochi<\/em> (Vallecchi, pagg. 238, Euro14,50)<\/strong><\/p>\n<p>Dalla Sicilia al Continente, da Berlusconi a Gheddafi, da Terzani al barone Von Ungern-Sternberg, dall\u2019Opa alla Lapa. Pietrangelo Buttafuoco racconta cos\u00ec, con la sua personale invettiva, personaggi e contraddizioni, termini e situazioni che stanno caratterizzando l\u2019ennesima stazione di un Occidente in crisi. Fuochi perch\u00e9 sono parole, le sue, capaci di bruciare la fisicit\u00e0 delle pagine dei quotidiani e trasformarsi in passaggi di racconto, disvelatore e ironico allo stesso tempo. Fuochi sono gli incontri dell\u2019autore con i personaggi della politica, del giornalismo, della societ\u00e0, da Norberto Bobbio a Eugenio Scalfari, dai quali emerge un mosaico pi\u00f9 complesso di quello che esegeti o detrattori si ostinano a comporre. Fuochi sono i racconti, le pillole, gli aneddoti sparsi che si fanno apologhi e ci aiutano a capire di che razza sono i nostri tempi. Fuochi non possono che essere , infine, anche le parole sulla destra italiana, un luogo che non \u00e8 pi\u00f9 dimora verticale di spirito ma un carro consegnato a vagare nell\u2019orizzontalit\u00e0. Sotto la mano di Buttafuoco, l\u2019Italia e il mondo si fanno tela su cui imprimere e graffiare. E il risultato non pu\u00f2 che essere incendiario.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Orfeo Tamburi, <em>Malaparte come me<\/em> (Le Lettere, pagg. 110, Euro 14,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Curzio Malaparte fu un personaggio fuori del comune: grande scrittore sempre al centro della scena artistica, politica, culturale e mondana, leg\u00f2 il suo nome non solo a capolavori come <em>Kaputt<\/em> e La <em>Pelle<\/em>, ma anche a una vita vissuta con intensit\u00e0 eccezionale all\u2019insegna di contraddizioni e polemiche. Personalit\u00e0 complessa ed enigmatica fu, di volta in volta, fascista intransigente e oppositore del regime, strapaesano e novecentista, cortigiano e frondista, sempre, comunque, protagonista e testimone delle grandi tragedie del Novecento. Fra coloro che lo conobbero a fondo e lo frequentarono a lungo vi fu il pittore Orfeo Tamburi, che collabor\u00f2 con lui curandone la rivista <em>Prospettive<\/em> e illustrandone molte opere. Il sodalizio fra i due, che si conobbero nel 1937, dur\u00f2 praticamente fino alla morte di Malaparte. Nei suoi ricordi, scritti con grande immediatezza e con gusto dell\u2019aneddoto, Tamburi descrive \u2013 son parole sue \u2013 \u00abMalaparte com\u2019era e come pochi lo hanno conosciuto\u00bb perch\u00e9 \u00abcon gli altri spesso recitava o, meglio, si divertiva a mascherare la realt\u00e0 che, forse, trovava troppo piatta\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MEDIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pier Francesco Pingitore, <em>Memorie dal Bagaglino. Diario intimo di un cabaret <\/em><\/strong><strong>(Mursia, pagg. 186, Euro 16)<\/strong><\/p>\n<p>Un anno dopo aver concluso il suo lungo viaggio con il Bagaglino, Pier Francesco Pingitore, uno dei padri dello spettacolo di satira politica pi\u00f9 amato e criticato d\u2019Italia, arriva in libreria con <em>Memorie dal Bagaglino.<\/em> <em>Diario intimo di un cabaret<\/em>, nel quale svela retroscena inediti di quasi cinque decenni di carriera. \u00a0Dallo scantinato di Via di Panico, in cui \u00e8 nato, alle glorie del Salone Margherita, \u00a0il Bagaglino \u00e8 stato una fucina di successi e un&#8217;incubatrice di personaggi tra realt\u00e0 e caricatura. Tanti i comici e le primedonne che si sono succeduti su quel palco ricco di lustrini e paillettes: da Oreste Lionello a Pippo Franco e a Leo Gullotta, da Pamela Prati a Valeria Marini. Senza dimenticare la prima Gabriella Ferri.<\/p>\n<p>Un diario che, con ironia e spontaneit\u00e0, fa rivivere gli entusiasmi, le illusioni, gli amori, le invidie e le rivalit\u00e0 di un gruppo di artisti che da una cantina di una Roma popolare e ridanciana \u00e8 arrivato al grande pubblico televisivo, mettendo in scena pregi e difetti di un intero Paese.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>STORIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Michele Angelini, <em>Gli Stati Confederati d\u2019America: utopia o realt\u00e0 possibile ? &#8211;\u00a0\u00a0 I ribelli del sud erano davvero senza possibilit\u00e0 di fronte ai nordisti? Quali furono i momenti topici in cui poteva cambiare il corso della guerra? Quale eventuale futuro economico e istituzionale dopo il conflitto? <\/em>(Ermanno Albertelli Editore, pagg. 144, Euro 15,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il libro rappresenta un\u2019interessante riflessione sul futuro degli USA in caso di vittoria dei secessionisti durante la guerra civile. Analizza le effettive possibilit\u00e0 dei ribelli e le occasioni in cui potevano cambiare il corso del conflitto. Il testo d\u00e0 ampio spazio a quello che poteva essere il futuro economico, istituzionale e sociale della CSA in caso di sopravvivenza alla guerra. In questo volume, tra fantasia e realt\u00e0, si pu\u00f2 trovare una serie di spunti utili per eventuali approfondimenti sull\u2019argomento, sia per chi gi\u00e0 \u00e8 appassionato alla guerra civile sia per chi ancora non conosce la grande epopea dei \u201cJohnny Rebs e Billy Janks\u201d, e infine per i giocatori di wargames storici che possono trarre spunto per nuovi scenari.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fabrizio Di Lalla, <em>Un posto al sole-La colonizzazione demografica in A.O.I.\u00a0 <\/em>(Solfanelli, pagg. 440, Euro 30,00)<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante la colonizzazione demografica abbia rappresentato l\u2019elemento\u00a0 distintivo del colonialismo, la ricerca storica su tale argomento ha presentato\u00a0 finora un vuoto d\u2019indagine inspiegabile. Salvo, infatti, alcuni scritti limitati ad alcuni aspetti e di estrema sintesi, poco o\u00a0 nulla \u00e8 stato scritto e il riferimento pi\u00f9 importante resta ancora il saggio di\u00a0 Carlo Giglio del lontano 1939. Il \u00a0libro di Fabrizio Di Lalla cerca di supplire a tale carenza attraverso una\u00a0 ricerca a tutto campo attraverso l\u2019esame del notevole materiale\u00a0 disponibile nei principali archivi italiani. La documentazione raccolta \u00e8 stata messa a confronto, nel piano dell\u2019 opera, con gli articoli pubblicati nelle tante riviste coloniali dell\u2019epoca\u00a0 determinando due piani di lettura. Da una parte l\u2019aspetto propagandistico che faceva \u00a0leva sulla societ\u00e0\u00a0 italiana, creando consenso e speranze,\u00a0 dall\u2019altra la dura realt\u00e0 che emerge dalle testimonianze scritte, mai\u00a0 pubblicate, non solo dei vertici politici e aziendali ma anche dei semplici coloni che alla fine pagarono il prezzo pi\u00f9 alto di questa avventura. Parte integrante del saggio \u00e8 l\u2019ampia appendice che comprende, tra l\u2019 altro, i quadri riassuntivi degli elementi essenziali della colonizzazione\u00a0 demografica e un\u2019ampia iconografia fotografica e documentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Brienza,\u00a0 <em>Evita Per\u00f2n, populismo al femminile<\/em> (Pagine, pagg. 120, Euro 14,00)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Oggi si riesce a fatica a comprendere lo straordinario successo che ebbe in Argentina questa donna venuta dal popolo e che aveva saputo vivere per il suo popolo. Fu la moglie di Peron ad occuparsi per prima della promozione della donna nella nuova societ\u00e0 argentina del dopoguerra, ispirandosi a principi e promuovendo misure che non ne snaturavano le prerogative essenziali svolte nella famiglia, in netta antitesi con quanto perseguito dal femminismo individualistico che avrebbe caratterizzato la seconda met\u00e0 del XX secolo. \u00a0Questo studio mette in particolare evidenza quanto la partecipazione alla vita politica della donna argentina sia frutto dell&#8217;instancabile impegno di Evita, la cui attivit\u00e0 assistenziale fu continua e che interpret\u00f2 sempre il suo ruolo politico e sociale come una missione da adempiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulio Vignoli (a cura di) , <em>Gli italiani di Crimea \u2013 Nuovi documenti e testimonianze sulla deportazione e lo sterminio <\/em>(Settimo Sigillo, pagg. 182, Euro 16,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il libro fa seguito al saggio di Giulia Giacchetti Boico e Giulio Vignoli, &#8220;L&#8217;olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli italiani di Crimea&#8221;, pubblicato sempre da Settimo Sigillo nel 2008.<br \/>\nIn questo volume vengono fornite pi\u00f9 ampie notizie storiche sulla presenza italiana in Crimea, nel Mar d&#8217;Azov e nel Mar Nero. Successivamente sono riportate nuove testimonianze dell&#8217;olocausto che non avevavno trovato posto nel precedente saggio o perch\u00e9 ancora sconosciute, o perch\u00e9 i superstiti dello sterminio si erano rifiutati di fornirle o pubblicarle temendo ancora per se medesimi e per i loro cari.<br \/>\nChiudono il volume brevi accenni agli italiani tuttora rimasti, dopo la deportazione, in Kazakistan e in Uzbekistan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefano Verdino, <em>Genova reazionaria \u2013 Una storia culturale della Restaurazione<\/em> (Interlinea, pagg. 193, Euro 20,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una Genova tra provincia ed Europa \u00e8 la citta narrata nei diari inglesi e francesi di molti viaggiatori, addirittura periferico epicentro del Romanticismo inglese nel breve tempo del soggiorno di Byron, con altri autori da Mary Shelley a Lady Blessington. Ma la citt\u00e0 della formazione di Mazzini (1815-31) e della fine dei giansenisti fu anche una officina della Reazione, non meno di Torino e Modena, quando anche il melodramma gioc\u00f2 la sua partita quale strumento di riverbero legittimista, come evidenzia il &#8220;Bianca e Fernando&#8221; di Bellini per l&#8217;inaugurazione del nuovo teatro intitolato al sovrano regnante Carlo Felice. Stefano Verdino racconta il progetto reazionario, la cultura della citt\u00e0, i suoi passaggi internazionali, il mondo dell&#8217;universit\u00e0, le polemiche culturali: un quadro tanto ricco e vario quanto inesplorato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>STORIA DELLE DESTRE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Federico Gennaccari, Claudio Volante e Guido Giraudo, <em>Voci contro vento &#8211; Storie e canzoni della musica alternativa 1965-1983 <\/em>\u00a0(Fergen, pagg. 496, Euro 20,00)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Una storia illustrata (pi\u00f9 di 200 tra foto, copertine, manifesti e giornali) delle canzoni scritte da militanti del Fronte della Giovent\u00f9 e del Fuan tra il 1974 e i primi anni Ottanta (pi\u00f9 qualche predecessore negli anni Sessanta), per raccontare la cronaca e la vita quotidiana nella stagione degli &#8220;anni di piombo&#8221; e della &#8220;guerra civile&#8221; a bassa intensit\u00e0, divisi fra l\u2019impegno politico e i sentimenti di amore e di rabbia, i morti da piangere e le inchieste giudiziarie, le speranze e i sogni, l\u2019anticomunismo e l\u2019Europa Nazione.<br \/>\nCanzoni diffuse dalle prime radio libere (quasi un centinaio quelle di destra) e protagoniste dei tre Campi Hobbit (il primo raduno nel 1977 ebbe un impatto &#8220;rivoluzionario&#8221;, sfatando tanti luoghi comuni sulla destra).<br \/>\nLa musica alternativa non \u00e8 un genere preciso, al suo interno si spazia dagli Janus, che facevano del buon rock progressive con incursioni nell\u2019hard, curando molto la musica e meno i testi, agli Atellana che recuperavano le tradizioni popolari come il Canto dei Sanfedisti (\u201cSona, sona, sona carmagnola\u201d) e il Canto delle Lavandaie del Vomero, canto napoletano del XIII secolo. Poi a parte la musica celtica e le atmosfere medievaleggianti della Compagnia dell\u2019Anello (fantasy anche nel nome tratto da \u201cIl Signore degli Anelli\u201d di Tolkien, un \u201ccult\u201d per la Destra anni \u201870), gli unici ancora in attivit\u00e0, per tutti gli altri (Lombroni, Scocco, Amici del Vento, Zetapiemme, Marzi, Di Fi\u00f2 ecc.) i punti di riferimento sonori sono i cantautori tra ballate, un po\u2019 di rock e brani in perfetto stile cabaret dove con l\u2019ironia si mettevano alla berlina gli avversari, evidenziandone le contraddizioni. Canzoni \u201ccontro vento\u201d che giravano al di fuori dei canali commerciali e costituiscono realmente una cultura \u201cunderground\u201d, tramandata oralmente o in modo artigianale e semiclandestino, utilizzando vecchie registrazioni, essendo da molto tempo esauriti i dischi e le cassette originali.<br \/>\nUn fenomeno minoritario che ha comunque interessato qualche milione di italiani.<br \/>\nUn patrimonio storico e culturale che non poteva andare perso (oggi conservato da Lorien, l&#8217;archivio storico della musica alternativa) e che bisogna conoscere per poter capire la destra di ieri con un occhio all\u2019oggi e uno sguardo al domani.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rodolfo Sideri, <em>Adriano Romualdi \u2013 L\u2019uomo, l\u2019opera e il suo tempo <\/em>(Settimo Sigillo, pagg. 160, Euro 15,00) <em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A quarant\u2019anni dalla tragica morte, il pensiero eretico e politicamente scorretto di Adriano Romualdi viene esaminato in tutta la complessit\u00e0 delle sue articolazioni, in modo da offrirne un panorama completo, finora mancante nella pur vasta letteratura sul neofascismo. Il pensiero romualdiano viene ripercorso, attraverso l\u2019esame di tutta la sua vasta bibliografia, sia per inserirlo nel suo contesto storico, sia per individuare quelle linee che, nel panorama desertificato delle culture politiche, sono ancora in grado di offrire una chiara e coerente concezione del mondo, visto da Destra. L\u2019Europa-Nazione, la ricerca delle radici indoeuropee, l\u2019interpretazione del Fascismo come Rivoluzione Conservatrice, l\u2019idea di uno Stato nuovo e del valore della cultura come forza prepolitica, sono certamente risposte che Romualdi forniva ai problemi del suo tempo, ma costituiscono ancora, per chi vuole mantenere una vigilanza critica sulle tendenze del mondo moderno, un utile strumento interpretativo. Uno strumento forse troppo tagliente per le coscienze appiattite sulla dimensione del politicamente corretto, ma che \u00e8 comunque utile proporre anche perch\u00e9, come scriveva Romualdi, \u00absarebbe veramente imperdonabile lasciarsi sfuggire la soddisfazione di attirare contemporaneamente l\u2019incomprensione degli sciocchi e l\u2019ira degli imbecilli\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I CLASSICI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vilfredo Pareto, <em>Le configurazioni del fascismo (1922 &#8211; 1923),<\/em> (Edizioni di Ar, pagg. 129, Euro 13,00)<br \/>\n<\/strong><br \/>\nSecondo Pareto l&#8217;Italia post-1918 \u00e8 ricca di forze centrifughe (le leghe rosse, il sindacato dei ferrovieri e dei tramvieri) e di forze centripete (plutocrati e borghesia produttiva) e rileva che ogni gruppo organizzato vuole impadronirsi del potere centrale, mentre le tendenze centrifughe sono meramente tattiche. Egli configura il fascismo come una forza politica di restaurazione del potere centrale tutt&#8217;altro che invisa alla plutocrazia, ma ricca, al proprio interno, di tendenze socializzatrici. In definitiva il fascismo al potere avrebbe configurato una sorta di governo di salute pubblica, nel quadro di una politica di riforme sociali condotta dall&#8217;alto. Edizione critica a cura di Francesco Ingravalle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Friedrich Georg Junger e Ernst Junger, <em>Guerra e guerrieri<\/em> (Mimesis, pagg. 74, Euro 8,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abLa guerra \u00e8 l\u2019evento che ha dato la fisionomia al volto del nostro tempo\u00bb. Cos\u00ec scriveva Friedrich Georg J\u00fcnger nel 1930 nello scritto <em>Guerra e guerrieri<\/em>, un breve saggio che \u00e8 diventato fondamentale nel dibattito filosofico e politico novecentesco. In questo scritto l\u2019autore tedesco tenta di mettere a fuoco il senso della guerra senza confini che era esplosa nel corso della Primo conflitto mondiale, ma che avrebbe sempre pi\u00f9 dato forma alla esistenza degli uomini anche nei decenni a venire. Ancora oggi <em>Guerra e guerrieri<\/em>, oltre che una eccezionale testimonianza della mutazione dello natura della guerra avvenuta nel corso della Prima guerra mondiale, ci pone dinanzi all\u2019immagine della violenza senza forma che caratterizza la vita contemporanea. A <em>Guerra e<\/em> <em>guerrieri<\/em> segue il discorso che Ernst J\u00fcnger pronunci\u00f2 nel 1979 nella citt\u00e0 di Verdun per sancire una nuova amicizia tra la Francia e la Germania: il grande scrittore e filosofo, nonch\u00e9 eroe della Prima guerra mondiale, in poche righe ripensa alla sua vita in guerra e alla pace planetaria a cui oggi l\u2019uomo deve aspirare come sua unica salvezza: \u00abGuardando retrospettivamente i fronti si fondono \u2013 gli avversari appaiono accerchiati da pericoli comuni che sono ancora pi\u00f9 forti della volont\u00e0 dei generali e del coraggio del singolo: ci\u00f2 che \u00e8 materiale diventa strapotente, la terra stessa si fa vulcanica e il fuoco non minaccia pi\u00f9 di annientare questo o quello, bens\u00ec tanto l\u2019amico quanto il nemico. Allora, quando ci stringevamo nei crateri prodotti dalle bombe, credevamo ancora che l\u2019uomo fosse pi\u00f9 forte di ci\u00f2 che \u00e8 materiale. Questo si \u00e8 dimostrato un errore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ROMANZI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Carretta, <em>Sherlock Holmes e il fuoco della pernacchia<\/em> (Edizioni Solfanelli,\u00a0 pagg. 248, Euro 16,00)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1915 l\u2019Abruzzo \u00e8 colpito da uno dei pi\u00f9 disastrosi terremoti della storia d\u2019Italia, quello di Avezzano con oltre trentamila morti. Purtroppo incombe la prospettiva, sempre pi\u00f9 concreta, di un coinvolgimento in quella catastrofe di livello planetario che \u00e8 la Grande Guerra. Nuove terribili armi si apprestano a fare il loro debutto tra i monti fioriti dell\u2019Appennino.<br \/>\nMolti soffrono e soffriranno, pochi sguazzano e lucrano per le possibilit\u00e0 offerte dalla ricostruzione e dalla mobilitazione. Un Maresciallo dei CCRR combatte la sua \u201cbuona battaglia\u201d ma pare sul punto di essere soverchiato da avversari (esterni) e da nemici (interni). L\u2019odioso omicidio commesso ai danni di una nobildonna inglese, opera di menti raffinate, richiama tuttavia a Sulmona e sulla scena del crimine, un illustre pensionato Sherlock Holmes e il suo fedele compagno dr. John Watson. Fortunatamente c\u2019\u00e8 anche Gabriele d\u2019Annunzio con le sue donne, la cui presenza vale da sola a scongiurare il rischio di un giallo senza&#8230;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>NOIR<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Paolo Foschi, <em>Il castigo di Attila <\/em>(Edizioni E\/O, pagg. 176, Euro 13,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Subito dopo il successo della Roma in Champions League contro il Liverpool, il portiere Rocco Graziano viene trovato in fin di vita nella propria villa alle porte della Capitale. Chi \u00e8 stato a ridurre cos\u00ec il calciatore, e perch\u00e9? Gelosia? Droga? Scommesse? Tutte le piste sono aperte. L&#8217;inchiesta \u00e8 affidata al commissario Igor Attila, ex pugile medaglia d&#8217;argento alle Olimpiadi di Seul del 1988, con un passato di frustrazioni sportive e una dolorosa delusione amorosa alle spalle, ma tutt&#8217;altro che arreso al destino. Al suo comando, gli agenti della Sezione Crimini Sportivi: la pi\u00f9 sgangherata delle squadre di polizia composta da piccoli truffatori, traffichini e sfaticati. Presto le indagini metteranno a nudo la doppia vita del calciatore: infaticabile atleta di giorno, frequentatore di locali equivoci e amicizie pericolose di notte. Fra veline e buttafuori, politici e camorristi, ultr\u00e0 e calciatori, l&#8217;indagine del commissario Attila far\u00e0 luce sui legami pericolosi fra sport, denaro, e potere.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>LETTERATURA<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Antonio Catalfamo, <em>Cesare Pavese \u2013 Mito, ragione e realt\u00e0<\/em>\u00a0 (Edizioni Solfanelli, pagg. 312, Euro 21,00)<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>\u00a0L\u2019autore, grazie alla sua esperienza di studi internazionali, ha analizzato l\u2019opera di Cesare Pavese nella sua unit\u00e0, usando un metodo interdisciplinare e realizzando un vero e proprio \u00abcorpo a corpo\u00bb con i testi.<br \/>\nIn questa raccolta di saggi si occupa di vari aspetti, con un approccio innovativo rispetto alla critica precedente: dagli studi dedicati dallo scrittore langarolo alla letteratura americana, a partire dalla sua tesi di laurea su Walt Whitman, a lungo trascurata, alla dimensione dell\u2019\u00abimpegno\u00bb, nel confronto \u00abintertestuale\u00bb con altri scrittori, come Vittorini, all\u2019analisi di alcuni momenti biografici (la posizione nei confronti del fascismo, della Resistenza e del Partito comunista italiano), sui quali una parte, seppur autorevole, della critica, ha equivocato, alla rivalutazione delle fasi trascorse dallo scrittore a Brancaleone Calabro e nel Monferrato, dopo l\u20198 settembre del \u201943, sinora considerate, con logica riduttiva, rispettivamente come fasi di stasi creativa e di isolamento, nonch\u00e9 di crisi religiosa, alle tanto dibattute questioni del rapporto tra \u00abmito\u00bb e \u00abragione\u00bb nei Dialoghi con Leuc\u00f2 e del rapporto tra \u00abrealt\u00e0\u00bb e \u00absimbolo\u00bb, nonch\u00e9 tra individuo e territorio (alla luce dei nuovi studi di Franco Ferrarotti), ne La luna e i fal\u00f2.<br \/>\nMa, al di l\u00e0 dei singoli aspetti, secondo Catalfamo, si ripropone in Pavese una \u00abtriade\u00bb: mito, ragione, realt\u00e0. Opera in lui un doppio processo di \u00abintroversione\u00bb e di \u00abestroversione\u00bb della realt\u00e0. Egli parte dalla realt\u00e0, la interiorizza, la analizza razionalmente attraverso il confronto con il mondo complesso che \u00e8 dentro di lui, comprendente le sue esperienze passate, ma anche quelle della specie di cui fa parte, risalendo nei secoli, fino ai primordi dell\u2019umanit\u00e0. Da questo confronto emerge il \u00absignificato ultimo della realt\u00e0\u00bb, ch\u2019egli comunica agli altri attraverso i suoi scritti. E allora l\u2019opera letteraria assume il significato di \u00abracconto\u00bb, nel quale, classicamente, consiste il \u00abmito\u00bb.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>ARTE<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vittorio Sgarbi, <em>La Stanza dipinta<\/em> (Bompiani, pagg. 420, Euro 11,90)<\/strong><\/p>\n<p>La storia dell\u2019arte contemporanea \u00e8 costellata di assenze e di censure: la dittatura dello sperimentalismo come linguaggio obbligato ha relegato nel silenzio artisti di sicuro talento, che alle avanguardie dogmatiche si sono contrapposti, cercando di superarle e \u201cdi riagganciarsi all\u2019ultimo gesto della mano con il pennello o con la pietra\u201d. Questi coraggiosi custodi delle forme, che segretamente operano nella penombra, non si incontrano nei templi consacrati all\u2019arte e costituiscono una realt\u00e0 sommersa da scoprire e recuperare. Da qui la proposta di un personalissimo museo dove gli esclusi trovano una legittima collocazione; da Giorgio de Chirico a Renato Guttuso, da Man Ray a Domenico Gnoli, dalla Scuola Romana ad Andrew Wyeth, da Valerio Adami a Tullio Pericoli, La stanza dipinta \u00e8 una raccolta di saggi che rende conto di tante viventi esperienze artistiche che hanno in comune la resistenza alle mode e il rifiuto delle tendenze programmate.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>CATALOGHI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Claudia Salaris,\u00a0 <em>Riviste futuriste &#8211; Collezione Echaurren Salaris <\/em>(Gli Ori, pagg. 1184, Euro 100,00)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla fine degli anni settanta, quando il futurismo era un fenomeno conosciuto solo tra gli addetti ai lavori e non ave\u00adva ancora raggiunto quella popolarit\u00e0 che per gradi ha conquistato dalla met\u00e0 degli anni ottanta, Pablo Echaurren e Claudia Salaris hanno cominciato a col\u00adlezionare libri, giornali, manifesti del fu\u00adturismo italiano.<\/p>\n<p>Questa raccolta ha contribuito ad allar\u00adgare la conoscenza del futurismo: Clau\u00addia Salaris, avvalendosi della collezione come di una banca dati, ha pubblicato numerosi studi sul movimento fonda\u00adto da F. T. Marinetti, tra cui <em>Storia del futurismo <\/em>(1985; 1992) e <em>Bibliografia del futurismo <\/em>(1988), disegnando una mappa che fino a quel momento non era stata ancora tracciata.<\/p>\n<p>Ora, al fine di valorizzare la collezione, \u00e8 stato progettato un ampio regesto comprendente, in pi\u00f9 volumi, varie aspetti dell\u2019esperienza futurista: le riviste, le realizzazioni nel mondo, i manifesti, i libri, le cartoline, le ceramiche ed i cataloghi.<\/p>\n<p>Di ogni oggetto si propone una scheda con descrizione tecnica, infor\u00admazioni storico-critiche, bibliografia, immagini a colori, traduzione in ingle\u00adse. Date queste caratteristiche, l\u2019opera si annuncia come unica nel suo genere.<\/p>\n<p>Il primo volume, che contiene l\u2019inventario ragionato di due\u00adcento testate (ottocento fasci\u00adcoli e settecento illustrazioni a colori), ricostruisce la mappa delle riviste futuriste italiane disseminate dal Piemonte alla Sicilia. Giornali, almanacchi, numeri unici, fogli umoristici che compongono il grande uni\u00adverso di carta in cui \u00e8 inscritta la storia del primo movimento d\u2019avanguardia, nato nel 1909 e attivo fino al 1944.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ***<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Gemma Sena Chiesa (a cura di), <\/strong><strong><em>Costantino 313 d. C. L&#8217;editto di Milano e il tempo della tolleranza.<\/em><\/strong><strong> Catalogo della mostra (Milano, 25 ottobre 2012-17 marzo 2013) (Mondadori Electa,\u00a0 pagg. 299, Euro 29,00)<\/strong><\/p>\n<p>Il volume, riccamente illustrato, costituisce la sintesi pi\u00f9 aggiornata \u00a0sul tema in una veste grafica che intende con la sua eleganza evocare i fasti costantiniani. La chiarezza degli scritti scientifici fa s\u00ec che il catalogo sia destinato a un pubblico pi\u00f9 vasto di quello dei cultori della materia. Il catalogo si compone di una nutrita serie di saggi affidati ai maggiori specialisti italiani e stranieri che affrontano le varie tematiche al centro dell&#8217;evento espositivo. Diversi saggi sono incentrati sulla rivoluzione religiosa che dalle persecuzioni volge al tempo della tolleranza: dopo l&#8217;attenta analisi delle fonti, si indaga l&#8217;origine del &#8220;chrism\u00f2n&#8221; dalle insegne imperiali al simbolo della fede vittoriosa per poi disegnare un quadro delle altre religioni dell&#8217;impero mentre si passa dal politeismo al dio unico. Altri studi ruotano intorno alle tre istituzioni che furono protagoniste dell&#8217;et\u00e0 di Costantino: la chiesa, l&#8217;esercito e la corte imperiale. Una sezione a parte \u00e8 dedicata a Elena e al suo potere femminile tra regalit\u00e0 e santit\u00e0: i luoghi in Oriente e a Roma, la questione del suo ritratto, la tradizione iconografica anche moderna della Leggenda della Vera Croce. Completa il volume una schedatura completa e illustrata delle oltre duecento opere in mostra, provenienti dalle pi\u00f9 prestigiose collezioni museali del mondo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IMMAGINI<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ivan Buttignon, <em>Gli spettri di Mussolini &#8211; La storia del fascismo italiano raccontata attraverso i suoi simboli<\/em> (Hobby and Work editore, pagg. 240, Euro 15,50) <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da sempre le raffigurazioni simboliche sono centrali nella religione, nella filosofia, nelle arti e, non da ultimo, nella politica. E&#8217; dunque possibile ricostruire l&#8217;intera parabola del ventennio fascista attraverso l&#8217;analisi dei suoi simboli, dei suoi miti e dei suoi riti. Dal pugnale al fascio littorio, dall&#8217;aquila imperiale alla spiga di grano, dalla riscoperta dell&#8217;antica Roma all&#8217;architettura razionalista, dalla rivisitazione del Risorgimento all&#8217;elogio dell&#8217;arditismo, dal culto dello Stato totalitario alla divinizzazione del Duce, il libro offre un viaggio colmo di sorprese nel cuore stesso del fascismo storico, evidenziandone ombre e luci, innovazione e reazione. Un saggio rigoroso e documentato ma scritto in modo fluido e accattivante.<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/29\/la-rubrica-di-mario-bozzi-sentieri-i-libri-di-leccecronaca-it-per-linizio-del-nuovo-anno\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/29\/la-rubrica-di-mario-bozzi-sentieri-i-libri-di-leccecronaca-it-per-linizio-del-nuovo-anno\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>gennaio 2013\u00a0I Libri di leccecronaca.it\u00a0rassegna mensile di novit\u00e0 librarie\u00a0a cura di Mario Bozzi Sentieri \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0Gli ultimi e pi\u00f9 interessanti volumi di tutti i generi freschi di stampa POLITICA \u00a0Lodovico Festa, Ascesa &amp; declino \u2013 Italia 1992-2012 \u00a0(Edizioni Ares, pagg. 240, Euro 14,00) \u00abDal 1992 al 2012 la storia italiana sembra un giro dell\u2019oca: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[57],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9568"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9568"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9568\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9571,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9568\/revisions\/9571"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}