{"id":9588,"date":"2012-12-30T12:17:19","date_gmt":"2012-12-30T12:17:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=9588"},"modified":"2012-12-30T12:17:19","modified_gmt":"2012-12-30T12:17:19","slug":"domani-sera-a-lecce-la-marcia-della-pace-il-programma-dellimportante-manifestazione-nazionale-organizzata-dalle-organizzazioni-cattoliche-con-ladesione-motivata-e-concreta-di-leccecronaca-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/30\/domani-sera-a-lecce-la-marcia-della-pace-il-programma-dellimportante-manifestazione-nazionale-organizzata-dalle-organizzazioni-cattoliche-con-ladesione-motivata-e-concreta-di-leccecronaca-it\/","title":{"rendered":"Domani sera a Lecce &#8220;la marcia della pace&#8221;\/ Il programma dell&#8217;importante manifestazione nazionale organizzata dalle organizzazioni cattoliche. CON L&#8217;ADESIONE MOTIVATA E CONCRETA DI leccecronaca.it"},"content":{"rendered":"<p><em>Un capodanno alternativo, all\u2019insegna della pace. La Quarantacinquesima Marcia nazionale per la pace quest\u2019anno \u00e8 a Lecce, domani 31 dicembre, vigilia della giornata mondiale per la pace, che si celebra il primo gennaio di ogni anno. Il tema della marcia sar\u00e0 proprio quello scelto dal Santo Padre Benedetto XVI per la giornata: \u201cBeati gli operatori di pace\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Organizzata da Conferenza Episcopale Italiana \u2013 Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro, Arcidiocesi di Lecce, Azione Cattolica Italiana, Caritas Italiana, Pax Christi, con il patrocinio del Comune di Lecce, la Marcia nazionale per la pace vuole essere \u201cuna risposta concreta degli uomini di buona volont\u00e0 all\u2019invito che il papa rivolge affinch\u00e9 tutti si sentano responsabili riguardo alla costruzione di un\u2019unica e grande famiglia umana\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Quest\u2019anno, poi, la Marcia nazionale per la pace si svolge nel contesto dell\u2019Anno della fede, voluto da Benedetto XVI nel cinquantennale dal Concilio Ecumenico Vaticano II, e rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 in pi\u00f9 per condividere \u201cle molteplici opere di pace, di cui \u00e8 ricco il mondo\u201d, che, come spiega il papa nel messaggio di quest\u2019anno \u201ctestimoniano l\u2019innata vocazione dell\u2019umanit\u00e0 alla pace. In ogni persona il desiderio di pace \u00e8 aspirazione essenziale e coincide, in certa maniera, con il desiderio di una vita umana piena, felice e ben realizzata. In altri termini, il desiderio di pace corrisponde ad un principio morale fondamentale, ossia, al dovere-diritto di uno sviluppo integrale, sociale, comunitario, e ci\u00f2 fa parte del disegno di Dio sull\u2019uomo. L\u2019uomo \u00e8 fatto per la pace che \u00e8 dono di Dio\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Il programma prevede un percorso di circa tre chilometri, che partir\u00e0 dalla parrocchia di Santa Maria delle Grazie in Santa Rosa e si concluder\u00e0 in Cattedrale. Qui \u00e8 prevista la messa alle ore 22:30, che sar\u00e0 presieduta dall\u2019arcivescovo di Lecce, Domenico Umberto D\u2019Ambrosio, e sar\u00e0 trasmessa in diretta nazionale su Tv2000. Durante il cammino sono previsti dei momenti di sosta, la preghiera per l\u2019ecumenismo e brevi testimonianze sull\u2019annuncio del vangelo della pace.<\/em><\/p>\n<div>\n<p><em>\u00a0***<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>Fin qui il comunicato degli organizzatori cattolici.<\/p>\n<p>leccecronaca.it aderisce all\u2019iniziativa, che reputa comunque un momento di testimonianza e di affermazione.<\/p>\n<p>Vogliamo aggiungere per\u00f2 qualche riflessione pi\u00f9 pratica e concreta, perch\u00e9 constatiamo che gli organizzatori rimangano sul tema troppo sul generico e temiamo che si limitino a esercizi retorici.<\/p>\n<p>Abbiamo risentito, rivisto e riletto in occasioni simili, in passato, dichiarazioni che lasciano l\u2019amaro in bocca e testimoniano quanto lunga sia ancora la strada da percorrere per arrivare al traguardo della pace.<\/p>\n<p>Eppure, per noi contemporanei, per noi postumi di Hiroshima e Nagasaki, per noi approdati al nuovo secolo e al nuovo millennio, proprio questa \u00e8 la met\u00e0, capace di nobilitare l\u2019umanit\u00e0: costruire una cultura della pace e far cadere finalmente senza \u201cse\u201d e senza \u201cma\u201d ogni idea possibile di guerra.<\/p>\n<p>La guerra deve diventare un tab\u00f9, un elemento negativo in toto, da esecrare e da annullare come pratica in ogni dove, come \u00e8 oggi, per esempio, lo schiavismo: e quanti secoli ci sono voluti per arrivare a considerare tale lo schiavismo! Bene, \u00e8 ora che tale considerazione universale arrivi anche per la guerra.<\/p>\n<p>Per questo non ci piacciono le dichiarazioni piene di retorica e di ipocrisia, quindi di una violenza ingannatrice inaudita, le solite dichiarazioni, lo stanco repertorio che ogni volta i politici snocciolano come granelli di un rosario laico.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questione di centro-destra, o di centro-sinistra, anzi. Romano Prodi riusc\u00ec a essere peggiore anche in questo. Ancora, anzi, il momento in cui l\u2019Italia \u00e8 stata pi\u00f9 in guerra dal 1945 a oggi \u00e8 stato col governo di Massimo D\u2019Alema, il quale, nel 1999, fece attivamente partecipare l\u2019 Italia alla criminale distruzione operata dagli Americani della Jugoslavia, fra l\u2019altro a pochi chilometri dai nostri confini e con le basi operative nel nostro territorio: ecco come egli stesso rivendicher\u00e0 con orgoglio e con chiarezza tre anni dopo quanto successe: \u201c<em>Vorrei ricordare che quanto a impegno nelle operazioni militari noi siamo stati, nei 78 giorni del conflitto, il terzo Paese, dopo gli USA e la Francia, e prima della Gran Bretagna. In quanto ai tedeschi, hanno fatto molta politica ma il loro sforzo militare non \u00e8 paragonabile al nostro: parlo non solo delle basi che ovviamente abbiamo messo a disposizione, ma anche dei nostri 52 aerei, delle nostre navi. L\u2019Italia si trovava veramente in prima linea<\/em>.\u201c<\/p>\n<p>Vorremmo pure \u00a0ricordare, per quanto riguarda la sinistra radicale, che i vari Pdci e Rifondazione comunista \u2013 che pure all\u2019epoca si divisero \u2013 hanno poi sempre sostanzialmente sostenuto tutte le scelte compiute dai governi di centro-sinistra, e questo storicamente, dalle \u201coperazioni di polizia internazionale\u201d in Iraq, quando erano in\u00a0 Parlamento.<\/p>\n<p>Quanto alle pi\u00f9 recenti \u201cmissioni di pace\u201d in Afghanistan, come con patetici eufemismi sono generalmente chiamate le guerre al servizio dell\u2019imperialismo americano al tempo della globalizzazione che abbiamo e stiamo attuando, col pretesto di \u201cportare la democrazia\u201d, ristabiliamo la realt\u00e0, ridiamo un senso alle parole: si tratta di scusa bella e buona per coprire interessi economici e strategici ben precisi.<\/p>\n<p>Non ce l\u2019abbiamo poi, sia chiaro, con i soldati americani: vengono dalle famiglie pi\u00f9 povere, dalle periferie diseredate e sfortunate e, per sfuggire alla miseria e all\u2019emarginazione, sono anch\u2019essi vittime, come quelle che vanno a provocare all\u2019estero, soprattutto fra le popolazioni civili, vecchi, donne e bambini.<\/p>\n<p>Ce l\u2019abbiamo con i banchieri, i fabbricanti di armi, e i politici, democratici, o repubblicani che siano, americani, loro servitori. Nessuno poi si permetta di dirci che non abbiamo a cuore i soldati italiani: li abbiamo a cuore, fremo per loro, perch\u00e9 i soldati italiani sono i figli del popolo, e so che essi ancora di pi\u00f9 vanno a combattere, a soffrire, e spesso a morire lontano da casa per lo stesso motivo che, come una scelta obbligata, ha spinto o loro coetanei americani: trovare uno stipendio, un lavoro per vivere, che altrimenti non potrebbero avere.<\/p>\n<p>A maggior ragione, che i pi\u00f9 vengono dal Sud; molti, poi, moltissimi, da quel Salento dove stanno le nostre radici.\u00a0 Li abbiamo visti da vicino, i soldati italiani che hanno combattuto in Jugoslavia e in Iraq, e che combattono ora in Afghanistan, lasciando stare il Libano e tutto il resto; li abbiamo guardati nei loro occhi lucenti, nei loro volti puliti; e abbiamo parlato a lungo con loro, magari in dialetto, in uno dei lunghi e caldi pomeriggi d\u2019estate, al mare, sotto l\u2019ombrellone, o seduti al tavolo di qualche pizzeria, d\u2019inverno, a dicembre, o gennaio, insieme agli amici, quando, periodicamente, ogni volta ritornano a Lecce: e li abbiamo sentiti\u00a0 fratelli.<\/p>\n<p>Sono figli di muratori e di contadini, che si guadagnano la giornata, quei pochi euro, senza assicurazioni, contributi, mutue e ferie quando pure viene loro pagata, cuocendo la pelle al sole scottante, e raffreddandosela sotto la tramontana, per dieci ore al giorno.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questo il punto.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che ci manca ancora quasi del tutto la cultura della pace di cui dicevamo\u00a0 prima e che dobbiamo urgentemente cominciare a costruire.<\/p>\n<p>Vorremmo invece\u00a0 ricordare quello che recita l\u2019articolo 11 della nostra Costituzione, cio\u00e8 le fondamenta del nostro ordinamento civile e sociale:<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Ecco, no? Netto, preciso. Non c\u2019\u00e8 proprio niente da aggiungere, o da levare; niente da interpretare, o da discutere. C\u2019\u00e8 soltanto da rispettare, cosa che non hanno fatto tutti i nostri Presidenti del Consiglio e Presidenti della Repubblica ( e proprio essi! ) dal 1990 a oggi.<\/p>\n<p>Come ognuno pu\u00f2 facilmente constatare da s\u00e9, nel tono, nel lessico, nella sostanza stessa delle dichiarazioni dei politici in tema manca completamente la cultura della pace: c\u2019\u00e8 ancora sempre e soltanto il trionfo della guerra.<\/p>\n<p>Ora, certo, sono processi lunghi e difficili. Ma da qualche parte dobbiamo pur cominciare.<\/p>\n<p>Ognuno di noi pu\u00f2 farlo, cominciando, per esempio, a capire di una contabilit\u00e0 nemmeno pi\u00f9 drammatica, bens\u00ec mostruosa, se presa dalla guerra in Iraq, all\u2019ultima \u201coffensiva\u201d di Israele ai danni dei Palestinesi, fino alla Libia e all\u2019Afghanistan ancora in corso: si tratta di centinaia di migliaia di vecchi, di donne, di bambini, estranei e innocenti, caduti sotto le bombe con cui gli Americani credono di poter esportare la democrazia e il modello neocapitalista della globalizzazione.<\/p>\n<p>Cio\u00e8 i banchieri, cio\u00e8 i fabbricanti e i mercanti di armi: e \u201c<strong>Non ci sono guerre giuste<\/strong>\u201d, come diceva e scriveva in un verso dei suoi Cantos Ezra Pound spiegando poi che fintanto che ci saranno ingiustizie sociali ci saranno sempre guerre e che non ci pu\u00f2 essere la pace senza giustizia sociale, o almeno un sistema economico pi\u00f9 equo, una ridistribuzione delle ricchezze e dei beni almeno pi\u00f9 corretta.<\/p>\n<p>Ognuno continui poi come pu\u00f2. Cercando, per esempio, su internet quelle notizie che i nostri giornali e i nostri telegiornali non danno: scoprir\u00e0 cos\u00ec che ( altro che \u201cmissione umanitaria\u201d! ) in Afghanistan \u00e8 in atto una vera e propria guerra, quindi dolore, distruzione, morte e sofferenze quotidiane.<\/p>\n<p>Parlando con s\u00e9 stesso, con i proprio amici, parenti, e conoscenti.<\/p>\n<p>Anche cos\u00ec, semplicemente, come abbiamo cercato di fare noi qui adesso con noi\u00a0 stessi e con tutti voi, amici lettori protagonisti della nostra community, che avete avuto la pazienza di leggere questa nota.<\/p>\n<p>i tutti i tagli di spesa e le manovre varate dal nostro governo, nemmeno una \u00e8 stata indirizzata a ridurre le spese militari correnti, specialmente quelle per le cos\u00ec dette \u201cmissioni umanitarie\u201d, che in realt\u00e0 sono vere e proprie guerre al servizio degli Stati Uniti. Cos\u00ec, mentre in Italia la crisi viene fatta pagare ai pi\u00f9 deboli e ai ceti medi sempre pi\u00f9 poveri, all\u2019estero\u00a0 le criminali campagne militari statunitensi non hanno risolto proprio niente di quello che a parole avrebbero dovuto risolvere, esportando, a suon di bombe micidiali, la cos\u00ec detta democrazia, ma anzi hanno aggravato la situazione, gettando quei Paesi nel terrore, nella disperazione, nella povert\u00e0.<\/p>\n<p>Fra l\u2019altro, continuano a fare vittime civili, su vittime civili. Soltanto gli industriali e i mercanti di armi si fregano le mani: quelli che sostengono il presidente Obama e gli interessi neoimperialisti degli Americani.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che pi\u00f9 o meno direttamente con loro ci siamo anche noi Italiani. Berlusconi e Fini, Prodi e D\u2019Alema, Monti e Draghi: non \u00e8 cambiato niente. Che la smettano almeno di raccontarci la favoletta ipocrita dei nostri soldati che sono andati al fronte a distribuire le caramelle e i cioccolatini ai bambini.<\/p>\n<p>I nostri soldati sono andati in Iraq e in Afghanistan ad aiutare le truppe di occupazione americane. Sono andati a fare la guerra.<\/p>\n<p>Una guerra assurda, senza motivo. Una guerra degli Americani che uccide donne e bambini vittime innocenti. Questa \u00e8 la guerra.<\/p>\n<p>Non ci sono guerre giuste.<\/p>\n<p>L\u2019unica certezza, l\u2019ultima speranza \u00e8 che si affermi la cultura della pace. Una cultura che consideri la guerra un tab\u00f9, qualcosa di esecrando, da estirpare senza se e senza ma, da considerare come oggi si considera la schiavit\u00f9, la legge della jungla, l\u2019incesto.<\/p>\n<p>E\u2019 un processo lungo: in fin dei conti, per esempio, la schiavit\u00f9 ha dominato incontrastata per millenni e per secoli e relativamente da pochissimo, da pochi decenni, essa \u00e8 stata almeno legalmente bandita.<\/p>\n<p>Ora, tocca alla guerra: \u00e8 la sfida del nuovo secolo e del nuovo millennio. Le nuove generazioni dovranno impegnarsi e riuscirci. Ma noi, pure noi, dobbiamo pur cominciare in qualche modo.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><em>\u201cInventing Peace Another focus in my lab is what we call \u201cpeace innovation.\u201d We\u2019re investigating how technology can help change attitudes and behaviors in ways that bring about global harmony. We know this is an idealistic project and we may fail. But given the state of the world, choosing not to pursue this line of research would be irrational. I created a Stanford course on Peace Innovation, and I was pleased with how the students performed. We\u2019ve starting solving a big piece of the puzzle: creating simple and reliable methods to measure peace-related outcomes<\/em>. (da:ww.bjfogg.com)<\/p>\n<p>Sono parole di BJ Fogg, studioso dei nuovi mass media e delle tecnologie della persuasione contemporanee, fra i cui strumenti ci sono, come \u00e8 noto, i social network, fra cui Facebook e un po\u2019 tutti i blog. Ne mette in risalto le straordinarie potenzialit\u00e0 di comunicazione di idee e di diffusione di ideali. Ne ha uno anch\u2019egli, lanciato con l\u2019 Universit\u00e0 di Stanford. Costruire la pace nel mondo e, fedele ai propri insegnamenti, sui grandi traguardo da raggiungere a piccoli passi, costruire la pace nel mondo entro i prossimi trenta anni.<\/p>\n<p>Noi di leccecronaca.it pensiamo che trenta anni siano pochi, che ne servano almeno trecento. Per\u00f2 \u00e8 vero. Le grandi rivoluzioni non avvengono da un giorno all\u2019altro, le grandi rivoluzioni avvengono nell\u2019arco di molti e molti anni prima e dopo le date \u2013 simbolo. Ci sono voluti secoli per, per esempio, abolire la schiavit\u00f9 e le leggi razziali: nei tanto additati a campioni di libert\u00e0 Stati Uniti d\u2019America \u2013 giova ricordarlo \u2013 le ultime leggi razziali sono state abolite negli anni sessanta, appena quaranta anni fa.<\/p>\n<p>Vogliamo dire questo: ci sono i contesti storici e i processi storici che hanno i loro modi e i loro tempi, di cui bisogna sempre avere lucida consapevolezza, storicizzando quello che ci si trova ad affrontare.<\/p>\n<p>E vogliamo dire soprattutto quest\u2019altro: \u00e8 a gente come BJ Fogg che vanno dati i Nobel per la pace, perch\u00e9 hanno avviato una grande rivoluzione epocale, di cui sono e saranno protagonisti attivi tutti coloro che, soprattutto nelle giovani generazioni, questa grande rivoluzione epocale, di costruire la cultura della pace, giorno per giorno si fanno artefici, anche semplicemente scrivendo, o leggendo, o diffondendo, qualche notizia, o qualche commento, su un qualche sito web.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Quanto ci sia ancora da fare per costruire una diffusa e condivisa cultura della pace viene quotidianamente testimoniato dal silenzio assordante con cui l\u2019informazione ufficiale copre quanto continua ad avvenire in Afghanistan, dove, come \u00e8 noto, con il pretesto di scovare presunti terroristi, gli Stati Uniti d\u2019America e i loro servi alleati hanno esportato una lunga e sanguinosissima occupazione militare, al fine\u00a0 consolidare i propri interessi economici e strategici e soddisfare le industrie di armi, oltre che quelle del petrolio, che sorreggono il potere e l\u2019intero sistema, esattamente come avevano fatto in Iraq.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una guerra dai costi ingenti, che per\u00f2 ha fatto la fortuna dei mercanti di morte e dell\u2019alta finanza internazionale, a danno del popolo americano, la cui soglia di povert\u00e0 continua quotidianamente ad innalzarsi, come del resto in Italia.<\/p>\n<p>Gli stessi costi in termini di vite umane sono paurosi, pagati dai figli del popolo povero, da cui provengono i soldati americani mandati a morire in oriente, in termini di migliaia; e pagati soprattutto dal popolo iracheno, in special modo civili innocenti, vecchi, donne e bambini, in termini di centinaia di migliaia di morti, dalle seicentomila al milione di vittime.<\/p>\n<p>Fra Afghanistan e Iraq non c\u2019\u00e8 differenza. Col pretesto della lotta al terrorismo, IN REALTA\u2019 PER ESPORTARE IL LORO PREDOMINIO E PER USARE LE ARMI DELLE LORO INDUSTRIE, gli Americani hanno fatto migliaia di morti e decine di migliaia di feriti fra la popolazione civile, hanno aggredito e distrutto Stati sovrani, hanno aperto conflitti civili sociali inenarrabili e hanno provocato un\u2019instabilit\u00e0 senza rimedio.<\/p>\n<p>Come hanno fatto gli Israeliani in Medio-Oriente..<\/p>\n<p>Sempre col pretesto della lotta al terrorismo.<\/p>\n<p>Come ha detto qualcuno, state anche voi qualche anno senza casa, senza terra, senza vestiti, senza cibo e senza prospettive e poi vedete se non diventate anche voi terroristi.<\/p>\n<p>Non ci sono guerre giuste. Ci vorranno decenni, forse secoli, perch\u00e9 l\u2019umanit\u00e0 conquisti la cultura della pace, che la parola guerra diventi tab\u00f9.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Fa paura la guerra.<\/p>\n<p>Sarebbe bastato anche un solo morto per gli effetti indiretti delle armi all\u2019uranio usate dagli Americani, accanto ai quali sono dieci anni che i soldati italiani combattono, al servizio dei loro interessi economici e strategici, dalla Serbia, al Kossovo, dall\u2019Iraq, all\u2019 Afghanistan.<\/p>\n<p>Secondo il ministro della difesa Arturo Parisi, che ne rifer\u00ec in Parlamento, nell\u2019ormai lontano 2007 \u2013 ma \u00e8 l\u2019unico dato ufficiale esistente \u2013 sono \u201cappena\u201d 37 e 255 gli ammalati di gravissime patologie.<\/p>\n<p>Secondo i famigliari, 170 e 2000.<\/p>\n<p>Questo, per dire soltanto dei militari italiani, molti dei quali salentini.<\/p>\n<p>Ma quelli delle altre Nazioni son forse meno importanti?<\/p>\n<p>E le popolazioni civili colpite direttamente?<\/p>\n<p>Bisogna costruire la cultura della pace, che consideri la guerra una ipotesi inverosimile, il massimo della disumanit\u00e0: il prossimo traguardo, nel nuovo secolo e nel nuovo millennio, di civilt\u00e0 per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/30\/domani-sera-a-lecce-la-marcia-della-pace-il-programma-dellimportante-manifestazione-nazionale-organizzata-dalle-organizzazioni-cattoliche-con-ladesione-motivata-e-concreta-di-leccecronaca-it\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2012\/12\/30\/domani-sera-a-lecce-la-marcia-della-pace-il-programma-dellimportante-manifestazione-nazionale-organizzata-dalle-organizzazioni-cattoliche-con-ladesione-motivata-e-concreta-di-leccecronaca-it\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un capodanno alternativo, all\u2019insegna della pace. 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