EMERGENZA? NESSUNA. SOLO ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

| 7 Febbraio 2016 | 4 Comments

.                                                                                                                                                di Eleonora Ciminiello___________Lo stato di emergenza in Puglia, è decaduto. A darne l’annuncio il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il quale nella giornata di ieri, 6 febbraio, ha firmato l’ordinanza che sancisce il rientro dallo stato emergenziale attivato il 9 febbraio 2015 “per il rischio fitosanitario connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia”. La firma giunge in accordo con la Regione Puglia, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Ministero dell’economia e delle finanze nel giorno della scadenza naturale dello stato d’emergenza.

Rientrata l’emergenza si torna all’ordinaria amministrazione. Sarà quindi la Regione Puglia a doversi occupare di tutte le attività fitosanitarie necessarie ad intervenire sul disseccamento che ha colpito gli ulivi salentini, anche se dovrà farlo nel quadro delle prescrizioni imposte dall’Unione Europea e dall’Italia. L’ordinanza, pertanto, non interviene né sul divieto di reimpianto, perché imposto dall’UE, né sull’eradicazione, che resta bloccata solo dal decreto di sequestro della Procura di Lecce.

L’importante novità riguarda il Commissario delegato Giuseppe Silletti: al Commissario viene, infatti, indicato di completare le attività amministrative connesse con le azioni svolte ad elaborare, entro venti giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza, una relazione sulle attività svolte, oltre che RESTITUIRE al bilancio dello Stato e della Regione Puglia le rispettive risorse non utilizzate nell’ambito della gestione emergenziale.

Se è vero che spetta ad Emiliano e all’Osservatorio Fitosanitario Regionale stabilire come porsi rispetto all’emergenza e quale strategia seguire, è anche vero che la Puglia dovrà conferire con il Servizio fitosanitario nazionale, per vedersi approvato il piano degli interventi. Un importante punto da chiarire è il ruolo del Comitato tecnico-scientifico eletto da Martina il 15 settembre 2014 del quale fanno parte Vito Nicola Savino, Donato Boscia, Franco Nigro e Maria Saponari tutti indagati nell’affaire xylella, affiancati, fra gli altri, all’interno del Comitato dai colleghi Anna Maria D’Onghia dello IAMB – CHINEAM, Giovanni Martelli, emerito professore ormai in pensione che ha trascorso la sua vita all’interno dell’Università degli Studi di Bari, Francesco Palmisano presidente del CRSFA Basile Caramia.

Saranno ancora loro a stabilire se le proposte dell’Osservatorio Fitosanitario regionale sono valide ed appropriate? I Salentini sperano proprio di no, così come si augurano che ogni singolo ricercatore, studioso, tecnico, proprietario terriero, che sino ad oggi ha partecipato attivamente al sistema, sostenendo le tesi dello sradicamento degli ulivi, sia escluso dalla Task Force. L’esclusione si rende necessaria per varie ragioni, in primis per il fatto che chi si è occupato sino ad ora del problema disseccamento rapido dell’olivo ha dimostrato la sua inettitudine e la sua incapacità ad affrontarlo come vuole la scienza, ovvero secondo un approccio non riduzionista e chiuso, bensì aperto e sistemico.

L’assenza di un’analisi sistemica, prevista dal protocollo ISPM9, ovvero l’assenza di una valutazione dei rischi economici, ambientali e della salute dei cittadini, ha provocato un corto circuito nazionale: essa doveva, invece, essere prioritaria rispetto alle scelte strategiche utilizzate per affrontare il disseccamento salentino. Nessuno di questi scienziati si è posto il problema ambientale e paesaggistico, nessuno ha cercato di valutare quanto e in che modo sarebbe cambiato il paesaggio e quali conseguenze sarebbero derivate da questa scelta.

Nessuno di loro ha cercato di valutare le conseguenze che la strategia adottata avrebbe avuto sulla salute dell’ambiente e dell’uomo: l’uso indiscriminato di pesticidi ed erbicidi, così come l’eliminazione di una foresta verde in Puglia, avrebbe provocato danni incalcolabili al benessere dei suoi abitanti, ma anche uno squilibrio irreversibile nel sistema ambiente locale.

Infine, nessuno ha calcolato il problema dal punto di vista economico: la piccola proprietà terriera salentina sarebbe scomparsa, a favore di chi? Di quale economia? I risvolti economici erano stati calcolati talmente bene da spingere tutti a chiudere gli occhi dinanzi al danno provocato? Oppure tutti gli individui coinvolti sono stati talmente tanto superficiali, da non occuparsene affatto? A queste gravi mancanze, si affianca la totale mancanza di valutazione di quanto fossero complesse le interazioni fra la fittissima rete normativa esistente e il Piano Silletti con tutte le direttive, norme e ordinanze che gli hanno fatto da corollario.

A livello locale, invece, Il Salento ATTENDE IL PIANO DI MICHELE EMILIANO e spera che la priorità per il presidente della Regione Puglia siano la conservazione dell’ambiente, la salvaguardia della salute dei suoi cittadini, il mantenimento ed anzi la rinascita e la valorizzazione dell’agricoltura locale.

Ci si aspetta in particolare che il Presidente intenda opporsi con forza ad ogni possibile deturpamento del paesaggio e svilimento del territorio, intenda voltare la Regione verso pratiche agricole biologiche e sostenibili, intenda proteggere il Salento. Il Salento ha bisogno di un uomo al comando che non si pieghi ad approcci qualunquisti, incompetenti o ancor peggio logorati dagli interessi, ha bisogno di qualcuno che gli restituisca il valore che merita.

In particolare ci si aspetta che Emiliano riesca a far comprendere al Ministro delle politiche agricole Maurizio Martins ed all’UE che sino ad ora, tutti i protagonisti della vicenda non hanno rispettato le regole e le norme in nome del dogma “xylellista”, prova ne è, sopra ogni cosa, il mancato rispetto dell’articolo 6 comma 10 della Decisione esecutiva del 18 maggio dell’Unione  in cui si sostiene che “Lo Stato membro interessato adotta QUALSIASI ALTRA MISURA in grado di contribuire all’eradicazione dell’organismo specificato, TENENDO CONTO DELLA NORMA ISP9 E APPLICANDO UN APPROCCIO INTEGRATO secondo i principi stabiliti nella norma ISPM n.14”. Oggi che si è arrivati al punto che non esiste emergenza ma solo endemicità come si comporteranno la Regione, il Ministero e l’Unione? Secondo logica e rigore o secondo dogmi e interessi che cadranno ancora una volta sotto la scure della giustizia?

Del resto il Salento più responsabile e attivo non ha abbassato la guardia, né la voglia di Resistere contro ogni possibile attacco al loro territorio: se la Legge lo consentirà sarà pronto a ricostruire il territorio facendolo risorgere dalle macerie prodotte dall’uso insostenibile dei pesticidi e dall’abbandono indiscriminato di ogni cura verso la terra, ma se fosse necessario, lo stesso Salento è pronto a continuare a lottare, perché sulla salute, l’ambiente, la cultura non potrebbe mai scendere a compromessi. 

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Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

Comments (4)

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  1. carlo martignano ha detto:

    QUESTO È GIORNALISMO. Con la G maiuscola. Leggete e imparate, cari pennivendoli servili della Cazzetta e del Quotidiazzo, capaci solo di fomentare panico, a comando, ad usum Delphini…

  2. Francesco ha detto:

    Ben fatto. Dovrebbe essere sempre questo il modo di porsi, mettendo sempre in discussione tutto, sopratutto quanto ci viene calato dall’alto, dalle istituzioni politiche o universitarie in nome della scienza e dell’interesse della comunità.
    Un unico neo, alla fine dell’articolo, dove resistere viene scritto con la R maiuscola, che evidenzia come la cultura regime inconsciamente si insinua in ognuno di noi, anche in coloro che sono più scaltri e attenti di altri nel farsi influenzare dalla cultura dominante, come la redattrice dell’articolo.
    Purtroppo essere liberi in tutto e per tutto è molto complicato, noi volenti o nolenti siamo figli del periodo che viviamo, dei libri che ci fanno leggere a scuola, dei film e dei documentari che la TV ci propina tutti i giorni.

  3. Pino ha detto:

    I responsabili hanno del tutto ignorato e deriso la proposta Federbio, che ho contribuito a redigere, che forse non avrebbe salvato gli olivi ma almeno non avrebbero inquinato tutto è reso ancora più vivibile ed attraente la Puglia.
    Comunque spero che la lezione sia bastata e che adesso si prosegua spediti verso il bio!
    In galera, adesso, chi frena il bio ovunque!

  4. redazione ha detto:

    Gentile Francesco, sono Eleonora Ciminiello.
    Grazie per aver sottolineato la R di resistere, purtroppo è un vezzo più che una fede, che mi porto dietro dai tempi di scuola.
    Le do ragione: i libri di scuola, i film e i documenti che ci propina la TV (che io non guardo) hanno influenzato ed influenzano negativamente le menti. Mi ritengo abbastanza libera da ogni ideologia, cercando di scrivere di fatti, e non di idee politiche, a cui nessuno crede più.
    Pertanto la ringrazio, e prendo il suo come un consiglio: non vorrei mai che qualcuno pensasse che il mio scrivere Resistere, sia per un credo politico che non mi appartiene. Delle volte scrivo in maiuscolo per sottolineare dei pensieri e per dar rilevanza a delle parole, ma mai per politica, solo per importanza di concetti. A presto, e grazie per avermi “letta”.

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