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Vada pure… / I LAUREATI

| 10 aprile 2016 | 1 Comment

di Elena Vada_______

Li chiamavano bamboccioni, i nostri ministri e onorevoli Padoa Schioppa, Brunetta e poi la Fornero, con il termine “choosy”, certo definizione infelice e piuttosto offensiva per i nostri giovani disoccupati, magari laureati, che a 30/35 anni, sono costretti a vivere ancora in famiglia.

Trovare però, un termine diverso per loro, è difficile, in quanto essi, obbligati dalle circostanze, non hanno la forza di spiccare il volo. Mamma li cura come a 5 anni e va chiedendo a parenti, amici, conoscenti, persino al fornaio o il meccanico, un posto per il figlio laureato. Quel ”laureato” rimbomba, pronunciato con voce greve e solenne.

Ho recentemente assistito ad una selezione di personale, per una media azienda. Società solida (settore commercio) con grandi ed importanti clienti e grosso fatturato. Assolutamente ligia a norme, regolamenti e procedure di legge, in materia di assunzioni e lavoro.

I concorrenti sono stati estrapolati e selezionati dalle liste proposte dalle stesse facoltà che li hanno laureati. Ruolo proposto: dirigenziale. Ottima retribuzione.

Ai candidati non si richiedevano: esperienza, particolari attitudini, speciali caratteristiche, ma semplicemete: disponibilità, buona volontà, efficienza, puntualità, cose banali e scontate che si citano in ogni colloquio.

Il risultato: i selezionati mancavano di entusiasmo, grinta, spirito d’adattamento al ruolo proposto… mostravano un’arroganza non adeguata ai tempi che stiamo vivendo.

Dichiarazioni: sono INGEGNERE voglio fare L’INGEGNERE, sono ARCHITETTO voglio fare l’ARCHITETTO, sono INFORMATICO..questo voglio fare…Pretese assolutamente legittime e corrette, ma non ai fini dell’assunzione.

Le “curricula” presentate tutte uguali. Letta una, lette tutte (internet docet).

Questi convocati erano perfetti, per quanto riguarda il linguaggio tecnico. Discorsi infarciti di termini inglesi (facevo fatica a capire tutto).

Ma congiuntivi e condizionali, nonchè “consecutio temporum”, ahimè, assenti o errati, e, credetemi, è deludente, parlare con persone che non riescono ad esprimersi in maniera scorrevole.

Siamo ancora in Italia, oltre che in Europa? Tra noi riusciamo a discorrere in un italiano grammaticalmente corretto?

Sembra impossibile. L’uso smodato dei nuovi mezzi di comunicazione, prevedono uno slang scritto, che impoverisce i discorsi di lessico e grammatica.

La disoccupazione giovanile è argomento che preoccupa il nostro governo; nonostante gli incentivi Europei, che incoraggiano la piccola imprenditoria con sgravi fiscali, non abbiamo visto grossi risultati.

C’è un futuro per i nostri ragazzi?…Viene il dubbio che a molti faccia comodo restare a casa tra le braccia di mammà.

Bamboccioni svegliatevi!!! Mentre aspettate il posto che soddisfa davvero le vostre aspettative e attitudini, prendete ciò che capita, che arricchisce il curriculum vitae. Anche il volontariato è utile.

Non voglio generalizzare un problema dalle mille sfaccettature, determinate, anche, dalle aree geografiche della nostra penisola, ma vorrei incoraggiare i giovani a buttarsi nella mischia tutti i giorni, senza paura.

Dopo tante porte in faccia, una s’aprirà anche per voi, ma mi raccomando di presentarvi con un sorriso, una cordiale strettadi mano, buona volontà e…tutti i congiuntivi al posto giusto!

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

Comments (1)

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  1. andrea zanchi ha detto:

    speriamo in qualche reazione,il pensiero sociale è anestetizzato.

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