IL DEGRADO DI SANT’ ISIDORO DI NARDO’

| 4 agosto 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Lecce, il presidente dell’ Adoc Alessandro Presicce ci scrive______

La nostra Associazione, richiamata da alcune telefonate di cittadini fruitori delle belle spiagge di Sant’Isidoro (nella foto, ndr), ha effettuato un sopralluogo nella marina riscontrando che tutte le lamentele che pervengono ai nostri uffici rispondono al vero.

L’impressione generale arrivando nella marina è di totale caos e di disordine; il traffico veicolare scorre con difficoltà, attraverso le bancarelle del mercato domenicale collocate alla rinfusa ai margini di una piccola pinetina all’ingresso dell’abitato. A parte l’inquinamento acustico e atmosferico generato dal traffico, non vi sono le minime condizioni di sicurezza e, spesso in assenza di marciapiedi, gli acquirenti e le auto convivono a fatica, tra clacson e rischi di investimento.

Allargando lo sguardo verso la zona ove ha sede la Proloco e il posto di Pronto Soccorso, si vedono polverosi terreni non curati, con erbaccia alta e secca che “custodisce” rifiuti di ogni genere, in gran parte generati dal mercato posto nella sede dell’ex-depuratore dei mitili, ma anche abbandonati da persone senza scrupoli (rifiuti edili, ingombranti, pneumatici, vecchi materassi, ecc.). Quando c’è un po’ di vento nuvole di polvere si alzano come se si fosse in una savana.

Il parcheggio delle auto in questa zona fronte mare è casuale non essendovi delimitazioni o segnaletica orizzontale (peraltro impossibile da realizzare sul terriccio), e spesso avviene direttamente sulla scogliera! I percorsi pedonali non esistono e la gente cammina pericolosamente tra le auto in manovra.

Una vasta area di sosta abusiva di camper si è ormai consolidata ed è occupata da decine e decine di camper disposti a caso, privi di qualsiasi servizio (fognatura, allaccio idrico, ecc.).

Insomma pare che il Comune di Nardò non riservi alcuna attenzione alla marina, ma si limiti a prelevare tributi, non reinvestendo nulla sul territorio e magari privilegiando altre sue marine considerate più “pregiate”. A mezza voce, i residenti ascoltati dai nostri operatori confessano che, forse, se la marina fosse annessa ad un altro Comune che ci possa tenere di più ad averla nel suo territorio, le cose andrebbero meglio. Come si ricorderà ciò è avvenuto per Casalabate nel 2012.

E’ una riflessione e un sollecito pressante che offriamo agli amministratori locali, anche perché il Salento non è solo quello da cartolina, che tanto sbandieriamo all’estero, ma anche quello purtroppo vissuto quotidianamente da residenti e turisti che quotidianamente subiscono la mortificante sensazione di sentirsi abbandonati a se stessi.

Più cura per il territorio, più attenzione per i diritti dei pedoni, delle famiglie, si traduce in un miglioramento generale della qualità della vita di tutti.

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