LA CGIL CHIEDE LEGALITA’ NEL SETTORE TURISTICO

| 2 Settembre 2016 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. I segretari provinciali della Cgil Valentina Fragassi e Mirko Moscaggiuri ci scrivono______

Da tempo la Filcams e la Cgil chiedono di porre al centro della discussione sullo sviluppo del turismo nel Salento il tema della legalità. Legalità intesa, innanzi tutto, come rispetto delle leggi sul lavoro e dei contratti nazionali del lavoro e come lotta al sommerso a 360 gradi. Sommerso che consiste sia nella pratica di evadere il fisco sugli introiti economici da parte di imprese piccole e grandi del settore, ma anche e soprattutto nell’abitudine di aggirare la possibilità di dare qualità e stabilità ai rapporti di lavoro.

Di fatto una situazione che, complessivamente, si traduce in una ricchezza economica che non giova al nostro territorio, ma soltanto alle tasche di pochi.

Rispetto ai numeri delle presenze turistiche, sicuramente la Puglia e il Salento si attestano tra le mete a maggiore e crescente attrazione. E questo è un dato positivo. Evidenziamo però che, ancora oggiAggiungi un appuntamento per oggi, i dati sull’occupazione parlano di lavoro instabile, accessorio, fatto sostanzialmente di evasione contrattuale e di utilizzo sempre più diffuso dei voucher. I famosi “ticket da mini-impieghi” sono diventati, se non la regola, lo strumento predominante per impiegare personale addetto alle strutture turistiche, balneari, ricettive, e ai pubblici esercizi, soprattutto nel periodo estivo. Ricordiamo, a questo proposito, che la Cgil promuove un referendum per l’eliminazione dei voucher dal mercato del lavoro italiano, la cui introduzione, invece dell’emersione dal nero, sta agevolando l’illegalità e l’ulteriore precarizzazione del lavoro.

La Filcams inoltre sta promuovendo, a livello nazionale, una campagna di comunicazione #summerwar e #ifantastici400000 (si stima in 400mila circa in Italia il numero di lavoratori stagionali del turismo), per denunciare le condizioni di lavoro, spesso ai limiti della legalità, dei lavoratori stagionali e richiamare l’attenzione sui gravi problemi di chi lavora nel settore, a partire dall’irrisorio periodo di sostegno al reddito durante la disoccupazione.

Noi crediamo fermamente nel progetto del Distretto Turistico, ma a patto che lo stesso sia condizionato verso il rispetto delle leggi e verso l’applicazione dei contratti collettivi del lavoro, perché se si garantiscono condizioni di lavoro di qualità, si fa l’interesse anche del territorio, di chi vi risiede e di chi vi arriva come turista.

Rispetto all’allarme lanciato dal presidente della Camera di commercio Alfredo Prete, rispondiamo che è facile fare i conti sulle reali presenze turistiche nel Salento: perché si tratta di presenze censite sia dalla Questura di Lecce che dai Comuni, di Lecce e provincia, attraverso la tassa di soggiorno.

La nostra Organizzazione sindacale chiederà quindi un incontro, innanzi tutto, al Comune di Lecce per iniziare una discussione concreta su come eliminare la possibilità di strumentalizzazione e di dumping contrattuali tra strutture ricettive (alberghi, b&b, residence, ecc.) e per chiedere di fare una prima verifica sui numeri reali del turismo incrociando i dati sulle presenze registrate e il numero di tasse di soggiorno comunicate. La stessa cosa richiederemo anche agli altri Comuni a vocazione turistica della provincia.

Chiediamo inoltre che la Prefettura faccia da coordinamento sul rispetto delle norme e sulla necessità di aumentare la presenza di controlli da parte dell’ispettorato del lavoro sul territorio.

 

 

 

 

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