LE RESPONSABILITA’ SULLA DISCARICA DI CASTELLINO

| 23 Febbraio 2016 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato del M5S di Nardò______

Da troppo tempo stiamo ponendo all’attenzione dell’Amministrazione delle semplici ma fondamentali domande sulla discarica di Castellino, richiedendo risposte sulla situazione di costante pericolo sanitario ed ambientale per i residenti della nostra Città, ed anche per i cittadini dei Paesi limitrofi. Nel tempo abbiamo realizzato diversi articoli documentati e critici sulla gestione della stessa e la “non” messa in sicurezza insieme ad un video che tracciava la storia e la situazione di pericolo in atto.

Ci attivammo immediatamente con una raccolta firme per richiedere un consiglio comunale monotematico sulla discarica ma abbiamo ricevuto un imbarazzato quanto codardo rifiuto a discutere del problema della discarica nell’aula consiliare.

Sono stati pericolosamente sprecati ben cinque anni da questa amministrazione e dal suo Sindaco, ma ora, grazie al nostro portavoce in Regione Cristian Casili, e al lavoro incessante della nostra squadra pronta con impegno concreto a governare la nostra Città, si farà luce sul mala affare e le colpe politiche che hanno permesso che la ex discarica di Castellino diventasse una cloaca che ha raccolto rifiuti da tutto il Salento, con l’ulteriore aggravio dell’inquinamento delle falde certificato dagli ultimi dati allarmanti dello sforamento di Arsenico, potente cancerogeno, ritrovato da ARPA in due “pozzi spia”.

Mercoledì 24 febbraio saranno convocati in audizione in V Commissione ambiente a Bari, l’assessore regionale alla qualità dell’ambiente Domenico Santorsola, il Sindaco di Nardò Marcello Risi, il Presidente della Provincia Antonio Gabellone, il rappresentante della Mediterranea Castelnuovo 2 srl e ARPA Puglia, tutti protagonisti di questa vicenda e finalmente si farà luce sulle tante ombre che ancora circondano la discarica di Castellino.

Il tempo dei rimpalli sulle responsabilità è finito.

La Regione Puglia dovrà procedere con la bonifica, ma prima di ogni cosa, il tutto verrà denunciato in Procura.

I vecchi Sindaci ed amministratori dovranno pagare!

 

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Comments (1)

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  1. Casa Pound - tramite redazione ha detto:

    “Shh!Pochi rumori, questa falda genera tumori”, questo il testo dello striscione affisso da CasaPound Italia nei pressi della discarica di Castellino, per porre l’attenzione sui risultati di alcune analisi condotte dall’Arpa Puglia nei pozzi spia a valle del sito, che hanno rilevato la presenza di arsenico nell’acqua, sostanza altamente cancerogena, in quantità maggiore a quelle che l’organismo umano può assumere senza effetti nocivi, e di nichel superiore ai limiti di legge.

    La presenza di sostanze dannose per la salute nell’acqua dei pozzi locali era già stata rilevata qualche anno fa e nessuna delle autorità preposte si è attivata per risolvere il problema.
    “I protagonisti della politica cittadina, troppo presi a bisticciare per delle poltrone e delle porzioni di potere, non hanno disposto nessun intervento per la messa in sicurezza della discarica, esponendo i cittadini a danni alla salute ancora non quantificabili”, è quanto dichiara Pierpaolo Giuri, referente locale di CasaPound Italia.
    ”I numerosi politici locali complici dell’inquinamento della falda acquifera, nonostante abbiano ampiamente tradito la fiducia della città, ora affollano le liste elettorali nascondendosi in liste civiche per dissimulare discontinuità con il loro passato torbido, che vorrebbero forse celare e far dimenticare”.
    “Ad oggi- continua il referente di Cpi – il costo per gli interventi di bonifica sembrerebbe ammontare a circa 5 milioni di euro, costi che sono oggetto di un continuo rimbalzo di competenze su chi dovrebbe sostenerli, tutto ciò mentre tanti cittadini si ammalano nel disinteresse abietto delle istituzioni”.
    “Pretendiamo che questa vergognosa situazione – conclude Giuri – sia risolta nel minor tempo possibile. Mettere in pericolo la salute dei propri cittadini è scevro di ogni eticità e ogni scusa.
    Continueremo, insieme alle associazioni ambientaliste neretine che negli anni hanno denunciato il problema, a monitorare la situazione fino alla soluzione definitiva delle criticità”.

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