{"id":98190,"date":"2016-09-25T18:58:29","date_gmt":"2016-09-25T16:58:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.leccecronaca.it\/?p=98190"},"modified":"2016-09-28T11:27:03","modified_gmt":"2016-09-28T09:27:03","slug":"resoconto-convegno-coldiretti-alcune-risposte-arrivano-per-le-altre-non-ce-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/09\/25\/resoconto-convegno-coldiretti-alcune-risposte-arrivano-per-le-altre-non-ce-speranza\/","title":{"rendered":"RESOCONTO CONVEGNO COLDIRETTI. ALCUNE RISPOSTE ARRIVANO, PER LE ALTRE NON C&#8217;E&#8217; SPERANZA"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><em><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" title=\"CONVEGNO GAGLIANO 2\" class=\"alignleft size-large wp-image-98224\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CONVEGNO-GAGLIANO-2-1024x768.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CONVEGNO-GAGLIANO-2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CONVEGNO-GAGLIANO-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CONVEGNO-GAGLIANO-2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CONVEGNO-GAGLIANO-2-400x300.jpg 400w, https:\/\/www.leccecronaca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CONVEGNO-GAGLIANO-2.jpg 1256w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/strong><\/em><em><strong>di Eleonora Ciminiello_____<\/strong><\/em>Puntualmente, ci \u00e8 appena giunto il comunicato stampa di Coldiretti Lecce in merito al convegno formativo organizzato dalla stessa Coldiretti, dalla Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e dal Gal Capo S. Maria di Leuca, dal titolo<strong>\u00a0<\/strong><strong>\u201cLa misericordia del Signore per ogni essere vivente. La biodiversit\u00e0 e gli innesti: segni di speranza\u201d<\/strong>, svoltosi ieri, sabato 24 settembre,\u00a0nell&#8217;Auditorium comunale di Gagliano del Capo.<\/p>\n<p>Nel dovere di cronaca\u00a0di riportare esattamente quanto scritto nel comunicato, aggiungeremo il nostro diritto di porgere\u00a0alcuni appunti e qualche domanda.<\/p>\n<p>Ad aprire i lavori il direttore di Coldiretti Lecce, <strong>Giuseppe Brillante<\/strong> che sostiene:\u00a0<em>\u201cGli innesti sono una speranza concreta per il futuro della nostra olivicoltura e la dobbiamo percorre sino in fondo con l&#8217;aiuto della scienza\u201d.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><\/em>Cominciamo a capire quindi il nesso tra innesti e misericordia.<\/p>\n<p>Alle parole di Brillante seguono quelle di\u00a0<strong>Monsignor Vito Angiuli,<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>vescovo della Diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca<em>: \u201cAbbiamo perso troppo tempo. I problemi quanto pi\u00f9 seri sono tanto pi\u00f9 hanno bisogno di una convergenza \u2013\u00a0<\/em>ha detto l&#8217;alto prelato<em>\u00a0<\/em><em>\u2013 inutile tirare la corda ciascuno nella propria direzione. L&#8217;appello \u00e8 che tutte le forze, scienziati, coltivatori, imprenditori, si mettano insieme a lavorare per il territorio\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il messaggio di monsignor Angiuli potrebbe anche essere condivisibile,\u00a0ma le sue parole, nella nostra mente producono un cortocircuito che genera un flash back: l&#8217;immagine \u00e8 quella di una nota conferenza, svoltasi presso l&#8217;Hotel Hilton a Lecce il 29 luglio scorso.<\/p>\n<p>I personaggi che richiamavano all&#8217;unione erano allora\u00a0<strong>Benedetto Accogli<\/strong>, presidente di APOL,\u00a0<strong>Giulio Sparascio<\/strong>, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori A Lecce e\u00a0<strong>Marcello Secl\u00ec<\/strong>, presidente Italia Nostra Sezione Sud Salento.\u00a0Esattamente come allora, anche durante il convegno formativo tenutosi ieri, 24 settembre a Gagliano, \u00e8 presente<strong>\u00a0Paolo De Castro<\/strong><em>,\u00a0<\/em>coordinatore di S&amp;D nella Commissione Parlamentare Agricoltura della Ue,\u00a0il quale\u00a0ha ricordato l&#8217;apprensione dell&#8217;Ue per la fitopatologia devastante in atto nel Salento.<\/p>\n<p>\u201c<em>I controlli vanno fatti con maggiore capillarit\u00e0 e l&#8217;Italia deve dimostrare di essere in grado di contenere il batterio \u2013<\/em>\u00a0ha detto all&#8217;assemblea\u00a0<em>\u2013 garanzia che non abbiamo dato sinora. Rischiamo l&#8217;embargo su qualsiasi prodotto agricolo. Solo facendo il nostro dovere possiamo sperare nella revoca del divieto di impianto delle specie ospiti, tra cui l&#8217;ulivo\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Questa volta parla di possibili embarghi su qualsiasi prodotto agricolo salentino e di monitoraggi. Paura e terrore insomma: una tecnica che ultimamente va molto di moda. Paolo De Castro utilizza un linguaggio assolutamente imperativo:<strong> &#8220;i controlli VANNO fatti, l&#8217;Italia DEVE dimostrare&#8221;<\/strong>, e se i contadini faranno i compiti a casa, forse, <strong>e diciamo SOLO forse<\/strong>, possono sperare di vedersi revocare il divieto di impianto di specie ospiti.<\/p>\n<p>Si \u00e8 poi passati alla parte tecnico-scientifica del convegno.<em>\u00a0<\/em><em>&#8220;\u00c8 il momento di passare dalle chiacchiere ai fatti, affidandoci agli scienziati che sono gli unici che possano aiutarci a venir fuori da questo problema epocale&#8221;<\/em>, ha detto l&#8217;olivicoltore\u00a0<strong>Giovanni Melcarne<\/strong>,\u00a0presidente del Consorzio Dop Terra d&#8217;Otranto. Un&#8217;affermazione che davvero ci fa sorridere questa, visto che son gi\u00e0 tre anni che ci si affida alla &#8220;scienza&#8221; di Bari, ma andiamo avanti.<\/p>\n<p><em>&#8220;\u00c8 lui tra i principali fautori del campo sperimentale, per la cui realizzazione ha messo a disposizione 12 ettari di sua propriet\u00e0 ed ha finanziato gli innesti. Abbiamo lavorato ininterrottamente per 4 mesi assieme ai ricercatori e ai tecnici che si sono spesi volontariamente per questa iniziativa&#8221;. Sono 250 le variet\u00e0 di tutta Italia utilizzate per gli innesti nel campo sperimentale presentato a Presicce, un progetto targato Coldiretti Lecce con la regia scientifica di Cnr Ipsp, Universit\u00e0 di Bari e centro studi &#8220;Basile Caramia&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Ad una delle domande che ci ponevamo nel nostro articolo approfondimento di <a href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/09\/24\/quick-test-il-test-veloce-per-la-xylella-della-coldiretti-innesti-e-misericorda-ci-pensera-la-provvidenza-divina\/\">ieri <\/a>risponde oggi Pierfederico La Notte,\u00a0ricercatore dell\u2019Istituto per la protezione sostenibile delle Piante del Cnr di Bari:\u00a0<em>\u00abLe abbiamo recuperate da\u00a0quindici regioni, praticamente tutte quelle olivicole, compreso il Veneto e il Friuli.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Una trentina di variet\u00e0 utilizzate invece, sono straniere, originarie di <strong>Malta, Francia, Iran, Israele, Libano, Croazia<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>La tecnica utilizzata nel campo di Presicce \u00e8 quella detta \u00aba pezza\u00bb: si crea una sorta di finestrella in cui si inserisce l\u2019innesto. Il test iniziale per effettuare l\u2019innesto \u00e8 stato eseguito il 10 aprile scorso, per valutare se gli ulivi erano in vegetazione, e poi il primo innesto, ha spiegato il ricercatore, \u00e8 stato effettuato il 24 aprile.<\/em><\/p>\n<p><em>Tanti i vantaggi del tipo di innesti effettuati, definiti sovrainnesti. Primo tra tutti: la reversibilit\u00e0 dell\u2019operazione. Qualora infatti dovesse essere trovata la cura per sconfiggere xyella fastidiosa si pu\u00f2 effettuare una sorta di \u00abrewind\u00bb vegetale e ripristinare la variet\u00e0 iniziale dell\u2019ulivo innestato. E poi la velocit\u00e0 con cui a partire dalla gemma innestata l\u2019albero pu\u00f2 \u00abrifarsi la chioma\u00bb, ovvero in quattro, cinque anni, ed ancora la relativa economicit\u00e0 dell\u2019operazione. Abbiamo fatto un calcolo &#8211;<\/em><em>\u00a0<\/em>ha detto ancora il ricercatore del Cnr<em>\u00a0<\/em><em>&#8211; ed abbiamo valutato che per innestare un ettaro di uliveto, in media tre innesti su 60 piante, si spendono dalle 300 alle 400 euro. Una spesa relativamente bassa che potrebbe consentire di portarsi avanti con il lavoro, per cos\u00ec dire, qualora si dovessero effettivamente trovare altre variet\u00e0 tolleranti, oltre al gi\u00e0 conclamato leccino&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Sulla tolleranza del leccino avremmo qualcosa da ridire ma poniamo solo una domanda: i risultati dello studio commissionato da Efsa all&#8217;Universit\u00e0 di Bari non confermano che alla fine\u00a0tre piante di leccino su\u00a0sette dissecano? In che modo si definisce quindi il leccino tollerante? La difesa spasmodica a questa variet\u00e0 a cosa \u00e8 dovuta? \u00c8 il caso di dire: misteri (e neppure troppo) della fede!<\/p>\n<fb:like href='https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/09\/25\/resoconto-convegno-coldiretti-alcune-risposte-arrivano-per-le-altre-non-ce-speranza\/' send='true' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='recommend' colorscheme='light' font='lucida grande'><\/fb:like><span class=\"fb_share\"><fb:like href=\"https:\/\/www.leccecronaca.it\/index.php\/2016\/09\/25\/resoconto-convegno-coldiretti-alcune-risposte-arrivano-per-le-altre-non-ce-speranza\/\" layout=\"button_count\"><\/fb:like><\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Eleonora Ciminiello_____Puntualmente, ci \u00e8 appena giunto il comunicato stampa di Coldiretti Lecce in merito al convegno formativo organizzato dalla stessa Coldiretti, dalla Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e dal Gal Capo S. 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