GRAZIE PER LA FOTO

| 23 marzo 2016 | 3 Comments

Grazie all’anonimo autore di cotanto murales, potremmo dire d’altri tempi. Un’opera spettacolare immersa nelle arterie di Lecce: siamo a Santa Rosa, alla fine di via Adda, landa gravida di artistiche divagazioni. Qui regna il volto prosaico di Carmelo Bene, che con la sua espressione drammaturgica veglia sui cittadini dall’applomb teatrale non indifferente. Il poliedrico artista campiota rivive ogni giorno negli occhi di chi si ferma pochi secondi per osservare il suo sguardo parlante, sempre in grado di comunicare segreti mai spenti. “Io vi sto parlando e per questo non sono io…” disse tanto tempo fa, ma in questi istanti lui ci sta osservando e con tale impassibile azione è più che mai se stesso.

Category: Costume e società, Cultura

Comments (3)

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  1. lara lido ha detto:

    Cara redazione,
    bell’articolo su un grande del teatro che ha rivoluzionato la storia del teatro del ‘900. COmplimenti all’autore del murales!
    Peccato aver letto, invece, quanto avete scritto di Mario Perrotta che seguo da tempo e che è un’orgoglio della vostra città.
    L’autore del pezzo dovrebbe sapere che Perrotta, proprio insieme a Carmelo Bene, è l’unico salentino ad essersi fregiato dell’Oscar del teatro italiano, il Premio Ubu. Negli annali dell’ambitissimo Premio, non compare – tanto per far capire la portata – un grande come Vittorio Gassman!
    E Perrotta, come Carmelo Bene, l’ha vinto per ben tre volte. E’ un bene da proteggere e non da insultare, come ha fatto il vostro giornalista.
    Vi saluto cordialmente,
    Lara

  2. direttore ha detto:

    Gentile Lara,
    siccome il direttore di un giornale risponde (in senso etico, ancor prima che giuridico) di tutto, le rispondo (nel senso colloquiale) io stesso. E lo faccio non per dovere, lo faccio volentieri.
    Di Carmelo Bene ci siamo occupati più volte, in più occasioni,certo con maggiore profondità. Ieri era semplicemente il richiamo a una foto, nell’ apposita rubrica, appunto di foto,che cura il nostro Annibale Galliani.
    E vengo subito alla nota dolente, di cui Lei si lamenta.
    Ho riletto con attenzione, come già avevo fatto, forse meno attentamente, all’epoca, il “pezzo” in questione.
    Guardi, Valerio Melcore (c’era la sigla, che i nostri lettori abituali conoscono)non ha offeso nessuno. Dire che un ragionamento è “una castroneria”, o è “da idioti”, non è un’ offesa, che in ogni caso, comunque, non avrei permesso. Qui su leccecronaca.it ospitiamo tutti, senza censurare nessuno, tranne, appunto, offese, volgarità e quant’ altro vietato dalle leggi vigenti.
    Ancora, la polemica di V.M. non riguardava proprio il valore artistico di Mario Perrotta, che non veniva discusso, bensì la sua presa di posizione sull’ immigrazione.
    Essa era riportata, per come si possa riferire un ragionamento televisivo, e valutata negativamente.
    Ciò rientra nella libertà che leccecronaca.it dà a tutti i propri lettori, figurarsi quindi se uno dei nostri collaboratori non possa esprimere il suo punto di vista!
    Del resto ieri, sia pure a distanza di mesi, lo stesso Mario Perrotta ha replicato, direttamente sul pezzo “incriminato”, e la sua replica sta lì, esattamente come ce l’ ha mandata.
    Farò adesso io stesso copia / incolla, di questa mia nota, anche sotto la sua replica.
    I lettori si faranno la propria idea, e quella che ognuno si farà, qualunque essa sia, sarà sacra.

    NON siamo un partito politico, un movimento, un’ associazione, che deve elaborare soluzioni e progetti per l’ universo mondo. Ancora, leccecronaca.it non è “La Pravda” di Brezvev, o “Il libretto rosso” di Mao Tse Tung, rivolto a dettare la linea e mantenersi fedeli ad essa.

    Facciamo, cerchiamo di fare, i giornalisti, i commentatori: raccontiamo i fatti di cronaca, prepariamo documentazione, invitiamo a riflettere, a partecipare, a condividere.

    Ancora – ebbene, sì – esprimiamo pure punti di vista, come giustamente hanno detto in redazione, “ognuno con la propria sensibilità“, che non impegnano altri, se non chi li firma.

    Infine, ospitiamo articoli e prese di posizione di nostri collaboratori; e pure, come ho detto, ma mi piace ripetere, con dovizia, anzi, forse finanche troppa, i comunicati che ci arrivano, con l’ unico discrimine riguardo all’ interesse e all’ attualità che evocano, perché non siamo passacarte.

    Qui, in cinque anni di attività, hanno avuto spazio tutti quelli che lo hanno chiesto: partiti, sindacati, associazioni, da Rifondazione comunista, a Casa Pound, dagli animalisti, ai vegetariani, dai cattolici integralisti, ai ricercatori degli extraterrestri.

    Si immagini, abbiamo ospitato pure i comunicati del consorzio Tap – e lei saprà che riteniamo il costruendo gasdotto, questo sì, tutti, in redazione, all’unanimità, una iattura da scongiurare – e però lo abbiamo fatto per dovere giornalistico, e gratuitamente, al contrario di altre testate grandi e piccole che dicono di battersi in difesa del territorio, e poi hanno preso i soldi dalla Tap che il nostro territorio vorrebbe devastare.

    Ancora, potrei dire lo stesso dell’ affaire Xylella, e di tutte le altre nostre battaglie in difesa del territorio.

    Noi non prendiamo contributi pubblici elargiti dai partiti, né diretti, né indiretti, e non vogliamo regali ed elemosine.

    I lettori protagonisti della nostra community ragionano ognuno come meglio crede: noi facciamo informazione, anche proponendo spunti di riflessione e confronto, e cerchiamo di farla nel modo migliore che ci riesce, sugli obiettivi che Le ho esposto, del resto già ampiamente consolidati nella pratica di cinque anni.

    Ora, Le dico pure nella fattispecie, quello che penso io – ripeto: in questo parlo a titolo personale – perché non voglio sottrarmi dal levarle la curiosità.

    Il dramma epocale degli immigrati, dei profughi, dei disperati necessita di soluzioni, di prospettive, di consapevolezze, per cercare in qualche modo di governalo – ammesso e non concesso che sia possibile – che i nostri responsabili non hanno avuto finora, finendo invece per aggravare la già complicatissima situazione.

    Non ultimo, necessita di umanità, lo dico nel senso più laico possibile del termine, che spesso manca, a cominciare da chi su questo dramma ha speculato, e continua a farlo, da criminale, o da politico non importa.

    Ciò detto, ripeto, per piacere, prima che per dovere, in seguito alla Sua sollecitazione, di cui la ringrazio non formalmente, ma sostanzialmente, credo che questa polemica possa chiudersi qui.

    Se Mario Perrotta vorrà poi venire a trovarci, o continuare a scriverci, dei suoi lavori teatrali, o di quello che riterrà più opportuno, sarà sempre il benvenuto.

  3. lara lido ha detto:

    Gentile direttore
    grazie per la risposta cortese e pacata.
    Condivido tutto ma non posso non sottolineare che dare dell’idiota a una persona da parte di un giornalista che non sa neanche di chi sta parlando (ha confuso Perrotta con un politico!) si rischia di fare la figura degli incompetenti e impreparati, inficiando anche tutto il resto dell’articolo.
    Era questa maggiore attenzione all’informazione che sollecitavo e non un negare libertà di espressione, lungi da me.
    Spero che questo nostro scambio sia servito a incuriosire il vostro collaboratore su Mario Perrotta che, ripeto, resta un’eccellenza del vostro territorio – ma non come politico che non è mai stato 🙂
    Vi saluto sempre cordialmente
    Lara

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