Vada pure… / NON CI SONO PIU’ I MEDICI DI UNA VOLTA (QUELLI CHE TI PALPAVANO)

| 29 maggio 2016 | 0 Comments

di Elena Vada______

Quando il pediatra mi salutò, perché troppo cresciuta per le sue cure, mi misi a piangere, così mamma.

Era lasciare il sicuro per l’incognito. Le cure con buffetto alla fine e le mille volte che mi aveva salvato per il mal di pancia, che era più “mal di geografia, dimenticata”.

Lo studio del nuovo medico aveva una grande camera d’aspetto, con l’infermiera che raccoglieva i libretti e poi ti chiamava.

… E chiamava proprio te, in carne e ossa, annessi e connessi, malattie comprese. Austero, il medico, ti riceveva, stetoscopio al collo. Leggendo i tuoi “precedenti” sul famoso libretto blu, chiedeva:-”Allora Signora, cosa si sente? Intanto si accomodi sul lettino” cominciava a palpare: destra, sinistra, centro.”fa male qui?… sente tensione….Si sieda, ecco trattenga il respiro, lasci andare, tossisca, tiri giù la lingua, apra bene la bocca e dica… ahahah”. Sentivi i polpastrelli che clop,clop,clop, battevano ritmicamente, sulla schiena.- Questo sintomo è la prima volta che lo avverte? Digerisce bene? Va di corpo?

Ti sentivi nelle mani competenti di chi aveva studiato tanto, per risolvere i tuoi problemi di salute ed io… Io personalmente, avevo fiducia, tanta fiducia. Quella fiducia che fa da panacea e ti guarisce prima.

Poi la diagnosi, le cure da seguire e la raccomandazione:-”Se tra due giorni, non andasse meglio, mi raccomando mi telefoni, che le faccio fare qualche accertamento.”-e “mi saluti tutta la famiglia”

Questo era il medico della mutua. Era il MIO medico.

Oggi, nell’accoglierti, la segretaria dello studio medico moderno, dice :-”le visite prenotate a destra, per le medicine a sinistra, se avete già compilato il foglio dell’elenco, potete lasciarlo nella cassetta all’ingresso e passare a prendere la ricetta firmata, oggi stesso o domani. Gli altri attendano in fila, chiamerò io, per impegnative specialistiche, giorni di mutua o altroColoro con appuntamento, saranno chiamati dal medico direttamente”.

In questa nuova metodica ed organizzazione, bisogna ammalarsi al momento giusto.

Facile, lunedì devi sapere che ti ammalerai giovedì, così prendi l’appuntamento.

Venga avanti.

:-”Allora quali sono i sintomi?,- intanto che racconti ed elenchi, annota su PC, o registra.

La diagnosi è sempre la stessa: “stress/depressione” oppure meglio fare degli accertamenti: esami del sangue, tac, radiografia,scintigrafia,ecografia,colonscopia…

:-”Ci rivediamo con i referti clinici,allora, arrivederci”.

Il tempo di prenotazione mutualistica, è, di minimo, due tre mesi, più quello per i risultati. In questo periodo possiamo fare tutte le congetture. Sarà: cardiopatia, cisti, cirrosi, cancro,appendicite, tiroide …Se avete l’Enciclopedia medica, buttatela via!

Tempo dopo, puntuale all’appuntamento, con le cartelle cliniche tra le mani, mi siedo sulla sedia, ad aspettare e capire.

Il medico sfoglia le carte, guarda le diapositive e fotografa, col suo cellulare, i referti per il PC. :-”Allora faremo questo piccolo intervento di routine, in Day Hospital, appena sarà possibile. Se non la chiamano per gennaio, si faccia sentire

Otto mesi d’attesa. Potrei morire. Ma si vede, va bene così.

Fuori dallo studio, un sospiro di sollievo. Niente di grave.

Ma ripenso alla NON visita e alla NON comprensione.

Certo che i progressi della medicina, negli ultimi anni, sono stati eccezionali. Grazie agli studi e la ricerca, la salute e la vita sono migliorati, si sono allungati. La tecnologia poi, ha realmente cambiato l’approccio e il rapporto con la malattia, che viene affrontata, quasi sempre con successo.

Ma è la figura del “medico della mutua” che mi lascia perplessa, non riesco più ad inquadrare LA SUA FUNZIONE PRATICA.

:-”Troppo legata ai tempi antichi – ridono in ufficio – tra qualche tempo il medico sarà un computer e ti visiterà al telefono, con un monitor!”.

Spero che nessun medico si sia offeso, ma a me piaceva essere palpata, (palpata e non palpeggiata) metodo superato, credo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura

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