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LO STRANO CASO DEL ‘REGINA PACIS’ DI SAN FOCA / CENTRO PERMANENZA TEMPORANEA A CINQUE STELLE

| 28 ottobre 2016 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Da soggiorno per le colonie dei bambini dei tempi che furono, era diventata una struttura fatiscente, riadattata negli anni scorsi a ‘centro permanenza temporanea’, CPT in gergo, quale concreta possibilità destinata ai bisognosi; ma oramai non accoglieva più nessuno, e come e perché si fosse ridotta così, è tutta un’ altra storia, che pure sarebbe sicuramente edificante raccontare. Ma tant’ era.

Adesso invece tornerà ad accogliere. Profughi richiedenti asilo che fuggono dalle guerre? Migranti in cerca di una possibilità per sfuggire a fame e miseria? Famiglie italiane di sfrattati che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e intanto dormono nelle auto, oppure ospitati dai parenti? Senza tetto che giacciono in giacigli di fortuna, disseminati nella periferia della grande Lecce, in balia della tramontana del lento inverno salentino e che continuano a morire come cani abbandonati?

No, niente di tutto questo.

La Regina della pace sarà un tempio al turismo extralusso fronte mare. Diventerà – anzi, sta diventando: i lavori sono già iniziati – un hotel a cinque stelle, un albergo per gli adepti del modello Briatore, e sia chiaro che ‘stavolta il buon Flavio, al quale il ‘Twiga’ di Otranto, del quale ci siamo occupati nei mesi scorsi e di cui torneremo ad occuparci, basta e avanza, non c’ entra nulla.

E allora chi c’ entra, ‘ stavolta?

Vediamo.

E perché vediamo?

Vediamo perché qui, quand’ anche fosse tutto in ordine da un punto di vista amministrativo, e tutto in regola da un punto di vista politico, rimane la questione morale: una struttura destinata ai bisognosi, agli ultimi, agli esclusi, che sono tanti, cambia destinazione d’ uso e diventa invece oggetto di profitto di privati, e resort degli agi per i primi, i ricchi, i privilegiati. Questo, esattamente questo.

La struttura ‘Regina pacis’, San Foca, marina di Melendugno, era di proprietà della Curia vescovile di Lecce.

La Curia però, senza consultazione dei fedeli, senza nessun ripensamento, che sarebbe stato quanto mi opportuno, senza indugio, direi, la vendette nel 2007 alla famiglia Semeraro, i banchieri ex proprietari dell’ ‘Unione sportiva Lecce’, tanto per capirci, i quali avviarono un primo studio di ‘riconversione’ per l’ alta clientela turistica internazionale.

Ma qualcosa non deve averli convinti, del progetto, oppure vai a sapere – e noi non sappiamo – fatto sta che l’ hanno successivamente rivenduta.

Ma fermiamoci un attimo.

Ritornano alla mente le parole pronunciate dall’ arcivescovo Domenico D’ Ambrosio durante le ultime festività patronali. Ricevendo una delegazione di ‘senza tetto’ leccesi, a pochi giorni di distanza dalla morte di uno di loro, Giuseppe Fiorentino, l’ arcivescovo promise loro un intervento deciso a loro favore: “Scuoterò il cuore delle istituzioni cittadine che domani, in occasione del tradizionale messaggio alla Città, richiamerò ad un maggiore impegno”.

Poi però il giorno dopo, nel suo discorso si dimenticò completamente di quello che aveva promesso poche ore prima. Anzi: ai ‘potenti’ “che stanno al potere“, rivolse parole di “amicizia e stima“. Altro che ‘strigliata’!

E certo ai senza tetto leccesi la storia della vendita del ‘Regina pacis’ passata dalla Curia, ai banchieri, con tanto di cambio di destinazione d’ uso, avrebbe certo interessato molto.

Nel frattempo, in quei mesi, dai Semeraro la struttura di San Foca era stata acquisita dai Mazzotta, i quali, proprio in quei giorni dello scorso fine agosto dei santi patroni, annunciarono il fatto compiuto: l’ avviata costruzione del mega hotel extra lusso, centotedieci suite vista mare e con idromassaggio, piscina, fitness e altre delizie.

Ad essere precisi, nuova proprietaria era diventata una società, la ‘p.g.h. Queen Hotel s.r.l.’, COSTRUZIONE DI EDIFICI RESIDENZIALI E NON RESIDENZIALI , con sede a Lecce.

Amministratore delegato è Giancarlo Mazzotta, 46 anni, sindaco di Carmiano, eletto in una lista civica, ma espressione di ‘Forza Italia’, anzi perfetta esemplificazione di politico-imprenditore.

Poi – toh, anche qui, come per il ‘Twiga’ di Otranto, ritornano gli intrecci fra affari e politica, e ritornano i figli di papà – Giancarlo Mazzotta è il padre di Paride, 27 anni, consigliere comunale a Palazzo Carafa, e coordinatore provinciale di Forza Italia, nominato direttamente da Silvio Berlusconi.

Anch’ egli politico – imprenditore, della Madigest Hotel & Resort, SERVIZI NELL’ALLESTIMENTO DI STRUTTURE TURISTICHE ED ALBERGHIERE, che già gestisce altre strutture nella zona di Melendugno.

Sindaco di Melendugno è Marco Potì, noto alle cronache salentine, e oramai nazionali, quale strenuo oppositore del gasdotto della Tap, e certamente non sono ipotizzabili sue simpatie per ‘Forza Italia’.

In ogni caso, il consiglio comunale i Melendugno non ha trovato niente da ridire al progetto della ‘p.g.h. Queen Hotel s.r.l.’, e l’ ufficio tecnico del Comune ha rilasciato evidentemente tutti i permessi necessari, se i lavori sono iniziati, oramai da un po’.

Tutto a posto, allora?

Mah…

Non ne è convinta Daniela Donno, senatrice leccese del Movimento Cinque Stelle (le stelle politiche, non quelle alberghiere), la quale ieri mattina ha presentato un’ interrogazione parlamentare a tre ministri: dell’ Ambiente, delle Infrastrutture e dei Beni culturali.

Evidenziando che “trattandosi di zona sottoposta a vincolo paesaggistico, è indispensabile il via libera della Soprintendenza per la modifica delle volumetrie”; nonché che “l’area sorge a pochi metri dalla riva, in un territorio di alto pregio paesaggistico, storico e culturale, su un fragile costone di falesia, formato a sua volta da roccia arenaria, soggetta ad erosione“, e ancora l’ “esigenza di tutela dell’area costiera, caratterizzata dalla presenza di biodiversità marine sia animali che vegetali, nonché da limitrofi siti archeologici di pregio”;

la senatrice chiede di sapere: 

“se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti; se ritengano opportuno accertare, nei limiti delle proprie competenze ed attribuzioni, il corretto esperimento, nelle diverse fasi e secondo la normativa vigente, delle procedure legate alla programmata realizzazione, in un’ottica di tutela dell’ambiente, del paesaggio e delle aree marine coinvolte; se non ritengano necessario adoperarsi affinché sia adeguatamente contrastata ogni attività di edificazione e cementificazione avente natura speculativa attuata in spregio delle risorse naturali, geologiche, faunistiche e del patrimonio paesaggistico”.

In attesa che Gian Luca Galletti, Graziano Delrio e Dario Franceschini rispondano, in qualche modo, a queste domande, l’ interrogativo principale su questo nuovo strano caso all’ italiana, anzi, alla salentina, è però di ordine morale.

Già, perché poi, in fondo, sempre centro di permanenza temporanea è rimasto…

Ma fare i conti con la morale è sempre molto più difficile che fare i conti con la politica: non si può eludere, o imbrogliare.

 

 

 

Category: Cronaca, Politica

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