CONVEGNO UIL E UILCA LECCE SU “L’INVOLUZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO”

| 21 Settembre 2015 | 0 Comments

Oltre 180mila disoccupati, un giovane su due è in cerca di occupazione nella provincia di Lecce. Sono circa 6mila i lavoratori in cassa integrazione per i quali, ad oggi, non si vedono sbocchi. E alla “disoccupazione intellettuale”, quella di diplomati e laureati, si somma la piaga degli over 50 tagliati fuori dal mercato del lavoro. È il quadro, drammatico, tracciato dalla Uil di Lecce nel convegno che sabato scorso, nell’hotel Leone di Messapia, ha sviscerato tutte le problematiche connesse al tema dell’ “involuzione” del mercato del lavoro.

Riforme di dubbia utilità (vedi Jobs Act), indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori e disoccupazione, poi rilancio degli investimenti e fiscalità di vantaggio per le imprese come possibili vie d’uscita dalla crisi nel Mezzogiorno sono stati i temi al centro del dibattito che ha visto ospiti l’onorevole Stefano Fassina, l’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo e il docente di Diritto del Lavoro dell’Università di Bari Gaetano Veneto, insieme con il segretario confederale Uil Guglielmo Loy. A presiedere i lavori, Salvatore Giannetto, segretario generale Uil Lecce e Oronzo Pedio, segretario provinciale della Uilca, categoria che ha promosso il convegno.

 

“Al Sud siamo ancora ben lontani dalla ripresa economica – hanno evidenziato i segretari Giannetto e Pedio – e l’occupazione rimane una priorità assoluta: è chiaro a tutti, infatti, tranne a questo governo, che con un Mezzogiorno che arranca, distante dal Nord e dal resto d’Europa, la crescita e lo sviluppo del Paese resteranno una chimera”.

 

Critico nei confronti del governo Renzi anche il deputato Fassina: “Bisogna smettere di fare propaganda sugli strabilianti numeri dei nuovi occupati e prendere atto del fatto che soprattutto nel Mezzogiorno siamo in una situazione drammatica in particolare per l’occupazione giovanile. Occorre rilanciare gli investimenti, innanzitutto nei Comuni, per le piccole opere, per far lavorare le piccole imprese dell’edilizia e dell’artigianato. Invece il governo continua con la ricetta liberista di precarizzare il lavoro come via per l’aumento dell’occupazione, ma così non funziona. La legge di stabilità che verrà presentata fra tre settimane rappresenta l’occasione per una svolta, purtroppo però temo che il governo insista su una manovra che avrà segno elettorale e molto poca attenzione per il lavoro”.

 

L’assessore al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo guarda al futuro con ottimismo: “Gli ultimi dati dell’Osservatorio regionale sul lavoro – ha spiegato – mostrano una certa dinamicità della situazione pugliese. Lavoriamo da tempo alla riqualificazione professionale delle persone, 21 mila finora, mentre altri 17 mila disoccupati stanno per avviarsi su questo percorso e il nostro obiettivo è soprattutto quello di continuare a dare risalto alle politiche giovanili”.

 

Infine per il segretario confederale Uil Guglielmo Loy “la soluzione per uscire dalla crisi è solo una: puntare sugli investimenti e favorire l’insediamento di imprese vere nel Mezzogiorno intervenendo sui fattori che bloccano lo sviluppo e applicando la fiscalità di vantaggio”.

 

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