CAFE’ BAROCCO / MI CHIAMO ERMAL E SONO “IL GIARDINIERE” DEL POP D’AUTORE – video

| 5 marzo 2016 | 0 Comments

di Annibale Gagliani______

Un invito a bere un buon caffè e ad ascoltare della musica travolgente che possa pervadere gli ingranaggi del vostro motore emozionale.

Un giovane talento dalle origini albanesi, ma dall’anima pugliese, col quale abbiamo avuto tanto piacere di chiacchierare: Ermal Meta.

Il cantautore ex frontman della band “La fame di camilla”, ha presentato il suo ultimo lavoro discografico “Umano” in un evento intenso targato Feltrinelli Lecce.

Nell’album spicca il pezzo sognante portato sul palco dell’Ariston “Odio le favole”, ma il mix di sonorità e sentimenti che avvolgono le altre tracce consegnano diverse sfaccettature di un artista sorprendente.

Innanzitutto cominciamo col dire che Meta è un vero artista e non un prodotto bionico dell’omologatrice industria discografica. Lui scrive per se stesso e per gli altri, e non per fessi qualunque, ha regalato pezzi tosti a Emma, Renga, Mengoni e anche alla “ragazza del Piper” Patty Pravo. Quando dà vita al connubio tra parole e melodia cerca di “uscire fuori da se stesso per entrare nel mondo”, esprimendo con fluttuante introspezione grumi di sogni che lo hanno addolorato o esaltato fino al brivido. Ragiona di argomenti scottanti questo poeta del pop, che con enorme umiltà non si definisce poeta, ma un giardiniere che getta il suo seme nel cuore di chi lo ascolta. Il simbolo dell’album, “Umano”, parla dell’uomo dei giorni nostri molto spesso avvezzo ad affogare nel lago melmoso del compromesso pur di diventare qualcuno. La carriera di Ermal, che dall’alto dei suoi 35 anni lo porta ad avere già un’esperienza granitica nel panorama musicale italiano, è stata contraddistinta da una ferma convinzione di poter emergere attraverso “la sua” di penna.

Grazie a questo trasporto potrà continuare a consumare le proprie mani sul pianoforte e sulla chitarra con la passione del primo giorno, godendo di ogni piccolo sacrificio. “Non c’è vino tanto buono che possa far scendere il boccone amaro del compromesso, e poi chi rinuncia ai propri sogni probabilmente non si ammala, ma nemmeno può guarire, restando nel limbo…”. Ecco il writer-singer consegna ai suoi giovani fans che hanno dibattuto direttamente con lui nel pieno di uno showcase familiare, in cui non sono mancati dolci sorrisi. Uno dei testi più discussi e interessanti che il cantautore ha architettato è “Arriverà l’amore” portato alle luci della ribalta da Emma. I versi trattano il tema spigoloso dell’omosessualità, raccontando con forza un amore che esiste, è sempre esistito ed esisterà  nei secoli, basta soltanto che lo Stato e una comunità abbia il coraggio di riconoscerlo. Serietà, sana pazzia e soprattutto un approccio testuale che ricorda i grandi testi dei Gaetano, Caselli e della scuola genovese. Tale qualità si sposa con le nuove coloriture dal sound elettronico.

Un cantante perfetto per Sanremo e che passa toujours nelle radio nazionali più colte. Ah dimenticavo, ama tantissimo la Puglia. Ha assorbito nei suoi ventidue anni passati a gustare cime di rape e vino buono tutta la bellezza utile per scrivere robe grandiose. E poi vi un rapporto col tacco dell’Italia abbastanza importante, poiché colui che ha curato la magica copertina del suo disco (in alto nella foto) è un salentino niente male, Charlie Davoli. Noi gli abbiamo chiesto cosa amasse di più della sua terra e lui prontamente ci ha risposto al termine dell’intervista: “Amo la Puglia per il senso di incompletezza che mi riesce a dare, vivendo qui non ti senti mai sicuro e devi sempre reinventarti e diventare un uomo nuovo…”. Poeta, giardiniere e soprattutto ragazzo umile nonostante il successo. Non dimentica la proprio terra, ricordandola con una vera musica d’autore. Adesso dopo aver ascoltato magari “Schegge” o “Buio e luce” il vostro caffè sarà ancora più eccitante.

(Ecco il Video Intervista a Ermal Meta)

https://youtu.be/3kanYgT6GhE

 

Category: Costume e società, Cultura, Eventi

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