CON I CITTADINI CONTRO IL CONSORZIO DI BONIFICA

| 18 Febbraio 2016 | 6 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato dell’ ufficio – comunicazione di Roma del M5S______

Da qualche giorno le province di Brindisi e Lecce sono state invase da una “ondata” di cartelle di pagamento emesse dal consorzio di bonifica Arneo.

Si tratta di un tributo che grava su famiglie e soprattutto sugli agricoltori, già vittime di una crisi economica e di competitività dovuta al mercato e da avversità come l’ormai famosa Xylella Fastidiosa. In difesa dei cittadini raggiunti dalle richieste di pagamento si schiera il Movimento 5 Stelle che invita coloro che ne sono stati raggiunti, a compilare ed inviare in autotutela un documento precompilato disponibile sul sito www.gianlucabozzetti.it per mezzo del quale si richiede conto al consorzio dei lavori effettuati sul territorio e del diretto beneficio che ne è scaturito: “Secondo la legge infatti il contributo richiesto al cittadino “è calcolato secondo il piano di classifica per il riparto – dichiara il consigliere regionale M5S Gianluca Bozzetti – Quindi sia le spese di funzionamento del consorzio che quelle relative al costo delle opere realizzate e agli oneri economici per la loro manutenzione di esercizio possono costituire oggetto di imposizione contributiva “solo quando per effetto di esse sia derivato al fondo in questione un vantaggio specifico”. In assenza di lavori o di diretti benefici per i cittadini, tali richieste di pagamento sono da considerarsi assolutamente illegittime, ipotesi ancor più probabile se si tiene conto dei recenti interventi legislativi in merito”.

I pentastellati ricordano infatti che quando si è raggiunti da un avviso di pagamento o da un verbale, è sempre possibile chiedere allo stesso ente che ha emesso l’avviso l’annullamento dell’atto stesso senza dover ricorrere al giudice e, quindi, senza pagare un avvocato e anticipare le spese per la causa. L’ente che ha emesso l’atto può poi, in autotutela se ritiene giuste le ragioni del richiedente, procedere con l’annullamento; è infatti interesse della stessa Pubblica Amministrazione evitare una causa perdente quando si è in presenza di un atto palesemente illegittimo o viziato.

“Con l’aiuto dell’Avv. Anna Macina, attivista del MeetUp di Erchie – conclude Bozzetti – è stato preparato un documento in cui si chiede conto al consorzio dei lavori effettuati sul territorio e del diretto beneficio che né è scaturito.

Invitiamo pertanto tutti i cittadini che hanno ricevuto la cartella di pagamento a scaricare, compilare ed inviare a mezzo di raccomandata a/r il documento disponibile all’indirizzo www.gianlucabozzetti.it, in forma di autotutela. Oppure rivolgersi al proprio MeetUp cittadino, dove gli attivisti locali potranno fornire il documento e aiutare nella sua compilazione chiunque ne faccia richiesta. Non escludiamo di replicare questa procedura che oggi riguarda le province di Brindisi e Lecce ovunque si dovessero verificare casi simili.”

 

 

 

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Comments (6)

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  1. Paolo Pagliaro, Forza Italia - tramite redazione ha detto:

    Sui Consorzi di Bonifica è bene che la Regione intervenga subito: se la Giunta non è pronta per una riforma organica del sistema, come più volte auspicato da Forza Italia, lo faccia almeno per mettere chiarezza sugli avvisi di pagamento bonario che stanno giungendo ai nostri agricoltori.
    Gli imprenditori agricoli non sanno che fare: pagare o non pagare? Sta esplodendo il caos, perché non si tratta di cartelle esattoriali, con pagamento obbligatorio, ma di semplici avvisi avverso i quali non è possibile neppure fare ricorso.
    Non c’è chiarezza e gli agricoltori si trovano nella bizzarra situazione di non sapere se pagare per servizi che, è bene sottolinearlo, non vengono neppure erogati. Che si fa? Ci auguriamo che qualcuno rimedi ad una condizione kafkiana e dia informazioni precise, per non aggiungere la beffa al danno patito per chi batte cassa senza erogare servizi.

  2. Asso - Consum - tramite redazione ha detto:

    A niente, pare, sono serviti gli incontri, le proteste, le richieste di annullamento inoltrate in quanto, da qualche tempo, i Consorzi di Bonifica stanno inviando, ad un numero elevatissimo di cittadini, una “pioggia” di avvisi di pagamento.

    Vale ricordare quanto accaduto nei mesi estivi del 2015, quando il Consorzio di Bonifica Terra d’Arneo notificò, a numerosi proprietari di fondi, avvisi di pagamento o cartelle esattoriali per un presunto “contributo consortile” per l’anno 2014.

    Già allora le Associazioni dei Consumatori, tra le quali Asso-Consum, si erano mosse a tutela dei contribuenti, paventando il rischio (o, secondo alcuni, la certezza) che, nel caso di pagamento, il Consorzio avrebbe inviato la richiesta di pagamento degli arretrati di cinque anni.
    Ed ecco che ci risiamo.
    Come se nulla fosse accaduto, il Consorzio “torna alla carica” con l’invio di avvisi di pagamento nella speranza che, trattandosi di importi relativamente modesti, il contribuente non si prenderà certamente la briga di contestarlo.

    Sembra però che questa volta, agli interessati della richiesta, proprio non vada giù di vedersi addossare un nuovo balzello che sembrerebbe mirare, non ad offrire un servizio, ma a rimpinguare le casse di un ente ormai da anni in gestione straordinaria.

    Ora come allora, la richiesta di pagamento appare illegittima in quanto nei territori interessati non sono stati effettuati interventi di bonifica, opere di tutela del suolo, studi per la sicurezza idrogeologica, valorizzazione e tutela del territorio, o qualsivoglia intervento atto a giustificare la richiesta di pagamento.

    Inoltre l’avviso di pagamento inviato dal Consorzio di Bonifica dell’Arneo e notificato in questi giorni ai contribuenti, è un tentativo bonario di riscuotere il tributo risparmiando soldi dal bilancio. E’ un avviso di pagamento, atto presupposto all’inoltro di una cartella di pagamento.
    Solo in futuro, una volta ricevuta la cartella esattoriale, il contribuente può proporre ricorso qualora non venisse messo nelle condizioni di comprendere come sia stato liquidato l’ammontare del contributo preteso e qualora il titolo non specifichi, non solo in relazione ai presupposti legali, ma anche, e soprattutto, in relazione al concreto sviluppo del calcolo.
    La tesi dei contribuenti sembra tra l’altro essere stata ormai “sposata” dalla giurisprudenza Tributaria, la quale in più occasioni ha ritenuto non dovuto l’accertamento in mancanza di un “reale” intervento del Consorzio sul fondo interessato.

    Alla luce di quanto detto, pertanto, Asso-Consum, nella persona del Presidente Provinciale Avv. Stefania Isola, ha predisposto un modello di ricorso in autotutela come di seguito riportato:

    Spett.le
    SO.G.E.T. S.p.A.
    In persona del Legale Rappr. p.t.
    Via Venezia, 49
    65121 – PESCARA (PE)

    Spett.le
    Consorzio di Bonifica
    …………………………

    Quale agente di riscossione del
    Consorzio di bonifica …………………..

    Raccomandata A.R.

    Oggetto: Ricorso in Autotutela avverso l’avviso di pagamento n………… del ………
    notificato in data ……………

    Con la presente il/la sottoscritto/a……………… contesta formalmente l’avviso di pagamento specificato in oggetto in quanto la richiesta di pagamento ivi contenuta è illegittima e non dovuta in quanto emessa in palese violazione di legge.
    Invero il R.D. n. 215 del 13/02/1933 e succ. modif. che disciplina la bonifica integrale e la relativa attività dei consorzi di bonifica, nel Titolo II – capo II “Della spesa delle opere e della sua ripartizione” – all’art. 10 stabilisce: “nella spesa delle opere di competenza statale che non siano a totale carico dello Stato sono tenuti a contribuire i proprietari degli immobili del comprensorio che traggono beneficio dalla bonifica …” Alla luce del principio suesposto appare evidente che la violazione si è verificata nel caso de quo atteso che nei territori interessati non sono stati effettuati interventi di bonifica, opere di tutela del suolo, studi per la sicurezza idrogeologica, valorizzazione e tutela del territorio, o qualsivoglia intervento atto a giustificare la richiesta di pagamento.
    Attesa, pertanto, l’illegittimità della richiesta di pagamento, si diffida la società in indirizzo dall’intraprendere azioni esecutive e/o di recupero del menzionato tributo non sussistendo, come detto, i presupposti di legge.

    Data
    Firma

    Per qualsiasi altra informazione o richiesta di intervento, è possibile contattare l’Associazione scrivendo all’indirizzo:
    assoconsum.lecce@gmail.com

  3. Casa Pound - tramite redazione ha detto:

    “Arneo: bonificatori di Euro”, questo il testo dello striscione affisso nella notte da CasaPound Italia a Nardò e a Oria, nei pressi delle sedi del Consorzio di Bonifica dell’Arneo, per protestare contro gli avvisi pagamento inviati dall’ente per mezzo della società di riscossione Soget .

    “E’ paradossale che in un momento di grave crisi, i cittadini vengano vessati con ulteriori balzelli peraltro a fronte di servizi ritenuti alquanto carenti o addirittura inesistenti . Non è tollerabile infatti, che un cittadino debba pagare un contributo di bonifica, ove questa non venisse effettuata, e che sembra avere come fine unicamente quello di rimpinguare le casse di un ente da anni in gestione straordinaria”, si legge nella nota diffusa da CasaPound Italia.

    “In assenza di lavori o di diretti e comprovati benefici per i cittadini – spiega la nota – tali avvisi di pagamento sono da considerarsi assolutamente illegittimi, in quanto nei territori interessati non sono stati effettuati interventi di bonifica, opere di tutela del suolo, valorizzazione e tutela del territorio, o altre operazioni che possano giustificare la richiesta di pagamento”.

    “Invitiamo pertanto i cittadini che hanno ricevuto gli avvisi di pagamento – conclude la nota di Cpi – a richiedere l’annullamento dell’atto tramite un’istanza in autotutela da inviare al Consorzio Arneo e alla società di riscossione, che potranno scaricare dalle pagine Facebook di CasaPound Lecce e CasaPound Brindisi”.

  4. Casa Pound - tramite redazione ha detto:

    Pochi giorni fa siamo intervenuti contro il Consorzio Arneo, reo di aver inviato negli scorsi mesi, tramite la società di riscossione Soget, degli avvisi di pagamento per opere di bonifica mai effettuate.

    La scelta commissariale di richiedere il pagamento di un contributo ai cittadini a fronte di un servizio mai reso, è sembrato un pietoso modo per cercare disperatamente di rimpinguare le casse di un ente oramai in dissesto economico a causa di una scellerata gestione da parte dei suoi dirigenti, che conta come ulteriori vittime i dipendenti del consorzio, i quali non percepiscono lo stipendio oramai da mesi.

    La causa dei disservizi e del conseguente disappunto non è certamente ascrivibile ai lavoratori Arneo, i quali in quanto meri dipendenti non dotati di autonomia decisionale non possono che eseguire quanto disposto dai dirigenti.
    Questi ultimi non solo non hanno garantito la realizzazione delle opere sul territorio rientranti nelle ragioni d’esistenza del consorzio, ma non hanno neanche provveduto a retribuire i propri dipendenti, che sono stati perfino additati da diversi esponenti politici del dissesto e dell’inefficienza del consorzio.
    Allo stato attuale, in seguito a delle disposizioni dell’attuale Governo, i Consorzi sono commissariati ed è difficile prevedere quale sarà la loro fine.
    Le priorità per le istituzioni dovranno essere la garanzia del pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti e l’impiego effettivo delle loro competenze nel consorzio o in altri enti che svolgono attività affini.

  5. Marco Galante, M5S - tramite redazione ha detto:

    Questa mattina si è riunita la Commissione d’inchiesta sui Consorzi di bonifica durante la quale sono stati nominati i due vicepresidenti Marco Galante (M5S) e Napoleone Cera (Popolari), il Segretario Mauro Vizzino (Emiliano Sindaco di Puglia) ed è stato programmato il primo ordine dei lavori da svolgere entro il termine ordinatorio di sessanta giorni______

    “Ho chiesto – dichiara il neo vicepresidente della Commissione d’inchiesta, Marco Galante – che siano raccolte tutte le documentazioni a partire dal 2004, anno cruciale nella storia dei Consorzi, in cui la introduzione dei Piani di Organizzazione Variabile (P.O.V.) ha favorito una vera e propria “corsa alla diligenza” dei Consorzi stessi.

    Infatti, su mia esplicita istanza, saranno richiesti i documenti contabili, sia antecedenti che posteriori al 2004, relativi a tutto il personale assunto per la manutenzione degli impianti idrici, per la bonifica e per l’amministrazione, specificando qualifiche e compensi. Si richiederanno, inoltre, i Piani Generali di bonifica e tutela del territorio, nonché i Piani di Classifica corredati dai Perimetri di Contribuenza di ogni singolo Consorzio, senza tralasciare tutti i dati concernenti i costi sostenuti da ognuno di essi per l’approvvigionamento irriguo necessario al corretto svolgimento dei loro compiti.
    Nel 2003 si era avuta l’impressione che esistesse una volontà politica orientata verso la loro soppressione, oggi dobbiamo lavorare minuziosamente e con tanto impegno – conclude – senza snaturare il senso di questa Commissione d’inchiesta, raggiungendo gli obiettivi prefissatici e sostenendo il ruolo importantissimo dei Consorzi.”

  6. Erio Congedo, Cor - tramite redazione ha detto:

    Il personale dei Consorzi di Bonifica non sia il capro espiatorio della gestione sciagurata e irresponsabili di chi ne aveva la responsabilità politica: cioè i governi regionali di centrosinistra dell’ultimo decennio.

    Era inevitabile il bubbone dei Consorzi di Bonifica si manifestasse in tutta la sua virulenza, dopo un decennio di incuria e sciatteria, di sprechi e sperperi, di incarichi professionali e affidamento di lavori elargiti con irresponsabile disinvoltura, di accorpamenti come quello Arneo-Ugento Li Foggi che hanno finito per destabilizzare enti fino a quel momento sani.
    Una situazione che ha ridotto i Consorzi in idrovore di soldi pubblici e privati, in poltronifici indebitati fino al collo, in carrozzoni incapaci di svolgere alcuna attività a sostegno della nostra agricoltura.

    Quello che è veramente inaccettabile è il tentativo di far ricadere la “colpa di tutto” sull’anello debole della catena: ovvero il “dipendente fannullone”, responsabile di non si sa bene che cosa visto che ha il demerito di aver subito scelte e direttive di cui esso stesso è vittima. Sostanzialmente individuato il “capro espiatorio” da esporre al pubblico ludibrio, si cerca di far dimenticare le colpe di chi ha avuto ben altre e più pesanti responsabilità in termini di governo e controllo degli enti.

    L’invito che sommessamente rivolgo alla Commissione d’inchiesta regionale insediatasi lunedì scorso, che faccia piena luce sugli scempi compiuti in questi anni da chi ha avuto realmente poteri per condizionare le scelte dei Consorzi.

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