UNO STUDIO DELLA CONFARTIGIANATO SEGNALA LA RIPRESA DEL MERCATO IMMOBILIARE / FRANCESCO SGHERZA, VA ELIMINATA UNA TASSAZIONE ASSURDA

| 5 giugno 2015 | 0 Comments

(Rdl)_______Il centro studi di Confartigianato imprese Puglia ha diffuso una nota, da cui emerge che, dopo ben sette anni, il mercato immobiliare torna a registrare valori positivi. Nel 2014, le compravendite nel terziario (uffici) sono cresciute del cinque per cento (da 462 a 485). Il settore commerciale (negozi e laboratori) sale del 4,7 per cento (da 1.433 a 1.501), mentre arretra il comparto produttivo (capannoni e industrie) con un tasso negativo del 13,2 per cento. La media, comunque, resta in territorio positivo: +1,3 per cento.

Anche il mercato immobiliare ha invertito la tendenza.

Francesco Sgherza (nella foto), presidente di Confartigianato Imprese Puglia, in merito a questi dati, così si è espresso:

Dipingono un quadro composito, non omogeneo. La ripresa del mercato immobiliare rappresenta sicuramente un elemento positivo, sintomatico di una rinnovata vitalità economica, poiché l’acquisto di un immobile prelude, al netto di finalità meramente speculative, all’apertura di nuove attività.

La performance in oggetto si somma a quella altrettanto positiva dell’immobiliare residenziale, con tutto ciò che ne consegue in termini di interventi di ristrutturazione, impiantistica ed ammodernamento degli immobili.

Tuttavia a frenare gli entusiasmi è il dato relativo agli immobili produttivi, cioè quelli maggiormente connessi alle attività manifatturiere ed artigianali, che evidente continuano ad essere in forte affanno. E non potrebbe essere altrimenti, visto che la tassazione degli immobili strumentali, di per sé paradossale, si è fatta oramai insostenibile, con un incremento pari al 19,5 per cento.

Occorre dar seguito il prima possibile all’attesa riforma fiscale ricalibrando l’intero sistema ed eliminando l’assurda situazione per cui gli imprenditori italiani sono costretti a pagare, per i propri immobili produttivi, ben 7,2 miliardi di IMU a cui vanno aggiunti ulteriori 1,4 miliardi di imposte tra IRES, IRPEF, addizionali ed IRAP.

Avere a disposizione un immobile in cui esercitare il proprio lavoro non può e non deve più essere un’impresa nell’impresa».

 

Category: Costume e società

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