FURTI A RIPETIZIONE IN CASA DI UN ANZIANO DI MELENDUGNO, I CARABINIERI RISOLVONO IL MISTERO

| 27 febbraio 2016 | 0 Comments

(g.m.)______I Carabinieri della Stazione di Melendugno, a partire dal mese di novembre 2015, erano stati interessati da una persona anziana del posto, la quale si era accorta di continui e numerosi ammanchi di denaro da casa sua, pur senza mai trovare segni di effrazione.

La vittima, nel presentare poi le relative denunce, aveva cercato già in primis, con l’aiuto del figlio, di correre ai ripari, utilizzando degli stratagemmi per poter cogliere sul fatto coloro che gli stavano rubando il denaro, ma per i motivi più disparati, non ci era riuscito.

Ed è per questo motivo che nella giornata di ieri i militari, con il consenso della vittima, hanno deciso di far coincidere la sua assenza da casa con la loro presenza, opportunamente appostati all’interno dell’appartamento e nelle immediate vicinanze.

Ben nascosti ed in abiti civili, non hanno atteso invano, perché, verso le 18.30, hanno udito aprire la porta d’ingresso principale dell’abitazione con la chiave, e subito dopo hanno visto entrare nella penombra un ragazzo che richiudeva la porta dall’interno e si dirigeva nella camera da letto; aiutandosi con la torcia presente sul suo telefono cellulare, prelevava un semplice calzascarpe in plastica dal comodino della vittima, con il quale iniziava a forzare un cassetto del comò ove erano custodite alcune banconote.

Una volta aperto il cassetto con una semplicità disarmante, i carabinieri sono usciti dal loro nascondiglio bloccando il ragazzo, che si stava accingendo a prendere il denaro. Grande è stata la sorpresa dei militari quando si sono trovati davanti un ragazzino che non aveva ancora compiuto 14 anni, e la stessa scena si è presentata anche ai colleghi che invece, appostati all’esterno, hanno provveduto a fermare un suo coetaneo che era rimasto fuori dall’abitazione come “palo”.

I due ragazzi sono stati accompagnati in caserma, dove sono stati convocati i loro genitori, ai quali sono stati riaffidati, su disposizione del pubblico ministero di turno presso la Procura per i Minorenni di Lecce, al quale verrà poi trasmessa l’informativa di reato a carico dei due, che comunque, data l’età, non risultano imputabili ai fini della legge penale.

Nel corso della perquisizione, all’interno dell’abitazione in cui uno dei due ragazzini vive con la madre ed il suo compagno, i Carabinieri hanno recuperato 12.150 euro in contanti, di cui i genitori non riuscivano a giustificare la provenienza; ma tanto non bastava per considerare quei soldi come provento dei furti perpetrati a casa dell’anziano, che comunque in più occasioni si era visto portare via una somma complessiva vicina ai 16.000 euro.

Il colpo di scena comunque era alle porte, e stava per concretizzarsi proprio presso la caserma dei Carabinieri di Melendugno, quando la donna ed il suo compagno sono stati convocati per la compilazione degli atti e le formalità di rito.

Mentre si trovavano in caserma, la donna ed il suo compagno hanno cercato di allontanarsi con una certa insistenza dalla vista dei militari, con la scusa di dover andare in bagno; da un successivo controllo dei Carabinieri, che avevano percepito che c’era qualcosa che non andava, sul fondo del water è stato visto un oggetto che luccicava, subito recuperato, e si trattava di una chiave.

Questa chiave, sovrapposta a quella sequestrata dalle mani del figlio della donna che era stato fermato in casa, coincideva perfettamente. I carabinieri quindi hanno effettuato un riscontro proprio presso l’abitazione della vittima, confermando che quella chiave buttata nel water era un esatto duplicato di quella originale, uguale a quella tolta al minore, e che apriva perfettamente il portone.

Tanto è quindi bastato per rendere evidente il fatto che la donna, N.U, M. 43enne straniera ma domiciliata a Melendugno, che, fra l’ altro, nei mesi scorsi, aveva lavorato come badante proprio a casa della vittima, ed il suo compagno convivente, F. P., 59enne originario della provincia di Lecce ma domiciliato anch’egli a Melendugno, anche se non colti in flagranza nella circostanza in cui è stato fermato solo il figlio della donna, erano indebitamente in possesso di una copia della chiave dell’abitazione della vittima di cui hanno cercato di disfarsi furtivamente, fossero sospettati di aver preso parte ai precedenti furti.

A quel punto i 12.150 euro in contanti ritrovati nella loro casa e non giustificati, hanno assunto la nuova veste di probabile profitto dei vari furti, e su disposizione questa volta del pubblico ministero di turno presso la Procura di Lecce, sono stati interamente sequestrati dai Carabinieri.

I due adulti sono stati quindi denunciati a piede libero per il reato di furto aggravato continuato in concorso.

Il denaro sequestrato verrà versato dai Carabinieri su un apposito libretto infruttifero a disposizione dell’ autorità giudiziaria in attesa di verificarne la provenienza lecita o meno, mentre le due copie delle chiavi di casa della vittima verranno portate dai Carabinieri presso l’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Lecce per la custodia in attesa dello svolgimento del processo.

 

 

 

 

Category: Cronaca

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