RICORDANDO PAOLO BORSELLINO. A LECCE DIBATTITO, E POI L’ ANTEPRIMA DI UN’ OPERA TEATRALE. leccecronaca.it HA INTERVISTATO IL REGISTA, ALFREDO TRAVERSA

| 20 Gennaio 2017 | 0 Comments

di Antonella Elefante______

Chi ha paura muore ogni giorno. Chi non ha paura muore una volta sola”, diceva Paolo Emanuele Borsellino, ucciso, insieme agli agenti della scorta, da Cosa Nostra quel maledetto 19 luglio 1992, venticinque anni fa, mentre andava a fare visita a sua madre, in via D’Amelio, a Palermo, per lo scoppio di una bomba con cento chili di tritolo, posizionata all’interno di una Fiat 126.

Ieri 19 gennaio, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 77˚ compleanno, alle 18.30 presso l’aula “Primo Tondo” di Palazzo Michele De Pietro a Lecce, si è svolta la manifestazione dal titolo “Ricordando Paolo Borsellino. La Giustizia riflette”.

Organizzato dal Centro Studi Michele De Pietro, Ordine degli Avvocati di Lecce e Associazione Nazionale Magistrati, la manifestazione si è aperta con un dibattito al quale hanno preso parte il procuratore aggiunto di Lecce, Antonio De Donno; il presidente del Centro Studi Michele De Pietro, Pasquale Corleto; Roberto Tanisi, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Lecce; Maria Francesca Mariano, giudice della Corte d’Assise leccese e scrittrice; e Annagrazia Maraschio, consigliere dell’Ordine degli Avvocati.

Dopo il dibattito, animato dai qualificati relatori, si è entrati nella parte anche artisticamente più significativa della manifestazione.

C’è stata cioè una rappresentazione da parte della compagnia teatrale “Témenos – recinti teatrali”, diretta da Alfredo Traversa, sul testo scritto da Maria Francesca Mariano: “Vostro Onore – dalla parte del colpevole”: “abbiamo voluto ricordare l’impegno di Paolo Borsellino, insieme al magistrato Giovanni Falcone, per combattere la mafia in Italia e a livello internazionale“.

La compagnia Témenos – Recinti Teatrali, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Vittorio Bachelet di Taviano, l’ANM di Lecce, ha operato ed opera, su larga scala e in contesti differenti, sui temi della legalità, della lotta alle mafie e della violenza di genere.

Nell’ occasione, leccecronaca.it ha intervistato Alfredo Traversa (nella foto, con l’ attrice Marina Lupo), di Grottaglie, autore, attore e regista teatrale. Ecco quello che ci ha raccontato.

D). – “Come è iniziata l’avventura nel mondo del teatro?”

R). – “Sono partito nel 1980 per andare a studiare a Roma all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “S. D’Amico” che ha formato vari attori, tra cui Vittorio Gassman, Elio Pandolfi, Luca Ronconi e registi come Vito Pandolfi, Andrea Camilleri, Francesco Savio e altri. Da qui ho seguito un percorso fatto di turnée, scrittura, lavorando per sedi Rai di Bari, Roma e Napoli. Per quanto riguarda le scritture per il Sud Italia, ho scritto per Rai Puglia un radiofonico in dieci puntate con Tito Schipa junior, sulla vita del grande tenore italiano.”

D). – “Ultimamente ha portato in scena lavori importanti, come quelli su Giovanni Testori e Pier Polo Pasolini. Essendo anche attore teatrale, preferisce recitare o fare il regista?”

R.) – “Ho fatto l’attore solo per i primi anni, poi ho iniziato a scrivere radiodrammi per la Rai. Preferisco fare il regista e, in ogni caso, prediligo il teatro al cinema.”

D.) – “In che modo, lo spettacolo “Vostro Onore – dalla parte del colpevole”, ha affrontato il tema della giustizia?”

R.) – “Quella di ieri è stata un’anteprima, infatti è stata tagliata qualcosa e sono state riportate solo le parti più significative del copione. Ieri c’è stata una lettura scenica di quello che sarà l’opera teatrale che andrà in scena a metà marzo in occasione dei giorni della legalità.

Al centro c’è la figura del giudice che affronta casi di procedura penale ma che si trova anche a dover affrontare situazioni della vita quotidiana perché, ancor prima di essere un giudice, è un uomo. La figura del giudice è messa al centro di tutto, infatti è rappresentato come un uomo solo che legge gli atti ma che cerca anche di capire quale sia la giusta pena da dare, alternando momenti di sconforto dovuti alle proprie situazioni.

Questo spettacolo ha il merito di far avvicinare il giudice malvisto da mass-media. Bisogna capire che il giudice è una persona come noi, con le stesse paure e gli stessi problemi”.

 

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