DIARIO DEL GIORNO PRIMA / IL TAM TAM DI ANNIBALE

| 7 Ottobre 2016 | 0 Comments

ITALIA______
ROMA – Fermato dalla polizia il presunto responsabile dell’aggressione e della violenza sessuale a i danni di una turista australiana avvenuta qualche notte fa nel parco di Colle Oppio a Roma. L’uomo, un cittadino romeno di 40 anni senza fissa dimora, è stato fermato dagli agenti della Squadra mobile e del commissariato Viminale. Dovrà rispondere di violenza sessuale, rapina e lesioni.  Secondo quanto ricostruito dagli investigatori l’aggressione sarebbe scattata dopo un rifiuto. Il cittadino romeno aveva conosciuto la vittima in un locale in zona Termini e si era offerto di accompagnarla in albergo. Invece l’ha portata in una zona isolata del parco nei pressi del Colosseo. Lì avrebbe tentato di baciarla e, a un suo rifiuto, l’avrebbe colpita con un pugno al volto, violentata e rapinata. Gli agenti della squadra mobile di Roma e del commissariato Viminale hanno ricostruito la dinamica dei fatti attraverso le immagini di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali e il racconto di testimoni.

ITALIA______
ROMA – Sovraffollamento, tempi di attesa per il ricovero in reparto che possono superare le quarantotto ore, adeguata attenzione alla terapia del dolore solo in sei strutture su dieci ma in modo differente a seconda delle realtà regionali, spazi dedicati al malato in fase terminale solo nel 13% delle strutture. E’ questa la fotografia sullo stato di salute dei Pronto soccorso italiani scattata dal monitoraggio presentato oggi dal Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva e la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (Simeu). Secondo il monitoraggio, oltre due giorni di attesa per il ricovero in reparto si registrano nel 38% dei Dipartimenti di emergenza urgenza (Dea) II livello e nel 20% nei Pronto Soccorso (l’attesa è fino a quarantotto ore nel 40% dei Pronto soccorso). L’attesa massima è stata invece di sette giorni (centosessantotto ore) nei reparti Osservazione breve intensiva, nuove strutture previste dal Regolamento sugli Standard qualitativi sull’assistenza ospedaliera.

MONDO______
ALEPPO – L’Isis rivendica – attraverso la sua agenzia Aamaq – l’attentato al valico di Atme, sul lato siriano alla frontiera tra la provincia di Idlib e la Turchia, dove hanno perso la vita almeno venti ribelli. Lo ha reso noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui un kamikaze ha fatto esplodere la cintura esplosiva che indossava tra un gruppo di combattenti che avevano effettuato il cambio di turno al passo di frontiera.  I miliziani appartenevano alle fazioni siriane appoggiate dalla Turchia e che partecipano all’operazione di Ankara “Scudo dell’Eufrate” contro l’Isis ma anche le milizie curde dell’YPG che la Turchia considera terroristi. Oppositori siriani hanno diffuso un video su Twitter, la cui autenticità non è verificabile, in cui si vedono una ventina di cadaveri di combattenti stesi al suolo pochi attimi dopo un’esplosione. Dallo scorso 21 agosto, vari gruppi ribelli siriani, con l’appoggio di carri armati e aerei turchi, realizzano un’offensiva nel nord-est di Aleppo contro l’Isis. L’operazione turca finora ha consentito la cattura di Jarabulus e ora punta su altre due località in mano ai jihadisti, Al-Bab e Dabiq (quest’ultima di particolare importanza per l’Isis perchè secondo una profezia sunnita è dove avverrà la battaglia finale tra cristiani e musulmani). Nella giornata di mercoledì, le fazioni hanno fatto passi in avanti e si sono situate a due chilometri e mezzo dal villaggio di Ajtarin, controllato dai jihadisti e al nord di Aleppo.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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